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Archive for September 3, 2011

“Freddo Sud” di Liza Marklund, recensione di Viviana Musumeci

September 3, 2011 Leave a comment

Liza Marklund
Freddo Sud
Marsilio
Pag. 510
Euro 19

In Freddo Sud ritroviamo Annika Bengtzon, giornalista della “Stampa della Sera”, alle prese con un’intricata storia che si svolge, contrariamente ai precedenti intrecci , non a Stoccolma, bensì nell’afosa Costa del Sol spagnola, buon ritiro per una comunità straniera di ricconi e celebrità. L’uccisione della famiglia di Sebastian Sodestrom, stella svedese di hockey su ghiaccio, apre la
trama che, nel suo svolgersi, disvelerà un mondo parallelo contraddistinto da droga e corruzione, con diramazioni a Gibilterra, in Marocco, fino ad uno sperduto podere della Svezia. Lontana dalla sua Stoccolma, Annika ha per lo meno modo di lasciarsi alla spalle il matrimonio, ormai in crisi e prossimo al divorzio, la faticosa routine casa-lavoro-bambini, nonché gli sgradevoli cambiamenti alla guida della redazione del giornale. La trama è ben articolata, il ritmo serrato, combinato alle traversie personali di Annika, accresce la suspense; forse, per i frequenti rimandi contenuti, oltre che per apprezzare l’evoluzione di Annika come personaggio principale, sarebbe utile leggere, prima di “Freddo Sud”, il precedente racconto di Liza Marklund intitolato “Finchè morte non ci separi”, thriller di altrettanta intensità, sempre pubblicato da Marsilio. Non c’è ombra di dubbio:
Liza Marklund è la first lady del giallo nordico.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

Piemonte, stanziati 63 milioni di euro per sostituire bus inquinanti

September 3, 2011 Leave a comment

Il piano annuale di investimenti per il trasporto pubblico avallato dalla regione Piemonte, prevede lo stanziamento di 63 milioni di euro per sostituire tutti gli autobus altamente inquinanti. Il piano d’investimento è stato approvato con delibera della giunta regionale e si propone di realizzare un programma di rinnovamento per la salvaguardia dell’aria e dell’ambiente. Tutti i contratti precedentemente acquisiti da parte delle aziende dei trasporti, che comprendono l’acquisto di autobus non inquinanti saranno inclusi nel progetto stesso il quale avrà anche un maggiore sviluppo con l’acquisizione di altri mezzi similari.

Carla Liberatore

Categories: Attualità, Curiosità Tags:

“Greta Garbo. Diventare star per sempre” di Italo Moscati, Edizioni Sabinae

September 3, 2011 Leave a comment

Titolo: GRETA GARBO – DIVENTARE STAR PER SEMPRE

Autore: ITALO MOSCATI

Prezzo: € 18,00

Dati: Maggio 2010

ISBN 978-88-96105-54-2

Greta Garbo è l’attrice, la diva, la leggenda, il mito che conosciamo, con i suoi film, con la sua semiclandestina uscita dal cinema e dalla scena della vita. Tutti pensiamo di conoscerla ed invece è sfuggente o meglio ancora misteriosa. Molto resta da capire in lei.  Si presenta l’occasione giusta per dedicarle un racconto. Quest’anno (2010), si ricordano i vent’anni dalla morte.

Tanti capitoli di un vero romanzo: vita, amori appassionati, amori sbagliati, film belli, film sbagliati, cinema muto e poi sonoro, un abbandono del set  da cui cominciarono altre avventure, cronache rosa e meno rosa.

E Greta, l’unica Greta. La svedese Greta, la sua famiglia di origine contadina; il periodo di un’amara adolescenza vissuto lavorando come sciampista e poi come commessa di un grande magazzino; le prime prove in short pubblicitari e l’ammissione alla Accademia Reale di arte drammatica.

Il debutto sul grande schermo, e i suoi rapporti con il cinema, da quello prenazista a quello di Hollywood; le interpretazioni famose , da “Anna Karenina” a “Ninotchka”, e le meno famose; i suoi uomini, noti e anche quelli poco conosciuti; i suoi viaggi nel mondo e in Italia; la bellezza e la paura dell’avanzare dell’età ;un doloroso, silenzioso, toccante abbandono del set e la vita solitaria.

La storia di Greta e soprattutto la fatica di essere una femme fatale che deve dare il massimo; e che il massimo ottiene, a costo di un’intima e sofferta rassegnazione, insieme a una malinconia romantica da cui trapela una ansiosa voglia di vivere.  Una scommessa, una sfida di ieri che resta valida anche oggi.

ITALO MOSCATI

Regista, scrittore, sceneggiatore. Ha collaborato con alcuni migliori autori italiani, fra cui Liliana Cavani,con la quale ha scritto “Il portiere di notte” e altri cinque film, e Luigi Comencini. Ha diretto il tv movie “Gioco perverso” tratto da un suo libro sul cinema italiano degli anni 30 e 40, con la storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida; il serial “Stelle in fiamme” sui grandi amori dello schermo; e numerosi film doc, tra i quali “Via Veneto Set”, “Passioni nere”, “Occhi sgranati”, “Il sogno del futuro”, “Viziati”, “Non solo voce: Maria Callas”, “Luciano Pavarotti: l’ultimo tenore?”, “Donne & Donne”, “Luci di Natale” , “Gli anni del 9”, “Torino Gira”. Ha diretto sceneggiati e documentari alla radio di grande successo. I suoi ultimi libri: “I Piccoli Mozart”, “Anna Magnani”, “Vittorio De Sica”, “Sergio Leone- Quando il cinema era grande”, “Pasolini passione”, “Hitchcock”, “Fellini & Fellini”. Ha ricevuto prestigiosi premi, come il St. Vincent, il Tuscia, il Biella, il Leone di Pietra.

Fonte: Edizioni Sabinae

“Versi Anatomici” di Silvia Pascal, Edizioni Damocle

September 3, 2011 Leave a comment

Versi Anatomici

di Silvia Pascal

Edizioni Damocle

ISBN 978-88-96590-34-8

« I versi di Silvia sono versi colti e laddove c’è cultura e giovinezza, là, c’è quasi sempre disperazione. Quello di Silvia non è il verso del flagellato e se ha patito e si è punita, ora sulla carta ha dichiarato al mondo e soprattutto a se stessa, il suo riscatto. Perché, se c’è da soffrire, che almeno sia per scrivere. » dalla prefazione di Barbara Codogno

Silvia Pascal (1981) è di origini veneziane ma bolognese d’adozione. Si dedica allo studio del teatro come interazione fra corporeità e suono; è appassionata di antropologia e simbolismo della scienza sacra. Ama l’anatomia, il punk e distilla bile dal 1995. Laureata in scienze della comunicazione, frequenta i workshop di recitazione di John Strasberg. Sucessivamente studia presso l’Istituto della Commedia dell’Arte Internazionale discipline come mimo, danza (classica, indiana e contemporanea) e ha modo di confrontarsi con maestri quali Allegri, Fo, Yutaka Takei e Carolyn Carlson. Si approccia al canto formalmente -studiando il metodo Voice Craft EVTS presso il conservatorio Pollini di Padova- e non, cantando in alcuni gruppi punk-rock. Ha lavorato con Sergio Stivaletti (regista ed esperto di special effect di Dario Argento) alla realizzazione di un corto horror, nell’ambito del corso di effetti visivi della Regione Veneto. Versi anatomici (Damocle, 2011) è la sua opera prima. http://www.silviapascal.it

Recensione di Marzia Carocci:

Un canto senza retorica, né false ideologie, una voce priva di banalità .
Emozioni fuori del corpo, vomitate, calpestate, generate con la netta sensazione e con la certezza di trovarsi in un mondo che spesso non comprende, nell’egoismo che vige come dittatura nell’esistenza umana.
Silvia Pascal, si esprime in contestazioni e denunce nelle quali lei stessa n’è vittima, riconosce il senso del vuoto esistenziale, ma non si fustiga, anzi, si sfoga e si ribella di quel cammino obbligato, e non amato, nella consapevolezza che tutto è potere, dominio, e non vi è possibilità di scelta se non  a ribellarsi con una scrittura che taglia e che graffia le coscienze amorfe e inerti.
L’autrice usa indubbiamente una forma nuova di espressione con la quale si esprime, ella infatti incanta con le sue verità che lasciano il lettore in un’attenta riflessione che coinvolge e al tempo stesso annienta.
Silvia Pascal tramite una semantica particolarmente descrittiva ci prospetta uno scenario in monocromia, ma in continuo movimento, come se il nero e il bianco riuscissero a dare forma e corpo alle sue parole.
Lei ci trascina nella consapevolezza e nella riprova di un cammino complicato, un terreno irto di ostacoli e oscurato da  nebbie, dove la speranza spesso abortisce sé stessa e si rinnega, dove la difficoltà della comunicabilità diventa ossessione e isolamento al canone comune del vivere stesso.
L’autrice non finge a sé stessa anzi, si convince di una realtà che la rende mortificata, sola, disorientata. Certamente conscia del suo stato, si lascia scagliare in balia degli eventi  sfogando la sua indignazione in queste pagine che vibrano , respirano e ci fanno sentire la sua voce.

Pag 64

E anch’io
ho pur bevuto
il sangue di Cristo.

Ogni volta per niente.

Parole forti, che rilevano un tentativo di salvezza, ma che immediatamente Silvia Pascal , rifugge di nuova delusa.
Il lettore non può in ogni caso esimersi dal notare che la nostra autrice scrive “Cristo” con la lettera maiuscola, e questo ci lascia ad intendere che nonostante la rabbia, l’amarezza, l’accettazione del proprio abisso, l’autrice mantiene quella luce accesa, una fiaccola tenue in mezzo alle ombre, le stesse che regolarmente il cammino terreno ci impone, ledendo ogni sentimento, ogni emozione e spesso soffocando la nostra sensibilità trasformandoci poi come anime vuote, senza più voli o sogni da inventare

Una giovane autrice che sa gridare, a piena voce, la propria rifrazione interiore, la propria delusione, ella ha capito che anche attraverso la scrittura, si può arrivare a scuotere quelle coscienze vuote e egoiste, un’autrice che con determinazione riscatta il suo tempo di vivere.

Marzia Carocci

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