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Archive for August 2, 2011

Charles Tesson

Charles Tesson (Francia, critico e storico del cinema)

Collabora dal 1979 ai “Cahiers du cinéma” ed è stato capo-redattore della rivista tra il 1998 e il 2003. E’ stato produttore di registi come Philippe Garrel e Jean-Pierre Limosin e distributore indipendente con un ventaglio amplissimo di offerte. Docente di Storia ed Estetica del Cinema all’Università della Sorbona, è autore di numerosi libri sul cinema, come Satyajit Ray (1992), Luis Bunuel (1995), El from Luis Bunuel (1996), Photogénie de la Série B (1997), Théâtre et cinéma (2007) e Akira Kurosawa (2008). Ha curato numeri monografici dei “Cahiers” rimasti celebri: Hong Kong cinéma (con Olivier Assayas, 1984), Made in China (1999), oltre al libro antologico L’Asie à Hollywood (2001). È membro del comitato di selezione della Semaine de la Critique (Festival di Cannes), di cui diverrà Delegato Generale a partire da gennaio 2012.

Fonte: Biennale di Venezia

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“Priest” di Scott Stewart (2011)

August 2, 2011 Leave a comment

Priest è un film a colori di genere avventura, fantascienza, horror della durata di 87 min. diretto da Scott Stewart e interpretato da Paul Bettany, Cam Gigandet, Maggie Q, Christopher Plummer, Karl Urban, Stephen Moyer, Lily Collins, Brad Dourif, Alan Dale,Mädchen Amick.
Prodotto (anche in 3D stereoscopico) nel 2011 in USA – uscita originale: 13 maggio 2011 – e distribuito in Italia da Sony Pictures Releasing Italia il 15 giugno 2011.

Un sacerdote guerriero, che si era distinto nell’ultima guerra della Chiesa contro i Vampiri, ora vive nelle tenebre insieme agli altri esseri umani, oppressi in città cupe e distopiche governate dai membri del clero. Quando sua nipote viene rapita da un gruppo di vampiri assassini, il Prete scioglie i voti e disobbedisce alla Chiesa, che lo minaccia di scomunica, deciso a tornare in battaglia. Nella sua personale crociata lo accompagnano il fidanzato della nipote, un giovane sceriffo dal grilletto facile e una Sacerdotessa guerriera che possiede capacità di combattimento straordinarie. Ma stanare i vampiri sarà più difficile di quanto immaginassero ora che alla loro guida c’è un ex Prete…

Per non perdersi un altro film in 3D ispirato al mondo comics, un live action che ha per protagonisti vampiri e preti che si combattono tra realtà parallele e postapocalittiche. Un film diretto Scott Stewart, il regista di Legion, con Paul Bettany, Karl Urban (Star Trek), Cam Gigandet (Twilight), Stephen Moyer (True Blood) e Maggie Q (Nikita). Ispirato a un manwha, un fumetto coreano, di Min-Woo Hyung e messo in scena con un setting più futuristico di quello originale.

Fonte: Movieplayer.it

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Clima terrestre, eruzioni vulcaniche cambiano il clima oltre ogni previsione

Secondo alcuni ricercatori, le eruzioni vulcaniche sarebbero capaci di modificare il clima terrestre più del previsto, rilasciando particelle secondarie che provocherebbero piogge acide. Infatti le grandi eruzioni vulcaniche seminano nuvole ricche di acido solforico influenzando il clima e le stagioni oltre ogni previsione fatta fino ad oggi. I dati sono emersi da uno studio condotto da Julien Boulon che ha in particolare analizzato le particelle del vulcano islandese Eyjafjallajokull nell’eruzione avvenuta in marzo del 2010. Le analisi effettuate da Boulon hanno evidenziato quanto la colonna di ceneri sollevata dal vulcano sia arrivata nell’atmosfera alla quale ha fatto subire degli immediati processi di ossidazione trasformandola. Particolarmente il biossido di zolfo a contatto con l’ossigeno dell’atmosfera ha prodotto acido solforico e quest’ultimo è in grado a sua volta di generare particelle grandi abbastanza che agirebbero come semi in grado di far nascere ed evolvere delle nubi capaci di cambiare la quantità ed il tipo di precipitazioni oltre a provocare le piogge acide. Secondo Boulon gli studi effettuati in precedenza avevano notevolmente sottostimato le capacità di modificazioni climatiche delle eruzioni vulcaniche che si sono invece rivelate più consistenti che mai.

Carla Liberatore

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Baltico, presunto oggetto circolare individuato nel fondale marino

Un oggetto non identificato sarebbe stato messo in evidenza da una ricerca sonar effettuata il 19 Giugno 2011 nel fondale Baltico svedese: lo scrive tra gli altri Ben Radford nel portalMSNBC. In questo caso si dovrebbe parlare di USO che altro non sono che gli UFO sottomarini, in pratica grandi oggetti misteriosi che viaggiano sott’acqua  fuoriescono dall’acqua ad alte velocità o adagiandosi sul fondale marino.

Secondo il team di esplorazione oceanica guidata dal ricercatore svedese Peter Lindberg, il loro equipaggiamento sonar ha catturato qualcosa di strano, qualcosa che Lindberg non ha mai visto nei suoi diciotto anni di esperienza lavorando con gli ultrasuoni nelle grandi profondità marine.

La strana massa si trova a 300 metri di profondità e  ha un dimaetro di circa 60 metri. L’oggetto circolare si distingue dal paesaggio in maniera chiara. Che cos’è? Un’isola sommersa? un relitto di qualche nave?

Lindberg ha affermato di non credere all’ipotesi UFO, ma di essere propenso a ipotizzare una “nuova Stonehenge.” Ad ogni modo il caso resta aperto.

Fonte: Ufoonline

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“Tempeste Puniche” di Pietro De Bonis, Gruppo Albatros Il Filo

TEMPESTE PUNICHE – Il Profumo della quiete
Pietro De Bonis
Prezzo: €11.50
978-88-567-3224-5

I versi di Pietro De Bonis sono come protesi a toccare, di là dal pensiero concettuale, un’esperienza di spazio-silenzio, a cogliere il “ritmo spirituale” delle cose e del mondo e la poesia diventa, via via, ricerca di una connessione profonda e autentica tra l’essere del poeta nel mondo e l’Essere del mondo. (dalla prefazione)

Pietro De Bonis è nato il 9 aprile del 1984 a Roma, dove vive tuttora. Ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata, poi ha intrapreso la strada della recitazione e della fotografia.Tempeste Puniche – Il Profumo della Quiete è la sua opera d’esordio.

Fonte: Gruppo Albatros Il Filo

Roma, 15enne ridotta in schiavitù

Era stata messa sulla strada a prostituirsi a soli 15 anni dai suoi aguzzini. Rimasta incinta l’hanno obbligata ad abortire per poi rimetterla sul marciapiede il giorno dopo con tutti i postumi fisici e psicologici dell’operazione d’interruzione di gravidanza. Gli sfruttatori erano soliti compiere certi orrori ai danni di ragazze minorenni, in tutto pare che siano stati accertati soprusi nei confronti di 10 ragazzine rumene. Il giro di prostituzione è stato scoperto dal gruppo di Sicurezza Sociale e Urbana della Polizia di Roma e dopo 3 mesi di accurate indagini sono riusciti ad arrestare due uomini rumeni di 25 e 27 anni con l’accusa di riduzione in schiavitù, sfruttamento di minorenni ed induzione alla prostituzione.

Carla Liberatore

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Il Re dell’Atlas

August 2, 2011 Leave a comment

Si racconta  che dei leoni erano presenti alla corte dei sultani e dei re del Marocco, come segno di obbedienza per i nobili e per il popolo berbero che era parte dell’Atlas, come gli ultimi leoni di Barberia (Panthera leo leo). Nel 1953, quando il sultano  Sidi Mohammed Ben Youssef ( e più tardi il re Mohammed V) venne costretto ad abdicare e messo in esilio, i leoni reali (21 in totale) persero il loro domicilio al  Palazzo, nella foresteria reale. Tre di loro furono inviati allo zoo di Casablanca e il resto del gruppo venne trasferito allo zoo di Meknès. Quando il  re rientrò dall’esilio in Madagascar  nel 1955, i leoni rientrano a Rabat. Durante tutto questo tempo, il mondo continuò a credere che il leone di Barberia era estinto: questa convinzione prematura divenne quasi un fatto accertato quando una malattia respiratoria colpì il re dei leoni alla fine degli anni ’60. A quel punto, SAR Hassan II, allora proprietario dei soggetti, decise di ridurre i rischi di mortalità e di apportare delle migliorie alla vita dei leoni. Un nuovo parco cintato venne costruito a Temara, nei pressi di Rabat, nella casa rerale dei leoni, verso la fine degli anni ’60. Nel 1973 questa struttura venne assorbita dall’amministrazione del Ministero dell’Agricoltura, e divenne lo zoo di Rabat. Nella storia antica gli egiziani furono i primi a cacciare questo superbo animale, con arco e frecce. I Berberi, che vivevano in piccoli villaggi arroccati sulle montagne dell’Atlas e dell’Africa del nord, circa 3.000 anni fa, si difendevano dagli attacchi dei felini ma non costituirono mai una minaccia per la popolazione dei leoni di Barberia. È nell’Impero romano che la popolazione dei leoni di Barberia diminuì drasticamente. Gli imperatori romani cercavano di divertire la popolazione rassicurandoli sul fatto che la loro civiltà aveva il controllo sulla natura. Gli antichi romani esportarono migliaia di leoni dall’Africa del nord per utilizzarli nei giochi del Colosseo a Roma e in altre arene sparse nell’Impero. I leoni vennero trucidati dai gladiatori e la mattanza terminò soltanto verso la fine del VI° secolo, ma i problemi per i leoni di Barberia non erano ancora terminati. Con l’invasione  degli arabi nell’Africa del nord, sempre più numerosi, i leoni si ritirarono progressivamente a causa di una caccia spietata, in quanto rappresentavano un pericolo. Per ogni leone ucciso era prevista una lauta ricompensa. Con l’avvento poi dei cacciatori europei nel corso dell’ultimo secolo, il numero dei leoni crollò. Le guide locali nelle montagne della Tunisia e del Marocco permisero agli europei di cacciare i leoni per sport e per le collezioni dei musei naturalistici, oltre al catturarli vivi per rinchiuderli negli zoo europei. I leoni di Barberia si estinsero in Tripolitania (ovest della Libia) nel 1700. L’ultimo leone di Barberia visto in Tunisia venne ucciso nel 1891 a Babouch, tra Tabarka e Aït-Draham. L’ultimo leone conosciuto in Algeria venne ucciso nel 1983 presso Batna, a 97 km da Costantino. I turchi contribuirono notevolmente a questa carneficina perchè pagavano profumatamente le pelli dei leoni per abbellire l loro palazzi. Numerosi francesi in Africa del nord divennero cacciatori professionisti di leoni, attività molto redditizia all’epoca.  In Algeria, oltre 200 leoni di Barberia vennero uccisi tra il 1873 e il 1883. I leoni sparirono dal lato del confine marocchino nella metà del 1800. In Marocco, alcuni gruppi di leoni sono esistiti sino al XX° secolo e si estinsero alla fine degli anni ’40. L’ultimo animale venne ucciso nel 1942 sulla costa nord del colle del Tichka, in prossimità della strada tra Marrakech e Ouarzazate. Le cause della sua estinzione sono molteplici, ma sicuramente la più importante è la mano dell’uomo. La caccia quindi ma anche i cambiamenti dell’ecosistema indotto dalla coltura intensiva e dai pascoli. Le foreste sono state distrutte per lasciare spazio ai pascoli di bestiame, sempre più numerosi e anche i cervi e le gazzelle (principali nutrimento dei leoni di Barberia) vennero a mancare.

Oggi un programma è avviato tra il governo marocchino  e un ONG di scienziati oxfordiani, ma  stenta a decollare. Si tratta di un lavoro di reintroduzione su dieci anni che comporterà diversi fasi di lavori, tra cui una zona protetta di oltre 10.000 ettari in una regione poco popolata, che sarà cintata e protetta. Saranno introdotti alla sua creazione cervi, mufloni, ungulati, scimmie e gazzelle, che dovranno acclimatarsi nella nuova zona. Parallelamente, gli scienziati di Oxford dovranno selezionare i  capostipiti della nuova generazione di leoni di Barberia che verranno inseriti nell’area protetta, poi soggettati ad un programma di riproduzione in cattività. Al governo marocchino tutto questo piace in quanto sarà fonte di reddito per il mercato del turismo ecologico, creando nuovi posti di lavoro. I finanziamenti saranno apportati da alcune sovvenzioni europee. Ma è necessario fare i conti con l’oste: la popolazione locale non sembra essere entusiasta davanti a questo progetto; la reputazione sulla ferocia del leone dell’Atlas suscita molta inquietudine. Anche il bracconaggio potrebbe riprendere il suo corso, a meno che la riserva sia controllata professionalmente. E ancora, il Marocco non giova di una buona reputazione in materia di protezione dell’ambiente. Nello spazio di un secolo, centinaia di specie animali e vegetali si sono estinte nell’indifferenza generale. A titolo di esempio, il coccodrillo del Nilo si estinse in Marocco nel 1930, mentre negli anni ’50 la campanella d’allarme suono’ per lo struzzo, l’oryx e l’addax. Attualmente la pantera è da inscrivere nella lista degli animali estinti in Marocco, anche sono state segnalate in diverse zone del paese, senza però prove tangibili di un loro riconoscimento. In serio pericolo la iena, il ghepardo, il lynx caracal, il gatto delle sabbie, il gatto gigante, il fennec e lo sciacallo. Per chiudere, anche gli ambienti naturali sono nella stessa misura in pericolo. Il deserto avanza e il bestiame non controllato si avventura nelle foreste, causando gravissimi danni irreparabili all’ecosistema. L’estinzione del superbo e magnifico leone dell’Atlas (estinzione prevista entro venti anni se nulla sarà fatto) costituirà una tragedia supplementare alla biodiversità e alla conservazione delle specie, ma le condizioni di reintroduzione del superbo re delle montagnenon sembrano  idilliache.

Fonte: My Amazighen

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Milano Design Weekend 2011

Debutterà il prossimo 6 ottobre – fino a domenica 9 – il Milano Design Weekend 2011, appuntamento di grande prestigio, che nella sua seconda edizione si intitolerà “Diamoci del tu. Dialoghi fra arte e design”.
L’iniziativa, organizzata congiuntamente da Gruppo Mondadori e Gruppo RCS, vanta il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura, Expo, Moda, Design e dell’Ordine degli Architetti P.P.C. della Provincia di Milano, ed è realizzata in collaborazione con alcune eccellenze della cultura milanese: il circuito delle Case Museo, il Museo del Novecento, il Civico Museo Archeologico, il Triennale Design Museum e il Conservatorio Giuseppe Verdi, questi ultimi partecipanti per la prima volta alla kermesse.
Saranno, quindi, coinvolti non solo i grandi negozi multimarca di arredamento, i bookshop museali e i department store, ma anche studi di architettura, musei e le principali librerie dei due gruppi editoriali.
Tutta la città sarà chiamata a partecipare, a partire dalla giornata di sabato 8, con la “notte del design”, in cui gli attori protagonisti di questo grande evento resteranno aperti fino alle 22, offrendo al pubblico iniziative speciali. Debutto assoluto per il Museo del Novecento, che offrirà 300 ingressi gratuiti, così come il rinnovato Museo Archeologico e le Case-museo di Milano: il Bagatti Valsecchi, la Boschi-Di Stefano, Villa Necchi Campiglio e il Poldi Pezzoli, 4 gioielli di inestimabile valore, pezzi unici del collezionismo Otto-Novecentesco, che solo Milano è in grado di ospitare.
Arte, design e architettura ai quali la musica farà da sottofondo, attraverso il concerto di chiusura del Festival intitolato al compositore Nino Rota, che si terrà sabato 8 ottobre presso la Sala Verdi del Conservatorio.
Per tutte le info e il programma dettagliato http://www.milano-designweekend.it

Fonte: Noisymag

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Francia, in crescita il fenomeno delle ‘Baby Mamme’

Forse è per copiare le loro beniamine Britney Spears e Alizee, che le adolescenti francese scelgono sempre di più di diventare mamme già a 16 anni. Infatti proprio nel paese transalpino, da una ricerca effettuata a pubblicata su Le Nouvel Observateur, si registra il fenomeno in netta crescita negli ultimi anni e di cui si stanno interessando vari psicologi e specialisti. Dalle righe dell’articolo pubblicato sul giornale, emerge che le giovani teen ager hanno come unico desiderio quello di trovare un ragazzo gentile con un buon lavoro e vivere da casalinghe dedicandosi totalmente alla crescita dei propri figli. I ricercatori che hanno effettuato lo studio sono ormai convinti che le ragazze 16enni oggi rimangono incinte solo perché lo vogliono e non per errore come invece spesso capitava qualche anno fa.

Carla Liberatore

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“La ricerca felice” di Maria Giovanna Luini (Giovanna Gatti), Brioschi Editore

La ricerca Felice
I successi dell’oncologia italiana
Maria Giovanna Gatti
140 pagine
13,00 euro
978-88-95399-48-5

La ricerca oncologica italiana contribuisce da decenni agli avanzamenti più significativi nella terapia e nella diagnosi delle malattie tumorali: sono italiane alcune delle più importanti scoperte in ambito oncologico.

L’evoluzione della tecnologia e della ricerca ha favorito collaborazioni internazionali che rendono l’Italia un partner di eccellenza, credibile per i maggiori Centri Oncologici stranieri.

Come funziona la ricerca in Italia? Quali possibilità offre a chi si trova a combattere con la malattia? Esiste una competizione ed è motore positivo per la scienza? Perchè ancora ci si affida più volentieri alle cure all’estero con l’illusione di una maggiore possibilità di guarigione? A queste e altre domande il libro risponde con chiarezza e puntualità.

MariaGiovanna Luini è scrittrice, senologa e comunicatore scientifico all’Istituto Europeo di Oncologia. E’ supervisore scientifico della Fondazione Umberto Veronesi. Ha pubblicato romanzi e saggi scientifici e di divulgazione e collabora come giornalista scientifica con alcune riviste destinate al grande pubblico.

Fonte: Brioschi Editore