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Archive for July 18, 2011

News of the World, chiude il tabloid con il vizio dello spionaggio

Dopo 168 anni di scandali giornalistici, chiude il famoso tabloid britannico che ogni domenica regalava ai suoi lettori scoop (o bassezze, secondo i punti di vista) sulle celebrità, talvolta esclusivi e sconvolgenti. La chiusura si è resa necessaria in seguito ai recenti sviluppi della questione che lo vede coinvolto nello spionaggio telefonico. Rupert Murdoch, CEO e Chairman di News Corporation, la società che possiede – tra i tanti – News of the World, sembra incassare umilmente la sconfitta annunciando la chiusura del tabloid incriminato in tempi rapidi. Vorrà forse nascondere qualcosa?

Cos’é successo

Non è una questione sorta nell’ultimo mese. Sulla scia di uno scandalo che vede le sue prime manifestazioni a partire dal lontano 2005, lo scorso 7 luglio 2011 è stata annunciata la chiusura del noto tabloid britannico. Ma perché? Facciamo un breve excursus.

Spionaggio reale

A partire dal 2005 alcune personalità della Famiglia Reale britannica scoprirono che qualcuno accedeva alle loro caselle di segreteria telefonica: alcuni messaggi nuovi venivano invece archiviati come se fossero stati già ascoltati.

Come spiega Francesco Costa, giornalista per il Post, è inesatto parlare di intercettazioni: infatti in questo caso le informazioni si carpivano mediante l’ascolto dei messaggi lasciati in segreteria, e non con l’ausilio di strumentazioni che registravano le conversazioni attivamente. Gli inglesi parlano, riferendosi allo scandalo “News of the World”, di phone hacking.

Iniziarono così le indagini della Polizia britannica attorno alla vicenda. Nel giro di due anni vennero arrestati e condannati un giornalista e un investigatore privato legati al tabloid News of the World, che all’epoca era diretto da Andy Coulson.

Chi é Andy Coulson

Direttore del News of the World durante i primi sviluppi della vicenda, ha sempre negato la sua conoscenza di queste pratiche utilizzate dai giornalisti della testata. Nel 2007 diventa direttore della comunicazione per il Conservative Party e, con l’elezione del conservatore Cameron a Primo Ministro nel maggio 2010, Coulson viene nominato direttore della comunicazione per il governo britannico.

L’intervento della politica

Data la rilevanza politica dell’intera questione e il potenziale distruttivo del materiale che il tabloid collezionava, anche la Camera dei Comuni (una delle due assemblee che costituiscono il Parlamento britannico) inizia a fare le sue ricerche. A inizio 2011 giunge al verdetto: accusa News of the World per usare comportamenti scorretti nella gestione dell’attività giornalistica.

Lo spionaggio non si ferma

Arriviamo ai giorni nostri. Continuano ad emergere strani casi di messaggi telefonici nella segreteria già ascoltati e non più segnalati come nuovi. David Cameron chiede di avviare una indagine per valutare lo stato di questo spionaggio ormai incontrollabile. Andy Coulson si dimette dalla propria carica di direttore della comunicazione del Governo: le sempre più numerose interviste rilasciate da suoi ex giornalisti lo dipingono come un personaggio chiave nello spionaggio, con un ruolo attivo e ben definito.

News of the World: squalo tra squali

Dall’indagine in corso emerge che non era solo il News of the World a intrufolarsi nelle segreterie telefoniche importanti. Si tratta di una rete di tabloid che avevano imparato a sfruttare questo sistema per ottenere scoop capaci di tenere un alto livello di vendite.

Gli spiati

Alcuni tra i casi più eclatanti:

  • Famiglia reale
  • Milly Dowler, una teenager scomparsa e poi ritrovata deceduta
  • Soldati britannici e loro parenti
  • Gordon Brown, ex Primo Ministro

Una questione ancora in corso

Dopo lo scoppio di questa vicenda, anche gli Stati Uniti d’America hanno avviato indagini (attraverso l’FBI). Ieri, 16 luglio 2011, si è dimesso Les Hinton, CEO di Dow Jones e uomo di fiducia di Rupert Murdoch. Giorno dopo giorno sembrano saltare le pedine di un gioco sporco che rischia ormai di essere scoperto.

Conclusione

Sembra che tutte le informazioni che ad oggi si conoscono riguardo News of the World, Rupert Murdoch e i metodi usati dai suoi giornalisti, siano soltanto una piccola parte di un sistema marcio ben più grande. Non a caso, l’attore britannico Hugh Grant ha denunciato pubblicamente l’assenza di controlli e regolamentazione nei confronti dei tabloid. Questa vicenda ha una grande portata politica e potrebbe essere utilizzata dai governi per giustificare riduzioni della sacra libertà giornalistica. Stiamo a vedere.

Gianmarco Altieri

Fonte: Skimbu

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Marocco… schizofrenia linguistica

July 18, 2011 Leave a comment

Per parlare, leggere e scrivere, i marocchini si devono confrontare, dalla più tenera età, a diverse lingue. Questa ricchezza è una benedizione? Questo si chiede Fouad Laroui, giornalista e sociologo esperto, nel suo ultimo libro. Missione difficile e coraggiosa quella dell’autore che rasenta a volte un eccesso di fantasia ironica. Il libro vuole spiegare la ragione delle carenze in termini di scolarità e di alfabetizzazione, che piazzano il Marocco molto lontano dai paesi con uno sviluppo economico /sociale degno di nota. Pensate la difficoltà che devono incontrare, sin dalla più tenera età, i marocchini alle prese con la lingua: arabo dialettale, arabo letterario, francese ed eventualmente inglese. In primis i marocchini si esprimono nella loro lingua madre: la darija (arabo dialettale), a volte il berbero in una delle sue varianti (tamazigh, tarifit o tachelhit). Lingue parlate, evolute e vive, che servono ad esprimere le emozioni ma che sono raramente scritte. Segue l’apprendimento della scrittura. E qui succede il patatrak! Gli allievi devono studiare l’arabo classico, che si scrive ma non si parla, scolpito nei sacri marmi del Corano. Una lingua sacra dunque e anche “una sacralità definita intellettuale“. Sovrabbondanza lessicale, assenza di vocali (il lettore deve sistemare da solo le vocali, quindi conoscere le parole prima di riconoscerle), assenza di maiuscole (fonte di confusione neilla lettura dei nomi propri)… Conclusione: nelle lingue occidentali si legge per comprendere, nell’arabo classico bisogna comprendere per poter leggere. Ci si chiede come utilizzarlo nella vita quotidiana tenendo conto che non ha subito evoluzioni dall’Età d’Oro” (IX° – XII° secolo), diventando cosi’ artificiale e penosa da esprimersi nella vita. Non va meglio per l’arabo moderno, in vigore notoriamente nella carta stampata, che anzichè semplificare, presenta le stesse difficoltà grammaticali e si mostra reticente alla nomenclatura scientifica. Arabo letterale scritto da un lato, arabo dialettale (darija) parlato dall’altra: una piena diglossia. Secondo il giornalista nessuno vuole vedere “l”elefante nella stanza”, un problema pachidermico che ha come soluzione immediata quella di occultarne l’esistenza e vedere cosi risolto il problema usando la lingua francese! Che siano marocchini, algerini o libanesi, scrivono quotidianamente nella lingua coloniale perchè è impossibile scrivere in dialetto o nella lingua dei sapienti (arabo classico). Affrontare la realtà per sormontare questa diglossia, questa schizofrenia linguistica che è fonte di tanti abbandoni nella scuola pubblica. È possibile promuovere la scrittura dei dialetti? Questo suppone che una generazione di scrittori sarà sacrificata e che il panarabismo accetterebbe di tagliare il cordone ombelicale che lega il mondo arabo. Ma si sa, gli uomini sono a volte tenacemente incollati ai loro sogni piuttosto che pronti ad affrontare la realtà…

Credits: Jeuneafrique

Fonte: My Amazighen

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“Scusate la polvere” di Elvira Semirara, Edizioni Nottetempo

Elvira Seminara
collana: il rosa e il nero
978-88-7452-318-4
pagine: 212
prezzo: 12.00

Coscienza (chiamata variamente Enza, Cosce, Scienza e Zen), ghostwriter di tesi di laurea, si scopre vedova a quarantaquattro anni. A guastare il lutto, una sconosciuta che è morta nell’auto di suo marito, nello stesso precipizio. Chi era la donna, ma chi era soprattutto suo marito? Con le amiche di sempre, Alice – ex interior designer, ora counselor d’interni dell’anima e di cani bisessuali – e Mia, esperta di catering, Coscienza avvia una grottesca indagine che col contributo della madre malata di Alzheimer, una portinaia superstiziosa e un avvenente serial filler, diventa un’irresistibile commedia umana. Una storia “coliticamente scorretta” giocata sui nuovi tic sociali e le domestiche ossessioni.

Fonte: Edizioni Nottetempo

La storia dell’acqua in bottiglia

La storia dell’acqua in bottiglia. Il video ci fa riflettere su come le aziende che producono acqua minerale ci hanno convinto a non bere l’acqua del rubinetto, ma comprare le bottiglie. Ma non solo, ci mostra anche tutti i problemi legati allo smaltimento della plastica, il petrolio sprecato per produrre le bottiglie, e così via… Insomma un video assolutamente da vedere per rendersi conto della situazione e per scoprire le alternative a questo spreco!

Matteo Pelosi

Fonte: Skimbu

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“Cars – motori ruggenti” di John Lasseter e Joe Ranft (2006)

July 18, 2011 Leave a comment

Cars – motori ruggenti (Cars) è un film a colori di genere animazione, ragazzi, commedia della durata di 96 min. diretto da John Lasseter,Joe Ranft e interpretato da Owen Wilson, Bonnie Hunt, Paul Newman, Cheech Marin, Larry The Cable Guy, Tony Shalhoub,Guido Quaroni, Jenifer Lewis, Paul Dooley, Michael Wallis.
Prodotto nel 2006 in USA e distribuito in Italia da Walt Disney Studios Motion Pictures Italia il 23 agosto 2006.

La storia di Lightning McQueen, una vivace automobile da corsa parlante che, in viaggio verso una gara attesissima, scopre l’importanza dell’amicizia e della famiglia.

In viaggio con la Pixar

a cura di Antonio Cuomo

Quello che fa la differenza in ‘Cars’ è la capacità di dare un’anima ai protagonisti, di rendere vive e credibili le auto umanizzate, donar loro delle personalità sviluppate e definite.

Da quando un anno fa abbiamo avuto modo di visionare i primi teaser trailer di Cars – Motori ruggenti, siamo stati sinceramente un po’ dubbiosi riguardo al film, un po’ per il look un po’ troppo semplice e, diciamocelo, infantile, un po’ perchè l’idea della auto antropomorfizzate sembrava prestarsi poco al lavoro creativo cui la Pixar ci ha abituati. Ci sbagliavamo, ed ovviamente siamo felici di essere stati smentiti da John Lasseter e colleghi.

L’avvio del film è frenetico e racconta di una gara al cardiopalma conclusa con un rocambolesco testa a testa a tre tra il protagonista, Saetta McQueen, ed i suoi rivali The King e Chick Hicks. E’ il modo migliore per presentare al pubblico le personalità in gioco, ed in particolare il carattere da superstar viziata di McQueen.
Con la situazione di parità da risolvere in una ulteriore gara prevista per la settimana successiva, i tre contendenti fanno rotta per la California, ma un imprevisto durante il tragitto porta Saetta McQueen a Radiator Springs, paesino sulla Route 66 tagliato fuori da quando la nuova statale ha deviato il corso delle auto in transito.
Condannato a riparare la strada da lui stesso danneggiata, McQueen è costretto a vivere a Radiator Springs interi giorni, passando dall’impazienza iniziale all’apprezzamento per la vita e gli abitanti della piccola comunità rurale.

Quello che differenzia il lavoro di Lassater da quello, tanto per fare un esempio nel settore, della consociata Disney in Mucche alla riscossa, è la capacità di dare un’anima ai propri protagonisti, di rendere vive e credibili le auto umanizzate, donar loro delle personalità sviluppate e definite e, soprattutto, renderle simpatiche per il grande pubblico, permettendo allo spettatore di partecipare emotivamente alla storia.
Il tutto inserito in un contesto ed un’ambientazione coerente ed incredibimente realistica, condita da una serie di trovate divertenti e geniali, e citazioni ad altri lavori Pixar (gli uccelli di For the Birds, le scene rifatte in chiave automobilistica di Toy Story, Monsters & Co. e A Bug’s Life nei titoli di coda) ed in generale al mondo reale.

Promozione piena, quindi, senza nemmeno arrivare a commentare l’impianto tecnico del film, che riesce a superare i già altissimi standard Pixar, con scene di massa (come la gara iniziale), gestione dei riflessi e delle diverse superfici che hanno dell’incredibile, ed uno studio delle inquadrature e dei movimenti di camera che riesce a comunicare il senso di velocità dei veicoli senza trascurare l’aspetto narrativo della storia.
Se poi vogliamo aggiungere anche una selezione di canzoni ben amalgamata e sempre adatta alle situazioni del film e un cast di doppiatori (almeno nella versione originale) che vanta attori del calibro di Paul Newman e Michael Keaton (mentre in Italia ci dobbiamo “accontentare” diSabrina Ferilli) e guest come Jay Leno, Michael Schumacher e Mario Andretti, possiamo dire che niente in Cars è lasciato al caso, ed ogni dettaglio è curato all’inverosimile.

Non mancano, inoltre, riflessioni sulla vita delle piccole comunità, sulla frenesia della vita moderna e sull’importanza del viaggio rispetto alla destinazione. Ed una adorabile nostalgia dell’American Lifestyle che sa tanto di Happy Days o American Graffiti.

Non ci resta che attendere la prossima estate e l’arrivo nelle sale di Ratatouille, ad opera di quelBrad Bird che ci ha già regalato Gli Incredibili, per restare ancora una volta stupiti ed entusiasti.

Fonte: Movieplayer.it


“Il colloquio della preghiera” di Dylan Thomas

Il colloquio della preghiera

Il colloquio delle preghiere sul punto d’esser dette
Dal bimbo che va a letto e dall’uomo per le scale
Che sale all’alta stanza dall’amata morente,
Indifferente l’uno a chi nel sonno andrà incontro,
L’altro pieno di lacrime temendola già morta,

S’aggira per il buio sulle ali del suono che essi sanno
Salirà verso i cieli rispondenti su dalla verde terra,
Dall’uomo per le scale e dal bimbo accanto al letto.
Il suono che sta per levarsi nelle due preghiere
Per il sonno in terra sicura e per l’amata che muore

Sarà uno stesso volo doloroso. Chi calmeranno?
Dormirà illeso il fanciullo o sarà in lacrime l’uomo?
Il colloquio delle preghiere sul punto d’esser dette
S’aggira tra i vivi ed i morti, e l’uomo per le scale
Non troverà morente, stanotte, ma viva e calda al fuoco
Del suo trepidare nell’alta stanza il suo amore.
E il fanciullo indifferente a chi va la preghiera
Affogherà in un’angoscia profonda come sarà la sua tomba,
E con gli occhi del sonno fisserà i neri occhi dell’onda
Che su per le scale lo trascina verso una che è morta.

Categories: Musa Tags:

Marocco… Lei non sa chi sono io!

July 18, 2011 Leave a comment

Il Procuratore della Corte d’Appelo di Marrakech, Ahmed Boudalia, ha deciso di dare una lezione ai suoi figli. Autori di un agressione ad un taxista di Marrakech, i due ragazzi sono ora perseguiti dalla giustizia su ordine del loro  padre. Una première nel reame marocchino. Sino ad  oggi, l’insabbiamento delle cattive azioni dei ragazzi turbolenti dell’alta borghesia era cosa scontata in Marocco. Ma, il colpo di scena, in questo caldo mese di luglio a Marrakech, vede il Procuratore Generale della Corte d’Appello  chiedere giustizia  per il malcapitato taxista  mettendo i suoi figli sotto processo.  I due ragazzi, di 22 e 28 anni, hanno letteralmente preso a botte il taxista a causa di una precedenza e, non contenti, hanno ingiuriato un agente della sicurezza nazionale che aveva “osato” chiedere loro la patente di guida. In Marocco, quando si è figli dell’élite finanziaria, politica e amministrativa, si pensa di essere sopra la legge. Ma questa volta, il padre dei due rampolli  ha deciso di non transigere sul comportamento dei figlioli; Chapeaux sign. Procuratore! Avvertito da una imbarazzata polizia, M. Bouadalia, “un Procuratore integro”, secondo il quotidiano Libération, ha ordinato la loro custodia cautelare ma i due eredi erano già stati rilasciati dalla Direzione Generale della Sicurezza Nazionale (DGSN) in quanto il taxista buonista aveva ritirato la denuncia.  Il Marocco è dal mese di marzo in preda ad un enorme cantiere di riforme politiche e sociali, al momento sulla carta. Il Movimento del 20 Febbraio ha sempre chiaramente espresso la sua collera davanti agli innumerevoli abusi di potere ed ai vergognosi privilegi di alcuni, che sono pero’ sotto gli occhi di tutti. La reazione di M.Boudelia sembra incollarsi perfettamente all’aria che si respira in questo momento storico. Da lungo tempo, l’uso indiscriminato del favoritismo, saldamente radicato nel tessuto sociale marocchino, è oggetto di malcelata rabbia da parte dei comuni cittadini; vero è che ci vorrà ancora tanto tempo prima che questa pratica possa essere debellata.  Sono passati solo alcuni mesi dalla scena choccante vistasi a Casablanca: un poliziotto che intima l’alt ad una giovane signora al volante di una lussuosa auto che non si è fermata al semaforo rosso. Dal momento che l’agente inizia a verbalizzare il reato la signora in questione compone un numero di telefono e descrive l’accaduto a  “qualcuno”, che richiede di parlare con il povero agente. Dopo pochi secondi la signora stizzita se ne va, senza multa e, non contenta, prima di salire in auto accenna un applauso all’indirizzo dell’agente che si era limitato a fare il suo lavoro, onestamente.  L’atto del procuratore, fermo e deciso, contro i suoi stessi figli, potrà essere un apri-pista per debellare questa piaga, insieme a quella della corruzione, che deturpano la società civile marocchina, lanciandola senza sconti in un paese terzomondista.

Fonte: My Amazighen

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Energia solare, nano-antenne d’oro per pannelli solari ad infrarossi

I pannelli solari del futuro cattureranno anche la luce infrarossa e ciò sarà possibile grazie a delle minuscole antenne d’oro. Questo tipo di teconologia è stata messa a punto ma ancora suscettibile di sperimentazione, da un gruppo di ricercatori della Rice University di Huston. Nella pubblicazione della ricerca è riportato che più di un terzo dell’energia solare che arriva sulla Terra, spiegano gli esperti, giunge in forma di luce infrarossa. Ma il silicio, il materiale più largamente usato per convertire la luce del sole in elettricità nella gran parte dei pannelli solari, non può catturare la luce nella lunghezza d’onda degli infrarossi. Creando una fusione dei sistemi delle nano antenne d’oro con il silicio, i ricercatori hanno superato l’ostacolo dimostrando che è possibile catturare la luce a infrarossi. Naomi Halas, una dei ricercatori che ha collaborato al progetto, ha dichiarato: “Abbiamo fuso un sistema ottico come le nano antenne con la tecnologia elettronica dei semiconduttori. Ci aspettiamo che questa tecnica possa aprire nuove strade per la realizzazione di celle solari più efficienti e per la messa a punto di nuove tecnologie per catturare la luce infrarossa”.

Carla Liberatore

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“Hackers & Painters: Big Ideas from the Computer Age” di Paul Graham, O’Reilly Media

Hackers & Painters

Big Ideas from the Computer Age

By Paul Graham
Publisher: O’Reilly Media
Pages: 272
Written in clear, narrative style, Hackers & Painters examines issues such as the rightness of web-based applications, the programming language renaissance, spam filtering, the Open Source Movement, internet startups and more. In each essay, Graham moves beyond widely held beliefs about the way that programmers work as he tells important stories about the kinds of people behind tech innovations, revealing distinctions about their characters and their craft. No hackers reading this book will fail to recognize themselves within these pages. No programmer will put it down without new thoughts actively percolating.

“The computer world is like an intellectual Wild West, in which you can shoot anyone you wish with your ideas, if you’re willing to risk the consequences. ” –from Hackers & Painters: Big Ideas from the Computer Age, by Paul Graham

We are living in the computer age, in a world increasingly designed and engineered by computer programmers and software designers, by people who call themselves hackers. Who are these people, what motivates them, and why should you care?

Consider these facts: Everything around us is turning into computers. Your typewriter is gone, replaced by a computer. Your phone has turned into a computer. So has your camera. Soon your TV will. Your car was not only designed on computers, but has more processing power in it than a room-sized mainframe did in 1970. Letters, encyclopedias, newspapers, and even your local store are being replaced by the Internet.

Hackers & Painters: Big Ideas from the Computer Age, by Paul Graham, explains this world and the motivations of the people who occupy it. In clear, thoughtful prose that draws on illuminating historical examples, Graham takes readers on an unflinching exploration into what he calls “an intellectual Wild West.”

The ideas discussed in this book will have a powerful and lasting impact on how we think, how we work, how we develop technology, and how we live. Topics include the importance of beauty in software design, how to make wealth, heresy and free speech, the programming language renaissance, the open-source movement, digital design, internet startups, and more.

Fonte: O’Reilly Media

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[in–tèr–fe–ron], ambiente sensoriale interattivo

[in–tèr–fe–ron]
Un ambiente sensoriale interattivo

http://vimeo.com/26231801

Per il secondo anno, nello spazio surreale della ex chiesa di Santa Maria delle Grazie, nella Gola del Furlo, si attua un progetto di sperimentazione e connubio tra la vocazione naturalistica propria della Riserva e i nuovi linguaggi sperimentali e artistici.

[in–tèr–fe–ron], un progetto di Lorenzo Bravi, Paolo Palma e Jonathan Pierini, riflette sul tema dello sguardo indiscreto che prende forma nella rappresentazione di simbolici punti di contatto virtuali e interferenze tra l’agire umano e animale in un determinato ambiente naturale. L’uomo osserva gli spostamenti delle diverse specie, li registra ed esamina.
Due sono le principali tipologie di materiali raccolti e reinterpretati: riprese notturne ottenute per mezzo dell’installazione di fototrappole in vari punti della Riserva, strategici per il transito della fauna locale; riprese in tempo reale dei visitatori che si confrontano con le superfici irregolari degli spazi espositivi della piccola Chiesa di Santa Maria delle Grazie, immersa nel Parco Naturale del Furlo.
Ne risulta una simulazione che sintetizza l’interdipendenza dei due soggetti e la interpreta in un allestimento ambientale dinamico.
“Non può accadere che l’uomo non sia parte della natura e non possa patire alcun mutamento all’infuori di quelli che possono essere compresi solo per mezzo della sua natura e dei quali è cosa adeguata.
Di qui segue che l’uomo necessariamente è sempre sottoposto alle passioni e segue l’ordine comune della natura e gli obbedisce e vi si accomoda per quanto lo esige la natura delle cose”
(B. Spinoza, Ethica more geometrica demonstrata)

La scorsa estate è stata allestita la mostra “La Natura e le Cose”, a cura di Stefano Verri, in cui gli autori hanno interpretato l’amenità dello spazio specifico così come quello dello spazio universale in una collettiva che ha riscosso notevole successo. Quest’anno l’evento organizzato da Riserva Naturale Statale Gola del Furlo Provincia di Pesaro Urbino, Comune di Fermignano, Pro Loco di Fermignano, con il patrocinio di Enel, è ancor più strettamente connesso all’identità dello spazio che lo ospita: quello di una Riserva Naturale che diventa struttura necessaria al progetto.

Evento organizzato da: Pro Loco di Fermignano – Comune di Fermignano –
Riserva Naturale Statale Gola del Furlo Provincia di Pesaro Urbino – con il patrocinio di ENEL

Un progetto di: Lorenzo Bravi, Paolo Palma, Jonathan Pierini

Sound Design: Giovanni Lami

Coordinamento e ricerca: Jennyfer Pierini

Luogo: Chiesa di Santa Maria delle Grazie del Furlo (Comune di Fermignano),
adiacente all’antica galleria romana, Riserva Naturale Statale Gola del Furlo Provincia di Pesaro Urbino

Evento di apertura: 23 luglio ore 18:00, con musiche di Giovanni Lami

Orari: dal 24 luglio al 15 agosto ore 9:30 – 13:00 , 14:30 – 18:00

Si ringrazia: Favini, Grafic art, MED Store Pesaro, RTE, TVS, Videociak
Info: jepierini@hotmail.com
http://www.facebook.com/event.php?eid=162581563813715