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Archive for July 15, 2011

Costa Rica, fiume si dilegua dopo un terremoto

13 luglio 2011 – COSTA RICA – Upala e’ stata scossa da un terremoto di magnitudo 5,3  che ha colpito la cittadina provocando cadute di scaffali nei supermercati e suppellettili in alcune abitazioni. Non sono stati segnalati danni gravi ma più tardi nel pomeriggio, è stato scoperto qualcosa di veramente strano.

Un notiziario locale ha riportato che in un quartiere vicino all’epicentro e’ scomparso un fiume. Pare che nei momenti successivi al terremoto, il fiume sia come scomparso dalla faccia della Terra. I cittadini interessati sono stati intervistati e hanno espresso preoccupazione per la perdita di questa fornitura d’acqua consistente per il territorio. Non solo questo colpisce gli esseri umani, ma anche il bestiame allevato nella zona. Inoltre c’e stato un ulteriore terremoto di 4,8 registrato nel Guanacaste vicino a Santa Rosa de Bagaces oggi. OVSICORI, l’osservatorio geologico, ha registrato oltre 4789 scosse in Costa Rica superiore a 1,0 gradi della scala Richter. Tutti questi terremoti e pioggie record stanno creando preoccupazione per le aree lungo la costa del Pacifico per le frane.

Fonte: Terra Real Time

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Nostradamus, profezia sulla presunta morte del Papa Benedetto XVI

July 15, 2011 4 comments

Papa Benedetto XVI morirà entro il 2012: ecco la profezia rivelata dall’esperto Luciano Sampietro durante la cena del Rotary Club.

VITTORIO VENETO – La cena del Rotary Club di Montebelluna, svoltasi ieri sera a Vittorio Veneto presso l’Hotel Terme si è conclusa con una rivelazione sorprendente da parte di Luciano Sampietro, avvocato di Trieste, autore della rivoluzionaria interpretazione delle profezie di Nostradamus.

Dopo una dettagliata spiegazione e le domande incuriosite degli ospiti ha rivelato il significato di una quartina della profezia: Papa Benedetto XVI morirà nel dicembre del 2012. Luciano Sampietro nel suo libro “Nostradamus. Settimo Millennio” propone un’interpretazione basata sul riordinamento cronologico delle quartine, spostando, lungo la “banda” cronologica della storia umana, l’inizio e la fine dei sette millenni di cui scriveva Nostradamus. E d’un tratto, secondo l’autore, quelle quartine incomprensibili diventano parole, frasi che ci raccontano eventi già accaduti e ci rivelano terribili scenari che ci riserva il prossimo futuro, come l’annuncio di ieri sera sulla morte di Papa Ratzinger, il 265° Papa della Chiesa cattolica.

I detrattori del famoso veggente hanno sempre sostenuto che le sue profezie siano un’inutile accozzaglia di frasi senza senso, Sampietro, ammette la possibilità che la collocazione di alcuni singoli avvenimenti potrebbe essere errata ma insiste sul fatto che la cronologia è complessivamente poco contestabile, aggiungendo che le profezie di Nostradamus si concluderanno nel giugno del 2025, punto di partenza a cui seguirà un millennio di pace. Possiamo stare tranquilli almeno fino a dicembre del 2012, poi i nodi verranno al pettine: verificheremo, senza particolari codifiche, se la profezia di Nostradamus, o almeno una quartina delle tante catastrofiche sia veritiera. Poi ognuno valuterà se sia il caso di preoccuparsi!

Fonte: Oggi Treviso

“Scott Pilgrim vs. the World” di Edgar Wright (2010)

July 15, 2011 Leave a comment

Scott Pilgrim vs. the World è un film a colori di genere commedia della durata di 112 min. diretto da Edgar Wright e interpretato daMichael Cera, Anna Kendrick, Chris Evans, Brandon Routh, Mary Elizabeth Winstead, Alison Pill, Mae Whitman, Jason Schwartzman, Brie Larson, Kieran Culkin.
Prodotto nel 2010 in USA – uscita originale: 13 agosto 2010 (USA) – e distribuito in Italia da Universal Pictures il 19 novembre 2010.

Il ventiduenne Scott Pilgrim è il bassista di un gruppo garage di Toronto, i Sex Bob-omb. Dopo aver incontrato la ragazza dei suoi sogni, l’elusiva e misteriosa Ramona Flowers, Scott scopre suo malgrado di dover sconfiggere una schiera di sette malvagi ex fidanzati della ragazza per poterla frequentare liberamente.

Per calarsi nel mondo normale di un ragazzo normale filtrato dalla sua folle immaginazione. Per lasciarsi trascinare da un’action comedy che mette insieme e sullo stesso piano l’amore, la commedia, l’azione e il fantasy.

Life is just a (video)game

a cura di Roberto Castrogiovanni

Edgar Wright attinge ancora una volta alle convenzioni di un genere, in questo caso la teen-comedy, per innovarle stilisticamente attraverso la contaminazione con altri linguaggi. Con ‘Scott Pilgrim vs. the World’ realizza una delle trasposizioni più efficaci dell’immaginario dei videogiochi applicato al cinema.

Cos’è la vita se non una corsa frenetica per passare al livello successivo? Un percorso a ostacoli, in cui è necessario progredire acquisendo abilità o competenze sempre maggiori? Uno scontro continuo, dove bisogna difendersi da nemici progressivamente più agguerriti e caparbi? La generazione dei “nativi digitali” (quella cioè nata e cresciuta a stretto contatto con dispositivi elettronici come computer e console) ha ormai introiettato le logiche dei sistemi informatici fino a concepire la propria stessa esistenza entro gli schemi rigidi e ricorsivi del pensiero binario. Al punto che i confini tra realtà materiale e virtuale cominciano ormai a perdere di significato. Il fumettista canadese Bryan Lee O’Malley, nato nel 1979, è un perfetto esemplare della tribù degli “esseri digitali”, per dirla come Nicholas Negroponte. La sua graphic novel più apprezzata ha per protagonista l’imbranato ventitreenne Scott Pilgrim, bassista di un’improvvisata garage band, che per conquistare l’adorata Ramona Flowers dovrà sconfiggere in duello i suoi sette temibili ex ragazzi. È fuor di dubbio che Scott sia cresciuto negli anni Ottanta (quelli in cui imperversavano le console a 8-bit di Nintendo e Sega e i cabinati a gettone delle sale giochi, mentre i manga e gli anime giapponesi avevano già invaso l’Occidente) e l’intera sua esistenza è totalmente imbevuta della sottoculturageek.

‘operazione compiuta da O’Malley è per certi versi molto simile alla vena postmodernista di Joss Whedon, il quale ha riproposto nei suoi lavori le eterne tematiche adolescenziali, declinandole però secondo i nuovi linguaggi della pop-culture e ispirandosi soprattutto alle forme artistiche più bistrattate dalla critica come B-movies, fumetti e videogiochi. In mancanza di Whedon, tuttavia, risulta calzante la scelta di affidare l’adattamento cinematografico della saga di Scott Pilgrim al britannico Edgar Wright, classe 1974, che già si era dimostrato capace di riflettere con acume e ironia sulle convenzioni dei generi cinematografici.
Anche in Scott Pilgrim vs. the World Wright attinge alle consuetudini di un genere (in questo caso tutti gli stereotipi della teen-comedy) per innovarle dal punto di vista stilistico attraverso l’ibridazione con elementi inconsueti (questa volta gli stilemi dei videogame). Il risultato è analogo a quanto compiuto dal regista con le sue precedenti incursioni nell’horror (L’alba dei morti dementi – Shaun of the Dead, ma anche l’esilarante finto trailer Don’t in Grindhouse) e nell’action (Hot Fuzz): brillante, sincopato, istrionico, originale in ogni singola inquadratura.
Lo stesso discorso vale per il cast: Wright dimostra ancora una volta di saper scegliere gli interpreti più adeguati, non solo per quanto riguarda i protagonistiMichael Cera e Mary Elizabeth Winstead, ma forse soprattutto per i comprimari (Brandon Routh nel ruolo di un rintronato bassista vegano, Chris Evans in quello di un egocentrico divo dell’action e Jason Schwartzmannelle vesti un odioso impresario discografico). Ma quel che più conta è che Scott Pilgrim vs. the World rappresenta senza dubbio una delle trasposizioni più efficaci al cinema di un certo tipo di immaginario da videogames (in particolare quello retrò di un paio di decenni fa).

A partire dal logo introduttivo della Universal realizzato in 8-bit, lo spettatore è immerso in una realtà che, pur recuperando anche l’espressività grafica del fumetto, riprende soprattutto con accuratezza tutte le caratteristiche tipiche del videogioco: progressione narrativa strutturata su livelli di difficoltà crescente; elementi grafici (come scritte onomatopeiche, simboli e icone) che irrompono dinamicamente e interattivamente nella scena; riproposizione di alcune figure retoriche come la perdita di una “vita” che fa ritornare nello scenario precedente, o l’utilizzo di “password” per sbloccare ambientazioni. Nonostante le citazioni videoludiche abbondino (da Super Mario a Zelda, fino ai più moderni “picchiaduro” e aGuitar Hero) Scott Pilgrim vs. the World non rinuncia comunque mai al gusto del racconto e all’empatia per i personaggi tipica del cinema di genere, realizzando così una fusione perfetta tra i due diversi linguaggi mediali.

Fonte: Movieplayer.it

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“Perimetro Di Paura” di Eric Red [2008]

July 15, 2011 Leave a comment

Marnie ha ucciso suo marito e per questo è condannata a rimanere in casa sua per un anno. Nulla di preoccupante se non fosse che lo spirito del marito la stava aspettando per vendicarsi…
Su questa base si sviluppa uno dei thriller/horror più biechi che si siano visti negli ultimi vent’anni.
Tutto è finalizzato a sorprendere […] lo spettatore tramite [poco] astuti trucchi registici.
I personaggi, perlopiù la protagonista perché gli altri attori sono mere comparse, agiscono come se parlassero direttamente allo spettatore non come se interagissero fra di loro o se stessero effettuando qualche azione nella loro solitudine. Commentini pseudo-sarcarstici della protagonista sono sparsi un po’ qua e un po’ là per sottolineare allo spettatore quella che era già tremendamente palesato dall’immagine.
E così anche le trovate più “terrificanti”. Il fantasma del marito che ogni tanto appare dal nulla ha una cadenza regolare nel manifestarsi e prima che ciò accada tutte le condizioni ambientali erano state ben preparate per avvertirci dell’imminente avvenimento: elettricità che va via da un momento all’altro, candele che si spengono, passi che si sentono al piano di sopra… insomma, le solite cose che non spaventano più nemmeno un bambino.
Eppure il regista gioca tutta la pellicola sua questi ristagnanti espedienti intercalati a entrate in scena paradossali dei personaggi di contorno.
Persino le scelte effettuate durante le vicende dalla protagonista, piuttosto che dal poliziotto o dal vicino di casa cadono in un ridicolo imbarazzante per lo spettatore stesso che non potrà non domandarsi con quale criterio uno sceneggiatore che si siede alla sua scrivania per inventare una storia, non riesca ad accorgersi della sua inettitudine all’atto della creazione.
Se una storia è già stata scritta, inscenata e prodotta otto milioni di volte, con che supremo atto d’intelligenza se ne scrive un’altra identica alle precedenti, la si inscena come tutte le precedenti e infine la si produce?
Nemmeno la fotografia che spesso riesce a salvarsi in questo tipo di opere risulta comprensibile. Tutte le luci della casa sono spente, le finestre sbarrate, fuori c’è il temporale… eppure sulla protagonista continua a risplendere una luce diurna che ci permette di vedere ogni dettaglio della stanza.
E come sempre, purtroppo, accade in questo tipo di produzioni di bassissimo livello è all’impianto sonoro che si affidano i momenti di “paura”, tramite urla e porte che sbattono improvvisamente. Si cerca di far trasalire lo spettatore con diecimila decibel perché con l’immagine proprio non c’è la possibilità di farlo.
Ecco quindi che la forza dell’immagine, quella per la quale è nato il cinematografo, svanisce come il fantasma ectoplasmatico del film. Tutto ciò che vediamo è una protagonista con l’acconciatura sempre perfetta e la spallina costantemente scoperta, che si muove in un ambiente ripetitivo e monotono dove un mobile trema da solo [uh, che paura.] e un fantasma fa capolino qua e là. Ah, alla fine brucia tutto, tanto per essere originali…Che tristezza osservare una tale vaghezza cinematografica…

Danilo Cardone

Fonte: Cinefobie

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“Moana Lisa Cyberpunk” di Roberto Guerra, Edizioni Diversa Sintonia

Titolo: MOANA LISA CYBERPUNK
Autore: ROBERTO GUERRA
Collana: NARRATIVA ESSENZA
Pagine: 126
ISBN: 978-88-96086-07-0
Prefazione: Graziano Cecchini
Prezzo: 12.00 €

Graziano Cecchini “Rosso Trevi”
… Roberto Guerra torna ora alla letteratura pura,  con queste fiabe futuriste, provocatorie e di raro equilibrio,  erotismo quasi cybersex eppure squisitamente liriche…

Riccardo Campa
… esiste tuttora un movimento nominalmente futurista:  uno degli esponenti più attivi di questo movimento è senza dubbio il poeta Roberto Guerra…

Marco Milani
… Roby Guerra è un artista puro: ‘genio e sregolatezza’. Guerra è un Futurista e ‘Moana’ una sua opera d’arte…

Ugo Spezza
… Roberto Guerra integra la cibernetica di Norbert Wiener con ‘2001 Odissea nello spazio’ di Clarke/Kubrick  per finire alle citazioni di un futurista puro  come Majakovskij, definito “cyberprofeta”…

LA DOLCE VITA ELETTRONICA
Quando il 17.10.2007 rilanciai il futurismo con la fortunata performance di Roma, colorando la Fontana Rossa di Trevi, simbolo della Dolce Vita italiana (da Fellini a Anita Ekberg…), non potevo certo immaginare d’incontrare, tra i miei compagni complici per il Futurismo del XXI secolo, un neofuturista dal nome assolutamente futurista come… Guerra! Un’affinità elettronica che ha già dato esiti assai molto interessanti, dal centenario di Ferrara alla sinergia con gli amici scienziati transumanisti, a riviste on line, blog e molto altro.
Oggi sono lieto di collaudare la nuova opera cartacea di Roberto Guerra, prototipo del nuovo “Futurismo Rosso Trevi”: Guerra, dapprima poeta, poi saggista, torna ora alla letteratura pura, con queste fiabe futuriste, provocatorie e di raro equilibrio, erotismo quasi cybersex eppure squisitamente liriche. La letteratura senza fili, in wireless, riparte: la fontana rossa, letteralmente, a luci rosse, zampilla in questi microracconti, rapidissimi, simultanei, non a caso dedicati a Moana Pozzi, la più rivoluzionaria erede contemporanea della futurista Valentine de Saint-Point, celebre e scandalosa autrice di Manifesti sulla Donna Futurista (ad esempio Elogio della Lussuria), a suo tempo, precursori e oltre del cosiddetto femminismo contemporaneo.
E Moana vista anche come password, per – come ho evocato con la Fontana Rossa – altre Lune Rosse, allo zenith misconosciuto del desiderio femminile (note o immaginarie, da Paris Hilton a Brigitte Bardot a Marilyn Monroe… a Biancaneve, Alice, Cat Woman… a Lucrezia Borgia), contro la menopausa della casta culturale italiana, ancora notoriamente passatista.
Fantascienza porno soft, questo Moana Lisa Cyberpunk di Guerra, futurismo elettronico e siderale, la parola quasi come webcam alla velocità del gigabyte, il sorriso orgasmo di un’altra antitradizione italiana che viene persino dal più grande dei geni italiani che fece dell’Idea futurista “Pensiero+Azione” il suo metodo alcuni secoli fa. Quanto è ancora putrefatta la cultura italiana, alla luce di Monna Lisa, Leonardo da Vinci e del Futurismo? Roby Futur Guerra, con queste fiabe non narra nulla secondo gli stereotipi letterari o artistici, magari anche quelli di Bonita Oliva (con la a!).
Sono parole colori fatti in libertà! Un altro sogno che diventa Azione Futurista. Sulla stessa rotta del mio sogno diventato Realtà con la Fontana Rossa.
Noi futuristi saremo sempre vandali e barbari alla ricerca della rivoluzione. Perduta? Al contrario, oggi la cloniamo! FGM, fiabe geneticamente modificate, gli zampilli rossi della Fontana animati in 3D addosso a Moana e a tutte le donne del 2000, bambole intelligenti e mai sazie di desideri futuri!

Graziano Cecchini “Rosso Trevi”

Fonte: Edizioni Diversa Sintonia

Turchia, prima centrale ibrida nel 2015

Sarà il primo esempio al mondo di centrale elettrica ibrida. L’annuncio è stato dato dalla General Electric la quale si propone di creare in Turchia entro il 2015, la prima centrale per la produzione di energia che unirà la tecnologia del gas con delle turbine eoliche e una torre solare a concentrazione ed avrà una potenza di 530 megawatt. La centrale, stando alle comunicazioni dell’azienda propositrice, sarà anche competitiva economicamente e non richiederà alcun sussidio da parte dello stato. Nel comunicato emanato dalla General Electric si legge: “Accoppiare una turbina a gas con un generatore eolico può abbattere i costi di quest’ultimo, perché i due sistemi possono condividere una parte dei sistemi di controllo e delle connessioni alla rete elettrica, e inoltre il gas può compensare le variazioni del vento la torre solare concentra l’energia e produce vapore che può essere inserito nel ciclo della turbina a gas per aumentarne la potenza”.

Carla Liberatore

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“Il Giardino delle Baccanti”, III Edizione Moda e Architettura

III° EDIZIONE MODA & ARCHITETTURA “IL GIARDINO DELLE BACCANTI”
L’Alta Moda Ritorna in provincia di Ragusa……
Il 31 Luglio 2011 alle ore 21.30 sarà presentata la III° Edizione di Moda & Architettura dal Titolo “ Il Giardino delle Baccanti”. L’evento si svolgerà presso Le Dimore Del Valentino a Sampieri, scenografica location di suggestiva bellezza, ricavate da un’antica Masseria del 1861  e con passione restaurate, grazie al recupero di materiali e utensili d’epoca. Esse sorgono all’interno di un meraviglioso vivaio, circondate da secolari carrubi e suggestivi cactus: luogo di incredibile bellezza e di notevole interesse artistico, la vecchia Masseria, costruzione caratteristica del nostro paesaggio ibleo, recuperata e ritornata a rivivere in tutto il suo splendore.
L’evento è organizzato in collaborazione con Confeserfidi, Banca Mediolanum e il prestigioso marchio Toni and Guy.
“Moda e architettura” è un progetto che ha come tema la città di Scicli: un percorso lungo gli spazi dismessi, dimenticati, eppure di grande valenza storico paesaggistica.
E’ questa la mission dell’iniziativa che, dopo la felice esperienza del 2009, tenutasi nel parco delle grotte di Chiafura a Scicli, e del 2010, tenutasi presso il Museo della Pietra a Sampieri, fa tappa quest’anno alle Dimore del Valentino a Sampieri. Sp. 66 Sampieri Marina di modica km1 SCICLI (RG)
Un’estemporanea vivente, in cui gli abiti di alta moda, bellissime modelle fluttuano e ondeggiano fra le architetture e i giardini della masseria, luogo di grande fascino scenico.
I fashion Designers che animeranno la serata presentando le loro collezioni sono: il catanese Salvo Presti, il comisano Almacesco e il catanese Stefano Scannapieco.
ATOMO e’ la collezione presentata da Salvo Presti. “un atomo colpito da un fascio di energia genera una deflagrazione dovuta al cambiamento di orbita dell’ultimo elettrone; questo fa si che si produca energia.” la collezione Salvo Presti è stata prodotta da un’esplosione di energia positiva, che ha ritorto, distorto, intrecciato e deformato i tessuti in evoluzioni scultoree di taffetà e mikado di seta, e in fluidi volteggi di satin e creponne di seta! come nella street art newyorkese, i colori sono fluorescenti e accesi: i viola lacca, i rosa shocking, i turchesi brillanti e i verdi acidi si mischiano in un vortice caleidoscopico di colori per accendere una nuova femminilità, fatta di trasparenti camice di pizzo, fluidi pantapigiami di satin, morbide bluse di creponne e scultorei abiti di mikado e taffetà, tutto contraddistinto dallo stile e dal glamour dello studio 54!
La Collezione di Almacesco alternativamente Haute Couture propone abiti dalla bellezza a valenza ambientalista, dove s’intravedono, nella fusione tra elementi tradizionali e sguardo al futuro, alcuni dei materiali riutilizzati. Il vintage di Almacesco fresco, raffinato e intelligente suggerisce, allo stesso tempo, un genere essenzialmente ‘povero’.  I capi dalle nuances dei bruciati con qualche tocco di nero, ripercorrono linee libere e morbide che a volte si sfilacciano contrastando lo stile originariamente composto e classico. Il gioco del vedo e non vedo, i tratti di non rifinito e la ricercata antitesi dei tessuti e dei materiali, dal pizzo francese, il tulle ricamato, il georgette, alla corda e  la iuta, si coniugano nella resa di abiti in parte scenografici. E, ancora, come sempre, i particolari e i dettagli si aggiungono a inseguire un’eleganza davvero differente.
In sintonia con l’originale idea, la collezione è accompagnata da interessanti borse realizzate sempre da Almacesco; sono accessori eleganti e frivoli così come pratici e poveri che hanno voluto integrare, se non rafforzare, il concetto d’origine.
“Ritorno In Sicilia” è la collezione 2011 presentata dal fashion designer Stefano Scannapieco. Una collezione fortemente ispirata alla tradizione e ai classici abiti indossati dalle donne della Sicilia del dopoguerra.
Bustini e corsetti diventano elementi essenziali del guardaroba di una donna, che più che mai vuole essere glamour,pur rifacendosi alla tradizione.
Il pizzo diventa il Leit Motiv di tutta la collezione,indossato in qualsiasi ora del giorno.. Vecchi scialli recuperati dai bauli delle case padronali,una volta indossati per andare a messa la domenica mattina,diventano adesso elementi decorativi..e gocce di vecchi lampadari rotti danno vita a scintillanti collane e orecchini..
L’iniziativa è patrocinata dalla Regione Siciliana e dalla Provincia regionale di Ragusa.
Gli allestimenti ornamentali realizzati con piante grasse ed esotiche sono curate dal Vivaio del Valentino.
Si ringraziano: Le Dimore del Valentino, Artingiancassa Gruppo BNP Paribas, Conad Donnalucata,  Beasy Bureau, Turi Greco, Alosha Giuseppe Marino e Compagnia Tecne, Fiocchi di Riso, Studio Scenografie 39, Barocco Modicasa, Elio Servizi noleggio,  Ristorante al Galeone, Villa Di Pasquale, Studio Marcom.

Fonte: BlogModa


“Virtù e Peccato” di AA.VV, ARPANet

Autori: Roberto Bianchi, Laura Bonelli, Euro Carello, Lia Cervone, Valeria Ferracuti, Elisabetta Fiorito, Giulia Maria Granelli, Chiara Gobbicchi, Luca Iorio, Fabio Mundadori, Marco Panini, Rosalba Panzieri, Angela Pasini, Barbara Rosenberg, Roberta Sirignano, Ilaria Tuti, Roberto Vaccari

Editore: ARPANet

ISBN 978-88-7426-086-7
Prezzo di copertina: euro 12,00

Un libro double-face da aprire, sfogliare e capovolgere con un gesto della mano per raggiungere, alternativamente, sentimento e passione, desiderio e peccato.

Una vita rigorosamente virtuosa può condurre a un’esistenza fatta di esperienze non vissute: occasioni perse, parole non dette. Mentre peccare è un’arte, e saper peccare probabilmente una virtù. D’altra parte, assaporare avidamente la vita può consumarla troppo in fretta. Allora è proprio vero che la Virtù sta nel mezzo? Nelle pagine di questo libro, in verità, si trova in principio. Ma il volume è double-face e, in uno spazio in cui i due opposti si incontrano, due sono gli incipit: infatti, chi potrebbe dire se dalla Virtù origina il Peccato, o viceversa?

Fonte: Edizioni ARPANet

Fukushima, acqua radioattiva scovata nel sottosuolo

Il governo giapponese ha già avviato un sistema di decontaminazione dell’acqua per recuperare i liquidi di raffreddamento stabile dei reattori. La quantità di acqua radioattiva fuoriuscita da un deposito di stoccaggio della centrale è pari a circa 15 tonnellate e si è riversata nel sottosuolo. La notizia è stata resa nota dall’agenzia nipponica per la sicurezza nucleare la quale nell’ambito dell’apposita conferenza stampa si è affrettata ad affermare che la perdita è stata già risolta in tempi brevissimi.

Carla Liberatore

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24 Themis, ghiaccio e molecole organiche sull’asteroide

Per la prima volta sono stati scoperti sulla superficie di un asteroide ghiaccio d’acqua e composti organici primari. La scoperta, pubblicata su Nature, rafforza l’ipotesi che gli asteroidi e non solo le comete potrebbero aver portato acqua e i materiali base per la formazione della vita sulla Terra.

L’asteroide studiato da due distinti team di ricercatori Usa è 24 Themis, uno dei più grandi (ha un diametro di 200 km) che si trova nella fascia compresa fra Marte e Giove. I gruppi, coordinati da Andrew Rivkin della università Johns Hopkins e da Humberto Campins della università della Florida Centrale, grazie alle osservazioni condotte con gli strumenti a infrarossi del telescopio della Nasa sul picco Mauna Kea, nelle Hawaii hanno individuato una pellicola di ghiaccio che avvolge tutto l’asteroide al cui interno si trovano lunghe e complesse catene di materiale carbonaceo.

Intrappolate nei meteoriti, queste molecole, «potrebbero essere cadute sulla Terra dando un calcio d’inizio allo sviluppo della vita», ha osservato uno degli autori, Joshua Emery della università Johns Hopkins. Gli asteroidi, quindi, potrebbero aver seminato entrambi gli ingredienti della vita sulla Terra, acqua e molecole organiche.

Si ritiene, infatti, che la Terra sia nata “asciutta” perché situata in una fascia troppo calda da permettere al vapore d’acqua del nascente Sistema Solare di condensarsi come ghiaccio e depositarsi sul nostro pianeta durante la sua formazione. E quindi l’acqua, secondo gli scienziati, deve essere stata trasportata dall’esterno, per esempio dall’impatto di oggetti come asteroidi o comete. Ma la teoria delle comete è stata messa in dubbio dalle analisi sul ghiaccio scoperto su di esse che contiene isotopi diversi da quelli dell’acqua terrestre.

Per scoprire i segreti del ghiaccio d’acqua di 24 Themis e verificare l’ipotesi che siano stati asteroidi come questo a portare l’acqua sulla Terra, ha osservato l’astrofisico britannico Henry Hsieh della Queen’s University Belfast, occorrerebbe una missione spaziale per analizzare campioni di ghiaccio dall’asteroide e confrontarli con l’acqua della Terra.

Fonte: Centro Ufologico Taranto Magazine

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