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“2022: I Sopravvissuti” di Richard Fleischer [1973]

Mangiare sano per vivere sani

Nel 2022 il cibo è finito e la popolazione ha raggiunto livelli demografici spaventosi. L’unico alimento distribuito dallo stato sono delle tavolette verdi a base di plancton. In queste condizioni c’è però chi se la passa decisamente bene, come il ricco William Simonson il quale finirà ben presto assassinato. Su questo sporco caso indagherà l’arguto detective Thorn…
Interpretato da un Charlton Heston in ottima forma e da un Edward G. Robinson che sarebbe deceduto dopo pochi giorni dall’uscita nelle sale del lungometraggio, 2022: I Sopravvissuti è un film di fantascienza curato e ben realizzato.
Purtroppo la base è quella classica dei film polizieschi anni ’70, fatta di eroica testardaggine del detective di turno e di qualche scazzottata e sparatoria qua e là per tenere su il ritmo. Non che sia un male, ma penalizza l’originalità dell’intera opera.
Ciò che invece gioca a favore di questo film è il carattere distopico, inquietante e disincantato, sulle quali si fonda la narrazione. Gli ambienti sono scarni e degradati dove persino negli spazi aperti si può avvertire un senso di oppressione continua.
Non c’è un occhio costantemente vigile alla 1984 di Orwell e nemmeno una repressione alla Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, bensì una disillusione collettiva nella presa di coscienza dell’esaurimento delle risorse naturali del pianeta Terra. Manca l’acqua, la frutta, la verdura, la carne… ci sono soltanto persone sporche e affamate che lottano ogni giorno per la propria sopravvivenza.
Non è poco, soprattutto a ragion veduta del fatto che c’è chi ipotizza che entro il 2100 le risorse ambientali potrebbero essere terminate. Qual è l’utilità dunque di abusare di quanto ci viene offerto dalla Natura fino al punto di ucciderla?
E’ una tematica niente male che trova oggi più che mai terreno fertile per il dibattito. Al 14° Cinemambiente Film Festival svoltosi quest’anno a Torino sono state varie le opere ad affrontare questo discorso. Fra tutti spicca il filosofico Into Eternity di Michael Madsen che si domanda se il progresso scientifico il quale dovrebbe contribuire a migliorare la qualità della vita dell’uomo, non sia ormai giunto a un livello di follia troppo elevato per essere gestito dagli uomini.
Sul piano registico l’opera garantisce interessanti spunti come la prima sequenza costituita da sole immagini evocative proposte in rapidissimi split screen atti a raccontare quella che per noi oggi è storia contemporanea.
Oppure la scena del trapasso controllato di uno dei protagonisti visivamente immerso nell’utopica ed irraggiungibile natura. SIamo nel 1973 e viene realizzata una sequenza di questo tipo che rappresenta un consapevole suicidio assistito. Purtroppo il film si è rivelato troppo ottimista sotto questo punto di vista, in quanto nel 2011 siamo ancora qui a cercare di comprendere se l’eutanasia sia un bene o un male e se la chiesa cattolica approvi o meno.
La scena secondo me più interessante è comunque quella del “vero” pranzo dei due protagonisti che saziano la loro fame con una bella foglia di insalata e un pomodoro. È la mimica facciale a prendere il sopravvento, quasi come nelle mute commedie di Charlie Chaplin. La musica classica sullo sfondo rende la sequenza ironica e un po’ malinconica per la condizione nella quale versano i personaggi.

2022: I Sopravvissuti è dunque un film ancora di forte attualità. E non importa poi così tanto che le azioni compiute dall’impassibile Heston siano poco credibili. Passa un messaggio importante, e tanto basta per farcelo apprezzare.

Danilo Cardone

Fonte: Cinefobie

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