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Lav Diaz

August 18, 2011 Leave a comment

Lav Diaz 

E’ nato nel 1958 a Datu Paglas, Maguindanao, nell’isola di Mindanao, nelle Filippine ed è conosciuto come il padre ideologico del Nuovissimo Cinema Filippino. La sua monumentale trilogia, Batang West Side (West Side Kid, 2002), Ebolusyon ng isang pamilyang pilipino (Evolution of a Filipino Family, 2005) e Ikalawang aklat: ang alamat ng prinsesang bayawak (Heremias, 2006), è l’archetipo di un cinema privo di compromessi ed esteticamente rigoroso e omogeneo. I tre film sono considerati capolavori moderni del cinema filippino. Ostinato e indipendente, autore dalla messa in scena radicalmente anti-holliwoodiana, Lav Diaz ha studiato cinematografia al Mowelfund Film Institute (Filippine), dopo una formazione in economia (Ateneo de Manila, Ateneo de Davao, Notre Dame University). Tra le sue opere si ricordano Serafin Geronimo: kriminal ng Baryo Concepcion (The Criminal of Barrio Concepcion, 1998), Burger Boys (1999), Hubad sa ilalim ng buwan (Naked Under the Moon, 1999), Hesus rebolusyunaryo (Jesus Revolutionary, 2002). Lav Diaz, che ora vive tra Manila e New York, ha sempre ricercato la coerenza stilistica e contenutistica nel proprio lavoro, facendosi cantore della lotta dell’umanità e del popolo filippino per la redenzione. Ha vinto numerosi premi internazionali come quelli per il miglior film ai Festival di Bruxelles e di Singapore e quello come Miglior Film dal premio della critica Gawad Urian, con il suo film d’esordio, di oltre 5 ore, Batang West Side (West Side Kid, 2002). Anche il successivo Ebolusyon ng isang pamilyang pilipino (Evolution of a Filipino Family, 2005) riceve il premio della critica Gawad Urian, mentre e Ikalawang aklat: ang alamat ng prinsesang bayawak (Heremias, 2006) ottiene il premio speciale della giuria al Festival di Friburgo. Entrambi gli ultimi due suo lavori sono stati presentati e premiati alla Mostra del Cinema di Venezia: Kagadanan sa banwaan ning mga engkanto (Death in the Land of Encantos), 540 minuti di montato sulle conseguenze apocalittiche del tifone Reming, che il 30 novembre 2006 si è abbattuto sulle Filippine, ha ottenuto la Menzione Speciale Orizzonti 2007, mentre il successivo Melancholia, nuova impresa titanica di 450 minuti in cui Diaz si interroga sull’essenza della felicità, arrivando a definire la vita stessa come un modo per misurare il dolore dell’uomo, ha vinto il Gran Premio Orizzonti 2008. Nel 2010 Lav Diaz è stato membro della giuria Orizzonti, presieduta da Shirin Neshat, mentre da gennaio di quest’anno è membro del consiglio direttivo della Cine Foundation International.

Fonte: Biennale di Venezia

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Luc Montagnier, proprietà elettromagnetiche del DNA

Il DNA si teletrasporta da cellula a cellula… È quanto dichiarato dallo scienziato premio Nobel Luc Montagnier. Dall’anno della scoperta della conformazione ad elica del DNA, per passare nel 1983 all’invenzione di Kary Mullis del PCR un sistema per riprodurre velocemente copie identiche di segmento del DNA, per andare a finire al 2001 allorquando è stato scoperto il sequenziamento del genoma umano, il 2011 potrebbe diventare l’anno della scoperta delle proprietà elettromagnetiche del DNA. La ricerca in tal senso sta dunque facendo enormi passi in avanti. Montagnier ha reso pubblici alcuni risultati della sua ricerca su come il DNA umano sarebbe in grado letteralmente di teletrasportarsi da una cellula ad un’altra tramite appunto le emissioni elettromagnetiche. L’ipotesi di Montagnier è che i singoli filamenti e probabilmente anche i singoli geni, pare siano in grado di emettere onde elettromagnetiche che si propagano attraverso la formazione di nanostrutture d’acqua. Questa proprietà permetterebbe di ad alcuni microorganismi di infettare le cellule a distanza con un processo che ricorda molto da vicino il principio del teletrasporto.

Carla Liberatore

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Ezio Greggio

August 18, 2011 Leave a comment

Ezio Greggio

Nato a Cossato (Biella) il 7 Aprile 1954, segno zodiacale Ariete con ascendente Ariete.
Mezzo busto storico di Striscia la Notizia, Ezio Greggio è giornalista iscritto da venticinque anni all’Ordine Nazionale dei Giornalisti. Nell’ottobre del 1978 prende parte a “La sberla” al fianco di Gianfranco D’Angelo, Enrico Beruschi e Gianni Magni. Nel nel 1981 è tra i protagonisti di “Tutto compreso” su Rai Due; il suo vero debutto televisivo arriva nel 1983 con la prima edizione del “Drive in”, il varietà più popolare e innovativo di tutti gli anni ’80. Nel 1984 con “Drive In” arriva anche il primo dei 26 Telegatti che ha collezionato nella sua carriera.  Il 7 novembre 1988 conduce al fianco di Gianfranco D’Angelo la prima edizione di “Striscia la notizia”, il TG satirico con il quale Greggio, “che incarna meglio di chiunque altro lo spirito del programma” (Aldo Grasso) ha già vinto una marea di  Telegatti e Oscar Tv. Volto storico di Striscia, tra le edizioni di maggior successo, quelle degli ultimi anni condotte da Ezio con a fianco Enzo Iacchetti e Michelle Hunziker. Sempre in televisione è protagonista di alcune fiction che ottengono ottimi riscontri di pubblico, come “Anni ‘50” e “Anni ‘60” ma anche “Benedetti dal Signore” (2003), film tv in quattro puntate che Ezio ha interpretato e scritto con Enzo Iacchetti e che nel 2004 ha vinto il Telegatto come miglior fiction breve, senza dimenticarci di “O la va o la spacca” (2004) e “Occhio a quei due” (2009). Come attore Greggio ha interpretato anche numerosi film ed è stato diretto dai più importanti registi della comicità italiana come Carlo Vanzina, Castellano e Pipolo, Enrico Oldoini e Neri Parenti. Ha inoltre lavorato in produzioni internazionali come autore, regista e produttore (insieme a Julie Corman) del film “The Silence of the Hams” (1993) e di “The Good Bad Guy” (1997) e come attore nei film “Dracula: Dead and Loving It” (1995) di Mel Brooks e “2001 – A Space Travesty” (2000) di Allan Goldstein, con Leslie Nielsen. Nel 1999 ha prodotto, scritto e diretto la commedia “Svitati”, recitando al fianco del grande attore Mel Brooks. Dal 2001 Ezio Greggio è presidente ed organizzatore del Monte-Carlo Film Festival “de la Comédie”, rassegna cinematografica internazionale interamente dedicata alla commedia che nel novembre 2010 ha compiuto 10 anni. Come autore ha scritto 5 libri di grande successo “In una certa manieeera”, “Presto che è tardi!”, “Chi se ne fut-fut”, “E’ lui o non è lui?”, “E su e giù e Trik e Trak”. Con le royalties dei libri ha costituito “l’Associazione Ezio Greggio per l’aiuto ai bimbi nati prematuri”, con la quale – in collaborazione con l’Associazione “Un calcio al bisogno” – in 16 anni di attività ha donato apparecchiature ai centri neonatali ad oltre 60 ospedali italiani. Nel dicembre 2005 per i 10 anni della sua associazione, è stato insignito “Neonatologo ad Honorem” dalla Soc. Italiana di Neonatologia. Gli ultimi anni si sono rivelati anni molto importanti per Ezio Greggio, in quanto pieni di soddisfazioni professionali. La svolta in un ruolo drammatico ne “Il papà di Giovanna”, film di Pupi Avati in concorso alla Mostra di Venezia del 2008, venne accolto con calorosi applausi sia da critica che pubblico. Per questo ruolo si è infatti aggiudicato,vari prestigiosi riconoscimenti cinematografici: il Nastro d’Argento del Sindacato dei Giornalisti italiani di cinema, il Globo d’Oro dell’Associazione della Stampa estera in Italia, il premio Ennio Flaiano e premio al Festival del Cinema di Taormina. Recentmente ha ricevuto il prestigioso premio culturale “Gentile da Fabriano” e il premio “Festival del cinema di Giffoni”.

Fonte: Biennale di Venezia

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Biennale di Venezia 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Orizzonti 2011

August 18, 2011 Leave a comment

Orizzonti 2011

Dopo il successo di pubblico e stampa della selezione 2010 (e la sua successiva, vasta diffusione internazionale), il programma di Orizzonti 2011 si (ri)presenta come esplorazione dei modi del cinema contemporaneo, all’incrocio con gli altri linguaggi espressivi. E questo, proprio nell’anno in cui la Biennale Arti Visive ha voluto dedicare uno spazio particolare ad opere di artisti che lavorano con le immagini in movimento.

Vogliamo proporre agli spettatori della Mostra un viaggio in compagnia di corti medi e lungometraggi, per affrontare la questione del racconto cinematografico senza negarne la dimensione emotiva e sensuale.

Seguendo questa premessa, l’arco delle selezioni spazia dal film-saggio all’animazione, dalla meditazione dolorosa alla commedia, dalle commistioni tra gesto cinematografico e arti visive ad una rinnovata fiducia nella forza della sintassi fondamentale del cinema (non necessariamente griffithiana…).

E’ un programma fatto di maestri conosciuti e di scoperte e riscoperte…

In dialogo costante con i film del concorso principale, Orizzonti interroga la realtà, le forme e le rappresentazioni. Cerca di turbare (sbilanciare) lo statuto delle immagini, apre squarci nella percezione e nel senso (nei significati) che lasciano intravedere nuove direzioni.

Evidenziare temi o tendenze può di certo risultare un poco artificiale. Ma vale la pena di provare a tracciare alcuni percorsi ipotetici:

– la convergenza tra arti visive e cinema è una realtà ormai così diffusa da abbattere le frontiere tra i linguaggi, come scoprirete nei nuovi lavori di Mark Lewis, Yuri Ancarani, Rirkrit Tiravanija, Devin Horan, Nicolas Provost, Flatform o Eija-Liisa Ahtila.

– il potere dell’inquadratura e la sovversione del montaggio sono gli strumenti espressivi forti che contraddistinguono i film di  Yves Caumon, Amir Naderi, Shinya Tsukamoto, Kim Kyungmook, Gurvinder Singh, Teresa Villaverde, Amiel Courtin-Wilson;

–  le nuove manifestazioni del rapporto con il reale trovano forme diverse in Tusi Tamasese, Clarissa Campolina e Helvécio Marins Jr., Mattias Gustafsson, José Luis Torres Leiva, Mati Diop: tutti, partono dagli elementi di fiction che permeano il mondo che ci circonda; mentre Ross McElwee, Pippo Delbono, Jonathan Demme e Andrew Kötting mettono in scena la dimensione intima del diario (proprio o altrui);

– la scommessa di fare cinema con i documenti, le figure o le tracce della storia è il punto di partenza di progetti come quelli di Yervant Gianikian e Angela Ricci – Lucchi, James Franco, Heinz Emigholz, Oscar Perez e Marc Ribot, Felice D’Agostino e Arturo Lavorato, Norbert Pfaffenbichler, Yuri Leiderman/Andrey Silvestrov e Müller/Girardet;

– la caratteristica di lavori come quelli di Xu Haofeng (arti marziali), Wim Vandekeybus (backstage immaginario di una messa in scena teatrale) Marina de Van (fiaba dell’orrore), Charles Yi Yong Lim (thriller metafisico) o di Mirai Mizue, Isamu Hirabayashi e Yves Netzhammer (animazione e 3 D non-allineati) è di proporre incarnazioni contemporanee del cinema di genere;

– la reinvenzione del rapporto tra cinema e racconto letterario (comico o drammatico), al di là delle forme convenzionali, è al centro delle ricerche di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt, Mauro Andrizzi, Joseph Dabernig, Edgardo Cozarinsky, Wattanapume Laisuwanchai e Amit Dutta;

– il cinema documentario pensato come visione di universi interiori e territori nascosti, oppure come modo di rendere “visibile” il mondo, è la chiave giusta per apprezzare i lavori di Romuald Karmakar, Yolande Zauberman, Simon Pummell, Michael Glawogger, Ben Russell e Ben Rivers.

Non importa quale sia l’itinerario che sceglierete. Attraversando il paesaggio di Orizzonti incontrerete, who knows, un cavaliere medievale, dei maniaci di videogame, alcuni robot intelligentissimi, almeno due anziane signore indegne, assieme alla buona-matta-meravigliosa Carolyn Parker, uomini celebri e personaggi storici più o meno noti (l’uomo che rubò la Ferrari di Saddam Hussein!), scienziati insoliti e villeggianti malinconici, e tantissimi animali ben disposti o inquietanti….

ORIZZONTI
Film d’apertura        
Amir NADERI

 

 

Cut Hidetoshi Nishijima Takako Tokiwa

Takashi Sasano

Denden

Giappone  131’
Yves CAUMON L’Oiseau

 

Sandrine Kiberlain

Clément Sibony

Bruno Todeschini

Serge Riaboukine

 

Francia    93’
Amiel COURTIN-WILSON

 

(opera prima)

 

Hail Daniel Jones

Leanne Letch

Dario Ettia

 

Australia  104’
Edgardo COZARINSKY

 

Nocturnos Esteban Lamothe Marta Lubos

Leticia  Mazur

Luis Ortega

 

Argentina 63’
Pippo DELBONO Amore carne Pippo Delbono

Irène Jacob

Marisa Berenson

Sophie Calle

 

Italia

Svizzera

   75’
Jonathan DEMME I’m Carolyn Parker: the Good, the Mad and the Beautiful

 

(documentario) Usa    91’
James FRANCO Sal  Val Lauren

James Franco

Jim Parrack

 

Usa 103’
Michael GLAWOGGER Whores’ Glory (documentario)

 

 

Austria

Germania

 

 119’
Romuald KARMAKAR

 

Die Herde des Herrn

 

(documentario) Germania 90’
KIM Kyungmook Jultak dongshi

(Stateless Things)

 

Paul Lee

Saebyuk Kim

Hyungkook Lim

Hyunjoon Yeom

 

Corea del Sud 115’
Helvécio MARINS JR.

Clarissa CAMPOLINA

 

(opera prima)

 

Girimunho

(Swirl)

Maria Sebastiana Martins Alvaro

Maria da Conceição Gomes de Moura

 

Brasile

Spagna

Germania

90’
Ross McELWEE

 

Photographic Memory

 

 

(documentario) Usa 84’
Nicolas PROVOST

 

(opera prima)

 

L’Envahisseur Issaka Sawadogo

Stefania Rocca

Serge Riaboukine

Dieudonne Kabongo

 

Belgio    95’
Simon PUMMELL

 

(opera seconda)

 

Shock Head Soul

 

Hugo Koolschijn

Anniek Pfeifer

Thom Hoffman

Jochum ten Haaf

 

Paesi Bassi

Gran Bretagna

 

  86’
Ben RIVERS

 

(opera prima)

 

Two Years at Sea

 

Jake Williams Gran Bretagna

 

88’
Gurvinder SINGH

 

(opera prima)

 

Anhey ghorhey da daan

(Aims of the Blind Horse)

 

Mal Singh

Samuel John

Serbjeet Kaur Dharminder Kaur

India  112’
Tusi TAMASESE

 

(opera prima)

 

O le tulafale

(The Orator)

 

Fa’afiaula Sagote

Tausili Pushparaj

Salamasna Mataria

Ioata Tanielu

 

Samoa  110’
Rirkrit TIRAVANIJA

 

(opera prima)

 

Lung Neaw Visits His Neighbours

 

(documentario)

Lung Neaw

 

 

 

 

Thailandia

Messico

 149’
José Luis TORRES LEIVA

 

(opera seconda)

 

Verano

 

 

Julieta Figueroa  Francisco Ossa

Rosario Blefari

Ignacio Aguero

 

Cile 93’
Shinya TSUKAMOTO

 

Kotoko Cocco

Shinya Tsukamoto

Giappone 91’
Marina de VAN

 

Le Petit Poucet Denis Lavant

Adrien de Van

Rachel Arditi

Valérie Dashwood

 

Francia 82’
Teresa VILLAVERDE Cisne

(Swan)

Beatriz Batarda

Miguel Nunes

Israel Pimenta

Sérgio Fernandes

 

Portogallo  104’
XU Haofeng

 

 

(opera prima)

 

Wokou de zongji

(The Sword Identity)

 

 

Yu Chenghui

Song Yang

Zhao Yuanyuan

Ma Jun

 

Cina 108’
Yolande ZAUBERMAN

 

Would You Have Sex with an Arab? (documentario) Francia 85’
Orizzonti mediometraggi e cortometraggi
Gabriel ABRANTES

Daniel SCHMIDT

 

Palácios de pena

(The Last Generation of Portugal)

 

Catarina Gaspar
Andreia Martins
Portogallo

 

   59’
Ammar AL-BEIK Hadinat al shams

(The Sun’s Incubator)

Sofia Shams al-Beik Myriam Jakiche al-Beik

Ammar al-Beik

 

Siria 12’
Yuri ANCARANI

 

Piattaforma Luna (film di ricerca) Italia 24’
Mauro ANDRIZZI

Marcus LINDEEN

Accidentes gloriosos Cristina Banegas

Lorena Damonte

Svezia

Danimarca

Argentina

 

 58’
Josef DABERNIG

 

Hypercrisis Wolfgang Dabernig
Alfons Egger
Austria  17’
Felice D’AGOSTINO

Arturo LAVORATO

 

In attesa dell’avvento

 

(documentario) Italia 35’
Mati DIOP

 

Snow Canon Nilaya Bal

Nour Moubarak

Alban Guyon

Chan Coïc

 

Francia 33’
Amit DUTTA Sonchidi

 

Nitin Goel

Gagan Singh Sethi

 

 

 

 

India 55’
Heinz EMIGHOLZ

 

Parabeton – Pier Luigi Nervi and Roman Concrete [work-in-progress]

 

(documentario) Germania 25’
FLATFORM Movimenti di un tempo impossibile

 

(film di ricerca) Italia 8’
Yervant GIANIKIAN

Angela RICCI – LUCCHI

 

Notes sur nos voyages en Russie 1989 – 1990

 

(film di ricerca) Italia 15’
Christoph GIRARDET

Matthias MÜLLER

 

Meteor (film di ricerca) Germania 15’
Mattias GUSTAFSSON Start

 

Jesper Olsson Svezia 23’
Isamu HIRABAYASHI

 

663114 (animazione) Giappone 7’
Devin HORAN

 

Late and Deep (film di ricerca) Norvegia 14’
Andrew KÖTTING

 

Louyre – This Our Still Life

 

(film di ricerca) Gran Bretagna 57’
Wattanapume LAISUWANCHAI

 

Passing Through the Night Noppawan Laisuwanchai Thailandia 13’
Mark LEWIS

 

Black Mirror at the National Gallery

 

(film di ricerca) Canada 6’
Charles Yi Yong LIM All the Lines Flow Out

 

(film di ricerca) Singapore 21’
Mirai MIZUE

 

Modern N° 2 (animazione) Giappone 7’
Yves NETZHAMMER

 

Dialogical Abrasion (animazione) Svizzera 18’
Oscar PEREZ

Marc RIBOT

 

Hollywood Talkies (documentario) Spagna    52’
Axel PETERSEN

 

The Tracks of my Tears 2

 

(film di ricerca) Svezia 12’
Norbert PFAFFENBICHLER

 

Conference (film di ricerca) Austria 8’
Nicolas PROVOST

 

Moving Stories (film di ricerca) Belgio 7’
Ben RUSSELL River Rites

 

(film di ricerca) Usa 10’
Fabio SCACCHIOLI

Vincenzo CORE

 

Miss Candace Hilligoss’ Flickering Halo (film di ricerca) Italia 13’
Orizzonti Eventi
 

Eija-Liisa AHTILA

 

The Annunciation

 

 

Satu Mäkinen

Elise Laaksonen

Taru Ollila

Kati Outinen

Riina Myyryläinen

Elina Hurme

 

 

Finlandia

 

36’

Pietro MARCELLO Il silenzio di Pelesjan

 

(documentario) Italia 52’
Andrey SILVESTROV

Yuri LEIDERMAN

 

Birmingham Ornament Alexandr Leiderman Yuri Leiderman

Stas Podlirskiy  Vyacheslav Tyrin

 

Russia 68’
Wim VANDEKEYBUS Monkey Sandwich

 

Jerry Killick

Carly Wijs

Davis Freeman

 

Belgio 84’

 

 

Auto elettriche, mille stazioni di rifornimento in 9 regioni italiane

August 18, 2011 1 comment

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Si tratta di un progetto pilota che prevede la costruzione in 9 regioni italiane di ben 1000 colonnine per il rifornimento di auto elettriche. L’obiettivo è quello di installare le basi per la fornitura energetica in città come Milano, Napoli, Bari, Catania, Genova, Bologna, Perugia ed in altri comuni dell’Emilia Romagna. Le autorità garantiscono agli utenti finali del progetto, l’assoluta stabilità dei prezzi fino al 2015 poiché dopo questa data si potrà constatare se il progetto è di effettiva utilità e produttività.

Carla Liberatore

La solitudine di Saïd, ermafrodita marocchino

August 18, 2011 Leave a comment

Non è un uomo, ma neppure una donna. Saïd ha 40 anni, è nato ermafrodita e a causa del suo handicap non ha mai potuto accedere ad un vero lavoro, a delle cure decenti. Oggi, sogna di diventare “uomo” per poter avere finalmente una vita normale. E’ disoccupato Saïd, non ha una vita sociale e soffre di numerose patologie. Questa vita non l’ha scelta. Vive in una piccola località nei pressi di Tétouan, in Marocco, con la sua famiglia. I pregiudizi sociali  gli hanno imposto una vita durissima e l’assenza di una struttura sanitaria che si occupasse  delle sue patologie; le autorità poi non hanno fatto altro che peggiorare la sua situazione. Questo non toglie che Saïd cammini a testa alta dichiarando che “gli ermafroditi non devono vergognarsi, non hanno  nessun motivo per farlo”.  In un intervista a Afrik.com dichiara che la sua infanzia non è stata facile e sovente si trovò solo.  A causa del suo handicap è stato privato degli studi perchè i suoi compagni lo deridevano dicendogli che era diverso. Non poteva andare alle toilettes perchè non esistevano porte. Smise la scuola nel 1985. In gioventù  lavorò  in un negozio e un giorno il gerente lo toccò  sul petto rendendosi conto che era un seno femminile e lo mise alla porta. Poi la voce si sparse e nessuno lo ha più assunto.  Ha vissuto nella solitudine più totale, sempre più solo. Dichiara gridandolo che è nato così, diverso. Con un nome maschile e fisicamente uomo/donna.  Qualche anno fa decise  di sottoporsi ad alcuni trattamenti medici per diventare “uomo”, per poi affrontare la correzione chirurgica del sesso; in primis asportare i seni che gli creano enormi problemi obbligandolo ad indossare una t-shirt che li comprime creandogli un dolore molto forte, a giorni insostenibile.  Il calvario negli ospedali ebbe inizio e vide molti dottori. Ma nessuno di questi gli diede una cura. Ogni volta, il medico lo orientava verso un altro. Un urologo lo prese in giro e gli prescrisse una ricetta che dichiarava “dolori addominali”. Saïd è diabetico e ha un cancro. Senza soldi non si va lontano e un operazione chirurgica correttiva a Rabat o a Casablanca costa molti soldi. Nell’intervista, dichiara di essere il solo marocchino, forse il solo arabo, che ha avuto il coraggio di gridare forte di essere ermafrodita, dopo anni passati a mascherarsi, a fuggire dagli sguardi insulsi e indagatori della gente.  Nel suo entourage, fortunatamente, ci sono diverse persone che lo sostengono moralmente, che gli dicono “bravo!”. Altri lo insultano per strada e dicono che la sua è una punizione di Dio. L’abitudine però,  e un pò di indifferenza,  lo salva da queste persone ignoranti, che non sanno e non capiscono che la sua non è stata una scelta. Saïd è nato cosi’ e nessuna struttura sanitaria o sociale  lo ha mai aiutato.

Fonte: My Amazighen

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Elenin, illustrazione astronomica nella vecchia banconota da 10 franchi svizzeri

August 18, 2011 Leave a comment

Già nel 1979, guarda caso, gli “swiss zurich gnome banksters”, che hanno sempre controllato l’impero bancario elvetico, avevano fatto stampare, su un lato della banconota da 10 franchi svizzeri, una replica esatta degli allineamenti planetari che la cometa Elenin raggiungerà, tra la Terra e il Sole, nel mese di settembre di quest’anno.

Il progetto grafico della banconota da 10 franchi svizzeri fu redatto circa 32-33 anni fa.

Si tratta di una coincidenza o di una chiaroveggenza? È difficile dirlo, ma la cosa è veramente curiosa.

La banconota da 10 franchi svizzeri, attualmente fuori corso, celebrava il fisico matematico Svizzero EULERO, che tra l’altro dimostrò l’orbita di comete e altre meccaniche celesti. Questo naturalmente ha fatto dire agli scettici che l’immagine si riferisce solamente a questo importante aspetto della vita dello scienziato.

Fonte: Ec Planet

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Quando la ‘retta dei reali’ non basta

August 18, 2011 Leave a comment

Tutti abbiamo in mente il concetto di “retta dei numeri“, quell’astrazione per cui tutti i numeri reali (razionali e irrazionali) sono disposti uno a fianco dell’altro all’infinito (per chi ha studiato Analisi Matematica il concetto di infinito ci arriva dal concetto che tra due numeri ne esiste sempre un’altro). I matematici però non si sono accontentati di rimanere confinati in uno spazio monodimensionale e si sono lanciati in dimensioni sempre maggiori.

I numeri complessi: dalla prima alla seconda dimensione

I primi numeri che troviamo sono quelli complessi. Nel XVI secolo i matematici Cardano e Tartaglia scoprirono che se facevano finta che le radici quadrate di numeri negativi, che spuntavano mentre cercavano di risolvere le equazioni di terzo grado, fossero dei “veri” numeri, alla fine esse sparivano e si ottenevano le soluzioni corrette. Al tempo però questi studiosi e i matematici in generale già dubbiosi della matematica analizzata fino ad allora non diedero molta fiducia a questa scoperta. Nonostante ciò a questi strani numeri venne affibbiato l’appellativo di immaginari, come se invece i numeri reali siano davvero cos’ reali, 5 cm di nastro adesivo sono immaginabili ma ∏ cm o √2 cm di nastro non credo. Così i numeri creati sommando un reale e un immaginario prendono il nome di complessi. Inizialmente gli studiosi faticavano a vedere il complesso come un solo numero ma come due appiccicati.

Nel XVIII secolo il libraio Argand e il matematico (e non solo, vista la sua presenza in ogni campo delle scienze) Gauss giunsero contemporaneamente ad una semplicissima idea, facile da comprendere. Invece di considerare una sola retta consideriamo un piano generato da due rette, due assi cartesiani: quello delle ascisse che identifica l’asse reale, quello delle ordinate che viene chiamato asse immaginario.

Siamo finalmente usciti dalla dimensione 1 e arrivati a quella 2, il che è stupefacente: non tanto per tutto lo spazio in più a nostra disposizione, quanto perché possiamo finalmente muoverci a piacere con tutte le operazioni matematiche – salvo dividere per zero, si intende – senza mai uscire dal nostro “giardinetto complesso”. Una situazione davvero favolosa, che però ha un rovescio della medaglia. Mentre sulla retta sapevamo sempre dire se un numero era maggiore o minore di un altro, ora abbiamo dei dubbi. Quale dovrebbe essere il numero maggiore tra 0+1i e 1+0i? E perché? Ma si sa, le comodità hanno spesso un prezzo.

La lettera i indica l’unità immaginaria, cioè indica √-1 oppure che i²=-1, ed è quindi tale da permettere la risoluzione di tutte le equazioni polinomiali.
Le dimensioni successive

Dato che una moltiplicazione di due numeri complessi portava ad una rotazione nel piano (moltiplicare per i indica una rotazione di 90° gradi in senso antiorario, mentre i*i una rotazione di 180°), l’irlandese William Rowan Hamilton pensò “Che bello! Allora se aggiungo anche una j posso anche indicare le rotazioni 3d!” Solo che i conti continuavano a non tornargli… fino a che un giorno del 1843, mentre passeggiava con la moglie e stava passando su un ponte, ebbe l’idea risolutiva: ci voleva anche una terza variabile. Dimostrando scarso senso civico, si mise a incidere sul ponte l’equazione risolutiva: i2 = j2 = k2 = ijk = -1. Nascono così i quaternioni, numeri della forma a + bi + cj + dk. Qualcuno si potrà chiedere perché per indicare le rotazioni nello spazio 3d si usi un numero con quattro componenti, e qualcuno un po’ più avventuroso dirà “ma a che serve k? basta scrivere ij!” Peccato che ampliando così la dimensione dei nostri numeri ci siamo di nuovo persi qualcosa. È vero che ij = k, ma ji= –k. Per i quaternioni non vale cioè la proprietà commutativa della moltiplicazione. Sulle prime ci si può restare male: che senso ha pensare che cinque file da tre sono diverse da tre file da cinque? Ma ricordiamoci che i quaternioni rappresentano le rotazioni nello spazio. E guarda caso, se facciamo prima una rotazione antioraria di 90° e poi una riflessione allo specchio (cioè una rotazione di 180° nella terza dimensione), oppure facciamo prima la riflessione e poi la rotazione, otteniamo un risultato diverso. Insomma, la cosa ha un suo bel senso.

Uno, due, quattro… si potrebbe immaginare che il prossimo passo sia avere un numero con otto dimensioni, e che questo tipo di numero ci farà perdere ancora qualche proprietà matematica, e in effetti è così. Nel 1845 Arthur Cayley presentò al mondo gli ottetti (detti anche ottonioni per avere il nome simile a quello dei quaternioni). Qua, a parte l’unità standard, ci sono altre sette “unità” il cui quadrato è -1; per evitare di usare troppe lettere, in genere queste unità vengono chiamate e1, e2 e così via fino a e7. La nuova proprietà che si è persa è quella associativa; in pratica, (a*b)*c non è più necessariamente uguale ad a*(b*c). Un altro choc di quelli incredibili, ma sono ragionevolmente certo che ci siano delle ricette di cucina in cui tu hai tre ingredienti, e a seconda dell’ordine in cui li mischi ottieni qualcosa di diverso. Ad ogni modo non preoccupatevi: mentre i quaternioni hanno comunque un certo uso in computer graphic, gli ottetti praticamente non vengono usati.

Esisterebbero anche i sedenioni, che come dovrebbe dire il nome hanno ben sedici “unità“; con questa estensione però si perde la più importante proprietà algebrica dei numeri. In pratica, è possibile trovare due sedenioni entrambi diversi da zero il cui prodotto è zero: un obbrobrio che fa rabbrividire!

Fonte: Skimbu