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Archive for July 27, 2011

Marilyn Monroe, tra mito e scandalo

A Buenos Aries sarà battuto nel prossimo agosto, un film girato con la popolarissima quanto amata e sfortunata diva degli anni ‘50, che la ritrae durante le scene di un vero e proprio film porno. Il prezzo di partenza della pellicola è di 500mila dollari e sarà messa all’asta durante la Fiera Internazionale dei collezionisti cinefili. L’annuncio è stato dato dal responsabile della Fiera, lo spagnolo Mikel Barsa, il quale ha dichiarato: “Il cortometraggio sarà messo all’asta al Centro Culturale Borges e il prezzo base è di 500 mila dollari. Conoscendo come sono i fanatici di Marilyn, il filmato potrebbe arrivare al milione di dollari (circa 700 mila euro)”. Il film è un cortometraggio della durata di circa 6 minuti e risale al 1946 quando Marilyn aveva solo 21 anni e si chiamava ancora Norma Jean Baker ed è stato girato insieme ad un altro attore sconosciuto. La pellicola apparteneva ad un collezionista spagnolo i quali eredi alla sua morte si sono rivolti a Barsa il quale tempo prima ne aveva venduta quella che si considerava fino ad allora l’unica copia esistente.

Carla Liberatore

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Gioia Lomasti, 3ª edizione del Premio “Vivarium” – edizioni Ursini

 

Riconoscimento alla poetessa  Gioia Lomasti – 3ª edizione del Premio “Vivarium”, edizioni Ursini

A cura di Alessandro D’Angelo (Roma)

Sin da bambina  Gioia Lomasti  ha riversato nella scrittura la sua più grande passione, attraverso la composizione di opere sia in poesia che in prosa,  riscuotendo  numerosi riconoscimenti . Scrittrice di diverse Opere tra le quali  ”Passaggio” edizioni il Filo 2008 , “Dolce al Soffio di de Andrè”  2009 edizioni Rupe Mutevole e coautrice della pubblicazione “Mixando la mia vita”, Fabrizio  Fattori, 2010 a cura del giornalista Alessandro Spadoni, Gioia Lomasti e Marcello Lombardo edita dalla stessa casa editrice. E’ alla direzione di sezioni e collane  editoriali quale promotrice di scrittura, e cura un laboratorio creativo per Radio Sonora web nella sezione poesia e vita come volontaria per la promozione di autori e cantautori emergenti, la cui radio e’ gestita dai comuni della bassa Romagna. Si è distinta lo scorso anno  per il premio Merini con attestato di merito e targa d’argento per la prima edizione dell’antologia ”Cara Alda ti scrivo” edita da Ursini ed indetta dall’Accademia dei Bronzi di Catanzaro con l’inserimento della sua opera dal titolo ”Verso Compianto”, dedicata alla grande poetessa Alda Merini. Nel 2011 per la “3ª edizione del Premio “Vivarium”, edizioni Ursini, dedicato alla poesia e a Giovanni Paolo II si e’ classificata tra i posti d’onore con la poesia “Santità”. La premiazione si terrà nella sala del Benny Hotel di Catanzaro, giovedì 28 luglio, a partire dalle ore 17,30.

“Per la suddetta Sezione riservata alle poesie inedite sulla figura e l’opera di Giovanni Paolo II, il 1° premio (medaglia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano) è stato assegnato alla poetessa Maria Pia Furina, per la lirica “Donaci la mano ancora, Padre Santo” nella quale la poetessa “respira l’alito della speranza e della fede attraverso un intimo conversare con Karol Wojtyla”. Ai posti d’onore si sono classificati: Maria Bertilla Franchetti con la lirica “Cometa dell’Amore”, Gioia Lomasti con la lirica “Santità”, Rocco Pedatella (secondo lo scorso anno nella sezione narrativa inedita con il romanzo “Puzzle”) con la lirica “Tre immagini” e Ilaria Celestini con la lirica “A Te”.”Anche con questo premio, Gioia Lomasti si pone fra quelle pedine scintillanti capaci di continuare a dar vita alla poesia dell’anima.

link utili per visitare i siti dell’autrice

www.gioialomasti.eu 

www.poesiaevita.com


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Muore a 76 anni Agota Kristof, scrittrice ungherese di fama internazionale

Ed ecco l’Italia: tanti scrittori, tanti lettori, tanti giornalisti eppure nessuno tratta della morte di una notissima scrittrice, una delle più interessanti: Agota Kristof.

Agota Kristof nasce il 30 ottobre del 1935 a Csikvànd in Ungheria.
La lingua che ha utilizzato per le sue opere è il francese che come seconda lingua, ella stessa sosteneva, non riusciva a padroneggiare alla perfezione, erano frequenti infatti gli errori, questo portò la graziosa definizione per se stessa di “analfabeta”.
Il villaggio nel quale nacque era privo di stazione ferroviaria, elettricità, acqua corrente e telefono. Solo nel 1956, quando intervenne l’Armata Rossa in Ungheria per placare la sommossa popolare contro l’invasione sovietica, Agota, marito e figlia fuggono in Svizzera, precisamente a Neuchatel, città nella quale visse sino alla morte e nella quale imparò e s’innamorò della lingua francese. Avrà successivamente un secondo marito, questa volta svizzero, ed altri due figli.
Ottenne nel 1987 il successo internazionale con “Il grande quaderno” che viene eletto “Libro d’Europa”. I libri di Agota Kristof sono pubblicati in oltre 30 paesi. Vincitrice del Premio Alberto Moravia.
Scrittrice cruda e gelida, triste e distante, Agota Kristof, di quelle che si conoscono per passaparola tra amanti o professionisti della letteratura esigenti e ricercati.
Muore dopo una grave malattia che quasi non le permetteva di scrivere. La notizia è stata ripresa da un sito ungherese e non si è compreso benissimo se Agota sia morta stamane od ieri sera. Non sapendo leggere in ungherese mi sono affidata alla traduzione online di google. (A.M.)

Opere tradotte in italiano
Quello che resta (in seguito Il grande quaderno), Milano,Guanda, 1988.
La prova, Milano, Guanda, 1989.
Trilogia della città di K. (Il grande quaderno, La prova, La terza menzogna), Torino, Einaudi, 1998.
La chiave dell’ascensore. L’ora grigia, Torino, Einaudi, 1999.
Ieri, Torino, Einaudi, 2002.
La vendetta, Torino, Einaudi, 2005.
L’analfabeta. Racconto autobiografico, Bellinzona, Casagrande, 2005.
Dove sei Mathias?, Bellinzona, Casagrande, 2006.

– Ringrazio lo scrittore Alessandro Vigliani per aver notato la notizia in un articolo ungherese:
Link articolo: http://www.origo.hu/kultura/20110727-meghalt-agota-kristof-irono.html
– Recensione de “La trilogia della cittò di K”:
http://oubliettemagazine.com/2011/07/28/la-trilogia-della-citta-di-k-di-agota-kristof-recensione/

Fonte: Oubliettemagazine

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Carne artificiale, polpa commestibile da escrementi umani

L’ultima novità in fatto di follie scientifiche fa davvero un po’ ribrezzo. Uno scienziato giapponese, Mitsuyuki Ikeda, avrebbe realizzato una strana ma importante scoperta scientifica riuscendo a produrre carne commestibile, anche se artificiale, derivata da escrementi umani. Tale scoperta avrebbe dei vantaggi notevoli soprattutto sotto l’aspetto dell’impatto ambientale visto che gli allevamenti di animali da macello utilizzano enormi risorse idriche ed alimentari producendo elevate emissioni di CO2. La carne artificiale, ha spiegato Ikeda, avviene attraverso il recupero ed il riciclo delle proteine contenute negli escrementi i quali, quest’ultimi vengono ottenuti attraverso un sistema di filtraggio della rete fognaria. Della ricerca però non tutti riescono ad esserne convinti in quanto pare che non ci siano sufficienti documentazioni ufficiali. Alcuni dei dati a disposizione suggeriscono che il costo di produzione di questa carne artificiale è però attualmente superiore a quello della carne normale di 10-20 volte ed il sapore dell’alimento non sembrerebbe paradisiaco per le papille gustative benché risulti non cattivo.

Carla Liberatore

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“Isola 10” di Miguel Littin (2009)

July 27, 2011 Leave a comment

Isola 10 (Dawson, Isla 10) è un film a colori di genere drammatico della durata di 117 min. diretto da Miguel Littin e interpretato da Cristián de la Fuente, Luis Dubó, Sergio Hernández, Pablo Krögh, Matías Vega, Benjamín Vicuña, Jose Bertrand, Horacio Videla, Alejandro Goic, Caco Monteiro.
Prodotto nel 2009 in Brasile, Cile, Venezuela e distribuito in Italia da Nomad Film il 17 giugno 2011.

Santiago, 1973. Dopo il colpo di Stato, una trentina di leader e autorità dell’Unidad Popular vengono trasferiti sull’Isola Dawson, il campo di concentramento più australe del mondo, situato nello Stretto di Magellano. Un forte e freddo ufficiale delle forze armate si occupa di questi prigionieri eccellenti… Mesi di reclusione, incertezza, solitudine, isolamento e condizioni estreme, fanno sì che questi uomini crescano in forza e lottino insieme contro gli oppressori. A Dawson Isla 10 la loro amicizia si rafforza, come la testimonianza e la memoria della storia del Cile.

Per conoscere la testimonianzia di Sergio Bitar, ex ministro del governo di Allende, prigioniero durante la dittatura di Pinochet e autore dell’omonimo libro a cui il regista cileno Miguel Littin (due nomination all’Oscar per il miglior film straniero) si è ispirato. Per seguire le orme degli uomini che seppero trarre dalla sofferenza la forza per unirsi e lottare contro l’oppressione.

Fonte: Movieplayer.it

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Marocco, schianto aereo 78 morti

July 27, 2011 Leave a comment

Un aereo militare marocchino si è schiantato questa mattina nel sud del Marocco, uccidendo 78 persone e ferendone altre tre, che sono ora ricoverate in gravissime condizioni all’ospedale di Guelmim. L’aereo, un Hercules C-130, si è schiantato nelle vicinanze di Guelmim, in una regione desertica e montagnosa, a 830 km da Rabat. Trasportava 81 persone, tra cui 60 militari. L’aereo, che assicurava la tratta Agadir –Layoune-Dakla (Sahara Occidentale) aveva a bordo 9 membri di equipaggio e 12 civili oltre ai 60 militari. SAR Mohammed VI ha inviato un messaggio di condoglianze ai famigliari delle vittime in qualità di capo supremo delle FAR. Secondo le prime indicazioni date dall’arma, l’aereo avrebbe urtato la montagna di Sayyert, a circa 10 km da Guelmim, la porta del deserto. Una fonte locale ha riferito che l’incidente è stato causato dalle cattive condizioni metereologiche e che un inchiesta è stata aperta per determinare le reali cause dello schianto. L’aereo era in fase di atterraggio presso l’aereoporto militare quando si sono levate colonne di fumo nei pressi delle montagne di Guelmim, secondo alcuni testimoni oculari del tragico evento. Creato negli anni ’50, il Lockheed C-130 Hercules è un aereo da trasporto militare americano ancora oggi largamente utilizzato per missioni diversificate, in una cinquantina di paesi. Si tratta di un aereo che qui in Marocco viene utilizzato per il trasporto di truppe ma anche per i loro famigliari ed è molto utilizzato nel Sahara. E’ il più grave incidente aereo che il Marocco abbia conosciuto nella sua storia recente; nel dicembre 2001 un aereo bimotore del tipo Descender, in forze presso la Gendarmeria Reale sparì nel sud marocchino, con a bordo cinque persone tra cui i due piloti. Guelmin è una città che sta sviluppando un importante attività economica e turistica, con una speciale vocazione per il turismo ecosostenibile, fattore che sta incrementando di anno in anno il suo potenziale turistico all’interno del Marocco.

Il nuovo bollettino ufficiale porta ad 80 il numero dei morti.

Fonte: My Amazighen

Categories: Cronaca

“Luigi Tenco, storia di un omicidio” di Nicola Guarnieri e Pasquale Ragone, Edizioni Tabula Fati

Nicola Guarneri e Pasquale Ragone
LUIGI TENCO
Storia di un omicidio
Presentazione di Francesco Bruno

[ISBN-978-88-7475-226-3]
Pag. 304 – € 20,00

Un viaggio nella documentazione esistente legata a Luigi Tenco chiarisce il ruolo del cantautore con la politica, fino a verificare le affermazioni di un avvocato di fama mondiale che lo lega a eventi ancora secretati, raccontati da Aldo Moro durante i giorni della sua prigionia.
Dopo più di quarant’anni si svelano le trame oscure di un caso che sembra essere stato inghiottito dal silenzio.
La morte di Tenco non avrebbe dovuto fare rumore, esattamente come era rimasto inudito nel corridoio del Savoy il colpo di pistola che poneva fine alla sua vita.
Il silenzio doveva scendere anche sulla storia d’amore con la figlia di un importante gerarca dell’esercito, sulle sue personali vicende militari, sulle tracce del silenziatore e sul bossolo rinvenuto.
Misteri che per più di quarant’anni si sono susseguiti attorno alla scomparsa del noto cantautore finalmente trovano soluzione in un vero libro-inchiesta, il primo.

Fonte: Edizioni Tabula Fati

10 manga assolutamente da non perdere

Ormai molti di voi saranno in vacanza e sicuramente ci sarà qualcuno tra voi a cui capiterà di annoiarsi. Un buon modo per sconfiggere la monotonia è leggere. Non importa cosa, non importa dove: a tutti noi piace essere rapiti qualche volta dalle vicende di un protagonista che vive solo sulla carta stampata. Ecco quindi 10 manga da non perdere con cui potrete combattere la noia. Nello stilare questa lista, ho cercato di scegliere storie che variano per genere, data di pubblicazione e lunghezza della serie, quindi mi auguro troviate qualcosa che faccia al caso vostro.

Questo articolo è stato scritto in collaborazione con un giovane youtuber. Chi è? Ve lo svelo al termine della lista.

Manga: cosa sono?

Manga è un termine giapponese che indica i fumetti in generale, almeno in Giappone; nel resto del mondo usiamo questo termine per indicare le “storie a fumetti giapponesi”. In questo articolo useremo “manga” nella seconda accezione, quella internazionale.

I fumetti giapponesi sono divisibili in generi, solitamente associabili al target a cui sono rivolti. I più diffusi, almeno in Italia, non considerando i manga a sfondo erotico che potrebbero avere ampia diffusione ma che per morale comune nessuno ammetterebbe di leggere, sono 3:

  • gli Shōjo, ossia i manga per ragazze che di solito trattano storie d’amore, sentimenti o problemi adolescenziali. Quello che li distingue dagli altri generi però non è solo il contenuto, ma anche lo stile di disegno che pone particolare attenzione ai dettagli, soprattutto ornamentali, utilizzando untratto piuttosto morbido. Una sua variamente è lo Josei che usa uno stile più realistico ed è indirizzato ad un pubblico un po’ più maturo.
  • gli Shōnen, indirizzati ad un pubblico giovane e maschile.  La maggior parte dei manga che potrebbero venirvi in mente appartengono sicuramente a questa categoria in cui è massiccia la presenza di battaglie, azione e protagonisti carismatici. Lo stile di disegno è più sporco rispetto a quello che trovate gli shōjo e spesso usano i retini, ossia speciali fogli adesivi, creati appositamente per applicare le ombreggiature.
  • i Seinen, pensati per un pubblico maschile ma adulto. La storia tratta argomenti seri e profondi e viene posta una maggiore attenzione alla psicologia dei personaggi; lo stile è molto più ricercatoma può non piacere, soprattutto una volta che ci si abitua a quello degli Shōnen.

Come dicevo poco sopra, i generi sono molti di più; per coloro che fossero interessati ad approfondire l’argomento rimando alla pagina su Wikipedia.

I 10 Manga

Dopo la breve introduzione, posso cominciare con i 10 manga da non perdere. L’ordine in cui li elencherò è casuale, quindi non pensiate che i primi siano meglio degli ultimi.

1 – Death Note

Scritto da Tsugumi Ohba e disegnato da Takeshi Obata, Death Note è probabilmente il mio manga preferito, nonchè uno dei migliori in assoluto.

Il manga, pubblicato su Weekly Shōnen Jump,conta 108 capitoli, raccolti in 12 volumi, editi dalla Planet Manga. Esiste anche un tredicesimo volume, Death Note 13: Guida alla lettura, che contiene le interviste ai due mangaka citati sopra, il riassunto della storia, le schede dei personaggi e il capitolo 0, di cui vi parlerò in seguito. Sono stati realizzati anche un anime di questo manga, composto da 37 episodie andato in onda su MTV, e tre film. Stranamente il finale della serie anime è diverso da quello del manga, per cui vi consiglio entrambi se siete particolarmente curiosi di sapere come va a finire.

Death Note racconta la storia di Yagami Light, studente modello, che un giorno trova nel cortile della scuola un Death Note, un quaderno della morte. Leggendo le regole del quaderno, scopre che scrivendo il nome di una persona su di esso questa morirà; credendolo uno scherzo Light testa il quaderno e scopre che in realtà è tutto vero. Con l’aiuto del veroproprietario del quaderno, Ryuk, unoshinigami (dio della morte) con un debole per le mele, il ragazzo decide di diventare il “Dio del nuovo mondo” cominciando ad uccidere i criminali.

La polizia creerà una squadra, diretta proprio dal padre di Light, che comincierà ad indagare sulle misteriose uccisioni con l’aiuto di un misterioroso detective, Elle. Quest’ultimo, che si distingue per la sua arguzia e intelligenza, scoprirà in breve tempo che Kira (soprannome di Light che sta per “killer”) ha bisogno di conoscere il nome e il volto delle proprie vittime, dando parecchio filo da torcere al protagonista.

Naturalmente la storia diventa sempre più complessa, ma non voglio spoilerare nulla  coloro che vorranno cimentarsi nella lettura di questo meraviglioso manga.

Vi avevo accennato prima dell’esistenza di un capitolo 0. Le 55 pagine che compongono questo capitolo narrano la storia di Taro Kagami, un ragazzino di 13 anni che, venuto in possesso di un death note, uccide 5 suoi compagni di classe. La particolarità è che Ryuk parla a Taro della Death Eraser, cioè la“Gomma della morte”, che permette di cancellare i nomi dal quaderno per riportare in vita le persone.

2 – Slam Dunk

Slam Dunk è uno shōnen, anzi volendo essere precisi è uno spokon manga, ossia un fumetto sportivo, ed è probabilmente uno dei più famosi nel suo genere. Il manga, composto da ben 31 volumi, è degli anni ’90 ed è stato scritto e disegnato da Takehiko Inoue; in Giappone è stato pubblicato su Weekly Shōnen Jump, mentre in Italia è edito dalla Planet Manga.

Molto prababilmente vi sarete imbattuti almeno una volta nell’anime, che è stato trasmesso su MTV, GXT e 7 Gold. Due sono le caratteristiche principale per cui dovreste ricordarvi di aver visto Slam Dunk: lapallacanestro e il simpatico protagonista con i capelli rossi.

Slam Dunk è ambientato appunto nel mondo della pallacanestro liceale ed è incentrato sulle vicende della squadra del liceo Shohoku. Il protagonista principale è Hanamichi Sakuragi, un teppista che, dopo essere stato scaricato dalla ragazza di cui era innamorato per un giocatore di basket, comincia ad odiare questo sport.

Hanamichi però poco dopo incontra Haruko Akagi, una ragazza appassionata di pallacanestro che lo convince ad entrare nella squadra della scuola, capitanata proprio dal fratello di Haruko, Takenori Akagi. Nella squadra entra anche Kaede Rukawa, una promessa del basket giapponese, di cui Haruko è innamorata e che per questo susciterà l’odio di Hanamichi. In seguito si aggiungeranno anche Ryota Miyagi e Hisashi Mitsui, reclutato da Kogure, vicecapitato dello Shohoku.

A questo punto cominciano le eleminatorie, mentre Hanamichi, che non ha mai giocato a basket in vita sua, comincia ad allenarsi duramente.

L’anime di Slam Dunk è un’eccezione del doppiaggio italiano. Solitamente si tenta di edulcurare i termini, pensate che persino la parola “Dio” è stata eliminata in Death Note e sostituita con “maestro” o “padrone”(facendo per altro perdere il vero senso delle espressioni); in Slam Dunk invece sono state aggiunte alcune espressioni volgari che non erano presenti nell’originale.

Questo manga è adatto agli amanti dello sport, soprattutto della pallacanestro, ed è il classico fumetto giapponese che viene consigliato per avvicinarsi al genere. A differenza di Death Note, sono presenti diverse parti comiche, quindi risulta molto più divertente e leggero.

3 – Nana

Nana non è il genere di manga che leggo di solito. Io sono più da shōnen, perchè mi piacciono manga d’azione e abbastanza leggeri. Nana è un josei e si adatta ad un pubblico femminile abbastanza adulto. Nana è opera di Ai Yazawa ed è ancora in corso; i volumi sono curati dalla Planet Manga.

Nana è il nome delle tue ragazze protagoniste: Nana Komatsu e Nana Osaki. Le due ragazze, molto diverse caratterialmente, hanno in comune, oltre che il nome, il volersi trasferire a Tokyo. Nana K. decide di trasferirsi per seguire Shoji, il suo ragazzo, dopo essersi convinta che lui la tradisca; Nana O.  scappa dal suo paese con la speranza di diventare una famosa cantante. Le due ragazze si incontrano per la prima volta sul treno per la capitale giapponese e in seguito si rivedranno in un appartamento che entrambe vorrebbero affittare; decidono quindi di diventare coinquiline e dividere le spese. La storia viene narrata da Komatsu, soprannominata Hachi da Osaki; per comodità di solito ci si riferisce con il nome di Nana ad Osaki e con Hachi a Komatsu.

Anche dal manga di Nana è stato tratto un anime, andato in onda su MTV e Rai4; sono stati prodotti anche due film: Nana, del 2005, e Nana 2, del 2006.

A me, personalmente, Nana non piace. Non perchè sia un brutto manga, anzi, in Giappone è considerato uno dei migliori. Semplicemente lo trovo un po’ deprimente, quindi non è adattissimo per svagarsi perchè richiede un certo impegno emotivo.

4 – Bloody Monday

Bloody Monday è un manga ancora in corso di pubblicazione in Italia; in Giappone è stato pubblicato da Weekly Shonen Magazineda aprile 2007 a ​​maggio 2009, ma nell’ottobre del 2009 è cominciata la seconda serie, ancora inedita in Italia. Questo shōnen è stato scritto Ryo Ryūmon e illustrato da Megumi Kouji e si compone di 11 volumi; al momento ne sono usciti 9 (compreso il numero di luglio).

Bloody Monday è quasi una spy story, è ricco d’azione e di colpi di scena; vi assicuro che già dopo il primo volume vi appassionerete così tanto che non potrete fare a meno di comprare tutti gli altri.

Il protagonista è Fujimaru Takagi, non un semplice studente, bensìl’hacker più famoso del Giapponese, noto come Falcon. Fujimaru viene incaricato dalla Third-I, segretissimo ramo dell’agenzia per la pubblica sicurezza per cui lavora anche il padre del protagonista, di decriptare i file contenuti sulla scheda di memoria rinvenuta sul luogo di un delitto, avvenuto in un lussuoso hotel di Tokyo. Tutto si complica la donna colpevole dell’omicidio avvenuto nell’albergo, Maya Orihara, si presenta a scuola come nuova insegnante di Fujimaru mentre il padre di quest’ultimo viene incastrato per l’omicidio del proprio superiore e costretto alla fuga. Da qui in poi è tutto un susseguirsi di colpi di scena che vi terranno incollati al manga.

Vi chiederete come mai questo shōnen si chiama Bloody Monday.Bloody Monday non è altro che il nome di un virus che rischia di essere diffuso dall’organizzazione di cui fa parte Maya. La registrazione degli effetti devastanti del virus è contenuta nella scheda di memoria che Falcon ha dovuto decriptare all’inizio della storia.

Dal manga è stata tratta anche una fiction, cominciata l’11 ottobre 2008 e trasmessa sulla tbs.

5 – Naruto

Naruto penso sia un manga che conoscete tutti, soprattutto grazie all’anime che è stato trasmesso suItalia1 e che dall’8 luglio è in onda su Italia2. Scritto e disegnato da Masashi Kishimoto a partire dal 1999, conta 56 volumi e più di 500 capitoli. In Italia è pubblicato dalla Planet Manga ed è disponibile in tre versioni, poichè tre sono state le ristampe; l’ultima è la Gold Edition di cui è disponibile anche la versione Deluxe, che si distingue per la presenza della sovracopertina. In Giapponese viene pubblicato un nuovo capitolo ogni lunedì sulla rivista Weekly Shōnen Jump, salvo particolari eventi di interesse nazionale.

La storia di Naruto la conoscete più o meno tutti. Il protagonista è Naruto Uzumaki, un ragazzino, ninjadel Villaggio della Foglia, che sogna di diventare Hokage, ossia il capo del suo villaggio. All’inizio della storia si scopre che dentro di lui è sigillata la Volpe a nove code, un demone che 12 anni prima aveva quasi distrutto il villaggio, per colpa della quale il ragazzino è stato emarginato fin da piccolo. PromossoGenin dall’Accademia Ninja, viene integrato nel Team 7, composto, oltre che da lui, da Sakura Harunoe da Sasuke Uchiha, con il quale instaurerà un particolare rapporto contrassegnato dalla rivalità ma anche da un forte senso dell’amicizia; la squadra viene assegnata a Kakashi Hatake. Non aggiungo altro per evitare spoiler a chi non conosce ancora la storia.

Di Naruto esiste anche una seconda serie, Naruto Shippuden, con la storia che riprende dopo 3 anni e comincia con Naruto che fa ritorno al Villaggio della Foglia dopo essersi allenato con il maestro Jiraiya, uno dei tre ninja leggendari. Il nemico principale di questa serie è l’Organizzazione Alba, la cui missione consiste nel catturare tutti i nove cercoteri, ossia i demoni con le code.

Come vi dicevo prima, dal manga di Naruto è stato tratto il famoso anime, di cui sono stati trasmetti quasi 400 episodi; l’anime risulta un po’ epurato rispetto alla versione su carta stampata, che si presenta più violenta. Sono stati prodotti anche 6 film di Naruto e 3 OAV (Original Anime Video).

6 – Marmalade Boy

Detto così forse ai più non dirà niente, ma se io dicessi “Piccoli problemi di cuore“? Ecco, forse così lo conoscete tutti o almeno l’avete sentito nominare. Può piacere e può non piacere, per qualche ragazza sarà una pietra miliare nella storia dei cartoni animati della sua infanzia e per qualcun’altro può essere soltanto il Beautiful degli anime. Comunque la pensiate, Marmalade Boy è uno degli shōjo più conosciuti e apprezzati.

Questo manga è stato creato da Wataru Yoshizumied è composto da 8 volumi editi in Italia da Planet Manga. La storia a grandi linea la conosciamo tutti. Miki, una ragazza che frequenta il liceo, apprende che i suoi genitori hanno intenzione di divorziare e di andare a convivere con i loro nuovi partner in una nuova casa, tutti insieme. Miki si ritroverà a vivere con una specie di fratellastro, Yū (Yuri in Italia), che verrà soprannominato dalla ragazza “marmalade boy” perchè, come la marmellata d’arance, è dolce ma con un retrogusto amaro. I due finiranno per fare amicizia e alla fine scopriranno di provare anche qualcosa di più.

In Italia l’anime, tanto per cambiare, è stato censurato. Dai 76 episodi originali della serie giapponesi, siamo passati a 63 episodi, con addirittura il taglio del finale vero e proprio (che non spoilero).

Visto il grande successo, è stato prodotto anche un OAV, Quel giorno a casa di Yū, che racconta il primo incontro tra i due visto però con gli occhi di lui; l’OAV fortunatamente non è stato censurato, tanto che vengono usati anche i nomi originali.

Di Marmalade Boy è stato creato persino un videogioco nel quale il giocatore interpreta Miki; lo scopo del gioco è fidanzarsi con uno dei tre protagonisti maschili (Yu, Ginta e Kei). Il videogame è stato molto criticato perchè viene considerato una banale copia del gioco Tokimeki Memorial, un simulatore di appuntamenti prodotto dalla Konami.

7 – Defense Devil

Defense Devil è un manga piuttosto recente. In Giappone è stato pubblicato da Shogakukan dall’aprile del 2009 fino a giugno di quest’anno; in Italia invece è edito da J-pop con una cadenza bimestrale.  Questo shōnen è stato scritto da Youn In-wan e disegnato da Yang Kyung-il, due autori coreani; si compone di 100 capitoli per un totale di 10 volumi, di cui 5 sono già stati pubblicati.

Defense Devil è un classico shōnen, nel senso che presenta molta azione, molti combattimenti e una storia molto dinamica. Quello che ho trovato curioso è la trama. Il protagonista è Kucabara, un diavolo che è stato cacciato dall’Inferno per via della sua idole benevola e che ora si ritrova a vivere aEvents’s Horizon, una sorta di zona di transizione, dove vengono spediti i peccatori prima di essere condannati.

Kucabara, insieme a Bichura (ultimo esponente della dinastia dei draghi infernali) decide di diventare un avvocato difensore, ossia di difendere i peccatori che passano per Event’s Horizon qualora si rivelassero innocenti. Quando il giovane riesce nel suo compito e l’anima del suo cliente viene purificata, quest’ultimo rilascia tutta la Dark Matter, una sostanza che sta alla base del potere e della forza dei diavoli. La Dark Matter viene usata da Kucabara e Bichura per sconfiggere gli altri diavoli e gli shinigami che popolano l’Inferno.

Non vi racconto altro per lasciarvi il piacere della lettura e godervi tutti i colpi di scena e i risvolti della storia.

Defense Devil è un manga che mi sta appassionando parecchio. Non solo trovo i disegni davvero ben fatti, ma la trama è sempre all’altezza delle aspettative. Se cercate qualcosa di leggero, divertente ma allo stesso tempo di coinvolgente, questo è lo shonen che fa per voi.

8 – Monster

Scritto e disegnato da Naoki Urasawa, pluripremiato mangaka di fama internazionale, Monster è sicuramente uno dei migliori “seinen manga” (genere consigliato ad un pubblico più “maturo” per i contenuti spesso forti e violenti) in circolazione.

Pubblicato in Giappone tra il 1994 e il 2001 da Shogakukan, Monster è una serie conclusa in 18 volumi, usciti per la prima volta in Italia dal 2003 al 2005 e pubblicati dalla Planet Manga. Nel 2010, la medesima casa editrice ha realizzato una nuova ristampa composta da 9 volumi di 400 pagine l’uno comprendenti sovraccoperta, pagine a colori e una traduzione rivista e corretta.
Il manga conta inoltre una serie animata di 74 episodi, inedita in Italia, e un romanzo sequel dal titolo“Another Monster”.

Monster è ambientato in Europa, per la precisione in Germania, prima e dopo la caduta del muro di Berlino e racconta la storia di Kenzo Tenma, giovane e promettente neurochirurgo giapponese già notevolmente affermato nel campo della medicina tedesca ed internazionale.
La sua normale e apparentemente felice vita sarà totalmente stravolta quando uno dei pazienti da lui salvati grazie al suo talento di chirurgo, un bambino dal passato misterioso chiamato Johan, mostrerà di essere uno spietato killer che crescendo svelerà man mano i suoi diabolici piani per la conquista del potere, lasciandosi dietro una lunga scia di omicidi dei quali sarà accusato lo stesso Tenma. Quest’ultimo, convinto a fermare a tutti i costi il “mostro” a cui egli ha salvato la vita, sarà supportato in questa ardua missione da tantissimi altri personaggi, tra cui Nina, la sorella gemella di Johan, come lui avvolta nel mistero.

Monster è un thriller appassionante e avvincente, ricco di personaggi, colpi di scena e storie minori, che rendono la trama generale sempre più ricca di particolari ed accattivante. Un manga adatto soprattutto a chi cerca in un fumetto una lettura “importante” che possa davvero appassionare e tenere incollati i lettori fino all’ultima goccia di inchiostro. Inoltre la trama, già così interessante di suo, si completa armonicamente con lo stile grafico di Urasawa, realistico e adatto ai momenti più leggeri, così come alle scene più crude.

Monster di Naoki Urasawa è un manga che non può mancare nella collezione di un appassionato che si rispetti, ed è per questo semplice motivo che va assolutamente consigliato.

Imperdibile.

9 – Real
Tra i tanti manga realizzati da Takehiko Inoue (ricordiamo  i famosi “Slam Dunk” e “Vagabond”), Real è sicuramente uno dei più belli, nonostante la sua relativa poca fama.

La serie, pubblicata in Giappone a partire dal 2001 da Shueisha, conta fino ad ora 10 volumi ed è ancorain corso. In Italia, la Planet Manga ha iniziato la sua pubblicazione dal 2004 e il 10° numero è ancora inedito.

Purtroppo l’uscita di ogni nuovo volume è all’incirca annuale, poiché Inoue sta contemporaneamente lavorando a “Vagabond”, dedicandosi a Real per lo più nel tempo libero.

All’apparenza Real potrebbe sembrare il classico manga sportivo alla Inoue dedicato al basket (così come il suo precedente “Buzzer Beater” e il già citato “Slam Dunk”).

Tuttavia le differenze si avvertono sin dalle prime pagine. Infatti Real è si un manga sulla pallacanestro, ma in particolare su quella in carrozzina, e quindi in generale sull’importante tema della disabilità.
I protagonisti sono tre giovani ragazzi, tutti con la passione per il basket, a loro modo legati al mondo dei “diversamente abili”.
Tomomi Nomiya è il classico ragazzo un po’ sbandato ma dal cuore d’oro, grande patito di basket ma ancora con un futuro da costruire. E’ l’unico dei tre personaggi principali a non avere problemi fisici, ma purtroppo porta sulle spalle la colpa di aver coinvolto in un incidente con la sua moto una giovane ragazza a cui aveva offerto un passaggio, ragazza rimasta poi paralizzata.

Kiyoharu Togawa, prima di subire l’amputazione di una gamba a causa di una rara malattia, era un promettente corridore, sport nel quale si impegnava con tutta la sua forza d’animo. Dopo aver subito questo trauma si è avvicinato al mondo del basket in carozzina, entrando a far parte dei “Tigers”, una squadra locale, nonostante non abbia ancora superato del tutto il dolore di aver visto la sua vita cambiare all’improvviso.

L’ultimo dei tre è Hisanobu Takahashi, ex compagno di classe e di squadra di Tomomi, il classico ragazzo brillante a scuola e popolare tra le ragazze. Cinico nel suo modo di rapportarsi con gli altri, è rimasto vittima di un incidente stradale che lo ha condannato ad una vita in carrozzina, dovendo rinunciare a tutte le sue ambizioni scolastiche e sportive. Una rinuncia per lui, come per chiunque altro, di sicuro non facile.

Le vite di questi tre ragazzi, così brevi ma già ricche di esperienze positive e negative, si incontreranno ed uniranno sui campi da basket ma anche lungo la strada della vita, sulla quale dovranno affrontare, insieme  o singolarmente, tantissimi altri problemi, alcuni dei quali non sempre legati “semplicemente” alla disabilità ma spesso proveniente dal loro passato.

Una storia che sa emozionare, divertire ed appassionare con la stessa semplicità dello sfogliare una pagina. Un manga che insegna che la vita, nonostante le difficoltà che possono minacciare il nostro cammino, non è mai finita finché c’è un cuore che batte. Real ha già commosso ed appassionato tanto i suoi lettori, e ha ancora tanto da dare poiché, essendo ancora in corso, potrà stupirci ed emozionarci ancora per molto tempo…

Un manga che assolutamente non può mancare nella libreria di chi sa che lo sport non è solo divertimento, ma anche sacrificio e sofferenza, e vuole scoprire come questo possa aiutare le persone a vivere, anche senza usare i piedi.

Coinvolgente.

10 – Solanin

Inio Asano, autore e disegnatore di Solanin, è uno dei mangaka più apprezzati e stimati, sia in Giappone che nel resto del mondo, soprattutto per i temi delle sue opere, vicini ai problemi della società odierna e alle fasce più giovani della popolazione, giapponese e non, sempre più spesso dal futuro oscuro e incerto.

Pubblicato nel 2005 da Shogakukan, Solanin si compone di 2 soli volumi, editi in Italia dalla Planet Manga nel 2010.

Nello stesso anno, in Giappone è stato realizzato un film tratto da questo manga dallo stesso titolo e la cui colonna sonora è stata incisa anche dagli Asian Kung-fu Generation, famoso gruppo giapponese che ha composto proprio una canzone chiamata “Solanin”, stesso brano che viene “cantato” anche nel manga e nella sua trasposizione cinematografica.

Solanin è la storia di due giovani fidanzati appena usciti dall’Università, Meiko e Taneda, e dei loro amici Ai, Jiro e Kato, tanto giovani e pieni di sogni quanto spaventati dal loro futuro, tutt’altro che chiaro, ma decisi a trovare il loro posto nel mondo, convinti che ovunque saranno, saranno insieme. Solanin non è solo la storia di un’amore, di amicizie giovanili ma vere, è la storia del disagio delle generazioni ultime, sempre maggiormente turbate dall’impossibilità di sapere di che colore sarà il loro domani. Taneda, grande appassionato di musica, ha il sogno di far diventare famosa la sua band, “I Rotti”, creata insieme a Kato e Jiro ai tempi dell’Università.
Ma come spesso la vita ci insegna, a volte prendendoci a schiaffi, le cose non vanno quasi mai come le pianifichiamo. Sarà infatti Meiko a cercare, in qualche modo, di realizzare il sogno di Taneda. Riuscendoci, forse si, forse no, ma con la sicurezza di averci provato, di avercela messa tutta, sempre e comunque, e di sapere che, ovunque essa sia, lui non lascerà mai andare la sua mano…

Solanin, manga da leggere tutto d’un fiato, cercando di trattenere qualche lacrima che potrebbe improvvisamente cascare, è una storia moderna, toccante, commovente e soprattutto che sa di “vero” e  che ci svela, in tutta la sua purezza, la sensibilità di Asano, autore davvero vicino alle giovani generazioni.
Un manga consigliatissimo a chi sa che i fumetti possono non essere solo “cose per bambini”, o anche a chi vuole semplicemente averne la conferma.
Consigliato alle persone sensibili e soprattutto disposte e volenterose nel provare emozioni.

Emozionante.

Precisazioni

Aggiungo alcune precisazione perchè l’articolo è stato un po’ frainteso. 10 manga da non perdere non implica che siano i migliori in assoluto perchè mancano manga che hanno fatto la storia come One Piece, Dragon Ball o Sailor Moon. La lista stilata da me con l’aiuto di Peter vuole proporre manga che siano adatti a tutti e per tutti i gusti.

A qualcuno può piacere lo shonen, mentre a qualcun’altro il seinen. Ad alcuni piace leggere serie concluse, ad altri serie in corso. Qualche lettore potrebbe cercare nuovi spunti e volere serie nuove, altri invece vogliono cominciare da capo.

Non è una top ten, ma 10 manga che possono accompagnarvi durante l’estate. Una lista che vorrebbe essere adatta a ragazzini così come ad adulti, a maschi come a femmine, ad appassionati vecchi e nuovi, a chi conosce il genere e a chi invece lo conosce ora.

Consigli

Aggiungo questa sezione, proprio per raccogliere i consigli che riceverò nei commenti. Vi ricordo nuovamente che questa non è una classifica, ma un modo per avvicinare i lettori di Skimbu al mondo del fumetto giapponese.

  • One Piece di Eiichiro Oda, edito da Star Comics;
  • Gantz di Hiroya Oku, edito da Planet Manga;
  • Berserk di Kentaro Miura, edito da Planet Manga;
  • Vagabond di Takehiko Inoue, edito da Planet Manga;
  • Claymore di Norihiro Yagi, edito da Star Comics;
  • GTO di Tōru Fujisawa, edito da Dynit;
  • City Hunter di Tsukasa Hōjō, edito da Star Comics;
  • Devilman di Go Nagai, edito da D/Visual;
  • Fullmetal Alchemist di Hiromu Arakawa, edito da Planet Manga;

Fonte: Skimbu

Corno d’Africa, siccità a rischio 720mila bambini

Avviato dall’Unicef un piano di aiuto contro la carestia senza precedenti che sta colpendo la zona del Corno d’Africa. Lo stato di carestia è stato dichiarato in particolar modo in due regioni della Somalia meridionale ed i tassi di malnutrizione sono elevatissimi. La stima è stata fatta dall’Unicef che sta avviando un piano di aiuti soprattutto riguardante alimenti terapeutici e per effetto di questo anche il Pam, programma alimentare mondiale aumenterà a breve gli aiuti di cibo nel sud della Somalia.

Carla Liberatore

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Cern, misteri dell’universo

Una densità incredibile e una temperatura 100 mila volte superiore a quella del cuore del Sole: era in queste condizioni la materia primitiva generata nell’ infanzia dell’universo, alcuni microsecondi dopo il Big Bang.
L’hanno descritta il 23 maggio i fisici del Cern, l’Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare di Ginevra, in un convegno in Francia, ad Annecy, dove hanno presentato i risultati delle collisioni fra ioni pesanti ottenuti con l’acceleratore di particelle più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern. Gli eventi che hanno permesso di vedere che aspetto avesse la materia primitiva sono avvenuti alla fine del 2010 e i dati sono stati analizzati e studiati fino ad ottenere il primo identikit del brodo indistinto nel quale erano immersi i mattoni della materia, ossia le particelle chiamate quark e gluoni.

La materia primitiva era governata da leggi diversee rispetto a quelle di oggi
Nella materia che conosciamo queste particelle sono imprigionate e tenute ben salde all’interno dei nuclei atomici, ma nella materia primitiva le cose erano molto diverse: quark e gluoni erano liberi e si trovavano in una condizione che i fisici hanno chiamato Plasma di quark e gluoni. Di essa si conosceva molto poco e di sicuro si sapeva che è governata da leggi diverse rispetto a quelle cui obbedisce la materia ordinaria. Ora ci sono finalmente dati sperimentali che permettono di saperne di più.
I nuovi dati «stanno portando ad una nuova comprensione dell’universo primitivo con un’accuratezza davvero notevole», ha dichiarato il direttore generale del Cern, Rolf Heuer.
Entusiasta dei risultati Paolo Giubellino, dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e coordinatore internazionale di uno dei quattro grandi esperimenti dell’Lhc, Alice. «Siamo molto eccitati dalla grande quantità di osservazioni capaci di stimolare nuove teorie». Senza dubbio, ha aggiunto, le migliaia di particelle create da ogni collisione si sta dimostrando essenziale per comprendere la composizione della materia primitiva, ossia il cosiddetto plasma di quark e gluoni che ha dato origine alla materia che conosciamo oggi.
Per Guido Tonelli, fisico dell’Infn e responsabile dell’esperimento Cms, quella osservata è «senza alcuna ambiguità, la firma di un nuovo stato della materia«. Questi risultati, ha aggiunto, dimostrano che «stiamo entrando in una nuova era di studi ad alta precisione sulle interazioni che avvengono nella materia alle più alte energie mai raggiunte». All’identikit della materia primitiva ha contribuito anche l’esperimento Atlas, coordinato da un’altra italiana dell’Infn, Fabiola Gianotti: ha permesso di misurare numero e distribuzione delle particelle prodotte dalle collisioni.

La caccia alla materia primitiva è cominciata 40 anni fa
Prodotta immediatamente dopo il Big Bang, la materia primitiva è una sorta di ‘brodo’ primordiale nel quale le particelle si trovavano in condizioni estreme e obbedivano a leggi diverse rispetto a quelle che oggi regolano la materia.
A prevedere questo singolare stato della materia erano state, circa 40 anni fa, le teorie che portano la firma dei fisici italiani Nicola Cabibbo e Giorgio Parisi. Nella materia ordinaria di cui sono fatti pianeti, stelle ed esseri umani, particelle come quark e gluoni sono imprigionate nel nucleo, ma alle temperature di decine di migliaia di miliardi di gradi e alle pressioni incredibili che si suppone esistessero immediatamente dopo il Big Bang i nuclei non possono restare compatti e si muovono liberamente nel plasma. È questo lo stato della materia, chiamato di quark e gluoni o Qgp (Quark-Gluon Plasma), osservato da ben tre dei quattro esperimenti dell’acceleratore Large Hadron Collider. Solo circa 15 anni fa l’acceleratore del Cern Super Proton Synchrotron aveva dimostrato per la prima volta che era possibile creare in laboratorio il plasma di quark e gluoni. A fornire la dimostrazione ulteriore è stato, nel 1999, l’acceleratore americano Relativistic Heavy-Ion Collider, dei Laboratori Nazionali di Brookhaven. Oggi, per la prima volta in assoluto, i fisici possono parlare della materia primitiva sulla base di dati sperimentali.

Fonte: Lettera43

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