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Intervista di Niva Mirakyan della radio La voce della Russia a Vincenzo Di Michele per “Io prigioniero in Russia”

August 3, 2011 Leave a comment

Onore alla popolazione  Russa :  in una sua rivisitazione storica, così ha dichiarato  Vincenzo Di Michele nella sua intervista  alla radio internazionale “ La voce della Russia “ in occasione della  ricorrenza del 70° anniversario dell’ offensiva Nazista contro l’Unione Sovietica

La prima linea era una vero bagno di sangue; era veramente  qualcosa di ossessionante. Di loro potevo immaginare dei ragazzi ventenni come me; Da Ivan di Pietroburgo ad Alexander del Kazakistan a Vladimir della Siberia  fino ad  Andrej di Mosca. Io però non li conoscevo. Loro erano il nemico bolscevico che dovevamo sconfiggere. E allora  dopo ben 50 anni , voglio ora   scrivere a Ivan, Alexander, Vladimir, Andrej e a tutti i ragazzi Russi,  allora poco più che ventenni: “noi soldati eravamo presenti, ma non disponevamo della padronanza delle nostre menti poiché il soldato semplice, ultima ruota come altre migliaia e migliaia,  è tenuto solo a obbedire e combattere.” (Brano  tratto da  “Io Prigioniero in Russia” di Vincenzo Di Michele – Testimonianza di Alfonso Di Michele, soldato Italiano nella campagna di Russia II guerra mondiale)

Nella ricorrenza  del 70° anniversario della  “Grande Guerra Patriottica”, così definita in Russia, che ha visto l’invasione della Germania nazista contro l’Unione Sovietica,   La Voce della Russia –  che si  colloca fra le cinque più popolari emittenti internazionali, con 109 milioni di audience con trasmissioni in 37 differenti lingue – ha intervistato Vincenzo Di Michele, autore del libro “ Io prigioniero in Russia, figlio del soldato Alfonso Di Michele che partecipò in forza alla divisione Julia alla Campagna di Russia.

L’intervista è stata rilasciata dall’autore alla corrispondente Niva Mirakyan.

N.M.:    Perché lei ha deciso di affrontare la storia della “Grande Guerra Patriottica”, precisando a tal conto la definizione da noi russi conferita a tale guerra  ?

Vincenzo Di Michele: Perché mio padre prima di morire nel 1993, dopo ben 50 anni, ha deciso di scrivere un diario raccontando la sua guerra in Russia. Ha raccontato la sua avventura cioè quella di un giovane ventenne che è andato a combattere in Russia nella Seconda Guerra Mondiale.  Pertanto, ho sentito il dovere di rendere una nuova visione storica, un nuovo panorama storico come mai prima si era raccontato. Infatti, si è parlato sempre di strategie di guerra ma non della guerra di ragazzi di 20 anni e del popolo italiano e del popolo russo.

N.M.: Che cosa ha scoperto della Russia e dei russi mentre faceva la ricerche per il Suo libro, che non sapeva prima?

Vincenzo Di Michele: Un popolo di grande umanità. Nei libri si è sempre narrato delle sofferenze patite dagli italiani per via dei russi. Indubbiamente, la guerra è guerra, ma quello che non sapevo è stata l’umanità dei Russi  e soprattutto delle mamme russe perché se io sono ora qui a raccontare  queste storie, lo devo proprio alle mamme russe che hanno aiutato tanti, tanti italiani.

N.M.: Che impressione ha fatto la Russia sul protagonista del Suo libro ovverosia su suo padre ?

Vincenzo Di Michele: La storia che io ho narrato, l’ho vissuta e quindi scritta  attraverso i racconti di mio padre. Non si può negare come tale guerra abbia provocato i migliaia di morti nei Campi di Prigionia. Ad onor di verità  neanche la Russia si aspettava quell’enorme massa di prigionieri. Peraltro si deve anche dire  che gli stessi russi hanno avuto milioni e milioni di morti perché addirittura, se non erro sono stati 20 milioni.

N.M. : Perché a Suo avviso, oggi, nel 2011, è ancora importante scrivere dei libri sulla Seconda Guerra Mondiale?

Vincenzo Di Michele: Perché è importante il revisionismo storico. Hanno sempre  descritto la Russia come un luogo di sofferenza dove sono morti tanti italiani. È vero, lo devo dire, sono morti tanti italiani e anche tanti russi però si deve dare onore alla Russia. Innanzitutto,  il popolo italiano è andato lì a combattere  invadendo  il territorio di un altro popolo e poi  siamo stati accolti nonostante l’evidente povertà economica, da un popolo con grande umanità. Senza dubbio un grande aiuto ai nostri soldati è stato dato dalle  donne  russe. Queste, pur essendo in tempo di guerra e a loro volta con dei figli da sfamare, con un cuore grande come le nostre mamme facevano del loro meglio porgendo ai nostri soldati quel poco   di cui disponevano tra patate, pane carote e miglio bollito. Un sentito tributo anche se a distanza di tempo deve essere conferito a quelle ragazze. Infatti,  e di questo posso dare testimonianza diretta grazie a mio padre il quale è stato un vero e proprio miracolato, anch’esse sono state decise protagoniste;  forse  poi ci sono state anche storie d’amore,  con i famosi “italiansky khorosho”, e grazie a loro, grazie alla Russia, si consegnano alla rivisitazione storica  nuovi elementi  che indubbiamente meritano di essere approfonditi.

Se volete ascoltare l’intervista direttamente dal sito della radio internazionale “La voce della Russia” clicca qui:

Alessia Mocci

Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

Fonte: Oubliettemagazine

Il Ramadan nella storia

August 3, 2011 Leave a comment

Da quando i musulmani del mondo intero sono entrati nella bella avventura del mese sacro del Ramadan, non è inutile ricordare che il digiuno, cuore pulsante di questa trenta giorni, si iscrive in una lunga storia. Molto tempo fa l’osservanza del digiuno era nel nono mese dell’anno lunare, e i primi musulmani rispettavano il digiuno della Ashoura, vera eredità del giudaismo, che corrisponde alle celebrazioni del Yom Kippour, il “Giorno della Espiazione” o “Giorno del Grande Perdono“. La seconda sura del Corano che stabilisce il digiuno nel mese del Ramadan, non dimentica di chiamare in causa gli antecedenti: “E’ stato prescritto a as-Syam come è stato prescritto a quelli davanti a voi” (versetto183). Secondo i sapienti religiosi questa prescrizione del digiuno è strettamente collegata ad Abramo, vedi Noè. Ma è stato stabilito da parecchi hadiths e dalla Sura che la prima comunità riunita intorno al Profeta Maometto digiunava il giorno della Ashoura (il decimo giorno del settimo mese del calendario ebreo: decimo si dice “asor” in ebreo e”asara” in arabo). Secondo l’hadith, guardando gli ebrei darsi al giorno di digiuno, il Profeta chiese spiegazioni. Gli ebrei risposero che ricordavano la fuga dall’Egitto ordinata da Mosè. A quel punto, reclamando tutti i profeti biblici che lo avevano preceduto, Maometto disse che aveva più diritto lui e i musulmani di compiere il digiuno in quel giorno. Per evitare di confondere il digiuno musulmano con quello ebreo decise che si sarebbe svolto il nono giorno del settimo mese. Presso i musulmani il digiuno dell’Ashoura venne fissato poi in due giorni. Questa appropriazione del digiuno ebraico trova riscontro nel senso dato a questa pratica presso i musulmani; in effetti, come per gli ebrei che celebrano lo Yom Kippour, il digiuno ha per virtù la totale purificazione dai peccati e questo accade anche per il digiuno dell’Ashoura musulmano. Nel Levitico si legge: “Perchè è in questo giorno che avverrà l’espiazione per voi, al fine di purificarvi: voi sarete purificati di tutti i vostri peccati davanti all’Eterno” (Levitico 16-30). Nell’hadith di Mouslim si legge queste parole del Profeta: “ Io conto su Allah perchè il digiuno osservato nel giorno di Arafat possa farvi espiare i peccati commessi l’anno precedente e quello successivo, e che il digiuno del giorno dell’Ashoura possa farvi espiare i peccati dell’anno precedente“. Certo, prendendo in esame diversi hadiths il digiuno dell’Ashoura commemora diversi avvenimenti; Adamo che lascia il Paradiso terrestre, lo sbarco dell’arca di Noè, Abramo nel fuoco o e ancora la fuga dall’Egitto di Mosè….Ma è la continuità con il digiuno ebreo la più certa e chiara. Oggi, per meglio conoscere la storia del digiuno nel mese sacro del Ramadan, si può rilevare che, quando venne inserito il nuovo ordine per cui il digiuno doveva essere di un mese pieno, i musulmani potevano dispensarsi da questo obbligo, offrendo un mese di pasti ad un povero, per ogni giorno di digiuno non espletato, questo è quello che indica il versetto 183-184 della surate seconda, ma i giuristi hanno preferito privilegiare l’obbligo del digiuno.

Fonte: My Amazighen

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Cometa Elenin, pericolo per la Terra?

Pochi giorni fa la Terra è stata sfiorata dal meteorite denominato ‘2011 MD’, scoperto soltanto il 22 giugno scorso ed è passato ad una distanza di circa 12000 chilometri dal nostro pianeta. Il transito di questo asteroide ha aperto nel mondo scientifico la discussione su quanto sia possibile prevedere e avvistare un corpo celeste che potrebbe passare in prossimità della nostra atmosfera. Ma la discussione più accesa fra ‘probabilisti’, ‘catastrofisti’ e scienziati è riguardante l’ormai famosa e fatidica cometa ‘Elenin’. Infatti secondo alcuni dei ricercatori più catastrofisti, l’allineamento di Elenin con Terra e Sole, fino ad oggi ha comportato il verificarsi nel mondo di terremoti oltremodo distruttivi, come ad esempio quello avvenuto in Giappone che ha sollevato anche l’onda di tsunami e quelli avvenuti in Cile e Nuova Zelanda. Questi ricercatori hanno confrontato i dati dell’allineamento di Elenin con Terra e Sole proprio in quei giorni in cui tali sismi superiori a magnitudo 7.0 Richter si sono verificati e a detta loro, in ognuna di queste occasioni i due pianeti del sistema solare erano sistematicamente allineati con tale cometa. Ciò riporta anche alle antiche profezie dei Maya e non solo relative a quel popolo ma anche di molte altre civiltà del passato, le quali sostengono per l’appunto che il passaggio vicino alla Terra di Elenin sarà oltremodo distruttivo. Dunque secondo i moderni ricercatori fuori dalle righe convenzionali, ciò sta davvero accadendo e spiegherebbe l’escalation di sismi importanti e molto forti che si stanno verificando specie negli ultimi 3-4 anni, nonché darebbe spiegazione anche dei violentissimi sconvolgimenti climatici che ci vedono coinvolti negli ultimi tempi. Le informazioni sui cui si stanno basando ricercatori più o meno scientifici deriverebbero direttamente dalla NASA la quale asserisce che in novembre di quest’anno, Elenin passerà ad un distanza vicinissima alla Terra e se fino ad adesso la sua distanza è stata abbastanza grande rispetto al nostro pianeta e nonostante tutto allineandosi con Terra e Sole ha potuto verosimilmente generare degli sconvolgimenti notevoli, la preoccupazione degli studiosi è appunto relativa a quando in autunno passerà molto più vicino a noi. Inoltre studiosi e scienziati hanno individuato una stella a neutroni che è da pochissimo entrata nel nostro sistema solare, la quale nel suo giro di uscita passerà molto vicino al nostro pianeta, dunque Elenin non sarebbe l’unica cometa a sfiorarci in termini astronomici. Un’altra delle preoccupazioni dei ricercatori è riguardante l’aspetto di Elenin che con l’allinearsi a Terra e Sole sarebbe stata capace di causare dei forti terremoti, per cui se dovesse trattarsi di una normale cometa, questa non avrebbe la sufficiente spinta gravitazionale nell’allineamento capace di causare tali disastri, rimane dunque il dubbio di quale sia la vera natura di questo corpo celeste che pare abbia invece la spinta tipica di un asteroide vero e proprio. Uno dei maggiori ricercatori della NASA, il Prof. Morrison respinge ogni teoria allarmista nei confronti di Elenin considerandola una normalissima cometa che passerà a circa 34 milioni di chilometri dalla Terra il prossimo 16 ottobre. Rimane il fatto che nel suo ultimo allineamento questa cometa, secondo altri studiosi, avrebbe causato il disastroso terremoto in Giappone e sempre a detta di questi, dal giorno di quel terribile sisma, nell’emisfero settentrionale si stanno registrando sempre più radiazioni che man mano continuano a diffondersi, probabilmente a causa dell’incidente di Fukushima. Gli studiosi più estremisti principalmente orientati sul catastrofismo insistono col dire che l’umanità deve riconoscere che esiste un vero e proprio pericolo determinato dalla presenza di Elenin e probabilmente di altri corpi celesti che si avvicenderanno passando vicinissimi alla Terra nei prossimi mesi e gli allineamenti di Elenin che hanno causato grossi sconvolgimenti, potrebbero giocare un ruolo importante allorquando tale cometa passerà ancor più vicino al nostro pianeta. La comunità scientifica non convenzionale è dunque convinta del fatto che la NASA conosca la natura e le cause di tali sconvolgimenti già da decenni, inoltre sostengono anche che l’intero sistema solare si stia riscaldando soprattutto da quando il Sole è ridiventato attivo e ciò spiegherebbe la migrazione del Polo Magnetico terrestre, il continuo avvicendarsi di vulcani che si riattivano, attualmente nel mondo sulla superficie ce ne sarebbero ben 9 che hanno ricominciato la loro fase eruttiva e nei fondali di quelli accertati ce ne sarebbero 12 nel sud Atlantico in Antartide ed uno in Italia fra le coste di Sicilia e Calabria che sarebbe il Marsili. Non solo, spiegherebbe anche l’aumento esponenziale di violenti terremoti, tsunami e degli enormi quanto inspiegabili vortici marini che si formerebbero nell’oceano Atlantico oltre a dare una esauriente spiegazione sul perché quest’anno il Sole sarebbe sorto in Groenlandia con 2 giorni di anticipo rispetto al previsto. Inoltre Elenin, detta anche ‘nana bruna’, durante il prossimo autunno si posizionerà fra il nostro pianeta ed il Sole per poi avvicinarsi ancor di più alla Terra, qualcuno fra l’altro ha anche ipotizzato che questo corpo celeste potrebbe colpire la Luna distruggendola. Per farla breve sembrerebbe proprio che l’umanità non sta attraversando un periodo molto fortunato e i soliti dubbi dei catastrofisti permangono e portano alcuni a pensare che i dati forniti dalla scienza ufficiale potrebbero essere stati volutamente modificati per non indurre panico nella popolazione mondiale. Secondo alcuni che basano la propria ricerca sia su dati scientifici e sia sulle antiche leggende spesso riportate nei testi sacri di qualsiasi religione, con il passaggio molto vicino alla Terra di Elenin, potrebbe verificarsi quello che è stato definito anche nella Bibbia, il cosiddetto ‘diluvio universale’, poiché l’attrazione gravitazionale di un denso corpo celeste che passa vicino al nostro pianeta potrebbe generare lo spostamento di enormi masse d’acqua come ad esempio avviene con le fasi lunari ma si tratterebbe ovviamente di un movimento brusco e cataclismatico. Infatti se le antiche scritture hanno ragione, di fatto ciò che potrebbe provare un diluvio universale è determinato dalla possibilità che un asteroide colpisca la Terra, o che si verifichi un’improvvisa e repentina inversione dei poli magnetici terrestri, oppure per l’appunto che un oggetto denso e capace di una forte attrazione gravitazionale sfiori la Terra. Ad esempio riferimenti di un cataclisma tipo diluvio universale sono riportate non solo nella Bibbia ma anche nelle leggende antiche della letteratura cinese e nei racconti degli aborigeni australiani. Concludendo, l’umanità è da sempre dotata di un intuito primordiale, di quell’istinto necessario e attualmente anche di quella sana capacità logico-deduttiva che potrebbe aiutare insieme agli altri due elementi a valutare con attenzione quanto ci sia da stare preoccupati o meno. Talvolta basta l’osservazione dei fenomeni intorno a noi per comprendere appieno come meglio comportarsi, anche nel caso di terremoti ad esempio o nel caso di violenti nubifragi. L’istinto umano alla sopravvivenza, qualora fossero prossime delle catastrofi grandi o localizzate che siano, sarà la risposta più certa a tutte le teorie di studiosi, ricercatori e scienziati accreditati o meno accreditati. Dunque non resta che affidarsi alla propria capacità deduttiva e di osservazione unita alla logica tipica di quella che noi stessi definiamo una ‘civiltà evoluta’.

Carla Liberatore

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Serra Yilmaz

Serra Yilmaz (Turchia, attrice)

Nata ad Istanbul, dopo il diploma studia psicologia all’Università di Caen in Francia, dove segue il corso di recitazione tenuto da Robert Abirached. Rientrata nella città natale, vince il concorso della Compagnia Dostlar dove, mentre continua a studiare recitazione, viene anche scelta per una serie di ruoli minori in lavori messi in scena al teatro. Esordisce al cinema nel 1983 in Şekerpare di Atif Yilmaz, seguito da una serie di ruoli in opere di altri maestri del cinema turco degli anni ’80, tra cui Hotel Madre-Patria di Ömer Kavur in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1987. Nel 1988 lavora come attrice e dramaturga per la compagnia del Teatro della Città di Istanbul, del quale è vice-direttore artistico e responsabile per le relazioni internazionali dal 1996 al 2000. Nel 1998 la performance in Harem Suaré di Ferzan Ozpetek le vale il premio come miglior attrice non protagonista all’Antalya Film Festival e avvia una lunga collaborazione con il regista di origine turca, del quale diventa un volto simbolo. Nel 2001 Ozpetek la dirige ne Le fate ignoranti, mentre l’anno seguente recita per Elisabeth Raygaard in Omfavn mig måne (House of Hearts). Grazie al ruolo da protagonista in Dokuz (2002) di Ümit Ünal viene premiata come migliore attrice sia all’Istanbul Festival nel 2002 che ai Sadri Alışık Theater and Cinema Awards. Nel 2004, lascia la compagnia del Teatro della Città di Istanbul e prosegue la felice collaborazione con Ozpetek con La finestra di fronte, che le vale una nomination ai David di Donatello come Miglior Attrice Non Protagonista, un Ciak d’Oro e il premio Flaiano, mentre alla consegna del Mirto D’Oro viene insignita del premio “Cle D’or”. Nel 2005, comincia a recitare al Teatro Rifredi di Firenze in  “L’Ultimo Harem- the Last Harem”, lavoro teatrale diretto da Angelo Savelli, che viene ripreso con grande successo per sette stagioni, e andrà avanti anche nel 2012.  Sempre nel 2010 interpreta vari ruoli in “Sur le Seuil” di  Sedef Ecer, messo in scena al Centro Culturale Jean Houdrement a La Courneuvue e a Fécamp.  Yılmaz ha recitato anche in serie televisive di successo e affianca alla carriera di attrice l’attività di traduttrice di opere di Pirandello, Yourcenar, Jaccotet. 

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Marocco, apertura nuova autostrada Fès-Oujda

August 3, 2011 Leave a comment

Il più grande asse autostradale mai messo prima in cantiere nel paese è operazionale da lunedi’ 25 luglio. Si tratta dell’autostrada Fès-Oujda, 320 km, che ha richiesto 4 anni e mezzo di lavori. Un sogno per gli automobilisti, in primis per gli autotrasportatori che necessitavano di 5 ore di viaggio con la strada nazionale. Oggi il tempo di percorrenza è sceso a 3 ore e per il tratto Rabat-Oujda si contano circa 4 ore di viaggio. Questa nuova infrastruttura è stata realizzata con un unico enorme cantiere, che ha richiesto un investimento di 11 miliardi di DH. Il 67% del finanziamento è stato assicurato da alcuni imprenditori concessionari, vedi la Banca Islamica di Sviluppo, del Fondo Arabo e la Banca Europea di Investimenti. Il resto del finanziamento è stato assicurato con un fondo statale e un contributo del Fondo Hassan II sotto forma di una sottoscrizione nel capitale ADM di 2 miliardi di DH. La costruzione dell’autostrada è stata suddivisa in 18 lotti di lavoro simultanei. Ogni lotto ha dato luogo ad un contratto specifico attribuito con gara d’appalto. In finale, il progetto comportava 13 sezioni di cui 8 tra Fès e Taza. Il tratto globale comprende 29 stazioni di pedaggio e10 aree di servizio di cui 8 già attive. La realizzazione ha visto lo spostamento di un volume di terra impressionante, pari a 84 milioni di m3. I profitti che arriveranno dall’apertura del troncone autostradale non si limita ai vantaggi della macro-economia marocchina legata alla logistica dell’Orientale ma  il progetto permetterà un importante riduzione del costo del percorso, la maggior sicurezza stradale e un decongestionamento della strada nazionale n.6.  Gli studi effettuati da ADM stimano il traffico quotidiano dell’autostrada a 10.000 veicoli e il risparmio in carburante delle vetture leggere dovrà attestarsi sui 2,5  litri per tratta mentre per i TIR il risparmio sarà di oltre 3,2 litri di carburante. Queste simulazioni hanno permesso di stimare il profitto totale che si realizzerà durante il primo anno di operatività, pari a 875 milioni di DH. Parallelamente, gli introiti legati al pedaggio dovranno attestarsi sui 121 milioni di DH. L’autostrada Fès-Oujda ha integrato degli equipaggiamenti tecnologici  di ultima generazione, in primis la copertura totale dei mezzi di telecomunicazione e radiocomunicazione come la radio a fibre ottiche Tetra e la predisposizione al pedaggio automatico con i caselli automatici, non ancora in funzione sulle autostrade del paese.

Fonte: My Amazighen

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Attività solare, il Sole si risveglia ed aumenta il riscaldamento globale

Pare che ci si debba attendere un aumento consistente del riscaldamento globale per effetto del risveglio del Sole, in quanto l’attività di questo si andrebbe a combinare con i livelli di CO2 nell’aria. Il Sole si sta praticamente risvegliando e riprendendo la sua normale attività dopo un ciclo di stasi e uno studio coordinato da Robert Kaufman della Boston University, ha riportato quanto l’incremento della attività solare possa combinarsi con i livelli di CO2 e generare quindi un aumento sostanziale del riscaldamento terrestre. Kaufman prevede un imminente innalzamento dei valori di calore che durerà circa 10 anni e tale previsione proverrebbe da uno studio eseguito fra il 1998 ed il 2008 che ha portato alla luce quella che è stata definita un’anomalia climatica che è durata per tutto il decennio. Dunque il periodo di massima attività in cui è entrato da poco il sole durerà circa 11 anni e ciò combinato con tutta un’altra serie di fattori contingenti, fa presupporre agli studiosi che in questo lasso di tempo si verificherà un aumento del calore.

Carla Liberatore