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Non ci sono più le stagioni di una volta, neanche in Marocco!

June 28, 2011 Leave a comment

L’arrivo in massa dell’aria del Sahara e delle infiltrazioni marittime sono state la causa dei cambiamenti climatici in Marocco. Le regioni più colpite dalla pioggia fuori stagione sono state il Tangerino, il Saïss, il nord dell’Orientale e il centro. Il clima ha manifestatamente perso la bussola. Delle perturbazioni inabituali sono state registrate durante il mese di maggio e i la prima decade di giugno. Temperature eccessive  con degli aumenti  tra il +5 e + 7, ma anche violenti temporali di rara intensità come a Tangeri dove, in meno di 3 ore, sono scesi oltre 67 mm di pioggia. E poi la grandine che ha distrutto le colture come mai si era visto in passato. Il dato di fatto è che in questi ultimi due mesi delle condizioni climatiche eccezionali hanno prevalso sul normale andamento di stagione.  Mohamed Belaouchi, incaricato della comunicazione alla Metereologia Nazionale,  spiega che si tratta di fenomeni di rottura  ma non vuole arrivare a conclusioni affrettate per quanto riguarda i cambiamenti climatici mondiali. Spiega anche che non sono le perturbazioni che devono preoccupare ma la loro frequenza, in aumento.  I principali fattori di questo cambiamento repentino in Marocco sono dovuti all’arrivo di una massa di aria calda e secca da sud del  Saharache ha coinciso con delle infiltrazioni marittime che hanno portato una massa di umidità importante. Infatti, questi flussi  di aria fresca non sono normali per il periodo. Non soltanto sono portatrici di temporali  ma di verinubifragi. Per aggravare il tutto, un anticiclone impedisce a queste masse di entrare in Europa, verso la Francia e le riporta in Marocco. Questo è quello che ha creato il cumulus nimbus che ha alimentato i rovesci che ha conosciuto il paese in maniera ripetitiva e intensa. Le regioni più colpite sono state quella di Tangeri, ma anche il Saïss, il nord dell’Orientale (mediterraneo) e tutto il centro. Le temperature poi hanno visto sulla ultima decade di maggio e la prima decade di giugno delle grosse variazioni e in primis la sensazione di soffocamento come in un clima tropicale che abbina il calore e l’umidità. Gli esempi sono chiari: tra il 23 e il 27 maggio le temperature hanno superato i 29° con dei picchi di 32° registrati tra il 24 e il 27 maggio. A Kenitra sono stati registrati 33° il 24 maggio quando il 23 e il 24 maggio, ad Agadir, si registravano 38° all’ombra. Fès ha conosciuto rispettivamente 30 e 32° il 24 maggio. A Marrakech la colonnina del mercurio è arrivata nel mese di maggio a 36° come a Beni-Mellal. Ma è a Smara che il calore è stato realmente forte con 38° il 23 e il 24 maggio. Differenze con il passato palpabili anche se bisogna dire che si è lontani da record assoluti che ha visto protagonista il reame. Qualche esempio? Nel mese di giugno del 1982 a Fès si registrarono 42,6°, 43,9° a Meknès nel 1950. Il 10 giugno 1952 a Casablanca si conobbe un picco di 38,2°. Ma è a Marrakech e ad Agadir che si sono registrate delle temperature canicolari tra le più forti della storia metereologica del Marocco:  rispettivamente, in parallelo, 45,8° nel 1929 e 44,5 nel 1937. Vero è che ieri, 25 giugno 2011, alle ore 12.00 i termometri della città, posizionati al sole, registravano 53°!!  Sono stato testimone oculare e non contento ho verificato le temperature in diverse zone della città, sia verso Ouarzazate, che verso Essaouira, e lo scarto ero minimo.  E’ da due giorni che a Marrakech le temperature si sono elevate in  maniera impressionante e questo caldo sta creando non pochi problemi di vivibilità diurna, tenendo bene a mente che siamo soltanto a fine giugno e queste medie sono tipiche del mese di agosto. Non ci sono più le stagioni di una volta, neanche in Marocco!

Fonte: My Amazighen

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FNAP 2011, le arti popolari a Marrakech

June 28, 2011 Leave a comment

La 46a edizione del festival nazionale delle Arti Popolari partirà il 29 giugno da Marrakech. L’obiettivo principale di questo storico Festival è quello di mantenere e conservare il patrimonio nazionale orale, secondo la Fondazione dei Festivals di Marrakech (FFM). Una nuova squadra composta da volontari e professionisti è stata avviata per assicurare “l’eccellenza” di questa edizione. La sua missione? Perennizzare questo appuntamento  inserendo alte dosi di rinnovamento per fare in modo che questa edizione sia un grande momento festivaliero e di gioia per gli abitanti di Marrakech e i visitatori; una forma per conciliare l’eredità storica con l’approccio al futuro.  Il nuovo ufficio del la FFM ha approntato una programmazione culturale e di contenuti  per il FNAP 2011 con una visione a breve e lungo termine alfine di garantire un orizzonte in crescendo per gli anni a venire sino alla simbolica 50° edizione del 2015. Cinque giorni in cui Marrakech sarà l’epicentro delle arti popolari del Marocco grazie alla volontà della nuova equipe ma in primis grazie ad un programma degno della sua ricchezza  e della storia che promette attimi di complicità con il pubblico, sempre fedele oramai da decenni.  Una programmazione ricca e diversificata “radicata nella tradizione ma risoluta a sterzare verso il rinnovamento e la creatività”, ha precisato in conferenza stampa  il direttore della FFM, Karim El Achak.  Con un obiettivo primario: rafforzare la relationship con il pubblico marrakchi e marocchino. Oltre alla grande parata sempre molto attesa, il Festival delle Arti Popolari propone quest’anno un altra grande novità: la creazione di un “villaggio”, interamente dedicato a questa festa delle arti popolari marocchine, nel quale si svolgeranno tutte le animazioni del Festival. L’idea è stata quella di creare, in parallelo alla mitica scena delPalais Badi, un villaggio FNAP nel cuore della Ville Rouge. Questo villaggio sarà testimone della volontà di migliorare la centralità e la visibilità del Festival, oltre all’avvicinare il pubblico agli artisti. Gli orari di apertura del villaggio permetteranno alle famiglie e ai bambini di avere uno spazio dedicato per il vivere il loro patrimonio artistico popolare. Nel villaggio saranno presenti ateliers pedagogici destinati al giovane pubblico comel’Ateliers SOS Music, un esposizione dal tema “Lo stucco e l’arte del gesso”, che farà scoprire ai visitatori i segreti di questa manualità artisticaancestrale, oltre ad un laboratorio di calligrafia organizzato sotto la direzione della Fondazione Dar Bellarj. Le musiche tradizionali del mondo saranno in scena a Al Hamra, Atlas e Toubkal. Sulla prima scena gli artisti Rayssa Tachenouit, Abdelrrahim Senhaji, Oulad El Bouzzaoui, Jil Jilala, Rosiloa (Fidji), Tambours du Burundi, Gitans du Rajastan (India), Said Mousker, Daoudia, Hamid El Kassri e Stati. Sulla seconda scena il pubblico’ potrà apprezzare i Dekka di Marrakech, Ahwach Ouarzazate, Ahwach Tissent, Aissawa di Meknès, Ait Boughmaz, Gnaoua di Marrakech, Guedra di Guelmin, Ahidous Ait Hdidou, Abidat R’Ma, Ahidous Ain Orma, Ahidous Imil Chil e Ahwach Imim Tanaout.  Infine, sulla terza scena si potranno vedere (e sentire) Houra, Tktkat Marrakech, Tazouit Kellat M’Gouna, Taskioune, Haiti di Tanaout, Mengouchi, Rokba di Zagora, Oulad Sidi Hmad Ou Moussa, Aglagal Taliouine, Ahwach Demnat, Ahwach Ait Baamrane e Lakfifat. Secondo Brahim El Mazned, direttore artistico di questa edizione, il rispetto, la tradizione, la modernità e lo scambio saranno il comune denominatore di questa edizione.  Forte impegno dunque e determinazione per rendere questo appuntamento una reale festa dellacultura evidenziando tutte le eredità nazionali. Un bella immagine diMarrakech che sarà sempre uno spazio di tolleranza, di accoglienza e di allegria.

Fonte: My Amazighen

Marocco, prudenza sulla nuova Costituzione

June 28, 2011 Leave a comment

Certo, il sovrano della più antica dinastia del mondo arabo ha deciso di rafforzare i poteri del Parlamento e del Governo. Ma resta comunque la figura centrale in tutte le decisioni strategiche, esercito, religione e sicurezza.  “Si tratta di una Costituzione per una transizione democratica, non è che il debutto di un era democratica”, ha dichiarato Mohammed Darif, analista politico all’Università Re Hassan II, aggiungendo che “questo permetterà ai partiti politici di ricostruire la loro credibilità e agli elettori di capire le loro responsabilità”.  Da cinquant’anni le elezioni legislative sono organizzate in Marocco ma il re e il suo apparato elitario, i Makhzen come vengono qui chiamati, sono riusciti a mantenere il loro potere sulle urne designando sia il Governo che i principali responsabili politici. Il forte tasso di anafalbetismo (oltre il 50%) e il controllo dei mezzi di comunicazione hanno permesso alla dinastia alauite di continuare a tenere le redini molto ferme sul paese.  Numerosi  osservatori  hanno giudicato le misure  annunciate come “non affini alla separazione dei poteri, chiave di svolta di tutte le democrazie”. “La riforma rafforza la bipolarità tradizionale del sistema politico marocchino con il re che controlla le prerogative e il Governo, che esegue un doppio lavoro. Si pone la questione del sapere chi prenderà le decisioni cruciali e strategiche e chi sarà responsabile se esse verranno meno”, ha dichiarato alla stampa un diplomatico europeo sotto anonimato.  Nel suo messaggio televisivo, venerdi’ scorso, il re ha qualificato come “democratica” la nuova Costituzione. Lise Storm, specialista del mondo arabo all’Università di Exter, in UK, non comprende l’affermazione del sovrano. Secondo la Storm questa Costituzionenon è democratica: è  un passo  verso la democrazia ma cosi’ come è non andrà lontano. Il Primo Ministro sarà nominato dalla formazione politica in testa elle elezioni legislative. I ministri, gli ambasciatori e i governatori delle province, che sono i rappresentanti dello Stato nelle regioni, saranno proposti dal Primo Ministro e approvati pero’ dal Re.  Per Omar Radi, del Movimento 20 Febbraio, le riforme non mettono in causa la natura del regime e il bipolarismo malsano del sistema politico marocchino resta intatto. Sia l’estrema sinistra che i movimenti islamici marocchini, che stanno da inizio anno manifestando contro il governo, reclamano una lotta più determinata contro la corruzione e protestano contro il peso politico e economico dei Makhzen.  Il movimento di contestazione marocchino non ha pero’ ancora beneficiato di una adesione popolare simile a quella della Tunisa o dell’Egitto e non protesta per abolire la monarchia. Ali Anozia, giornalista del Lakome.com, deplora fortemente l’annuncio reale con queste parole: “La monarchia poteva mettere in campo una riforma costituzionale vera annunciando una netta separazione tra il potere e i soldi”. Secondo Ali,”il re controlla non solamente il mondo politico, militare e religioso, ma anche l’economia e i luoghi d’affari.  La nuova Costituzione rafforza  la struttura del despotismo politico che esiste nella precedente Costituzione. “E’ solo una questione di tempo e i marocchini si renderanno conto che poche cose  cambieranno all’interno della Costituzione”, ha aggiunto laconico.  Al momento è inziata la campagna referendaria che durerà sino alla mezzanotte del 30 giugno e il primo luglio tutti a votare, fatto salvo boicottaggi di massavedi astensionismo, tenendo sempre a mente che le ultime legislative hanno raccolto il 36% degli aventi diritto al voto, quindi altra grande incognita a questo processo di democratizzazione ”work in progress“.

Fonte: My Amazighen

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Doccia di meteoriti, evento pericoloso per Ottobre 2011

Ottobre 2011: arriva la pioggia di meteoriti

Occhio al cielo: l’appuntamento è per ottobre 2011 quando i Draconidi, meteoriti che orbitano presso la costellazione del Drago, entreranno nell’atmosfera terrestre creando quella che in termine tecnico viene definita “doccia di meteoriti”. Secondo la Nasa, però, non sarà un bello spettacolo, una cosina divertente che potremo guardare con gli occhi al cielo. Sarà un momento critico, invece, per il sistema satellitare mondiale, perchè i meteoriti potrebbero seriamente danneggiare gli impianti che orbitano intorno all’orbe terracqueo.

Le parole usate dal rapporto dell’agenzia spaziale americana sono tutt’altro che leggere. Sui media tecnologici e specializzati, viene riportata l’allarme.

La Nasa avverte che per l’ottobre dell’anno prossimo i Draconidi, una pioggia di meteoriti che capita ogni autunno, sarà catastrofica per la flotta dei satelliti, delle sonde e delle costruzioni umane che orbitano intorno alla Terra. Si prevede che saranno bombardate con un’intensità tale da poter coinvolgere seriamente la maggioranza dei dispositivi che circolano nello spazio. Sarà un bello spettacolo da vedere nelle nostre case ma un pericoloso evento per i satelliti.

I Draconidi orbitano effettivamente intorno alla terra ogni anno, in quel periodo; ma questa volta, raccontano le informazioni a disposizione, ci troveremmo davanti ad un picco di attività celeste.

La Nasa, continunano i media che parlano della vicenda – che, in realtà, appare già prevista almeno da un anno – avrebbe deciso di “riorientare” la stazione spaziale internazionale appunto per prevenire eventuali danni da meteoriti.

L’intensità di questa pioggia si prevede tanto forte che la Nasa sta già pensando di riorientare la Stazione spaziale internazionale per resistere al brutale impatto. La piattaforma monta uno scudo protettore per evitare questo tipo di bombardamento siderale, ma la potenza dei prossimi Draconidi porta a temere che non sarà sufficiente per sopportare gli impatti letali dei bolidi.

Altri fronti di rischio saranno la salvaguardia del telescopio spaziale Hubble, peraltro appena riparato dopo un periodo di inattività; e le “passeggiate spaziali”, che saranno proibite. E, aggiunge Space prefigurando gli scenari più apocalittici, potrebbero andare Ko tutti i dispositivi che contano sulla rete satellitare per il proprio funzionamento.

A parte il pericolo fisico che potrà provocare il bombardamento, le scariche elettrostatiche potrebbero friggere molti componenti elettronici vitali. Il caos che provocherà questa pioggia di bolidi, potrebbe essere enorme. Immaginiamo solo ciò che potrebbe succedere ai GPS, ai telefoni senza fili o alle Tv senza cavo.

Fonte: Centro Ufologico Taranto Magazine

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