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Premio letterario “Giuseppe Dessì” XXVI edizione, Cagliari 2 Settembre 2011

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Due terne di finalisti e il vincitore del Premio Speciale della Giuria verranno presentati nel corso di una conferenza stampa il 2 settembre a Cagliari.

Prende forma la ventiseiesima edizione del premio letterario “Giuseppe Dessì”
in programma a Villacidro (VS) dal 13 al 18 settembre.

Prende forma la ventiseiesima edizione del Premio “Giuseppe Dessì”, in programma dal 13 al 18 settembre a Villacidro, il paese del Medio Campidano in cui l’autore di “Paese d’Ombre” trascorse la sua giovinezza e ambientò il suo capolavoro (premio Strega nel 1972).

Il prestigioso concorso letterario nazionale, intitolato allo scrittore nato a Cagliari nel 1909 e scomparso a Roma nel 1977, ha concluso i suoi primi adempimenti. Scaduto il 15 giugno il termine previsto dal bando dell’edizione 2011, è partito il lavoro di selezione delle opere finaliste da parte della Giuria presieduta da Anna Dolfi (eminente italianista dell’’Università di Firenze e tra le massime studiose dessiane) e composta da Mario Baudino, Massimo Onofri, Stefano Salis, Giancarlo Pontiggia, Duilio Caocci, Evanghelia Stead, Giuseppe Langella oltre che dal presidente della Fondazione Dessì, Giuseppe Marras.

Un lavoro intenso per i giurati, chiamati a individuare i finalisti delle due sezioni in cui si articola il concorso (narrativa e poesia), tra le 456 opere pervenute (284 per la narrativa e 172 per la poesia). Numeri che confermano, una volta di più, il prestigio e l’autorevolezza di cui gode il Premio Dessì nel panorama letterario italiano. Non a caso anche in questa edizione si è puntualmente rinnovata la massiccia partecipazione al concorso delle più importanti case editrici italiane (Einaudi, Mondadori, Garzanti, Sellerio, Baldini & Castoldi, Feltrinelli, Marsilio, Guanda, Adelphi, Longanesi), oltre ad altre realtà emergenti, vivaci novità del panorama editoriale nazionale (tra gli altri E/O, Jaca Book, Fazi, Il Maestrale, Minimum Fax, Elliot).

Basta scorrere l’albo d’oro del concorso per notare come, in 25 anni, sia passata per il Premio Dessì una parte importante della cultura italiana: tra i vincitori delle scorse edizioni figurano infatti scrittori come Sandro Petroni, Nico Orengo, Laura Pariani, Salvatore Mannuzzu, Marcello Fois, Michela Murgia, Francesco M. Cataluccio, poeti del calibro di Elio Pecora, Maria Luisa Spaziani, Giancarlo Pontiggia, Alda Merini e – attraverso la sezione del Premio Speciale della Giuria – giornalisti, attori, intellettuali, politici e personalità di spicco della cultura italiana come Luigi Pintor, Sergio Zavoli, Alberto Bevilaqua, Arnoldo Foà, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga, il leader radicale Marco Pannella e il giornalista Piero Angela.

Fissata anche la tabella di marcia dei prossimi appuntamenti del “Dessì”. I nomi delle due terne di finalisti e il vincitore del Premio Speciale della Giuria verranno presentati nel corso di una conferenza stampa prevista per il prossimo 2 settembre a Cagliari insieme al calendario di eventi che dal 13 settembre terranno banco a Villacidro: un ricco cartellone di spettacoli, concerti e incontri intorno alla letteratura, all’arte, alle memorie e al cinema del grande autore sardo. Il Premio Dessì culminerà il 18 settembre con la cerimonia in cui verranno svelati i vincitori di questa ventiseiesima edizione (che porteranno a casa cinquemila euro ciascuno), affidata alla presentazione della giornalista di Sky Paola Saluzzi.

Organizzano la Fondazione Dessì e il Comune di Villacidro, col patrocinio del Consiglio Regionale della Sardegna, dell’Assessorato Regionale alla Pubblica Istruzione, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Fondazione Banco di Sardegna, dell’Amministrazione Provinciale del Medio Campidano e del Consorzio Industriale di Villacidro.
Per informazioni e aggiornamenti: www.fondazionedessi.it

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“Alla Mensa del Signore”, capolavori dell’arte europea da Raffaello a Tiepolo in mostra alla Mole Vanvitelliana di Ancona

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Ancona – Un grande e importante mostra è stata allestita alla Mole Vanvitelliana di Ancona dal 3 settembre all’8 gennaio 2012. Alla Mensa del Signore. Capolavori dell’arte europea da Raffaello a Tiepolo, è la rassegna promossa e realizzata dal Comitato organizzatore del XXV Congresso Eucaristico Nazionale in collaborazione con la Regione Marche. Il percorso espositivo è formato da 111 opere fra capolavori pittorici, alcune di dimensioni monumentali, oggetti e antichi donativi rari e preziosi.
Il percorso espositivo, articolato in undici sezioni, è composto da una serie di opere, dipinti, sculture e arazzi di grandi maestri dell’arte, dal Cinquecento al Settecento ed oltre, sul tema dell’Ultima Cena, nell’interpretazione degli artisti che del tema hanno spesso raffigurato i due momenti distinti, l’Istituzione dell’Eucaristia e la Comunione degli Apostoli. Fra le opere in mostra si citano, fra le altre, La carità, parte della predella della Deposizione Baglione di Raffaello, proveniente dai Musei Vaticani; l’Arazzo con l’Istituzione dell’Eucaristia di Rubens, proveniente da Ancona; l’Ultima cena del Tiziano, proveniente dalla Galleria Nazionale di Urbino; la Comunione di Santa Lucia del Tiepolo, proveniente da Venezia; l’Ultima cena del Tintoretto, proveniente dalla chiesa di S. Trovaso in Venezia; l’Istituzione dell’Eucaristia e Comunione degli Apostoli di Federico Barocci, la Comunione degli Apostoli di Marco Palmezzano. L’esposizione renderà omaggio a Leonardo ed al suo Cenacolo con tre opere: la prima è costituita dall’antico complesso scultoreo in legno dipinto realizzato negli anni 1528-1532 da Andrea da Milano e Alberto da Lodi e composto da tredici figure, Cristo e gli Apostoli. L’opera, che prende a modello proprio l’affresco del refettorio delle Grazie, viene esposta per la prima volta fuori sede, le sculture che provengono dal Santuario della Beata Vergine dei Miracoli di Saronno. Le altre due opere che fanno da cornice al magnifico e maestoso gruppo scultoreo sono altresì importanti, si tratta della copia settecentesca del grande arazzo vaticano raffigurante il Cenacolo di Leonardo, proveniente dagli appartamenti vaticani, e la tela di Cesare Magni raffigurante l’Ultima Cena leonardesca, proveniente dalla Pinacoteca di Brera. Quale completamento della prestigiosa rassegna per la parte antica sarà ordinata nel percorso espositivo una ricca raccolta del vasto tesoro di oggetti liturgici conservati nelle diocesi marchigiane. Al fine di rendere esauriente il tema proposto dalla mostra, la stessa si conclude con una sezione di opere di Maestri del XX secolo. Nella selezione, assai significativa, appaiono, fra gli altri, la Porta di Tabernacolo di Georges Rouault dei Musei Vaticani; la Cena in Emmaus di Ardengo Soffici dei Musei Vaticani; Cartone con Angelo eucaristico di Carlo Mattioli, ed Emmaus di Franco Gentilini, proveniente da Assisi.

Inaugurazione: 2 settembre 2011 ore 18.00
Apertura al pubblico: Dal 3 di settembre 2011 all’8 gennaio 2012
Orari: Apertura giornaliera
Mercoledì, venerdì, Sabato, domenica
Dalle 10.00 alle 13.00 -Dalle 15.30 alle 19.00
Martedì e giovedì: Dalle 15.30 alle 19.00
Lunedì: chiuso

Maggiori informazioni: www.congressoeucaristico.it

Pianeta Diamante, nuova scoperta nella costellazione del serpente

September 1, 2011 Leave a comment

Non si può comprare e nemmeno visitare, ma questo nuovo pianeta è stato definito dagli scienziati come un pianeta di lusso.
A quanto pare, infatti, questo prezioso corpo celeste ha una struttura composta dall’unione di ossigeno e carbonio allo stato cristallino.
Le sue dimensioni sono pari a 5 volte la grandezza della terra, dunque simili a quelle di Giove, ed è situato ad una distanza di ben 4 mila anni luce dal pianeta Terra; la scoperta di questo nuovo pianeta è stata fatta da un team internazionale di scienziati, che oltre a definirlo come un “pianeta di lusso”, come prima citato, l’hanno classificato come il diamante più grande del mondo.
Secondo quanto considerato, se fosse stato più vicino a noi, ci sarebbero stati dei continui pellegrinaggi di persone e dunque dei grandi prelievi di pietre preziose.

Fonte: GoLook.it

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Martino Midali per Vogue Fashion’s Night Out 2011, Milano 8 settembre 2011

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Martino Midali aderisce anche quest’anno alla VFNO 2011 con 4 delle sue boutique di Milano e la nuova boutique di Via delle Carrozze 41 a Roma.

In occasione della Vogue Fashion Night Out, Martino Midali presenterà la nuova collezione di sciarpe “Know your rights” sviluppate per diffondere i temi sociali più cari allo stilista: la libertà delle donne e l’uguaglianza dei diritti umani.

Parte del ricavato della serata e della vendita delle sciarpe “Know your rights” sarà devoluto a favore delle associazioni sostenute dall’organizzazione della serata: “Adotta un albero” per Milano e ………….. per Roma.

Milano. Cocktail nella boutique Midali dalle 19 alle 23.30 durante la notte dello shopping del 8 Settembre a Milano:

• Corso Genova 17

Cocktail-evento. In occasione della Vogue Fashion Night Out nella boutique Midali di Corso Genova 17, Milano, sarà anche inaugurata la mostra dell’artista Alberto Garbati, in collaborazione con la galleria MHamilton Arts by Curator Hamilton Moura Filho.

E’ la prima mostra di arte contemporanea per la boutique Midali di Corso Genova, un nuovo modo di democratizzare l’arte e coinvolgere anche la strada in questa inusuale esposizione che mescola moda e arte.

Per questo è stato scelto un’artista interprete di un’architettura urbana che evidenzia le geometrie essenziali perfettamente in linea con lo stile metropolitano di Martino Midali.

ALBERTO GARBATI: Artista, architetto, pittore, Alberto Garbati, prima di essere una referenza nel mondo dell’arte contemporanea italiana è conosciuto a livello mondiale come responsabile dei più importanti eventi di moda.

Alberto Garbati, grande interprete di arte contemporanea, traduce nelle tele gli insediamenti umani nelle aree urbane. Guardando i quadri di Garbati vengono in mente i “film noir” americani ambientati a Manhattan, un set naturale per questo genere.

Con una tecnica personale quanto inconfondibile e particolare inserisce grattacieli, case e strade dove tutto è cemento e vetro e tutti gli elementi si intersecano tra loro.

Underground Cisterna Film Festival, via alla I edizione della rassegna dedicata al cinema indipendente e sperimentale

September 1, 2011 Leave a comment

UNDERGROUND CISTERNA FILM FESTIVAL: 

il mondo del cinema indipendente fa il suo ingresso a Palazzo…Caetani!

Da domani e fino a domenica 4 settembre, a Cisterna, prenderà il via la I edizione della rassegna  dedicata al cinema indipendente e sperimentale. 

Cisterna di Latina, 1 settembre 2011 – Tutto è pronto: da domani e fino a domenica prenderà il via la prima edizione del festival dedicato al cinema indipendente e sperimentale. Una tre giorni fatta di proiezioni, incontri, dibattiti e laboratori sul mondo del cinema e le sue professionalità.

L’appuntamento è per il 2, 3 e 4 settembre presso il chiostro di Palazzo Caetani, a Cisterna di Latina.

Una piccola accademia nel cuore di Cisterna

Organizzata dall’Associazione “Il Ponte ONLUS” da un’idea del Direttore Artistico del Festival, Giampaolo Noto, la manifestazione è patrocinata dal Comune di Cisterna di Latina, e si rivolge a tutti gli amanti del cinema: a chi è solo un semplice appassionato, a chi ne vorrebbe fare un mestiere e a chi già vi lavora.

Per questo motivo il Festival è stato pensato come una piccola scuola di cinema e un laboratorio creativo che permetterà, al pubblico presente, di toccare con mano quello che è il mondo del “ciak, si gira”. 

Un momento culturale, di svago, ma anche formativo, grazie ai professionisti del settore che hanno deciso di aderire a questa iniziativa e di mettere la propria competenza e professionalità a disposizione di coloro che parteciperanno all’evento.

Sono previsti infatti, oltre alle proiezioni dei film in concorso, anche diversi workshop tematici a partecipazione gratuita, tenuti da esperti del settore come: Gianfranco Pannone, regista, che terrà un laboratorio sul mondo dei documentari; Marco Incagnoli, autore della fotografia, che approfondirà le tecniche di illuminazione di un set cinematografico.

Piernicola Di Muro, compositore e autore di colonne sonore, analizzerà il mondo dei suoni del cinema, mentre Giampaolo Noto, regista ed esperto di effetti speciali, terrà un laboratorio sul Digital Visual Fx.

Confermata infine, anche la presenza di Anna Scalfati, giornalista professionista, che terrà un workshop sul tema della videointervista.

“Questo festival” – secondo le parole del Direttore Artistico del Festival, Giampaolo Noto – “nasce dalla volontà di portare un piccolo contributo alla rinascita culturale della nostra città e quindi un evento significativo capace di valorizzare idee, persone e progetti del territorio. La scelta stessa di chiamare questo festival UNDERGROUND, sta a significare la volontà di accogliere, al suo interno, forme espressive e di comunicazione fuori dai canali tradizionali “main stream”. È un festival destinato a fare proprie opere e idee creative di chi vuole sperimentare e cimentarsi, anche solo per un giorno, con il  cinema”.

Sperimentazione e creatività dunque. Anche per questo, a partire dall’inaugurazione del Festival (venerdì alle ore 18.00), e fino alla serata di premiazione prevista per domenica 4 settembre, sarà possibile visitare la mostra personale dello scultore locale Giuseppe Verri, e approfondire il mondo del cinema grazie ad una esposizione di libri e manuali di settore allestita in loco dalla libreria Voland di Cisterna di Latina.  

È prevista inoltre, anche la proiezione di alcuni film fuori concorso, tra cui “Ma che storia…”, il film di Gianfranco Pannone dedicato alla storia dell’unità d’Italia, presentato alla 67a Mostra del Cinema di Venezia e uscito nelle sale lo scorso novembre.

Per conoscere il programma completo del festival è possibile visitare il sito http://www.cisternafilmfestival.it/. Per tutte le info e gli aggiornamenti in tempo reale, è stato attivato anche il canale dedicato di Facebook. Per l’iscrizione ai workshop (che ricordiamo è gratuita), si consiglia di inviare una e-mail a info@cisternafilmfestival.it.

“Anna Magnani. Vissi d’arte, vissi d’amore” di Chiara Ricci, Edizioni Sabinae

September 1, 2011 Leave a comment

Titolo: ANNA MAGNANI – Vissi d’arte, vissi d’amore

Autore: CHIARA RICCI

Dati: Luglio 2009

Prezzo: € 18,00

ISBN 978-88-96105-33-7

Un omaggio, una dimostrazione di affetto ad una delle più grandi attrici del Novecento.

Un’analisi in bilico tra arte e vita, cinema e teatro, realtà e finzione. Un’analisi di film e di personaggi nati come creature teatrali e divenuti come per magia gemme del nostro cinema e parte dei nostri ricordi.

Uno sguardo posato sulla vita, sulla carriera e sulla sincerità di una donna che ha fatto di sé inconsapevolmente l’essenza della sua arte.

“Ma io non so nemmeno se lo sono, un’attrice…cosa vuol dire essere un’attrice? Io una sera sono in un modo, una sera sono in un altro. Un’attrice dovrebbe essere tutte le sere uguale. Ma io non so giudicarmi. Confesso francamente che se mi chiedessero di dare un’opinione su me stessa, non saprei darla…la lascerei dare ad altri”.

CHIARA RICCI

Nasce a Roma nel 1984.

Studiosa di Anna Magnani nel 2000, dopo aver condotto ricerche sull’attrice, incontra Patrizia Carrano con cui stringe una profonda e sincera amicizia.

Nel 2003 inizia a collaborare con il drammaturgo italo-americano Franco D’Alessandro.

Nel 2006 collabora alla realizzazione del documentario “Anna Magnani, ritratto d’attrice” in occasione del 50° anniversario della sua vittoria dell’Oscar.

Nel 2008 si laurea presso l’Università “Roma Tre” in DAMS, con una tesi dal titolo “Il Teatro davanti alla MAcchina da presa – Elementi di Teatro nel Cinema di Anna Magnani” e scrive con Franco D’Alessandro articoli per la manifestazione “A tribute to Anna Magnani” che si è svolta a New York presso il: “Westchester Italian Cultural Center” in occasione del centenario della sua nascita.

Attualmente frequenta il primo anno del Corso di Laurea Magistrale “Cinema, Televisione e produzione multimediale”.

Fonte: Edizioni Sabinae

“Generazione meno x” di Enrico Nascimbeni, Rupe Mutevole Edizioni

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ENRICO NASCIMBENI

GENERAZIONE MENO X

Collana La quiete e l’inquietudine

Euro 10,00

Isbn 978-88-6591-082-5

Scrivere a proposito di un amico come Enrico Nascimbeni mi viene abbastanza naturale per vari motivi. Da quando lo conosco è sempre stato corretto, disponibile, gentile e umile. Eppure era già “lui” anche quando scriveva di musica su un social network famoso, mi colpì perché dava ascolto a tutti, non mostrava alcun segno di atteggiamenti di superiorità pur essendo “qualcuno” e anche figlio di un grande come Giulio Nascimbeni. La sua semplicità mi ha sempre affascinato e ha catturato il mio interesse per la sua musica speciale, profonda, mai banale, anzi. Così, dal mio account per la scrittura, amavo di tanto in tanto ascoltare questo o quel suo nuovo pezzo. Oggi le nostre strade si incrociano in questo bel libro, che mi ha conquistato per lo stile diretto e schietto, tuonante e tipico della forte inquietudine degli artisti di questi anni. Il romanzo di Enrico scandisce la razionale lucidità di uno stile nel contempo molto spontaneo, sottoposto al solo ed esclusivo consenso degli occhi e dell’istinto dello stesso autore. Però con quella linearità spiazzante che credo gli sia venuta naturale, come gli è naturale il narrare chiaro, senza preliminari aprioristici. Si ha l’impressione che lo stretto legame tra il reale e l’irreale si intersechi come connubio magico, quasi fosse il nocciolo fondamentale di questo stile così singolare: i personaggi appaiono nell’esistenza come dentro a uno scenario da pellicola, in quel bianco e nero che sfuma sui colori decisi rendendoli godibili e dalle zigrinature infinite.

Dalla prefazione di Silvia Denti

Immagine di copertina © Antimo Mascaretti
“Attesa dell’alba”, 2002
tecnica mista su tela, 160×120

Fonte: Rupe Mutevole Edizioni

”Rock me” di Melania C.

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Un artista che riesce ad immedesimarsi in ogni ruolo artistico, per poi stregare l’intero mondo. Questo è solo un assaggio di una ragazza che da circa quindici anni è sulla cresta della musica internazionale. Melanie C colpisce ancora!

” Rock me ” è la canzone che segna il suo ritorno nel mondo della musica dopo quattro anni di assenza. La canzone ufficialmente uscita lo scorso 24 giugno in Germania, Austria e Svizzera e il 26 giugno il tutto il mondo, stà già conquistando i cuori dei suoi sostenitori che da anni aspettano lei, la panterra della musica inglese.

La canzone scritta e composta da Melanie C, Dave Roth e David Jost, anticipa il quinto album da solista in uscita il prossimo settebre dal titolo ” The Sea “.

” Rock me ” è la canzone ufficiale del campionato mondiale di calcio femminile 2011 (2011 FIFA Women’s world cup) che si stanno svolgendo in Germania e termineranno il prossimo 17 luglio.

Il nuovo singolo è frizzante, estivo ma soprattutto coinvolgente. Pop legato a ritmi rock, uno stile molto vicino al suo terzo album ” Beatiful Intentions ” uscito nel 2005.

Melanie non conferma solo le sue doti artistiche ma anche quelle teatrali. Protagonista di un musical di grande successo ” Blood Brothers ” di Will Russell. Uno spettacolo che ha stregato l’ intero West End di Londra e che ha portato all’artsita una candidatura al ” Laurence Oliver Awards ” come miglior attrice.

Lei ha venduto più di 10 milioni di copie nel mondo ed è la terza artista femminile  in Gran Bretagna  con più di 6 hit al vertice delle classifiche inglese negli ultimi quindici anni ( 9 numero uno con le Spice Girls, 1 in duo con la cantante delle TLC Lisa ” Left Eye ” Lopes ed infine 1 solo con la canzone ” I Turn To you “ )

La sua volontà, di imparare, cimentandosi in generi nuovi ma soprattutto in esperienze diverse,che fanno la chiave del suo successo.

Una Northern Star che brillerà per sempre.

Fonte: Oubliettemagazine

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“Diecidita” di Jacopo Ninni, Edizioni Smasher

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Titolo: Diecidita
Autore: Jacopo Ninni
Pagine: 66
Edizioni Smasher
Prezzo: 10,00 euro
1a edizione maggio 2011
ISBN 978-88-6300-027-6

Jacopo Ninni nasce a Milano nel 1964.

Cresce dove i libri sono sacri tanto quanto le pipe del nonno. Trascorre una faticosa adolescenza in campagna: in un tema descrive tristi giardini milanesi dove razzolano i cani, viene deriso perché razzolare è tipico delle galline; se ne frega e scopre che gli è più facile scrivere poesie piuttosto che impararle a memoria. Dopo diversi fallimenti abbandona il liceo classico e incontra chi riesce a risanargli la frattura tra scrittura e lettura. Trascorre l’anno di servizio civile con il poeta A. Inglese che tra sbronze e una fuga a Parigi gli consiglia la lettura di Andare a piedi in Cina di G. Giudici. La distanza lo scoraggia; si laurea in architettura e si ferma per dedicarsi ad altre arti come musica e architettura dei giardini. Anni dopo segue il fratello nell’Anonima scrittori e riprende il cammino grazie ai consigli di Antonio Pennacchi, con cui collaborerà in seguito nella stesura di un romanzo collettivo. Dopo l’eclissi del ‘99 arriva a Firenze. Oggi vive a Vicchio dove è padre, scrive per il settimanale locale, suona, e collabora con la biblioteca. Ha pubblicato diversi racconti in antologie della casa editrice Perrone e in riviste come Toilet e Prospektiva. Alcune sue poesie sono state selezionate per alcune antologie e segnalate o premiate in concorsi. Da qualche anno viene invitato a reading collettivi, contemporaneamente porta avanti il progetto CSP. Collabora con l’attrice Agnese Leo, fa parte della redazione del Blog Poetarum Silva.

Prefazione di Natàlia Castaldi

Di tutte le impronte possibili su diecidita.

Intraprendere la lettura di una raccolta poetica necessita sempre un passo doppio, che nello scarto letterale rintracci tutte le possibili connessioni che fanno di quest’arte la voce più intima ed immediata dell’universalmente meravigliosa e colorata, dolorosa e cruda parabola spazio-temporale, che convenzionalmente chiamiamo vita e di cui, invano e consapevolmente, tentiamo di decifrare le aporie.

La raccontano in molti la verità
Il dovere di non trasecolare.
Il bisogno di non trascendere
I colori delle tue abitudini


Correre alla festa di tua figlia
Contarne gli anni sulla punta dei capelli
Aspettando che ti dica il nome giusto
Prima di riprendere il respiro

Provare poi a filtrare l’orologio
Privare le lancette di ogni punta
Scolorire il tempo di ogni goccia
O stringere i riflessi al suo rintocco

[…]

Ma, in modo direi quasi prepotente, prescindere l’esperienza vita da quella poetica, nel caso di Diecidita, apparrebbe un’operazione forzata, innaturale, quasi priva di fondamento, giacché pensiero e parola appaiono cesellati e “musicati” per essere espressione l’uno dell’altra, senza mai perdere di tono, senza cadute né abbandoni, ma con un alta e spontanea delicatezza, che si fa ricerca nella scelta di ogni nota, di ogni singolo suono.

Ho

parole

Divise da colpe

scavate nel fango,

Parole uniformi

Alle voci

Che sento aldilà

Parole di fame

E silenzi

Spezzati a metà

[…]

La scelta del verso libero affida al ritmo intrinseco al verbo, alla sua naturale espressione fonetica, il compito di “cantare” e “tra-durre” ogni sfumatura emotiva che pensiero e immagine esprimono, lasciando al lettore il compito di sussurrarne la verità senza dover ricorrere ad artifici declamatori, ma abbandonandosi ad una semplice lettura piana, che in sé rivela tutti i colori e le possibili intersezioni di luci ed ombre, consoni ad una vera sinfonia.

Confesso che ho cambiato casa stamattina

Bruciato il letto e ogni spora estranea al tuo respiro

Gli occhi rimasti ad indicare sulla porta

Le stelle che mi hai chiesto di lasciare.

Ecco è così che il cuore si separa

Dal silenzio tuo addormito in quella cassa

E io appeso al singhiozzo di ogni passo

Conto il battere dei giorni, ritmo al tuo saluto

Oggi è di qua che si va e ci si conserva

Deviato è Il passo e poco oltre il cancello

sei tu leggera sulla testa del corteo

che guidi ogni lacrima ad attecchire ai muri

[…]

In questi versi a pulsare è la vita, intesa come percorso gravido di colori, speranze, sogni, umori, aspirazioni; dunque imprescindibile dagli schianti, dai dolori, dalle inevitabili mancanze.

[…]

Pietra d’angolo la saliva

Luce schiva, tu di paura

Nel silenzio diluito e vaginale

Ov’io m’addormo, tiepido

Indole segreta il tuo sudarmi

indomita tu e la tua ferita acerba

Cantami la ruggine del sangue

Ricamo e fonte del tuo respiro

[…]

La morte stessa acquista movenze sinuose e nitide, ed il dolore trova dignità nuova, lucida e sensibile che non può lasciare indifferenti dinanzi alla sua tensione mai melensa, mai languida ed abbandonata, ma – paradossalmente – vivida, vera, intensa, che sembra gridare la necessità del ricordo, la volontà di memoria, nonostante tutto, nonostante la speranza, che rigenerata dei sogni e delle movenze di dieci piccole dita, sussurra che c’è ancora percorso, che c’è ancora vita.

[…]

Ho Briciole per terra per perderci nei sogni

Dita fragili per conservarci appesi ad ogni attesa

Una ferita gelida per ricordarci ad ogni fine

Un bicchiere rotto, per annegarci ad ogni nuovo inizio.

[…]

Dunque perché Diecidita?

Dieci sono le dita bambine che tattilmente scoprono come giocare col mondo, dieci sono le dita che ancorano Jacopo alle stelle di una creatura da crescere, e dieci sono le dita di due mani che si intrecciano insieme, tenendosi per mano.

Ti sembreranno poche 10 dita

A contare nelle sere quelle stelle e

al meriggio, ogni fiore del tuo bosco.

Scoprirai così, nella quiete di un sorriso

la sorgente più profonda dei tuoi occhi

per contenere il cielo e ogni suo orizzonte

[…]

Diecidita perché attraverso dieci dita attuiamo la nostra prima ed infinita missione alla scoperta dello spazio che ci ospita e ci “dà luogo”, tastando e definendo le distanze tra tutto ciò che oggettivamente ci circonda e ciò che soggettivamente sentiamo di essere: materia di sogno,materia di sentimentomateria d’istinto e bisognomateria di curioso esploraremateria di conoscenza.

[…]

Ho spazi e mani

per contendere emozioni,

contrasti alla tua bocca

carezze ai tuoi silenzi.

[…]

Una nota a parte credo meriti la poesia – o sarebbe meglio dire le poesie (?) – “È bene che tu sappia”, in cui la fine di un amore è narrata con disincanto e crudezza “scenica”, cinematografica, in cui colorigraffiodori, esperienze, ricordi, angoli di casa ed azioni, confluiscono in un narrato denso, tagliente, duro, che non giudica, non infierisce, eppure si mostra determinato a voler cacciare per ricostruire, consapevole della sua esperienza, dell’importanza che comunque ogni passo ha inciso, sia pure dolorosamente.

[…]

Che ho cancellato l’unica poesia

non perché incompiuta o scritta male

Ma sterile, bugiarda, inutile, blasfema.

Parlava di una donna che non c’era

Di sensazioni provate con chiunque

fragili e scontate, come le tue scuse

davanti a un mondo offerto in poche righe

[…]

La caparbia volontà di sopravvivenza in Ninni supera ogni acredine attraverso la delicatezza d’animo sua propria, che traspare nella ponderatezza di ogni termine, che si rivela soppesato, calibrato ad esprimere i colori di ogni singola esperienza.

[…]

Che questa casa ha già cambiato odori

(La luce stessa vi traspira più leggera).

E come i suoi colori, cambia il giardino.

Non più il tuo arancio di calendule e tageti

Ma un semplice, bianco profumato gelsomino

E dell’orto che vantavi come impresa

Resta un solco che non si lascia fecondare.

[…]

Ed il colore, difatti, è protagonista indiscusso di tutta la raccolta, dacché in essa si può perfettamente distinguere un piccola sillogeChromethica, attraverso la quale Ninni sembra rispondere alla fatidica domanda “qual è il tuo colore preferito?”, con una paradossale risposta:“il suo calore”.

Ma cosa significa, “il suo calore”?

È semplice: il colore, lo studio pittorico del colore che Ninni effettua attraverso la parola, tende ad affermare l’imprescindibile tra percezione visiva e affezione emotiva, che lega ogni esperienza sensibile alla sua interiorizzazione. Dunque il rosso, sarà calore nella dimensione del fuoco, della passione, del desiderio, della rabbia;

[…]

Ovunque tu

Passi

Calore, rosso

di fuoco

Di Terra su capelli

Rossi

Come tracce su lenzuola

Raccolte

Su rossi morbidi corpi

In Calore

di Silenziosi morbidi Colpi

Come mattutini flebili

Passi

E ovunque tu vada

[…]

ed il bianco espressione percettiva della neve e dei silenzi, ma anche assenza di inchiostro, di suono, ed ancora luce, trascendenza ed inspiegabile memoria; poi ancora i blu e le svariate gradazioni dal cupo al trasparente azzurro che legano indissolubilmente elementi vitali quali acqua ed aria, alla materia di terra e cielo, reale ed ideale, tangibile ed “in-spirabile” nel calore dell’irrimediabilmente infinito, etereo, inafferrabile.

A quest’ora che si orienta

al gelido risveglio

Ho una luna riflessa nel vetro

Di un treno che infecondo

sprofonda

Nella liquida sonnambula aria

Per plasmarsi in case

E poi città.

[…]

Un lavoro complesso Diecidita, su cui scrivere è intraprendere lo stesso naturale percorso dell’autore, col rischio di perdersi, senza saper mettere un punto finché ci sia inchiostro per poter dire. Un lavoro del quale mi preme sottolineare il messaggio ultimo e complessivo di una speranza tutta terrena e vitale, ancorata al senso semplice di tutte le piccole impronte di un cammino, che ci sia concesso trattenere sudiecidita.

Fonte: Edizioni Smasher

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