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Il “mostro dagli occhi verdi”, Otello al teatro Licinium di Erba

Venerdì sera abbiamo avuto il piacere di assistere allo spettacolo “Otello” di William Shakespeare, nello splendido e suggestivo teatro all’aperto “Licinium” di Erba (CO).
Innanzitutto una lode alla location, che nasce alla fine degli anni Venti per volere dei fratelli Alberto e Federico Airoldi. Il progetto ricalca i modelli greci e romani, con un palcoscenico circolare, fiancheggiato da un colonnato e delimitato da una scalea. Ciò che lascia a bocca aperta è l’armonia che il teatro riesce ad instaurare con la natura che lo cinge da tutti i lati, creando un unicum nel suo genere. Il nome Licinium deriva poi dal console Licinio, comandante della colonia romana da cui ebbe origine il borgo di Erba.
Nel gennaio 2011 il teatro è entrato a far parte della prestigiosa “Shakespeare Theatre Association”, che riunisce gli 80 maggiori teatri shakespeariani nel mondo e divenendone l’unico rappresentante in Italia.

Tornando alla tragedia, quella messa in scena ad Erba risulta indiscutibilmente originale e moderna, pur mantenendo fede alla stesura del 1603. La regia di Gianlorenzo Brambilla esce, infatti, dagli schemi tradizionali, a partire dagli abiti per finire con le musiche, passando per il ricorso alla multimedialità. Ad enfatizzare l’unicità del Licinuim, la possibilità di sfruttare a proprio piacimento anche il palcoscenico naturale costituito da una scalinata che si perde nel verde lussureggiante del bosco circostante. Qui il regista ha ambientato le scene svoltesi a Cipro, facendo entrare e uscire i personaggi dalla lunga gradinata, al pari di modelle e modelli nell’atto di sfilare. Quello che ne scaturisce è un “Otello come non lo avete mai visto” – così ama definirlo il Presidente dell’Accademia dei Licini, Luisa Rovida De Sanctis – una sorta di opera senza tempo.

Ho trovato la scelta delle musiche molto accattivante e in grado di aumentare il coinvolgimento emotivo del pubblico. Sonorità elettroniche che si mescolano all’uso di luci psichedeliche, come nella scena della rissa tra il luogotenente Cassio e il vigliacco Roderigo, dove i gesti e le movenze sembrano riecheggiare una danza contemporanea.
La multimedialità la si nota, invece, nell’utilizzo di proiezioni di luci e immagini sulle pareti architettoniche del teatro, come nei giganteschi rigoli di sangue che lentamente fluiscono a terra, preludio della tragica morte di Desdemona. Oppure nella proiezione del famoso “mostro dagli occhi verdi” – metafora shakespeariana della gelosia – inquietante e allarmante della cieca e irrazionale violenza di Otello.
Alcuni dettagli nella scelta di colori-chiave, vedi il rosso adottato per il lenzuolo steso dalla governante di Desdemona e moglie di Iago, Emilia, sul letto di morte, così come la stessa veste di Desdemona, di quel rosso sangue che annuncia l’ultimo respiro.
Un merito, quindi, all’adattamento di questo Otello e una piacevole scoperta, quella del Teatro Licinium, un binomio vincente e non ancora giunto al suo termine, perchè le repliche continueranno ogni venerdì e sabato fino al 6 agosto.
“Io verserò nell’orecchio del Moro il veleno della gelosia” (Iago)

Per tutte le info http://www.teatrolicinium.it

Fonte: Noisymag

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