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Archive for July 26, 2011

Medicina, riaccensione dei Geni contro malattie incurabili

Un giovane ricercatore italiano, Alfonso Bellacosa, che lavora presso il Fox Chase Cancer Center di Philadelphia, ha scoperto grazie ai suoi studi che esistono due proteine alla base del processo che permetterebbe di ‘riaccendere’ i geni precedentemente spenti dai meccanismi cellulari. Questa scoperta apre nuove strade nella lotta contro i tumori e le malformazioni congenite, infatti lo stesso ricercatore ha affermato: “Ora che conosciamo il meccanismo, possiamo pensare a terapie che riattivino opportunamente alcuni geni spenti dal processo distruttivo dei tumori”.

Carla Liberatore

“Fuori! Arte e spazio urbano 1968-1976” esposizione al Museo del Novecento

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L’ingresso al Museo del Novecento riserva una piacevole sorpresa: una mostra fatta di suoni, video, parole e fotografie; è l’esposizione curata da Silvia Bignami e Alessandra Pioselli, che propone una riflessione sul tema dell’arte pubblica in Italia nel giro degli anni in cui questo linguaggio artistico, nato in ambiente newyorkese alla fine degli anni ‘50, si manifestó in tutta la sua forza nel nostro Paese, in una rinnovata veste sociale, grazie soprattutto alle istanze del Nouveau Réalisme, e come momento di riappropriazione dello spazio urbano. Sono stati scelti quattro eventi fondamentali a far da bussola per il visitatore, diversi per intenti e curatela, ma accomunati dalla tensione verso il nuovo e non sperimentato, e dal radicamento sul territorio dell’azione artistica, con le conseguenze che esso comporta. Si tratta di Arte povera+azioni povere, Amalfi 1968, curata da Germano Celant, la prima volta italiana dell’arte pubblica, Campo urbano (Como, 1969), diretta dal critico Luciano Caramel, il Festival del Nouveau Réalisme, sotto la guida della sua mente teorica, Pierre Restany e Volterra ‘73, ideata da Enrico Crispolti. Di Campo urbano, eccezionale prestito delle sequenze fotografiche dell’Archivio Mulas e degli spezzoni audio, tra i quali anche le interviste ai protagonisti; Luciano Caramel offre una descrizione dell’atmosfera che circondava l’evento e circoscrive teoricamente il termine “campo” come uno spazio non assoluto, bensí vivificato da relazioni continue. Il desiderio di uscire dagli studi e dalle gallerie d’arte è comune denominatore anche per il Festival del Nouveau Réalisme, che si tenne a Milano nel 1970 in occasione del decennale del movimento, e che prevedeva un calendario di happenings performati dagli esponenti del movimento, nel cui novero rientravano l’espansione di César nella Galleria Vittorio Emanuele, i tiri al bersaglio in galleria di Niki de Sainte-Phalle, il muro di manifesti strappati di Mimmo Rotella, la macchina autodistruttiva di Tinguely in Piazza Duomo e il tanto contestato intervento di impacchettamento del monumento a Vittorio Emanuele II, ad opera di Christo, nella medesima piazza; questi ed altri momenti sono oggetto di un video dedicato al Nuovo Realismo e presente in mostra. Di Volterra ’73, ciclo di tre mesi di installazioni e happening,  colpiscono la poesia degli scatti fotografici e le riprese video di Enrico Cattaneo, che mostrano la capacitá di coinvolgere tanti aspetti e situazioni della cittá. Si mette in gioco anche la tipica produzione artigianale di alabastro al fine di valorizzare le eccellenze del territorio e promuoverne uno sviluppo socio-culturale. Il discorso si chiude con la Biennale di Venezia del 1976, dove la sezione Ambiente come sociale, curata da Enrico Crispolti, propose, in maniera innovativa e profetica una serie di audiovisivi e diapositive, materiali raccolti e ordinati secondo i processi problematici che li governavano e riuniti in un unico percorso, fornito di una colonna sonora. L’arte non vuole piú chiudersi e diventare un linguaggio elitario, all’opposto, chiede di essere attore di cambiamento sociale, e dagli eventi cardine analizzati prenderanno il via una serie di altre iniziative che fungono loro da corollario, una selezione delle quali è raccontata in mostra. Si segnalano Photomatic d’Italia di Franco Vaccari (1972-1974), che prevedeva la piú ampia partecipazione sociale, Parole di Maurizio Nannucci (1976) a Firenze, uno specchio della cultura popolare in quel tempo, l’intervento di Giuliano Mauri alla Palazzina Liberty di Milano (1976), che voleva costituire una posizione critica nei confronti del conflitto armato in Vietnam e le azioni performative ed educative del Laboratorio di Comunicazione Militante (1976-1977), guidato da Paolo Rosa, Ettore Pasculli, Tullio Brunone, Giovanni Columbu e Claudio Guenzani, la progettazione partecipata di Riccardo Dalisi a Napoli (1972-1976). L’eposizione offre dunque un’occasione di completamento del percorso sull’arte contemporanea del Museo del Novecento, e trova a Milano la sua collocazione ideale, nella cittá che battezzó il Nouveau Réalisme nella Galleria Apollinaire nel 1960.

Fuori! Arte e spazio urbano 1968-1976 completa idealmente il percorso espositivo del Museo del Novecento, che si conclude all’altezza degli anni Sessanta, con lavori pensati per superare il limite tradizionale del quadro o della scultura: dagli ambienti programmati e cinetici all’arte povera e all’Habitat di Luciano Fabro.
Inoltre l’area espositiva fruibile dall’esterno e il progetto allestitivo curato da Fabio Fornasari – contribuiranno all’idea di attualizzare le azioni ‘storiche’ degli artisti nello spazio urbano investendo nuovamente la città con le immagini di quelle stesse azioni. I passanti saranno coinvolti nel percorso espositivo in una sorta di corto circuito tra passato e presente.

15 aprile – 4 settembre 2011
Fuori! Arte e spazio urbano 1968-1976
Museo del Novecento
Via Marconi 1, Milano

Fonte: Noisymag

“Giochi all’aperto” di Lev Nikolaevič Tolstoj

Giochi all’aperto

All’ombra di una betulla fu disteso un tappeto e in circolo si sedette tutta la compagnia.
Che gioco vogliamo fare? – domandò Volodja, buttandosi pigramente sull’erba e masticando foglie. – Sempre l’eterno Robinson? Facciamo qualcosa d’altro…
Il gioco di Robinson consisteva nel rappresentare delle scene che avevamo letto molto tempo prima.
Via, su… perché non vuoi fare questo gioco? – insistettero le ragazze tirandolo per una manica.
Davvero non ne ho voglia, mi annoio – disse Volodja sorridendo soddisfatto.
Allora meglio restarsene a casa, se vuole giocare – mormorò Ljuboka attraverso le lagrime.
Ci sedemmo in terra e cominciammo a fingere di remare con forza ma Volodja rimase con le braccia incrociate.
Glielo feci notare; ma egli rispose che dal muovere più o meno le braccia non avremmo guadagnato né perduto, non saremmo andati lontano.
Questi atteggiamenti raffreddarono il gioco. Se si deve ragionare così, non è possibile nemmeno viaggiare sulle sedie.
Eppure, Volodya, nelle lunghe sere d’inverno, copriva il divano con dei fazzoletti e lo trasformava in un lunghissimo treno!

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“Venere nera” di Abdel Kechiche (2010)

July 26, 2011 Leave a comment

Venere nera (Venus noire) è un film a colori di genere drammatico, storico della durata di 166 min. diretto da Abdel Kechiche e interpretato da Yahima Torrès, Olivier Gourmet, François Marthouret, André Jacobs, Michel Gionti, Diana Stewart, Gilles Matheron, Violaine de Carne, Christian Prat, Jeanne Corporon.
E’ anche noto con il titolo internazionale Black Venus.
Prodotto nel 2010 in Francia e distribuito in Italia da Lucky Red il 17 giugno 2011.

Parigi, 1817, Accademia Reale di Medicina. Di fronte al calco del corpo di Saartjie Baartman anche l’anatomista Georges Cuvier sembra sconvolto mentre un parterre di distinti colleghi applaude la dimostrazione. Sette anni prima, Saartjie lasciava l’Africa del Sud con il suo padrone, Caezar, per andare ad offrire il suo corpo in pasto al pubblico londinese delle fiere e degli zoo umani. Donna libera e schiava al tempo stesso, la “Venere ottentotta” era l’icona dei bassifondi, promessa al miraggio di un’ascesa dorata…

Per piombare nel cupo abisso di Saartjie Baartman, nota donna Khoikhoi realmente esistita nel XIX secolo in Europa e conosciuta sotto il nome di Venere ottentotta. Per seguire il ritorno in sala del regista di Cous Cous, che ha arruolato per il ruolo da protagonista un’attrice non professionista, Yahima Torrès, affiancandola a star francesi come Olivier Gourmet.

Fonte: Movieplayer.it

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“Canti del paroliere o voci dal Qohelet” di Simone Pansolin, Joker Edizioni

Simone Pansolin

Canti del paroliere o voci dal Qohelet

Prefazione di Fabio Russo

ISBN-13: 978-88-7536-280-5

€ 11,00

Simone Pansolin nasce a Genova nel 1983.
Si avvia giovanissimo agli studi musicali, interessandosi in modo particolare agli strumenti barocchi della famiglia dei liuti. Concertista di musica classica, si volge poi al mondo della letteratura, con specifico riferimento alla poesia. Nel 2009 pubblica la raccolta di poesie Miniature (Sciascia Editore, con un Saggio di F. Russo), caratterizzata da uno stile in apparenza prosastico ma di forte concisione poetica. La ricerca di un esito intenso, vicino al cosiddetto “poème en prose”, diverrà la sua cifra espressiva e di stile.
Insegna attualmente presso le Scuole Statali a indirizzo musicale nella provincia di Genova.
http://www.simonepansolin.com

Essere pioggia, notte, vento, sentire le cose o le situazioni intorno, questa la singolare esperienza di un giovane compositore teso a immedesimarsi in una natura filtrata dal pensiero. […] Qui Simone Pansolin in una orditura limpida e suasiva riesce a ricavare effetti di un sottile intellettualismo, che mette alla prova il lettore, lo pungola, lo avvince con la sua segreta filosofia della vita. […] Un’officina della mente pronta a dare voce a quello sfaldarsi e vanificarsi delle cose, che egli riprende dal suo Qohelet, secondo un intendimento di riduzione al poco, al vano. (um Nichts, direbbe Rilke), perché tutto cambia, si trasforma, si ripete entro un ordine cosmologico, e il mondo rimane per lui come era prima, «non resta che / il mondo», al di là di tanto operare. (dalla Prefazione di Fabio Russo)

Fonte: Joker Edizioni



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Intervista di Alessia Mocci a Federica Ferretti ed alla sua collana Echi da Internet, Rupe Mutevole Edizioni

“Echi da Internet” è la nuova collana editoriale della casa editrice Rupe Mutevole Edizioni, la curatrice è Federica Ferretti. La collana intende raccontare il Nuovo Mondo ed il Nuovo Popolo. Un’idea abbastanza originale ed alternativa che ha come oggetto Internet ed il popolo che popola questo mondo virtuale. Racconti di chat visti come antichi pettegolezzi di lavandaie che si recano al mercato in piazza; la rete ormai è più reale della realtà ed “Echi da Internet” ha scelto di dare spazio alla seconda vita che ognuno di noi ha. Suddivisa in 4 sottocollane troviamo: “Arte in cucina”, “Gocce di memoria”, “Al bivio (La luce in fondo al Tunnel), “Contemporanea”. Federica Ferretti è stata molto disponibile nell’illustrarci la sua collana editoriale e nell’invitare tutti a partecipare alle nuove selezioni. Buona lettura!

A.M.: Perché nasce la collana editoriale  “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: La collana “Echi da Internet” nasce per   rappresentare umori e sensazioni della  odierna realtà multimediale, fornire cioè  una panoramica  linguistica d’insieme di una società in continuo mutamento,  dove cogliere il colore delle voci che ogni giorno occupano la piazza, si incontrano, si conoscono, si “amano”, ci riempiono la vita, può essere fonte di notevole arricchimento…la rete viene rappresentata a tutto tondo, in ogni modo, secondo il linguaggio che è proprio di ognuno di noi, secondo le sue inclinazioni, le contaminazioni che più gli si addicono.

A.M.: Quando nasce la collana?

Federtica Ferretti: La nostra storia: abbiamo promosso un’iniziativa sul n. 15, 13 aprile 2011, di Donna Moderna, ospitati nella rubrica Amiche di Salvataggio, perché abbiamo creduto nella possibilità di una letteratura alternativa, multisfaccettata. Quest’idea, nelle sua profonda bellezza, non poteva non premiarci,  così, dai vari  spunti e suggerimenti  di quelle voci, sono nate le sottocollane:

  •  Arte in cucina:   non  racconterà solo delle vostre doti culinarie, ma rappresenterà il vostro modo di esprimervi nella cucina pensata ed assaporata nel tempo, secondo le   varie tradizioni di cui non possiamo  nè vorremmo, dimenticarci.
  • Gocce di memoria:  è il file rouge tra passato e presente, nel segno  della nostra cultura…un emozionante viaggio  a ritroso, nella storia della nostra terra.
  •  Al bivio( La Luce in fondo al Tunnel ): raccoglie il vissuto quotidiano, le  vicende di vita vera che in qualche modo ci solleticano gli occhi ed il cuore nella gravità dei loro aspetti e nell’aspirazione dellla loro risoluzione.
  • Contemporanea: accoglie a braccia aperte i nuovi scrittori di Non Conventional Literature

A.M.: Quanto è importante il linguaggio internettiano nella scrittura? E nell’oralità?

Federica Ferretti: Così, Echi da Internet, si  dovrebbe caratterizzare per uno stile di certo più asciutto, concreto,  …dico dovrebbe perché, come ho avuto modo di constatare leggendo e valutando i vari dattiloscritti inviati,    nel linguaggio internettiano, di certo più immediato, in realtà molti  riescono ad esprimere comunque perle di pura poesia…che mi piace definire letteratura  non convenzionale…Secondo me,  ciò lascia degli strascichi… o perlomeno si riflette irrimediabilmente nel parlato, specie  quando  il tempo sembra ormai  sfuggirci.

A.M.:  “Tu non sei bionda” è la vostra prima pubblicazione. Come sta reagendo il pubblico di lettori?

Federica Ferretti: La prima pubblicazione, “Tu non sei bionda”, è quella che, sin dalla scrittura, si impone come  una rappresentazione schietta di un dialogo virtuale a due, perciò, possiamo dire che  risente maggiormente della cultura multimediale, specie quando si  decide di vivere in maniera virtuale anche e forse soprattutto un sentimento d’amore e d’amicizia… con tutti i rischi, ma pure   emozioni… che ne possono scaturire…

A.M.: Rupe Mutevole è stata al Salone Internazionale del Libro di Torino suscitando notevoli consensi. Che ne pensi dell’esperienza? È stata positiva?

Federica Ferretti: L’esperienza del Salone Internazionale del Libro di Torino  ha coinvolto positivamente noi tutti, è stata  senz’altro il trampolino di lancio per molte ed importanti iniziative,  ridando parallelamente  smalto e tempra ad ognuno dei progetti già avviati e non può che avere lasciato un ricordo indelebile nei nostri cuori.  Quando ripartiamo?

A.M.: Quali sono i criteri di scelta per la pubblicazione di un manoscritto in “Echi da Internet”?

Federica Ferretti: Pubblicare con “Echi da Internet” è molto semplice in verità…cerchiamo l’anima vera della gente, che, (è questo  forse il grande merito di INTERNET), molto spesso emerge nella rete, dove, complice l’anonimato in cui è possibile rifugiarsi, si esprime nella sua più intima essenza….cari scrittori virtuali,  vi accogliamo nel mondo delle parole soffocate nel cuore e nell’anima;  urlate forte al cielo ma non ancora pronunciate di fronte all’oggetto del nostro sentire;  vi accogliamo tra le innumerevoli possibilità che le parole offrono, tra i sogni sopiti e le speranze che hanno appena preso corpo. Dai racconti di vita vissuta, ai saggi storici, o leggendari, musicali, pittorici, e perché no, di arte culinaria… daremo particolare risalto alle voci femminili che vogliono raccontare il loro rapporto con il virtuale, il loro navigare controcorrente, l’esito di ogni approdo, felice o doloroso che sia stato. 

A.M.: Qualche consiglio per gli esordienti che desiderano pubblicare?

Federica Ferretti: Ciò che mi sento di poter consigliare a chi si avvicina alla meravigliosa esperienza della scrittura, è di lasciarsi guidare dalla penna sul proprio foglio, con enorme spontaneità. Ciò non vuol dire  perdersi in inutili giri di parole, od allucinanti elucubrazioni…credo invece che uno degli ingredienti per la riuscita di un’opera letteraria, sia la semplicità espressiva…seguite il vostro istinto.

A.M.: Ci sono altre novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

Federica Ferretti: Per quanto riguarda le novità, siamo interessati ad aprirci su vari altri fronti…da una parte, lanciare l’idea di una sottocollana più squisitamente dedicata all’arredamento od al savoir fare femminile: SWEET HOME…e dall’altra, avviare un approccio più scientifico…magari una sottocollana dedicata alla psico-musico-terapia…insomma, ragazzi, scriveteci…ce n’è davvero per tutti i gusti!!! 

Entusiasmo e piedi per terra: ecco ciò che si percepisce dopo aver letto le risposte di Federica Ferretti, una bella apertura mentale e tanta voglia di crescere.

Alessia Mocci

Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

 

“L’ultimo brigante del sud” di Gabriele Scarpa, Spazio Creativo Edizioni

L’ultimo brigante del sud
Autore: Gabriele Scarpa
152 pagine brossurato
prezzo di copertina: 13,90 – spedizionie gratuita

Antonio Cozzolino, detto “Pilone” per la sua folta barba, ex scalpellino del Vesuvio ed ex sergente dei Cacciatori, eroe della battaglia di Calatafimi, è stato uno degli ultimi briganti ad arrendersi alle truppe piemontesi. Per oltre dieci anni carabinieri e bersaglieri gli diedero la caccia tentando di stanarlo sui pendii del Vesuvio, dove Pilone, che era originario di Boscotrecase, stabilì il suo quartier generale. I piemontesi gli uccisero i genitori e il fratello e arrestarono la sua donna, ma lui non si arrese mai. Alla fine, tradito da un compagno e “mollato” dalla camorra (che ne decretò la condanna a morte), cadde vittima di un tranello in via Forìa a Napoli e fu ucciso a colpi di pugnale a pochi passi dall’Orto Botanico: aveva quarantasei anni. Nel libro, un giornalista raggiunge il covo del brigante tra le lave delle “Ciaramelle” e si fa raccontare direttamente dal capobanda la sua avventura. Fino a quando in montagna non irrompono i carabinieri. A poco a poco il giornalista rimane affascinato da Pilone e diventa, sia pure segretamente, un suo sostenitore.

Gabriele Scarpa – Giornalista napoletano. Ha collaborato con numerose testate locali e regionali (Il Vesuvio, Il Giornale di Napoli, Roma, Il Corriere di Siena, La Voce della Provincia, La Verità-Napolipiù). Ha diretto la rivista del parco nazionale del Vesuvio Plinius e l’ufficio stampa della società di calcio AC Savoia 1908. Attualmente collabora con il quotidiano Metropolis e coordina il periodico Charme. L’ultimo brigante del Sud – Storia della banda Pilone è la sua prima esperienza letteraria.

Fonte: Spazio Creativo Edizioni

“Alla Gloria Del Nulla”, Zaelia Bishop propone PERFECT NUMBER

PERFECT NUMBER 9 artisti, 9 curatori, 9 stanze, 9 project room, 9 personali seconda edizione

Titolo: PERFECT NUMBER – 9 artisti, 9 curatori, 9 stanze, 9 project room, 9 personali

Artisti: Laura Baldini, Alessandra Baldoni, Zaelia Bishop, Claudia Gambadoro, Alessandro Giampaoli, Andrea Guerzoni, Serena Piccinini, Ruangrupa, Ljudmilla Socci,

A cura di: Francesco Benedetti, Claudio Composti, Daniele De Angelis, Francesco Paolo Del Re, Cristina Petrelli, Corrado Premuda, Davide Quadrio, Roberta Ridolfi, Viviana Siviero

Luogo: Sponge Living Space, via Mezzanotte, 84 – 61045 Pergola (PU)

Coordinamento e comunicazione: Sponge ArteContemporanea

Inaugurazione: venerdì 29 luglio ore 15:30

Periodo: 29 luglio – 4 settembre 2011

Orario: su appuntamento

Info: +39 339 4918011, +39 339 6218128, pressoffice@spongeartecontemporanea.net

http://www.spongeartecontemporanea.net

Quid est veritas (?), si conclude la terza stagione espositiva della home gallery Sponge

Living Space di Pergola (PU), dopo le personali: Il punctum di Rita di Rita Vitali Rosati, Aimless di Veronica Dell’Agostino, Inner drawings/Drawings inside di Claudia Gambadoro, Rin Zen di Daniela Cavallo, I need you di Giovanni Gaggia , Revelations di Rita Soccio e Disorder di Galileo Sironi, Fall and Rising… di Mirko Canesi, Into the core di Mona Lisa Tina, È necessario che le nuvole fuoriescano dalla cornice doppia personale di Domenico Buzzetti e Tintin Wulia, La mansuetudine dell’abiura, tripersonale di Federico Forlani, Michele Pierpaoli, Red Zdreus e le 2 collettive Christmas Tree d’Artista, propone venerdì 29 luglio 2011 alle ore 15:30, la seconda edizione di PERFECT NUMBER – 9 artisti, 9 curatori, 9 stanze, 9 project room, 9 personali –

Con questa iniziativa Sponge Living Space si affianca al Castello di Frontone (PU), dando vita ad una rassegna di arti visive dal titolo Castello 10 e lode, che vedrà il suo start con un happening la sera stessa dell’inaugurazione di Perfect Number. Gli artisti coinvolti saranno invitati per una notte in montagna, una serata di incontro e di discussione che si chiuderà con una performance ai primi bagliori del mattino, un segnale di buon auspicio che farà da ponte alla prima inaugurazione prevista per sabato 30 luglio alle ore 11:00.

PERFECT NUMBER è un progetto che coinvolge 9 artisti e 9 curatori in 9 stanze. Un evento al plurale di declinazione dello spazio, versatile e mutevole, di proporre un confronto di linguaggi e di strategie espositive, di dialogo intersoggettivo, di libertà progettuale. Gli spazi di Sponge living Space saranno invasi, sovvertiti e ripensati criticamente da 9 artisti, in relazione dialettica e reciproca con un curatore.

Partecipano al progetto:

Laura Baldini, a cura di Roberta Ridolfi

Alessandra Baldoni, a cura di Cristina Petrelli

Zaelia Bishop, a cura di Francesco Paolo Del Re

Claudia Gambadoro, a cura di Daniele De Angelis

Alessandro Giampaoli, a cura di Claudio Composti

Andrea Guerzoni, a cura di Corrado Premuda

Serena Piccinini, a cura di Viviana Siviero

Ruangrupa, a cura di Davide Quadrio

Ljudmilla Socci, a cura di Francesco Benedetti

Un evento in cui i lavori artistici si pongono in relazione attiva e propositiva con lo spettatore e lo spazio fisico attraverso il medium del discorso critico ed espositivo dei curatori coinvolti. Attivando il pensiero attraverso relazioni esposte e proposte.

La mostra si inaugurerà venerdì 29 luglio 2011 alle ore 15:30 negli spazi della home gallery Sponge Living Space a Pergola (PU), sarà visitabile su appuntamento fino al 4 settembre.

Per ulteriori informazioni contattare i numeri: +39 339 4918011, +39 339 6218128 o consultare il sito http://www.spongeartecontemporanea.net.

Arabia Saudita, donne picchiano i propri mariti

Accertati fino ad oggi circa 145 casi di aggressioni fisiche commesse dalle mogli nei confronti dei loro mariti, soltanto nella città saudita di Gedda nell’arco di tempo di un solo mese. Il dato è stato reso noto dal quotidiano Al Yawm che lo ha estrapolato da una relazione della Polizia provinciale. I casi di aggressione domestica da parte delle donne pare siano aumentati del 20% su base annua. Le ragioni di queste aggressioni spesso risiedono in motivazioni derivanti dal tradimento e dal denaro.

Carla Liberatore

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Cina, enorme voragine ingoia autocarro

In gergo si chiamano sinkhole e si tratta di veri e propri buchi circolari che si verificano sulla terra ingoiando qualunque cosa si trovi sopra di loro. La natura delle ragioni di questo fenomeno non è ancora chiara, ma uno degli ultimi episodi si è verificato in una strada trafficata di Pechino in Cina, allorquando questa enorme voragine dalle caratteristiche perfettamente circolari ha risucchiato un camion che stava percorrendo il tragitto proprio in quel momento. Dalle prime ricostruzioni pare che la voragine si sia aperta sopra ad un tunnel precedentemente scavato per il passaggio della metropolitana ma lo studioso Wei Jinglian dell’istituto geologico di Pechino ha affermato: “Le cause possono essere molteplici. Una perdita nelle condutture dell’acqua potrebbe aver ammorbidito il suolo, o il tratto di strada può aver subito eccessive pressioni. Inoltre le attività estrattive o edili possono indebolire la subsuperficie e causare il crollo dei sinkhole, ma questi possono anche formarsi quando il suolo saturo d’acqua diventa troppo pesante. Inoltre, le piogge acide o le falde acquifere possono allargare delle fratture naturali in un letto di roccia calcarea, formando la voragine. L’acqua infatti dissolve il carbonato di calcio nel calcare, creando delle fratture che, ingrandendosi, possono far crollare il terreno superficiale”. Altri episodi simili si sono verificati in precedenza anche a Guatemala city dove una voragine ha inghiottito la camera da letto di una donna nel suo appartamento, in Florida dove è sprofondato un cortile, in Turchia dove il Sinkhole ha tirato dietro a sé un’auto ed in Canada.

Carla Liberatore

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