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Archive for August, 2011

Aïd el Fitr, la rottura del digiuno

August 29, 2011 Leave a comment

Mancano una manciata di giorni e il Ramadan terminerà. Aïd significa “festa” e Fitr “la rottura”. E’ una delle più importanti feste musulmane insieme all’ Aïd el Kebir. Questa giornata importante segna la fine del Ramadan, mese sacro di digiuno e di preghiere per i fedeli. E’ celebrata il primo giorno del mese Shawwal ed è chiamata anche Aid es – Seghir (la piccola festa) per opposizione all’Aïd el Kebir (la grande festa o festa del sacrificio). Tutti gli anni le date del Aid el – Fitr sono in decrescita di circa 10/12 giorni in rapporto al calendario gregoriano perché il calendario musulmano è lunare. La data del Aid el – Fitr è il giorno seguente l’ultimo giorno del mese sacro del Ramadan: arriva quindi il 30° o il 31° giorno dal debutto del Ramadan, che è composto da 28/29/30 giorni secondo gli anni. I fedeli mettono fine al digiuno e la preghiera (salat ul aid), ha luogo all’alba ed è effettuata generalmente nelle moschee, dove possono raccogliersi. La tradizione musulmana o “sunna” vuole che i fedeli consumino la colazione prima della preghiera (è illecito non consumarla). Uomini e donne dovranno assistere alle preghiere comportandosi con pietà eccetto le donne mestruate, che devono ricordare l’annuncio di Allah nell’evitare i luoghi sacri come le moschee, per le altre è necessario indossare il Hijab. Dopo le preghiere, a seconda dei Paesi, i fedeli visitano i loro parenti e amici per presentare i loro auguri per l’Aïd. Quest’anno l’Aïd el – Fitr è previsto, in Marocco, per il 31  agosto 2011. Inshalla! Aïd Moubarak!

Fonte: My Amazighen

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Laylatoul – Al Qadr, la notte del destino

August 27, 2011 Leave a comment

Letteralmente è  la notte della “Potenza” o del “Destino“; in arabo è chiamata Laylatoul – Qadr. In Marocco si è celebrata ieri notte, 27 agosto 2011. È  la notte che il Corano scese sulla Terra nella sua totalità. Il Libro Sacro dei musulmani venne rivelato durante il mese del Ramadan, per la prima volta, in una notte dell’anno 610 D.C.. Questo momento è considerato particolarmente sacro perché fù in quel preciso momento che l’Arcangelo Gabriele (Gibril) si mostrò al Profeta Maometto. Venticinquesima nell’ordine cronologico, la Soura 97 è composta da cinque versetti che descrivono questa notte come “un valore di più di mille mesi (di preghiera)..la pace accompagna questa notte sino all’aurora“. Questo significa che in questa notte la preghiera, la recita del Corano e il Dhkir (ricordo di Allah) sono migliori di quelle eseguite in mille mesi dopo la notte del Al-Qadr. È preferibile cercare la Notte del Destino negli ultimi dieci giorni impari del Ramadan perché il Profeta si applicò ad adorare Dio in questi giorni per determinare la notte esatta. Pregò tutte le notti svegliando la sua famiglia, per pregare con lui, e si astenne da tutti i rapporti sessuali. La data esatta di questa notte sacra è ancora oggetto di divergenze tra gli Oulema ma la maggiorparte di loro giudica questa notte quella del 27° giorno di Ramadan (la notte tra il 26° giorno e il 27°). Nel corso della 27a notte Dio decreterà tutto quello che accadrà nell’anno seguente e durante tutta la notte, sino all’alba, Dio esaudirà tutte le implorazioni dei suoi servitori. La Notte del Destino oltre ad un valore di sacralità totale è soggetta anche ad alcune forme di rituali pagani. Essendo considerata la notte più negativa dell’anno dove gli spiriti (Djin) ridiscendono sulla Terra a infastidire e molestare gli esseri umani, alcuni riti vengono compiuti invocando la Baraka (benedizione). In tutte le case vengono messi ad ardere incensi con varie potenzialità tra cui l’Oud, un legno pregiatissimo, che in Marocco viene usato per particolari ricorrenze come la nascita di un bambino, la morte e appunto il 27° giorno di Ramadan. E’ una notte che porta con se atmosfere magiche e tutti, ma proprio tutti, si preparano a celebrarla, per vedere il loro futuro pregno di positività e di richieste esaudite. La saggezza che si deduce da tutte le tradizioni e che la Notte del Destino è stata dissimulata da Dio durante le ultime dieci notti del mese di Ramadan affinché i suoi sinceri servitori siano testimonianza di un grande fervore e si apprestino, con foga e determinazione, alla ricerca del “divino“. Dimostrazione questa della costanza nella ricerca del suo amore, regolato dalla fedeltà e ben radicato nella spiritualità dell’essere, in vista della preparazione a ricevere le grazie che Allah vorrà loro offrire.

Fonte: My Amazighen

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Lomografia, fotografia vintage e di culto

August 27, 2011 Leave a comment

La Lomografia è una di quelle cose che inizialmente ti fanno ridere, poi però rischi di appassionarti e non ti stacchi più. Innanzitutto, cos’è la Lomografia? È un tipo di fotografia che si basa su vecchie macchine fotografiche russe della Lomo, un’azienda di ottiche fondata nel 1914. La Lomografia oggi è diventata un fenomeno di culto e di moda. Scopriamola meglio….

Un po’ di storia

Prima di scoprire come funziona la Lomografia, vediamo un po’ di storia e di concetti. Nel 1914 fu fondata a San Pietroburgo la LOMO, un’azienda specializzata principalmente in fotocamere, video camere, ottiche ecc. La Lomo negli anni 30-40 diventò una delle migliori aziende del settore, entrando in forte concorrenza con la famosissima e tutt’ora in produzione Leica. Andiamo subito alla storia attuale (vai qui per vedere la storia intera della Lomo), ora la Lomo non esiste più, e come si deduce dal sito ufficiale russo non produce più nulla.

Quando sembrava che ormai i prodotti Lomo sarebbero diventati pezzi d’antiquariato, negli anni ’90 due studenti austriaci scoprirono in un mercatino delle Lomo da 35mm del 1982. Quando erano ancorai n produzione, le Lomo avevano un costo eccessivo. I due giovani dunque decisero di creare un nuovo business, riportando in produzione (ovviamente in Cina) le Lomo, creando così un nuovo approccio alla fotografia chiamato Lomografia.  Ecco come il sito ufficiale della Lomografia descrive l’inizio di questo nuovo fenomeno:

Tutto iniziò con un incontro fortuito nei primi anni ’90, quando due studenti di Vienna, Austria, scovarono una Lomo Kompakt Automat, una piccola ed enigmatica macchina fotografica russa. La usarono per scattare foto spontanee, senza pensare, e usando il mirino solo raramente: i risultati furono sorprendenti! Colori vibranti, forte saturazione e una vignettatura a incorniciare il tutto… non si era mai visto niente di simile prima! Una volta tornati a casa gli amici cercarono una Lomo LC-A tutta per loro, dando così inizio a un nuovo stile di sperimentazione fotografica ora conosciuto con il nome di Lomography!

Per concludere consiglio vivamente di leggere la timeline anno per anno della storia della Lomografia, una storia in cui anche l’attuale primo ministro russo ha contribuito alla decisione di riprendere la produzione delle Lomo.

Cos’é la Lomografia

La Lomografia è un tipo di fotografia, in cui vengono utilizzate macchine fotografiche di vecchie aziende specializzate in ottiche e fotocamere, non solo la Lomo, ma anche Diana, Holga e tante altre. In poche parole la Lomografia è la fotografia fatta con macchine fotografiche degli anni ’70,’80 e ’90, con obiettivi grandangolari da circa 35mm che grazie alla luminosità f2/8 e alle piccole dimensioni della lente producono una foto molto satura e con una caratteristica vignettatura nei bordi della foto.

Dal sito ufficiale della Lomografia è possibile scoprire tutto su di essa, tra cui vedere le foto pubblicate dalla community, inoltre è possibile acquistare tutti i prodotti necessari per cominciare. Nello store onlinesono presenti decine e decine di macchine fotografiche “vintage”.

Culto e moda

È l’ora dei “perché”! Perché una persona dovrebbe rinunciare ai vantaggi del digitale, sia in fatto di praticità che qualità, per passare ad una vecchia macchina fotografica con rullino e che produce foto di scarsa qualità, con colori che possono essere facilmente applicabili anche a foto digitali con programmi come Photoshop? Qui interviene la moda e il culto. Queste foto vignettistiche e astratte sono molto particolari e conferiscono alla foto più calore, regalando più sentimenti. Sicuramente la stessa foto scattata con una macchina fotografica digitale e una Lomo provoca in noi emozioni e sentimenti totalmente diversi.

Poi interviene lo stile, avere una macchina “lomografica” fa certamente “più figo”, d’altronde tutto ciò che è “antico” e “vecchio” è “vintage” (vedi Wikipedia per maggiori informazioni).

In conclusione, la Lomografia è un arte, che può essere seguita per passione o per moda. E poi è anche economica, in quanto una buona macchina lomografica parte da 50€.

Alberto Ziveri

Fonte: Skimbu

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Biennale di Venezia / 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, Stefano Incerti nuovo Presidente della Giuria di Controcampo italiano

August 26, 2011 Leave a comment

la Biennale di Venezia / 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica

Stefano Incerti nuovo Presidente della Giuria di Controcampo italiano

E’ il regista italiano Stefano Incerti il nuovo Presidente della Giuria di Controcampo italiano, dopo la rinuncia – per sopravvenuti motivi personali – della regista Roberta Torre.

Stefano Incerti ha ottenuto lo scorso anno con il suo ultimo film, il sorprendente Gorbaciof, uno straordinario successo di pubblico e di critica alla 67. Mostra di Venezia (dove si era già rivelato nel 1995 con Il verificatore). Il successo di Gorbaciof si è replicato al Festival di Toronto e nel circuito internazionale dei festival. Il film è in uscita in Francia ed è stato venduto in numerosi altri territori quali Gran Bretagna, Spagna, Belgio, Olanda, Irlanda e Grecia.

La Giuria di Controcampo italiano, come già annunciato, è formata anche dal regista e sceneggiatore Aureliano Amadei, vincitore del Premio Controcampo italiano 2010 con 20 sigarette (film vincitore anche di quattro David di Donatello e due Nastri d’argento) e dall’attrice Cristiana Capotondi, una delle rivelazioni del cinema italiano degli ultimi anni, applaudita l’anno scorso in La passione di Carlo Mazzacurati, in Concorso alla 67. Mostra.

Stefano Incerti è nato a Napoli nel 1965. Autore di un cinema che mira ad analizzare gli aspetti più controversi della società italiana, spesso filtrandoli attraverso le vicende private dei protagonisti, ha ricevuto l’attenzione della critica sin dal suo film d’esordio, Il Verificatore (1995). Il film ottiene il Premio Kodak-Opera prima alla Mostra del Cinema di Venezia, il David di Donatello per il miglior regista esordiente, il Globo d’oro e la Grolla d’oro per la miglior regia. Il suo secondo lungometraggio è Prima del tramonto (1999), presentato in concorso al Festival di Locarno, seguito da La vita come viene (2003). L’uomo di vetro (2007), tratto dal libro omonimo di Salvatore Parlagreco, si ispira alla storia di Leonardo Vitale, il primo pentito di mafia che decise di rompere il muro di omertà e di collaborare con la giustizia, pagando a caro prezzo la sua coraggiosa scelta. Il film è stato presentato in numerosi festival internazionali, tra cui quelli di Taormina, Montreal e Goteborg. Del 2009 è Complici del silenzio (2009), che racconta le vicende di Maurizio Gallo, giornalista sportivo italiano inviato a Buenos Aires per seguire i Campionati mondiali di calcio del 1978. Tra i suoi numerosi progetti, Stefano Incerti ha firmato l’episodio Il diavolo nella bottiglia del film collettivo I vesuviani (in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 1997) e ha girato tre mediometraggi: L’uomo di carta (1996), presentato al Festival di Locarno nella sezione Cineasti del presente, Ritratti d’autore: Francesco Rosi (1996) e Stessa rabbia, stessa primavera (2003), che ha partecipato alla 60. Mostra del cinema di Venezia, nella sezione Nuovi Territori – Mediometraggi. Nel 2010 ha presentato con grande successo di critica Gorbaciof nella sezione Fuori Concorso della 67. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica.

“Dentro e fuori il giardino di Lisa”, mostra presso l’Orto Botanico di Lucca

Dal 2 al 4 settembre l’Orto Botanico di Lucca ospita una mostra dal titolo Dentro e fuori il giardino di Lisa in occasione  floreale Murabilia. La mostra di Lisa Tommasi si compone di 80 tavole botaniche che rappresentano fiori, frutta, ortaggi dipinti dal vero, in grandezza naturale, nella maniera naturalistica con la tecnica dell’ acquarello propria della pittura botanica.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

“Mondrian und de Stijl” im Kunstbau München

August 25, 2011 Leave a comment

Wer sich für die Kunst des XX. Jahrhunderts interessiert, der darf nicht die in dem Kunstbau stattfindende Ausstellung “Mondrian und de Stijl” verpassen, die von der städtischen Galerie im Lenbachhaus in Kooperation mit dem Gemeentemuseum Den Hagg organisiert wurde.

Konzipiert von Helmut Friedel und Mathias Mühling, präsentiert sie nicht nur die Aktivität des Künstlers Piet Mondrian, indem sie die Entwicklung seines künstlerischen Schaffens chronologisch darstellt, sondern auch den Kreis um die Zeitschrift “De Stijl”, deren erste Ausgabe 1917 unter der Leitung von Theo von Doesburg veröffentlicht wurde.

Das Ziel der Kuratoren ist, die Vielfalt und Widersprüchlichkeit der Mitglieder dieses intellektuellen Kreises zu betonen. Tatsächlich haben sie nicht nur in der Kunst, sondern auch in dem Design, der Werbung, der Architektur ihrer Zeit eine wesentliche Rolle gespielt.

Die wichtigsten Vertreter sind Theo von Doesburg, der mit Piet Mondrian als Gründer des Neplastizismus zu betrachten ist, Gerrit Rietveld, niederlandischer Architekt und Designer, Gino Severini und Vilmos Huszár, der sich mit dem Problem der Dynamik und Rythmus in der Kunst beschäftigte.

Von dem bekanntesten des Kreises, Piet Mondrian, werden die verschiedenen Phasen der Ästhetik dargestellt: zuerst die noch ziemlich naturalistischen Darstellungen der Natur in Dünenlandschaften oder die ersten geometrischen Versuche in den Kirchtürmen, danach Darstellungen religiöser Überlegungen der Theosophie, einer Verknüpfung von mystischen, gnostischen und okkulten Traditionen, von der seine Kunst stark geprägt wird. In seinem Werk, “Die neue Gestaltung”, erklärt er seine Theorien und sein Ziel: die zeitgenössische Kunst soll erneuert werden, dadurch, dass die Abstraktion von Form und Farbe in geraden Linien und Primärfarben das echte Wesen der Wirklichkeit ausdrücken kann. Zu diesem Schwerpunkt kam er nach dem Kontakt mit dem Kubismus im Jahr 1911 in Paris, als er verstand, welche Elemente dieser Bewegung in seiner Ästhetik Verwendung finden konnten. Der Betrachter kann Mondrians Weg zur Abstraktion zwischen 1911 und 1914 durch die Verarbeitung der Figur des Baums folgen: der noch naturalistische graue Baum (1911), dann der blühende Apfelbaum (1912), dessen Komposition nur aus Linien und Flächen besteht, bis zu den Fassadenbildern des Jahres 1914, wo man keine Figur und Objekt erkennen kann. 1921 erreicht er den höchsten Punkt seines Schaffens, als er die Serie von seiner bekannten Werke aus den Primärfarben realisierte, in denen er sich auf die Verhältnisse zwischen den Formen konzentrierte. Hinter diesen ästhetischen Theorien steht sein Traum von einer utopischen Gesellschaft der Gleichgewichtbeziehungen. Daneben präsentiert die Austellung das Werk der Mitglieder von “De Stijl” im Bereich des Städtebaus, der Architektur, der Werbung, was dem Betrachter einen Blick in die Vielfältigkeit dieser intellektuellen Strömung bietet.

Kuratoren: Helmut Friedel / Matthias Mühling
Öffnungszeiten: 16.4. – 4.9.2011 / Di – So 10 – 18 Uhr
Eintrittspreise: 8 Euro / ermäßigt 4 Euro

Medienkooperation: Münchner Merkur
Partner des Lenbachhauses: E.ON Energie

Fonte: Noisymag

Marocco, Hammam killer…

August 25, 2011 Leave a comment

Il Centro Antiveleni del Marocco (CAPM) suona la campanella d’allarme sui fumi che fuoriescono dai camini degli Hammam, che costituiscono un serio pericolo per la salute. Questi fumi, secondo il Centro, sono altamente pericolosi per chi vive nelle vicinanze degli hammam e sono responsabili dell’aumento delle infezioni a carico delle vie respiratorie, oltre a gravi crisi di asma. I bambini, gli anziani e le persone  con malattie cardiocircolatorie sono le più toccate da questi fumi nocivi. Questa allerta è stata lanciata (meglio tardi che mai, è anni che se ne parla!)) dopo che un abitante di Casablanca ha contattato il CAPM nel febbraio 2011 denunciando l’utilizzo di legno da costruzione come combustibile in un hammam del centro città. Questi fumi liberano un centinaio di componenti tossici: particelle fini (PM 2.5), monossido di carbonio, composti organici volatili, idrocarburi aromatici policiclici, ossido di azoto e numerosi prodotti irritanti. Gli scarti poi di queste combustioni sono ancora più dannosi non essendo trattati e liberati nell’ambiente (cromo, arsenico, ottone).  Ma il vero problema risiede nel non rispetto delle norme di qualità dell’aria e sulle modalità di sorveglianza dell’aria che sono regolate dal Dahir n° 1-03-61 e dal Decreto n° 2-09-286 (8 dicembre 2009). Solo pochi hammam rispettano le norme relative alla qualità dell’aria e ancor meno le norme di sicurezza; sono costruiti molto vicini alle abitazioni e spesso si trovano nei sottosuoli degli immobili. La legge parla di costruzioni almeno a 100 mt dalle case e devono contenere una “precamera” per il trattamento dei fumi prima della loro emissione. Per quanto riguarda l’altezza dei camini è obbligatorio che siano più alti della più alta abitazione che si trova nella zona. La vigilanza resta alta e si consiglia sempre di verificare prima la struttura dell’hammam e considerare in primis l’aerazione, che puo’ causare gravi rischi di intossicazione da monossido di carbonio. Altro rischio importante risiede a livello delle fessure nei muri confinanti con la “barma” (grande cantina o stanza di combustione), che possono lasciare filtrare il monossido di carbonio creando un intossicazione.  Per evitare tutto questo gli esperti consigliano di frequentare l’hammam per meno di un ora e in caso di mal di testa o di gran fatica  uscire immediatamente. L’intossicazione da monossido di carbonio si traduce con forti dolori alla testa, nausea, vertigini, vomito, spossatezza e in seguito una perdita di coscienza e paralisi. A Marrakech esistono moltissimi hammam “fuori norma”, usati prevalentemente dai locali. Io sconsiglio sempre ai miei ospiti di recarsi in queste strutture (nel Riad Golfame esiste un splendido hammam!), il più delle volte fatiscenti, in primis per un problema di  igiene (non siamo dotati di certi anticorpi). Ho visto personalmente bruciare qualsiasi tipo di materiale come plastica, copertoni di auto, sacchi delle spazzatura, ecc… Il consiglio, anche se capisco che puo’ essere molto folk recarsi in uno di quest’ultimi, se si vuole andare in medina, è quello di rivolgersi  esclusivamente  ad  hammam raccomandati e conosciuti:  a Marrakech non mancano di certo.

Fonte: My Amazighen

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IBM, in arrivo il chip che imita il cervello umano

August 25, 2011 Leave a comment

IBM ha appena presentato un prototipo di microprocessore in grado di imitare il sistema di neuroni e la sinapsi del cervello attraverso sofisticati circuiti in silicio.

Questo nuovo chip fa parte del progetto Synapse di IBM, che ha come obbiettivo quello di sviluppare sistemi in grado di imparare in base alle esperienze, avendo dei veri e propri ricordi e sviluppando ipotesi.
Questo chip di IBM lavora con una serie di sistemi che agiscono inizialmente in sincro, elaborando poi ognuno le informazioni per conto proprio tenendo conto dei risultati ottenuti, che vengono perlopiù memorizzati in un’unità centrale.
Questo prototipo di IBM rappresenta il primo passo verso il computing cognitivo che rappresenta un settore informatico in via di sviluppo che tende ad imitare l’intelligenza umana.

Fonte: GoLook-Technology.it

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“Dolan’s Cadillac” di Jeff Beesley [2009]

August 24, 2011 Leave a comment

Stephen King non deve morire

Tratto da un racconto di Stephen King, Dolan’s Cadillac narra la storia di una vendetta.
Non siamo nell’ambito paranormale del King più classico, bensì ci troviamo in quella zona morta nella quale spesso lo scrittore americano va a far visita per trarre le sue ispirazioni. A volte esce da lì con lo pseudonimo Richard Bachman, altre volte utilizza addirittura uno pseudonimo dello pseudonimo. Altre volte ancora invece rimane sé stesso limitandosi a focalizzare la sua attenzione sulla follia umana.
Forse l’esempio più importante per quanto riguarda i racconti brevi in questo verso è dato da L’Arte Di Sopravvivere [Survivor Type] del 1985 contenuto nell’antologia Scheletri.
Sta di fatto che Dolan’s Cadillac non è niente male a livello di trama. E’ semi-assente ma è assolutamente funzionale a reggere il gioco alla parte di manifestazione della follia del protagonista.
E così è anche nel film, con la differenza che la prima parte di racconto delle motivazioni che spingono il protagonista a volersi vendicare è troppo lunga e fine a sé stessa. Forse un buon regista avrebbe potuto risolverla in un minuto. E invece no, Beesley deve annacquare la storia per farla arrivare a un’oretta e venti per garantire ai cinema di proporre un film di lunghezza accettabile in rapporto al prezzo del biglietto.
La seconda parte, quella dell’attuazione della vendetta è ben fatta.
Si, è vero, la storia è un po’ un luogo comune del genere thriller-horror e già Edgar Allan-Poe scrisse qualcosa di simile. Però questa volta non è mal realizzata. Oddio, niente di che, però si fa seguire senza troppe difficoltà.
Difficoltà che sono invece continuamente palesate dagli attori. Non se ne salva nemmeno uno, se non Christian Slater, per il solo fatto che la sua faccia è la più conosciuta fra quelle del cast e richiama subito alla mente film interessanti del tipo de Il Nome Della Rosa e di un paio di altri film della fine degli anni ’80.
Interessante è notare come gli ambienti siano spesso connotati da una colorimetria differente a seconda dei luoghi e della temperatura che li contraddistingue. Non è niente di innovativo però nella mente degli appassionati di storia del cinema potrebbero risuonare echi d’inizio novecento quando le tecniche del viraggio e dell’imbibizione non erano altro che i primi tentativi per colorare in postproduzione le monocrome pellicole. Purtroppo ci sono molte buone ragioni per credere che la scuola del regista in questione non sia tanto quella torinese degli anni ’10, bensì quella del “bluff” Soderbergh in film come Traffic del 2000.
Amen.

Scusate se ora interrompo le mie scritture a riguardo di Dolan’s Cadillac, ma c’è qui un pagliaccio che insiste per regalarmi un palloncino…

Danilo Cardone

Fonte: Cinefobie

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Marocco – Libia, insieme é finita…

August 23, 2011 Leave a comment

Il Marocco ha finalmente confermato ieri  il riconoscimento del Consiglio Nazionale di Transizione (CNT) come rappresentante unico e legittimo del popolo libico. In una dichiarazione ai canali Al Oula e 2M, diffusa nei loro tg della sera, il ministro degli Affari Stranieri e della Cooperazione, Taïb Fassi Fihri, ha sottolineato che “ il Reame del  Marocco  conferma oggi il riconoscimento del CNT come rappresentante unico e legittimo del popolo libico e portatore delle sue aspirazioni per un avvenire migliore fondato sull’equità, la giustizia, la democrazia e lo Stato di Diritto”. Tutto questo dopo alcune settimane di critiche accese su diversi giornali marocchini che contestavano il  silenzio del  governo marocchino  restio a  rilasciare comunicati  pro o contro le forze lealiste e i ribelli libici. Meglio tardi che mai!

Fonte: My Amazighen

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