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Biennale di Venezia 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, ‘Life Without Principle’ di Johnnie To nuovo film in concorso

August 20, 2011 Leave a comment

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Life Without Principle (Dyut Ming Gam) di Johnnie To nuovo film in Concorso a Venezia 68.

Life Without Principle (Dyut Ming Gam), il nuovo film del maestro hongkonghese del cinema d’azione contemporaneo Johnnie To, sarà in Concorso in prima mondiale alla 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (31 agosto – 10 settembre 2011), diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale presieduta da Paolo Baratta.

Con Life Without Principle sono così 22 i film già annunciati nel Concorso di Venezia 68. A essi si aggiungerà il Film sorpresa.

Life Without Principle segna il ritorno in Concorso a Venezia di Johnnie To a quattro anni di distanza da The Mad Detective (2007) e dopo i precedenti Exiled (2006, in Concorso alla 63. Mostra) e Throw Down (2004, Fuori concorso alla 61. Mostra), tra i suoi più importanti, personali polizieschi per cui è internazionalmente ammirato e con cui ha profondamente innovato il cinema di Hong Kong.

Su questo suo nuovo attesissimo film, Johnnie To ha dichiarato:

“Viviamo in un mondo turbolento.

Per sopravvivere, le persone non hanno altra scelta che prendere parte al gioco.

Non importa con quanto impegno cerchino di seguire le regole; prima o poi una parte di loro andrà persa”.

Life Without Principle segue tre fili narrativi (che si incroceranno alla fine): 1. un’impiegata di banca, promossa analista finanziaria, è costretta a piazzare fondi ad alto rischio ai suoi clienti per raggiungere gli obiettivi di vendita assegnati; 2. un piccolo malvivente consulta gli indici di borsa, sperando di guadagnare denaro facile per pagare la cauzione del compagno nei guai con la legge; 3. un inappuntabile ispettore di polizia, orgoglioso del suo sobrio stile di vita, cade improvvisamente nella disperazione quando la moglie paga un anticipo per un appartamento di lusso che non si può permettere, e quando il padre morente vuole che si occupi della giovane sorellastra che lui non sapeva di avere. Tre piccoli uomini con un disperato bisogno di denaro nelle loro vite. Non hanno niente in comune finché non appare una borsa con 5 milioni di dollari rubati, che li trascina in una situazione intricata, costringendoli a prendere decisioni molto difficili fra il bene e il male.

Life Without Principle è prodotto e diretto da Johnnie To ed è interpretato da Lau Ching Wan, Richie Jen, Denise Ho, con la “guest star” Terence Yin. La direzione della fotografia è di Cheng Siu Keung, la scenografia di Sukie Yip, il montaggio di David Richardson, la sceneggiatura di Au Kin Yee e Wong King Fai. Life Without Principle è una produzione Milkyway Image ed è distribuito da Media Asia Distribution.

Johnnie To ha iniziato la sua carriera entrando nel 1974 alla Television Broadcast Ltd. (TVB) come assistente alla produzione, per poi diventare produttore e regista nel 1977. Fra i suoi numerosi lavori televisivi, due hanno vinto il primo premio al New York International TV Festival nel 1986 e 1989.

The Enigmatic Case (1979) ha segnato il suo debutto nella regia cinematografica. Negli anni ’80 e ’90 To ha prodotto e diretto più di trenta film, che lo hanno reso celebre a Hong Kong. Il suo stile è diventato familiare al pubblico internazionale dal suo successo post-moderno di arti marziali, The Heroic Trio (1993).

Nel 1993 Johnnie To ha creato Milkyway Image, dove è stato regista e produttore di una serie di film audaci e innovativi come The Longest Night (1998), Expect The Unexpected (1998), A Hero Never Dies (1998), Where A Good Man Goes (1999), Running Out Of Time (1999) e The Mission (1999).

Con tre decenni di regia alle spalle, Johnnie To ha realizzato un impressionante catalogo di opere con una grande varietà di generi, mentre internazionalmente è più conosciuto per i suoi polizieschi come The Mad Detective (2007) e Vengeance (Vendicami, 2009), che lo hanno inserito nella cerchia degli autori di culto e gli hanno garantito il rispetto della critica nei festival più importanti. Spesso è stato descritto come “multiforme e camaleontico” per la versatilità dei toni e dei generi nei suoi film. Con Sparrow (2008), To ha dimostrato la sua abilità nel mantenere uno stile coerente, con un’impronta personale che non compromette l’alto livello della narrazione, della recitazione e degli elementi stilistici visuali.

Spagna vs Marocco, giù le mani dall’Alhambra…

August 20, 2011 Leave a comment

Il ministro della cultura marocchina, Bensalem Himmich, è ancora una volta al centro delle polemiche. Questa volta, ha dichiarato ad un giornale nel nord del paese, che “è tempo che la Spagna restituisca al Marocco una parte degli introiti sugli incassi dei visitatori della splendida Alhambra di Granada“.  La stampa spagnola ha immediatamento rilanciato la notizia creando una spaccatura diplomatica tra i due paesi (che già non sono proprio amiconi!!). Il Governo marocchino ha dovuto, visto il clamore della notizia, produrre una smentita ufficiale mettendo, con questo gesto, in ridicolo il ministro della cultura. Penso all’Italia, con i suoi migliaia di capolavori esportati, a volte anche illegamente, nel mondo, quanti soldi incassarebbe con l’idea geniale del ministro marocchino.

Fonte: My Amazighen

Wim Vandekeybus

August 20, 2011 Leave a comment

Wim Vandekeybus

Regista, coreografo, attore e fotografo, Wim Vandekeybus nasce nel 1963 a Lier, Belgio. Cresciuto in un ambiente rurale, vive a stretto contatto con gli animali nel loro habitat naturale. L’esperienza ha un forte impatto emotivo sul regista che include spesso nella sua arte riferimenti agli animali, con i loro movimenti, le reazioni istintive e la fiducia nella propria forza fisica. Iniziati gli studi in psicologia, li interrompe perche irritato dall’eccesso di “scienza oggettiva“. I suoi interessi gravitano infatti attorno alla relazione tra corpo e spirito. Si avvicina al teatro tramite il regista Paul Peyskens. Segue quindi lezioni di danza (classica, moderna, tango) per poi orientarsi verso il cinema e la fotografia. In 1985, fa un’audizione per Jan Fabre. Vandekeybus fu scelto e durante  i due anni successivi viaggia in tutto il mondo con  The Power of Theatrical Madness, interpretando uno dei due re nudi. Durante il tour con Jan Fabre, incontra il pittore e fotografo Octavio Iturbe a Madrid, che successivamente diventa un importante collaboratore artistico. Intraprende la sua strada, fondando la compagnia Ultima Vez, che, fin dagli esordi, ha  sviluppato le proprie attività come compagnia internazionale di danza contemporanea con la propria base a Bruxelles. Mentre, durante i primi anni, Ultima Vez si è focalizzata principalmente sulla produzione, promozione e distribuzione del lavoro artistico di Wim Vandekeybus (danza, teatro, film). Ultima Vez ha sempre funzionato come una struttura autonoma e indipendente, contando però su una rete di co-produttori e partner per realizzare i propri progetti. Gli attori e danzatori, per le creazioni di Wim Vandekeybus, sono reclutati attraverso innumerevoli audizioni in tutto il mondo. Gli artisti sono partner a pieno titolo nel processo creativo per Vandekeybus. Nella selezione dei suoi esecutori, la formazione di danza o l’ esperienza non sono i più importanti criteri. Perché  pone l’accento sulla personalità degli interpreti, che portano con sé un mondo molto personale di linguaggio e di movimento.

La sua prima opera What the Body Does not Remember del 1987 non solo è diventata un successo internazionale, ma ha anche vinto il prestigioso Bessie Award (the New York Dance and Performance Awards). Nel 1989 ha vinto un secondo Bessie per Les porteuses Mauvaises de nouvelles (1989). Dal 1993 al 1999, Vandekeybus ha lavorato il Teatro Reale Fiammingo. Ha realizzato 16 spettacoli con Ultima Vez, tra cui Blush (2002) e Sonic Boom (2005). Le sue creazioni sono caratterizzate da vere e proprie esplosioni di film, foto, video, musica dal vivo e, in combinazione con il testo teatrale, di danza, anche acrobatica.

Fonte: Biennale di Venezia

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Mediterraneo, primo test sistema anti tsunami

Sarà sottoposto ad un test nel mar Mediterraneo, lo stesso sistema di allarme e mitigazione per gli tsunami che attualmente viene utilizzato nell’Atlantico Nord orientale. Scopo del test è quello di poter garantire una efficace informazione fra tutti quei centri regionali e nazionali dove ci sono i punti più focali in cui possono verificarsi gli tsunami. Si tratta di una vera e propria esercitazione in cui parteciperanno 31 Paesi di tutto il mondo che si coordineranno con il sistema di telecomunicazioni globali dell’Osservatorio di Istanbul e dell’istituto di ricerca sui terremoti – il Koeri – in Turchia. Il lavoro di monitoraggio e coordinamento nella trasmissione dei dati su eventuali maremoti è derivato dalla osservazione che hanno effettuato gli studiosi relativa agli eventi storici che hanno coinvolto in tal senso sia la zona del Nord-Est Atlantico e sia la parte meridionale del mar Mediterraneo. Infatti fra i dati storici ci sono lo tsunami avvenuto nel 1755 nella faglia occidentale Azzorre-Gibilterra che distrusse Lisbona e il maremoto del 1908 che causò 85mila vittime a Messina in Italia. Ma fra gli altri dati a disposizione c’è anche quello relativo ad una sequenza di piccoli e fino ad ora innocui tsunami che si sono verificati al largo delle coste dell’Algeria dal 2003 fino ad oggi.

Carla Liberatore

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5 regole per trovare lavoro e farsi assumere

August 20, 2011 Leave a comment

Ci sono alcune regole pratiche utili da seguire quando si è in cerca di lavoro. (Un) domani avrai uncolloquio importante e questo articolo potrebbe valere la tua carriera. Continua a leggere per scoprire 5 consigli killer per farti strada nella giungla lavorativa.

La ricerca di una occupazione è spesso motore di ansia e preoccupazioni: questo non aiuta di certo la tua concentrazione sull’obiettivo. Prova a immaginare di trovarti davanti ad una scala: un semplicescalino ti porta più avanti di dove ti trovavi prima. È facile, uno scalino alla volta ti porta in cima. Stiamo applicando il metodo del Getting Things Done – GTD: ogni processo, anche il più difficile (immagina Kennedy quando aveva a che fare con la crisi missilistica di Cuba), può essere scomposto in una lista di cose da fare. Così, la ricerca di un lavoro può essere vista come insieme di step, uno successivo all’altro.

0. credi in te stesso

Condizione necessaria di ogni attività, processo, decisione, è credere in te stesso. Molte volte ci troviamo in mezzo ad attività poco piacevoli che non abbiamo il minimo interesse di portare a termine: non disperare, il disinteresse è umano ma la creatività lo è ancora di più. Inventati un motivo per cui un task deve essere completato: piega la realtà ai tuoi scopi.

1. sguardo d’insieme

Studia i comportamenti di coloro che si trovano nella tua stessa situazione. Per natura ti trovi ad operare in un ambiente concorrenziale e, romanticismi a parte, siamo tutti fungibili ovvero sostituibili l’uno all’altro. Cerca qualcosa che ti renda unico agli occhi degli altri, qualcosa da poter sfruttare a tuo favore per aumentare le possibilità di successo.

2. diversifica il target

D’accordo sogni di lavorare in Ferrari. Ricorda che però il mondo è enorme, in movimento e ricco di sorprese. Non intestardirti con un obiettivo: sii cocciuto e determinato ma anche lungimirante e dinamico. Individua più alternative su cui puntare per la tua carriera, anche diverse tra loro. L’importante è scegliere sulla base di ciò che sai fare e di ciò che vuoi fare: non scegliere a caso, chiudendo gli occhi e indicando un punto nell’elenco dei risultati Google.

3. l’abito fa il monaco

La tua immagine, come ti presenti e come ti esprimi, è fondamentale. Parla una lingua corretta e vesti in modo pulito e semplice. Non vogliamo tamarri, giusto? Essere sempre educato e rispettoso.

4. zero occasioni perse

Sempre meglio provare e sbagliare che evitare di provare. Un flop certifica che ci hai provato. Sfrutta tutti gli strumenti a disposizione, il web e il passaparola tra amici i più efficaci, senza fare marketing da guerriglia. Non intasare piazze (più o meno) virtuali con disperati annunci lavorativi. Tu sei altro: seideterminato e hai qualcosa di speciale da mostrare, punto.

5. curriculum: un’arma

Se ci pensi, una volta che il curriculum è entrato nell’ufficio Risorse umane, sei già a metà dell’opera. Esatto. Il curriculum è il cavallo di Troia: curalo fin nei minimi particolari, con chiarezza e pulizia. Lascia volentieri a casa decori da biglietto di auguri realizzato con Office 97.

5+1. aiutati che X ti aiuta

Non smettere mai di provare. Se ti fermi, hai perso. Continua sempre a credere in qualcosa: Dio, Barbie, Ken, i Maya, il 2012, Obama, Steve Jobs. Sopra ogni altra cosa, credi in te stesso.

Gianmarco Altieri

Fonte: Skimbu

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