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Archive for July 9, 2011

“La colpa di scrivere” di Anna Laura Cittadino, recensione di Marzia Carocci

Un romanzo scritto con padronanza descrittiva, una semantica molto visiva, dove ogni luogo diventa cartolina, ogni dialogo si fa voce e ogni parola si scioglie in poetica espressione.

Anna Laura Cittadino ci riporta in un periodo storico e in un ambiente nel quale l’alfabetizzazione e la cultura apriva la parentesi solo a pochi e certamente non destinata alla popolazione femminile .

Qui, Nina, giovane ragazza, figlia di contadini, sente la necessità e il bisogno quasi fisico alla conoscenza del sapere, al desiderio d’imparare a leggere e a scrivere per il gusto proprio dell’apprendimento.

Ciò le imporrà la fuga dalla sua famiglia e dalla sua gente che la critica, la umilia, la giudica.

Ella scapperà con l’uomo maturo che ha conosciuto, che le promette di aiutarla in questa sua passione. Nina, scioglierà quelle catene che la rendono automa involontario di un mondo egoista e crudele, che non le dona la possibilità di sognare e di essere semplicemente una donna che comprende.

Un libro che è viaggio all’interno di un desiderio, quello del poter decidere e di esistere , quello di sentirsi parte di un mondo che accetta e condivide.

Si parlerà di amore, sentimento forte e passionale che fra Nina e Umberto entra prepotente al di là della differenza anagrafica, al di là del conformismo usuale; amore  dell’essenza vitale, della passione carnale, della simbiosi mentale.

Pagine e pagine di vissuto, di rimembranze, di ostacoli e attese, pensieri che ci lasciano riflettere sulle difficoltà della vita stessa, dove gli ostacoli non ci permettono lunghi passi o scelte; dove la vita non è sempre sognare.

Il libro di Anna Laura Cittadino è un itinerario nel sentimento e nella conquista, nella passione e nella presa coscienza dove la consapevolezza a volte fa male ma aiuta a crescere malgrado tutto.

Un percorso senza freni o slanci, alla conquista della libertà, dell’amore che spesso non ha il volto della felicità e dell’eternità.

Il lettore sarà catturato dalla prima all’ultima riga, dove si sentirà coinvolto e partecipe, dove terrà per mano il personaggio di Nina, eroina di volontà e d’intraprendenza, donna forte oltre le difficoltà nella conquista della propria vita, fra sospiri e vittorie, tra agonie e sconfitte.

Anna Laura cittadino, è un’autrice che sa come trasportarci nelle proprie emozioni e questo grazie alla sua “COLPA DI SCRIVERE” che rende meravigliosamente canto!

Marzia Carocci (critico letterario recensionista-scrittrice)

Fonte: Oubliettemagazine

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“Nelle trappole del cuore” di Pasquale Francischetti, recensione di Marzia Carocci

Una vita musicata di poesia, passi che lentamente prendono il cammino, quello fatto di tempo, di emozioni e rimembranze tatuate nel cuore.

Quella di Pasquale Francischetti è poesia pura, come pura è l’essenza di cui lui scrive,quell’essenza dove l’olezzo è quello della famiglia, dell’affetto, di una fede che si pone domande per la ricerca di speranza e certezza, per il desiderio profondo di spiritualità; quesiti di un uomo che dell’amore e del rispetto di chi ama ,ne ha fatto poesia e incanto.

L’autore ci propone le sue liriche con un’ottima preparazione tecnica-semantica, egli sa, fra iterazioni e figure retoriche, rendere il proprio cantico “visivo” ed estremamente musicale, il verso, sarà ricco di carica emozionale.

Attraverso la sua poetica, Pasquale Francischetti,ci presenterà uno ad uno i suoi pilastri di vissuto, quei pilasti che sanno di mamma, di padre, di una compagna amata e di una famiglia adorata, egli non dimenticherà i luoghi, gli ambienti a lui cari, momenti eterni di un vissuto, mai scolorito nel tempo.

Carezzerà col verso la sua adorata Napoli, che lo ha amato, cullato e visto crescere, in particolare regalerà un quadro descrittivo del suo amato quartiere di San Giovanni a Teduccio .

Introspezioni continue,in un viaggio fra “le trappole del cuore”,un viaggio nell’ego più profondo, alla ricerca di miniature d’un tempo, di tasselli di vita, di emozioni assorbite e mai sfumate nell’anima!

Un poeta dei nostri giorni, un autore

che è sopra alle righe, sia per destrezza descrittiva ma sopratutto per emozionalità, perchè egli, sa veramente donare ogni palpito del suo cuore,si espone totalmente senza alcuna retorica, senza nessuna maschera.

Dalla sua poesia il sentimento si materializza e prende corpo diventando pensiero di carta, dove ogni lettore ne avrà immemore ricordo

Marzia Carocci

Fonte: Oubliettemagazine

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“Cowboys & Aliens” di Jon Favreau (2011)

July 9, 2011 Leave a comment

Cowboys & Aliens è un film a colori di genere animazione, azione, fantascienza, fantastico, guerra, western diretto da Jon Favreau e interpretato da Daniel Craig, Jon Favreau, Olivia Wilde, Harrison Ford, Sam Rockwell, Abigail Spencer.
Prodotto nel 2011 in USA e distribuito in Italia da Universal Pictures il 14 ottobre 2011.

1873. Territorio dell’Arizona. Uno straniero senza alcuna memoria del proprio passato s’imbatte nella deserta città di Absolution. Ben presto l’uomo scopre che gli abitanti di Absolution non accolgono bene gli stranieri e nessuno di loro fa una mossa finché non glielo ordina con il pugno di ferro il Colonnello Dolarhyde. E’ una città che vive nella paura. Ma Absolution sta per scoprire di dover temere qualcosa che a malapena comprenderà: la città desolata viene attaccata dagli alieni. I predoni piovono dalle stelle a una velocità inaudita rapendo le persone, una a una, per mezzo di luci accecanti. Toccherà proprio allo straniero, dapprima osteggiato, salvare la città. Nell’operazione l’uomo comincerà a riacquistare la memoria e realizzerà di custodire un segreto che potrebbe dare alla città una chance di lotta contro gli alieni. Con l’aiuto dell’elusiva viaggiatrice Ella, metterà insieme una squadra composta dagli abitanti del paese e dai loro acerrimi nemici di sempre, fuorilegge e guerrieri Apache, uniti contro un nemico comune.

Fonte: Movieplayer.it

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Mariano Sabatini, web e i giornalisti ne assumono le difese

La storia è ormai nota. Il giornalista e critico televisivo Mariano Sabatini nell’esercizio delle sue funzioni sul sito di Tiscali dove ha una rubrica di critica televisiva, ha definito Salvo Sottile un telebecchino. Il motivo? Secondo Sabatini la trasmissione 4 grado – trasmessa da Rete 4 – è il classico format che sguazza nel dolore umano di chi ha perso dei familiari per mano di altri – vedi il caso di Sarah Scazzi – e, sempre dalla critica di Sabatini si evince che Salvo Sottile sia una sorta di cerimoniere che in questo dolore sguazza molto bene. Una critica, per l’appunto. Sottile però si è convinto che l’appellativo di telebecchino – ossia di colui che si aggira per cimiteri tra cadaveri nella versione, però, quarto potere – sia un’offesa e un insulto pertanto ha querelato Sabatini chiedendogli un milione di euro. Chi fa televisione – e in generale i personaggi pubblici che dal proprio essere visibili traggono, oltre al denaro, anche benefici e privilegi non accessibili ai comuni mortali – dimentica a volte che se ci si espone, tanto più pubblicamente, si può essere soggetti a critiche. In particolare, in questo caso, la critica non è rivolta alla persona, ma al personaggio e ai valori che incarna andando in video in un format simile. Non solo: chi fa il giornalista sa di essere potenzialmente a rischio qualsiasi cosa scriva. Chiunque infatti può rilasciare delle dichiarazioni e negare di averle fatte querelando il cronista. Pertanto, la responsabilità, nella maggior parte dei casi, è più che adottata dai giornalisti quando scrivono. Le querele, spesso, non arrivano in tribunale e, tra l’altro, non è nemmeno detto che il querelante vinca. La querela è un’arma odiosa spesso usata dai potenti e da chi ha la coda di paglia per minacciare e fare tacere coloro i quali hanno deciso di non tacere per professione. Il fatto che sia un giornalista il querelante rende il gesto ancor più brutto. Ma internet è democratica, pertanto già molti giornalisti e intellettuali, sulla pagina di Facebook di Sabatini hanno manifestato solidarietà al critico tv per l’ingiustizia subita: Camillo Langone, Camilla Baresani, Gabriella Sassone, Paolo Bianchi e persino, anche se indirettamente Vittorio Zincone che in una sua intervista sulle pagine di Sette, come ultima domanda alla moglie di Sottile, Sara Varetto nuovo direttore di SkyTg ha chiesto all’anchorwoman se non ritenesse un po’ eccessiva la richiesta del marito.

http://notizie.tiscali.it/articoli/collaboratori/marianosabatini/11/2/quarto-grado.html

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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“Todo o Nada”, Mario Testino espone a Roma

Dopo essere stata ospitata al Museo Thyssen Bornemisza, la mostra fotografica Todo o Nada, che espone le opere del’italo-peruviano Mario Testino inaugura a Roma, nello spazio della Fondazione Memmo a Palazzo Ruspoli. Dell’esposizione madrileña ne avevamo giá parlato a ottobre.

Visitabile fino al 23 novembre 2011, si colloca all’interno dell’appuntamento estivo di ALTAROMA ALTAMODA, una serie di eventi di arte e moda, sfilate che si tengono dall’8 all’11 luglio a Roma.

Fonte: Noisymag

Luigi Ontani – RossinAria, Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro

Pesaro – Il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro è lieto di ospitare la mostra personale di Luigi Ontani, uno degli artisti italiani più affermati a livello internazionale, a cura di Ludovico Pratesi.
La mostra di Ontani è suddivisa in due momenti diversi, legati ai tableaux vivants, gli autoritratti fotografici che l’artista realizza a partire dagli anni Settanta, nei quali interpreta miti e personaggi della storia dell’arte, ed alle opere in ceramica, dedicate a personaggi celebri del passato, da Dante Alighieri a Jackson Pollock , presentati alla Pescheria in omaggio alla città di Pesaro, uno dei centri italiani di maggior rilievo per la produzione di ceramica artistica fin dal Medioevo.
Il percorso espositivo, concepito dall’artista appositamente per il Centro Arti Visive Pescheria, comincia nel Loggiato, dove sfilano lungo la parete 4 fotoceramiche, che rappresentano l’Ecce homo, il Narcigiuda, San Paolo e San Sebastiano.
Al centro dello spazio sono posizionate otto Ermestetiche, sculture in ceramica di grandi dimensioni dedicate a personalità significative della storia, che riprendono lo stile dell’arte classica romana. Tra le erme spicca quella dedicata da Ontani a Gioachino Rossini e realizzata appositamente per Pesaro, città natale del compositore, che organizza ogni anno il Festival Rossiniano, uno degli appuntamenti internazionali di maggior prestigio per l’opera italiana. Durante il Festival Rossiniano 2011 l’erma di Gioachino Rossini verrà trasferita nel foyer del Teatro Rossini, per sottolineare l’importanza dell’omaggio al musicista pesarese.
Al centro della Chiesa del Suffragio l’artista presenta Ermafrodito mignolo, una scultura in ceramica di grandi dimensioni, mentre alle pareti troviamo i Vizi Capitelli, una serie di capitelli in ceramica ispirati ai vizi capitali e realizzati in occasione della mostra.
Il catalogo, pubblicato da Silvana Editoriale, contiene un saggio di Ludovico Pratesi, un’intervista all’artista di Anna Villari e le immagini delle opere esposte.

Luigi Ontani nasce nel 1943 nasce a Montovolo di Grizzana Morandi presso Vergato (BO) Dalla fine degli anni ’60 ha contribuito al riposizionamento del linguaggio figurativo all’interno delle pratiche artistiche contemporanee attraverso fotografie, performance e tableaux-vivants, sculture, installazioni e disegni che si rifanno ad una ricchissima tradizione iconografica sia occidentale sia orientale. Oltre ad aver preso parte alla Biennale di Venezia nelle edizioni del 1972, 1978, 1984, 1986 (in quell’anno anche Biennale di Sidney) e 1995 e alla Biennale di Lione nel 2000, Luigi Ontani ha esposto al Centre Georges Pompidou di Parigi, al Guggenheim Museum di New York, al Kunstverein di Francoforte, al Centro de Arte Reina Sofia di Madrid, allo Stedelijk Museum di Amsterdam, e nelle principali sedi museali in Italia. Nel 2001 il P.S.1 di New York gli ha dedicato la prima grande retrospettiva in territorio statunitense, mentre nel 2003 è stato protagonista di una
grande antologica allo SMAK di Ghent (Belgio). In Italia ha esposto al Mambo di Bologna nel 2008.

La mostra di Luigi Ontani è realizzata grazie alla preziosa collaborazione di Bertozzini costruzioni, TVS, Hotel Alexander, IFI-Arredi Bar Gelaterie Pasticcerie, Isopak Adriatica Spa, Gamba manifatture 1918, Febal Group, Arturo Mancini Srl, Bio Fox e Il Pesaro.it.

Info mostra:
inaugurazione sabato 23 luglio ore 19.00
durata mostra_ domenica 24 luglio/domenica 25 settembre 2011
orario di apertura: 10-12/18-23
ingresso con biglietto
lunedì_giorno di chiusura
info_0721-387651/654
http://www.centroartivisivepescheria.it
centro arti visive pescheria corso XI settembre, 184_uffici e posta via Cavour, 5 61121 pesaro italy
tel 0721.387651 fax 0721.387652 http://www.centroartivisivepescheria.it

Finger Tutting, abilità nel creare posizioni geometriche

Un po di tempo fa vi avevo proposto il video sul Contact Juggling. Oggi invece ho scoperto Jay Funk; un ragazzo che su you tube ha riscosso molto successo pubblicando dei video dove mostrava la sua abilità nel Finger Tutting. Il Tutting è uno stile di danza interpretativa contemporanea che si focalizza sull’abilità del ballerino di creare posizioni geometriche e movimenti in cui predomini l’angolo retto. Ora Samsung lo ha scelto per lo spot del Galaxy S2 che ha chiamato Unleash Your Fingers (Scatena le tue dita) perché è proprio questa l’arte di Jay Funk: creare interessanti coreografie utilizzando solo le dita delle mani!

Matteo Pelosi

Fonte: Skimbu

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“Perché levante gela” di Dylan Thomas

Perché levante gela

Perché levante gela e austro rinfresca
Non sarà conosciuto finché il pozzo del vento non dissecchi
E l’ovest non resti più immerso
Nei venti che recano il frutto e la corteccia
Di centinaia e centinaia di cadute;
Perché la seta è soffice e la pietra ferisce
Il fanciullo si chiederà ogni giorno,
Perché pioggia notturna e sangue di mammella
Tutti e due lo dissetano, avrà una nera risposta.

Quando verrà Mastro Gelo? domandano i bambini.
Stringeranno nei pugni una cometa?
Finché la loro polvere, dal cielo e da terra,
Non sparga in occhi infantili un lungo ultimo sonno
E l’ombra non sia folta di fantasmi di bimbi,
Nessuna bianca risposta farà eco dalle cime dei tetti.

Tutto è conosciuto: il consiglio degli astri
Esorta qualche contento a viaggiare coi venti,
Ma ciò che chiedono gli astri mentre aggirano
Tempo dopo tempo le torri dei cieli
Sarà poco ascoltato, prima che gli astri siano spenti.
Io ascolto contento e “Contèntati”
Squilla pei corridoi come una campanella,
E “Nessuna risposta” e io non ho
Nessuna risposta al pianto dei bambini
Né di risposta d’eco né dell’uomo di gelo
Né di comete spettrali sopra i pugni levati.

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