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Cielo di Luglio 2011, occhio alle stelle cadenti

Archiviata, nei ricordi e nelle foto, la bella eclissi lunare dello scorso mese possiamo dare uno sguardo agli eventi celesti che ci aspettano a Luglio.

Tra comete, asteroidi e stelle cadenti.

Con un piccolo telescopio potremo seguire i movimenti della cometa C/2009-P1-Garradd o dell’asteroide Pallas. Ma se non avete ne telescopi ne binocoli aspettate a lamentarvi… l’asteroide 4/Vesta da fine mese sarà visibile anche ad occhio nudo (sotto un cielo buio), particolarità unica tra gli asteroidi che si ripete solo ogni 3 anni circa.

Sempre a fine Luglio potremo goderci le notti con più stelle cadenti dell’estate… avete letto bene, non aspettate le famose Perseidi (lacrime di San Lorenzo) di Agosto, la Luna Piena illuminerà il cielo proprio nelle notti in cui saranno più attive.
Speciale Estate 2011, “niente” Lacrime di San Lorenzo, i periodi migliori per osservare le meteore.

Buona visione, buona lettura e buone osservazioni!

Fonte: Astro Perinaldo

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“Amore e Morte” di Giacomo Leopardi

Amore e Morte

 XXVII canto

.

Muor giovane colui ch’al cielo è caro.

Menadro

Fratelli, a un tempo stesso, Amore e Morte

Ingenerò la sorte.

Cose quaggiù sì belle

Altre il mondo non ha, non han le stelle.

Nasce dall’uno il bene,

Nasce il piacer maggiore

Che per lo mar dell’essere si trova;

L’altra ogni gran dolore,

Ogni gran male annulla.

Bellissima fanciulla,

Dolce a veder, non quale

La si dipinge la codarda gente,

Gode il fanciullo Amore

Accompagnar sovente;

E sorvolano insiem la via mortale,

Primi conforti d’ogni saggio core.

Né cor fu mai più saggio

Che percosso d’amor, né mai più forte

Sprezzò l’infausta vita,

Né per altro signore

Come per questo a perigliar fu pronto:

Ch’ove tu porgi aita,

Amor, nasce il coraggio,

O si ridesta; e sapiente in opre,

Non in pensiero invan, siccome suole,

Divien l’umana prole.

Quando novellamente

Nasce nel cor profondo

Un amoroso affetto,

Languido e stanco insiem con esso in petto

Un desiderio di morir si sente:

Come, non so: ma tale

D’amor vero e possente è il primo effetto.

Forse gli occhi spaura

Allor questo deserto: a sé la terra

Forse il mortale inabitabil fatta

Vede omai senza quella

Nova, sola, infinita

Felicità che il suo pensier figura:

Ma per cagion di lei grave procella

Presentendo in suo cor, brama quiete,

Brama raccorsi in porto

Dinanzi al fier disio,

Che già, rugghiando, intorno intorno oscura.

Poi, quando tutto avvolge

La formidabil possa,

E fulmina nel cor l’invitta cura,

Quante volte implorata

Con desiderio intenso,

Morte, sei tu dall’affannoso amante!

Quante la sera, e quante,

Abbandonando all’alba il corpo stanco,

Sé beato chiamò s’indi giammai

Non rilevasse il fianco,

Né tornasse a veder l’amara luce!

E spesso al suon della funebre squilla,

Al canto che conduce

La gente morta al sempiterno obblio,

Con più sospiri ardenti

Dall’imo petto invidiò colui

Che tra gli spenti ad abitar sen giva.

Fin la negletta plebe,

L’uom della villa, ignaro

D’ogni virtù che da saper deriva,

Fin la donzella timidetta e schiva,

Che già di morte al nome

Sentì rizzar le chiome,

Osa alla tomba, alle funeree bende

Fermar lo sguardo di costanza pieno,

Osa ferro e veleno

Meditar lungamente,

E nell’indotta mente

La gentilezza del morir comprende.

Tanto alla morte inclina

D’amor la disciplina. Anco sovente,

A tal venuto il gran travaglio interno

Che sostener nol può forza mortale,

O cede il corpo frale

Ai terribili moti, e in questa forma

Pel fraterno poter Morte prevale;

O così sprona Amor là nel profondo,

Che da se stessi il villanello ignaro,

La tenera donzella

Con la man violenta

Pongon le membra giovanili in terra.

Ride ai lor casi il mondo,

A cui pace e vecchiezza il ciel consenta.

Ai fervidi, ai felici,

Agli animosi ingegni

L’uno o l’altro di voi conceda il fato,

Dolci signori, amici

All’umana famiglia,

Al cui poter nessun poter somiglia

Nell’immenso universo, e non l’avanza,

Se non quella del fato, altra possanza.

E tu, cui già dal cominciar degli anni

Sempre onorata invoco,

Bella Morte, pietosa

Tu sola al mondo dei terreni affanni,

Se celebrata mai

Fosti da me, s’al tuo divino stato

L’onte del volgo ingrato

Ricompensar tentai,

Non tardar più, t’inchina

A disusati preghi,

Chiudi alla luce omai

Questi occhi tristi, o dell’età reina.

Me certo troverai, qual si sia l’ora

Che tu le penne al mio pregar dispieghi,

Erta la fronte, armato,

E renitente al fato,

La man che flagellando si colora

Nel mio sangue innocente

Non ricolmar di lode,

Non benedir, com’usa

Per antica viltà l’umana gente;

Ogni vana speranza onde consola

Se coi fanciulli il mondo,

Ogni conforto stolto

Gittar da me; null’altro in alcun tempo

Sperar, se non te sola;

Solo aspettar sereno

Quel dì ch’io pieghi addormentato il volto

Nel tuo virgineo seno.

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“Storia e Scienza, donne protagoniste”, VIII Festa dell’Astronomia

Ottava edizione della “Festa dell’Astronomia” – Sabato 23, Domenica 24 Luglio 2011.

Il Comune di Perinaldo e l’ Osservatorio Astronomico Comunale “G.D.Cassini” organizzano la “Festa dell’Astronomia 2011”, giunta alla sua ottava edizione.

Sabato 23 luglio

Sala del Consiglio
ore 16,30 : Saluto del Sindaco
ore 16,40 – 19 Conferenze:
Introduce l’Ing. Alberto Passerone (Dipartimento Energia e Trasporti I.E.N.I – CNR, Genova)

  • “Le cacciatrici di Comete” dott.ssa Gabriella Bernardi (giornalista scientifica)
  • “Presenze femminili nella vita di Gio.Domenico Cassini.” dott.ssa Anna Cassini (storico).
  • “Tornare sulla Luna”, prof.ssa Amalia Finzi, (Ordinario di Meccanica del Volo Spaziale, Politecnico di Milano, membro esperto dell’Human Spaceflight Vision Group dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Sala del Consiglio
ore 21,45 – 22,15: immagini e musica, al pianoforte signora Maria P. Gobba

Osservatorio, cortile ed esterni
dalle ore 22,15 in poi osservazioni astronomiche (a cura di Stellaria, con la collaborazione dell’Associazione Astrofili di Cernusco/s.Naviglio)

Domenica 24 luglio

Cortile dell’osservatorio e Chiesa della Visitazione
ore 10,30-13,30: le meravigleie del Sole, osservazione al telescopio e animazioni con “Stellaria”e l’Ass.Astrofili di Cernusco; la misura del Tempo; transito del Sole al mezzogiorno solare sulla linea Meridiana della Chiesa della Visitazione

Cortile, locali dell’osservatorio astronomico, centro storico
ore 15,30 – 17: proiezioni al Planetario e laboratorio per bambini
ore 17 – 18: presentazioni multimediali, percorsi attraverso il centro storico

Partecipazione libera – Perinaldo ed il suo Osservatorio Astronomico vi aspettano numerosi.

Possibilità di mangiare e pernottare in paese
(Ufficio del Turismo: tel. 0184 672095)

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“Voyages”, mostra celebrativa di Louis Vuitton in Cina

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La moda entra in simbiosi con l’arte mentre l’arte stessa si amalgama con le tendenze della moda… Il celebre marchio Louis Vuitton, per celebrare un ventennio ricco di inaspettati successi, ampiamente segnati dalla diffusione dell’immagine del brand divenuta icona di stile per le classi cinesi più abbienti, inaugura una mostra particolare, denominata “Voyages”, lo scorso 29 maggio presso il Museo Nazionale di Pechino, in visione fino al prossimo 30 agosto, mediante la quale il gruppo intende conquistare il grande pubblico attraverso una tradizione esemplare unica edificante le sue impalcature sul desiderio di stupire e e la voglia di emozionare.

La scenografia é sorprendente con le mini mongolfiere adibite come appositi espositori per identificare l’idea immaginaria del viaggio che si stana tra il gusto esotico e l’indole dell’esplorazione.

La mostra espone il tema intramontabile del viaggiare, una costante invariabile nel tempo profondamente segnata dall’esperienza e dalla professionalità del brand, tale da essere stata definita da Yves Carcelle, presidente della prestigiosa maison, “la più grande rassegna mai realizzata al mondo da Louis Vuitton”. Opere in scena come valigie esclusive, bauli rivoluzionari ricchi di fascino d’antan, realizzati artigianalmente mediante tecniche speciali tramandate di generazione in generazione, stupende borse impreziosite dalla maestria di abili artisti della maroquinerie, inoltre nuovissime cover per iPad Apple, per sentirsi al passo con la tecnologia più innovativa. Queste esempi sono semplicemente alcune tra le diverse opere artigianali che trovano spazio all’interno del museo.

“Perché l’arte? Insieme alla moda è il linguaggio che più influenza il gusto. E noi siamo il gusto.” sentenzia Yves Carcelle.

by Marius Creati

Nuova Costituzione, addio all’impunità e alla transumanza politica

July 2, 2011 Leave a comment

L’attesa e discussa riforma costituzionale, se approvata, porrà fine al fenomeno della transumanza politica e dell’impunità parlamentare, molto in voga in Marocco. C’è da dire che questa triste tendenza a cambiare partito politico in corso di mandato e a destabilizzato cosi’ l’emisfero del Parlamento imbrogliando i giochi, ha toccato qui i livelli più alti. L’esempio  più eclatante è quello fornito dal PAM, nella figura di Fouad Ali El Himma, che l’indomani delle legislative 2007 diventa, appena fondata, la seconda formazione politica con 55 deputati la cui maggioranza l’aveva raggiunto “on the road” da altri partiti! In virtù della nuova Costituzione tutto questo non potrà più accadere e  i deputati che ci proveranno saranno automaicamente privati del loro mandato elettorale. Anche se non opteranno per un altra formazione preferendo restare liberi,  la sanzione sarà la stessa. Ecco dunque una misura che farà ordine nei ranghi del Parlamento dopo un lungo periodo di derive che hanno destabilizzato numerose formazioni.  Altra misura importante, è quella della fine dell’immunità accordata agli eletti della nazione, che era servita a coprire delle personalità poco raccomandabili, il cui solo oggetto era di presentarsi alle elezioni e beneficiare di questa famosa impunità  (tutto il mondo è paese, ne sappiamo qualcosa anche noi italiani!).  La nuova Costituzione, nel suo articolo 64, mette fine a questa permessività generosa che stipulava quanto segue: “Nessun membro del Parlamento potrà essere perseguito o ricercato, arrestato, detenuto o giudicato,  fatto salvo il caso di opinioni espresse contro la monarchia, la religione musulmana e al rispetto del re”.  Con la nuova Costituzione avrà fine tutto questo e molti parlamentari implicati in affari poco chiari saranno nel mirino della giustizia (sono circa 30 i politici in Parlamento ad oggi che godono di questa impunità).  Questa nuova legge farà si che tanti loschi personaggi non si presenteranno più alle legislative future cercando cosi’ di scampare alla legge, in quanto non avranno più l’ombrello immunitario a proteggerli.  E’ il Parlamento marocchino sarà più pulito. O almeno si spera!

Fonte: My Amazighen

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“Omar m’a tuer” di Roschdy Zem (2011)

July 2, 2011 Leave a comment
[Omar m’a tuer, Francia 2011, Drammatico, durata 85′]   Regia di Roschdy Zem con Sami Bouajila, Denis Podalydès, Maurice Bénichou, Salomé Stévenin, Nozha Khouadra, Afida Tahri,Lounès Tazairt, Liliane Nataf, Catherine Salviat, Pascal Elso.

La ricca vedova Ghislane Marchal viene trucidata nella cantina della sua villa nel sud della Francia e una scritta, impressa sulla porta col sangue della vittima, inchioda Omar Raddad, il maghrebino che era stato assunto come giardiniere e che non parla una parola di francese. Nonostante sia l’unico indizio a suo carico, Omar viene condannato a diciotto anni di carcere ma è graziato dopo sette anni di reclusione dal presidente Chirac, rimanendo però il colpevole per l’opinione pubblica. Al suo caso si interessa lo scrittore Pierre-Emmanuel Vaugrenard, che conduce un’inchiesta personale per riaprire il processo e scagionare definitivamente colui che ritiene solo una vittima del sistema giudiziario.

Ispirato a una storia vera.

Fonte: Film TV

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“Il Ragazzo Con La Bicicletta” di Jean-Pierre e Luc Dardenne [2011]

July 2, 2011 Leave a comment

Le 400 pedalate

Presentato quest’anno al Festival di Cannes dove ha conquistato il Grand Prix della giuria, Il Ragazzo Con La Bicicletta è un film dal sapore retrò.
Affondando sinteticamente le radici nel genere del romanzo di formazione, questo film ha dalla sua una messinscena cinematograficamente molto valida che si pone a metà strada tra i tecnicismi della nouvelle vague francese degli anni ’60 e la comunicazione epurata da inutili virtuosismi fittiziamente narrativi introdotta dal cinema neorealista italiano di fine anni ’40.

La storia è quella di un bambino che “depositato” in un centro d’accoglienza per l’infanzia si mette alla ricerca del padre e di sé stesso aiutato da una generosa parrucchiera che sceglie di sostenerlo nelle sue imprese.
Ecco quindi che il bambino emerge come il centro nevralgico della narrazione attorno al quale ruotano gli altri personaggi e le vicende. È lui quello che la macchina da presa segue, è lui quello che i registi cercano di definire. Tutto il resto è ambiente nel quale il bambino si muove e fa le sue esperienze.
Paragonato più volte dalla stampa italiana a una specie di nuovo Pinocchio contemporaneo, il protagonista vive giorno dopo giorno attuando un processo di maturazione del sé che passa tanto attraverso i traumi psicologici quanto per quelli fisici, subiti e inflitti.
La sua necessità “ambientale” di travalicare lo stadio dell’infanzia è vista come un’esigenza vitale, indispensabile per la sopravvivenza. E’ tutto utile alla sua maturazione.
Può sembrare qualcosa di già visto [e infatti così è] però i fratelli Dardenne sanno come trattarlo a livello cinematografico.

La macchina a mano traballante è sintomo di presa dal vero, di documentazione dell’accaduto e non a caso i registi sono, in primis, documentaristi. Il montaggio è intelligente in quanto alterna piani sequenza mediamente lunghi a momenti decisamente più sincopati, segno che dimostra l’aver imparato la lezione godardiana in questo campo.
Oltre a Godard, e forse ancor di più, l’attaccamento formale alla nouvelle vague è palesato in altri rilevanti punti come il tema trattato e i movimenti di macchina.Il bambino che esperisce nel bene e nel male fra le strade della sua città non può non richiamare alla mente il capolavoro I 400 Colpi del 1959, opera alquanto innovativa del geniale François Truffaut. I punti di contatto risiedono soprattutto nella seconda parte del film dei Dardenne, mentre nella prima l’attenzione dei due registi belgi si biforca fra il trauma psicologico del bambino e la ricerca che il giovane protagonista intraprende per [ri]trovare il padre finendo poi per essere più di tutto investigatore del sé.Molte sono le panoramiche e le carrellate effettuate con la macchina da presa per seguire il girovagare del ragazzino a bordo della sua bicicletta, e sono proprie le seconde a ricollegarci con I 400 Colpi per merito di quella magistrale carrellata finale che accompagnava la libera corsa del protagonista fino alla spiaggia con relativa ultima scena con spiazzante sguardo in macchina.L’aggancio ideale al neorealismo avviene invece grazie alla “crudezza” del racconto del lungometraggio in esame. Nulla è censurato allo spettatore, e le [dis]avventure del protagonista si ricollegano direttamente a un quel cinema italiano fatto di esperienze dirette e dei drammi derivanti da esse. Lo sguardo dello spettatore è impotente di fronte alla palesata ma rinnegata infantilità del bambino, e gli accadimenti scorrono uno dopo l’altro con un realismo tale da far trasalire gli spettatori in sala quando viene mostrata la caduta del protagonista dai rami di un albero.Il film scivola via senza difficoltà, agevolato da un’ottima interpretazione sia del piccolo Thomas Doret che della ben più affermata Cécile De France.

Malgrado l’apparente semplicità interpretativa dell’opera, a mio avviso c’è un aspetto che vale la pena d’esser segnalato ed è relativo alla maleducazione del bambino. Sofferente per la mancanza d’una famiglia e per l’abbandono del padre, il piccolo sviluppa un’avversione per il prossimo che si mostra per mezzo d’una mancanza di rispetto cosmica nei confronti di chiunque abbia a che fare con lui.

Questa assenza dei principi fondamentali d’un buon [con]vivere societario non credo sia totalmente slegata dal minimalismo comunicativo che ha contraddistinto la maggior parte della poetica del regista francese Robert Bresson. E’ evidente in opere come L’Argent del 1983, dove all’inizio del film sono proprio degli agiati ragazzini a omettere saluti e ringraziamenti superflui alla sopravvivenza dell’uomo.

Ne Il Ragazzo Con La Bicicletta quest’assenza è sintomo sì di carenza d’insegnamenti, ma anche di non necessità di espletare tali funzioni di rito al fine di asservire il desiderio di riconquistare il padre. In altre parole, è evidenziato in entrambi i casi l’istintivo impulso inconscio dell’ego di escludere dalle azioni dell’uomo quei convenevoli che non sono altro che creazione della mente umana.

Il Ragazzo Con La Bicicletta è quindi un film consapevole d’essere vera e propria opera cinematografica, malgrado nel corso dei suoi 87 minuti non riesca mai a toccare nel profondo dello spettatore.

Danilo Cardone

Fonte: Cinefobie

“Omar m’a tuer” di Roschdy Zem [2011]

July 2, 2011 Leave a comment

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 Cronaca di un ragionevole dubbio

“La colpa è quella di essere maghrebino”, dixit l’avvocato Jaques Vergès, “questo è il vero crimine di Omar Raddad”. “Omar m’a tuer” (Omar mi ha uccisa), film che ritorna sull’affaire del giardiniere accusato di omicidio ai danni della sua titolare, una ricca ereditiera, Ghislane Marchal, è il secondo film di Roschdy Zem. Le prime immagini del lungometraggio, in sala dal 23 giugno, traspirano febbrilità. Un uomo gioca in un Casinó, esita davanti alla somma che sta per puntare perchè, pare, siano i suoi ultimi soldi. Più tardi viene arrestato, in un tranquillo pomeriggio estivo. Il giardiniere marocchino di Ghislane Marchal venne interpellato il 25 giugno 1991 per l’omicidio nella villa di Mougins (sud della Francia). Omar m’a tuer, frase scritta con il sangue della vittima sulla porta della cantina, dove venne ritrovato il corpo di Mme Marchal, accusò implacabilmente l’individuo interpellato dalla polizia. Omar Raddad venne condannato il 27 giugno per omicidio volontario e trasferito nel penitenziario di Grasse. La Corte Criminale delle Alpes-Marittimes lo condannò a 18 anni di prigione. Dopo una grazia parziale accordata dall’anziano presidente Chirac il 17 marzo 1996, il giardiniere marocchino venne liberato il 4 settembre 1998, dopo sette anni di detenzione. Ma la giustizia francese rifiutò la revisione del processo nel 2002, richiesta a gran voce da Omar. “Perchè io?” (Pourquoi moi?) di Omar Raddad, libro scritto in collaborazione con Sylvie Lotiron (Edizione di Seuil) è lo scenario attinto dal film. Il calvario giudiziario vissuto da Omar, interpretato dal bravissimo Sami Bouajila, è messo in parallelo con la contro-inchiesta che effettuò Pierre Emmanuelle Vaugrenard, alias Denis Podalydès nel film. Il giornalista, persuaso dell’innocenza di Omar Raddad, iniziò a Nizza una contro-inchiesta nel 1994. Il regista Roschdy Zem sottolinea bene nel film il tourbillon nel quale si imbarca il giardiniere che non parla francese. Sarà un compagno di cella ha fare da interprete ad Omar in prigione, insegnandoli a leggere e a scrivere. Il film evidenzia le contraddizioni e le insufficienze della giustizia francese. Molte zone d’ombra sono ancora oggi rimaste senza risposte e incriminando il giardiniere, la giustizia francese pareggiò i conti con un opinione pubblica che pressava e voleva un assassino velocemente. Perchè, ad esempio, i medici legali hanno modificato la data della morte di Mme Marchal? Perchè le più normali investigazioni scientifiche, che avrebbero potuto confermare o scagionare Omar, non vennero effettuate? L’avvocato Vergès indico’ più volte nella sua difesa che le impronte della vittima non vennero comparate con quelle che si trovavano sulla scritta di sangue impressa sul legno. Altra mancanza, secono la difesa, le impronte sul bastone di legno che è stato all’origine dei quattro colpi mortali, oltre ai 13 colpi all’arma bianca ricevuti dalla vittima, impronte che non vennero comparate con quelle di Omar. “Omar m’a tuer” non si pronuncia sulla colpevolezza o meno del suo eroe, ma vuole dimostrare che tutte le piste non vennero esplorate dalla giustizia francese. E’ una storia vera, la storia di Omar, ma non è ancora finita. Ai suoi bambini Omar Raddad confida la speranza che questo film servirà alla storia. Rachid Bouchareb, che è all’origine del progetto, Roschdy Zem e Sami Bouajila, già splendidi attori in Indigènes, hanno dimostrato che possono influenzare la storia giudiziaria della Francia. Il Tribunale di Grasse ha chiesto il 9 marzo scorso ad un pool di esperti di stabilire il profilo genetico (DNA) che si troverebbe sui resti della Marchal e che non corrisponde a quello del giardiniere Omar. Questo profilo sarà poi inserito nella banca dati nazionale delle impronte genetiche per poter risalire a chi appartiene. Una tappa nella richiesta di riabilitazione che Omar Raddad chiede a viva voce dal giorno della sua liberazione.

Paolo Pautasso

Fonte: My Amazighen

Sunrise Generation Festival – house music a Marrakech

July 2, 2011 Leave a comment

Si tratta di una vera première in Africa del nord, ed è stata scelta Marrakech come sede del Festival di musica house-electro Sunrise Generation Festival, che si svolgerà il 19 e il 20 luglio prossimi. La red city raggiungerà Ibiza, sulla lista dei luoghi preferiti dagli europei che amano le feste e che sono pazzi per la musica elettronica. Questo Festival è dedicato alla musica house e electro, è sarà una no-stop di 24 ore con DJ che arriveranno dalla Francia, dall’Italia, dal Marocco e dall’Inghilterra.  Evento che promette intensità sonore ai massimi livelli con un sistema di sonorizzazione open air che supererà i 300.000 watt, ovviamente tutto questo a 14 km dal centro cittadino. La città di Marrakech vibrerà per  24 ore di gioventù in festa che ballerà al ritmo prorompente di questa musica metropolitana; si attendono migliaia  di clubbers  da tutta Europa.

Fonte: My Amazighen

Marrakech, postribulum peccatorum…

July 2, 2011 Leave a comment

Le false/vere rivelazioni, sarà la magistratura francese ad appurarlo, dell’ex ministro francese Luc Ferry hanno messo in luce l’angolo buio (che tanto buio non era) della Ville Rouge: la presenza sempre più visibile di una prostituzione che non si nasconde più… Cercare informazioni sulla prostituzione a Marrakech, non è un esercizio difficile: è ad ogni angolo di strada. Nei Caffè, nei ristoranti, nelle discoteche, nei souks, impossibile non relazionarsi con questo fenomeno che ha conosciuto negli ultimi anni un inflazione sensibile. Souad ha 40 anni, è un marocchino espatriato che vive la maggiorparte del suo tempo in Francia. Incontrato a Marrakech non si fa scrupoli a parlare disinvoltamente su questo tema: “Io sono di Meknès, e vengo a Marrakech per vendere appartamenti che ho comprato qualche anno fa. Sono rimasto basito quando ho visto cosa succede qui. Un cliente di un paese del Golfo è arrivato al mio Hôtel con due giovani ragazze marocchine, hanno preso tre camere, vicino alla mia, ed ho inteso il lor vai e vieni durante la notte. E’ stato insopportabile, e sono andato a bussare alla porta del signore: l’ho trovato insieme alle due ragazze completamente nudi, in piena azione! Marrakech non è più come qualche anno fa. Sono molto deluso da questa evoluzione!”. Paul invece è un francese installatosi a Marrakech da qualche anno, è un giovane pensionato di 50 anni: “Ho lasciato la Francia per venire a vivere a Marrakech ed aprire una pizzeria. Ho venduto la mia casa a Nizza, ho acquistato un appartamento e aperto l’attività. Qui si possono trovare cose che in Francia non si trovano: il sole, e le ragazze facili… Anche se si è obbligati a pagare. Questa è la regola dei giochi: tutto è moneta sonante”. Ragazze…ma non solo. Amine è un giovane omosessuale di 26 anni che si sposta in varie città su richiesta : ” La prostituzione maschile è un fenomeno molto presente a Marrakech. La più parte dei ragazzi che hanno un aspetto sexy non lavorano, si fanno mantenere dagli stranieri, uomini e donne, di una certa età, che non potrebbero vivere questo genere di avventure nei loro paesi d’origine. Un giovane uomo ha la scelta di lavorare duro per uno stipendio misero o festeggiare tutte le sere guadagnando molti soldi..per molti la tentazione è forte!”. Sulla terrazza di un Caffè dell’avenue Mohammed V, Samia, una giovane studentessa in management, 23enne, originaria di Casablanca. Lei descrive senza ipocrisie il suo stile di vita: “I tempi sono duri, i miei genitori non possono aiutarmi finanziariamente a studiare ed io ho voglia di divertirmi e di avere un giorno un buon lavoro. Ma devo provvedere a me stessa per poter restare all’Università. I miei clienti sono a volte dei marocchini e a volte stranieri..preferisco pero’ lavorare con gli stranieri, pagano meglio!”. Le cause conclamate della prostituzione sono evidenti: confronto brutale tra i diversi livelli sociali, molto evidenti, una popolazione in maggioranza povera, e gli stranieri, residenti o turisti, che sono proporzionalmente molto ricchi. Il contrasto è fonte di forti tentazioni, alle quali è facile cedere quando le barriere famigliari o sociali sono eliminate. L’oscuro “affaire” di prostituzione (minorile in questo caso, condannabile a priori!) evocato da Luc Ferry su Canal+ non ha sconvolto più di tanto gli abitanti di Marrakech, consci del fenomeno che si spande a macchia d’olio nella loro città, difficile da arginare o fermare. Ovviamente, aggiungo io, bisogna fare un netto distinguo tra la pedofilia e la prostituzione di ragazzi e ragazze maggiorenni, che scelgono giocoforza o per ambizioni personali un alternativa per poter gestirsi uno stile di vita oltre le loro possibillità. La pedofila, sempre e comunque condannabile, va perseguita e punita dalle Autorità, tenendo ben presente che oltre l’80% dei casi segnalati sono da imputare a violenze domestiche, padri, zii, nonni e fratelli che violentano bambini e bambine, quindi gli stranieri sono una minima parte dello sconvolgente fenomeno, purtroppo mondialmente diffuso. Senza parlare poi dell’usanza, ben radicata in Marocco, dei matrimoni con minorenni; anche questa è pedofilia, legalizzata dalla religione.

Credits: Interviste raccolte da Afrik.com

Fonte: My Amazighen

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