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Archive for June 27, 2011

Antonio Maiello, teatro all’aperto per una notte a Place Vendôme

Il Maestro Antonio Maiello infiamma Place Vendôme

 per una notte, trasformata in un enorme teatro all’aperto

 Parigi – Pubblico delle grandi occasioni, ieri sera, nella suggestiva e raffinata Place Vendôme che ha deciso di aprirsi per la prima volta a «La Fête de la Musique», il più grande evento di musica della Francia, scegliendo l’eccezionale concerto del Maestro Antonio Maiello dal titolo Memento Memoria.

Una delle piazze più famose al mondo, si è trasformata così, per una sera, in un grande teatro all’aperto ospitando il concerto new classical del noto artista italiano. Uno spettacolo coinvolgente, intriso di colori ed umori del Mediterraneo. 

Per l’occasione, gli spettatori sono stati catapultati in un emozionante viaggio musicale che ha visto protagonisti Antonio Maiello  e i suoi Artisti del mondo:

Le meravigliose voci di Orlika (Israele), Jacqueline Ferry (Italia), Mounir Troudi (Tunisia), e Andrea Barbera (Italia). Il ritmo del percussionista Lotfi Soua (Tunisia). La virtuosità del danzatore di Tannoura Ibrahim Hassan (Egitto). L’eleganza dei danzatori Sara Manca e Theo Piu (Italia).

http://www.antoniomaiello.it/Antonio_Maiello/Il_Nuovo_Concerto.html

Nella scrittura della partitura e nella sua esecuzione, Antonio Maiello, accoglie i canoni del pianismo tradizionale classico europeo unito a quello popolare del 900. Ciò nonostante, l’autore non è culturalmente eurocentrico, infatti, in questo lavoro ci sono le influenze di generi musicali di provenienza geografica diversa, ma ormai acquisiti nella sua cultura musicale che completano la partitura con elementi innovativi e proposte creative di grande impatto, senza mai rifugiarsi in un unico standard musicale. Sorprendente nel suo amalgama sonoro, il dialogo tra il pianoforte e la percussione araba. A momenti di pianismo puro si alternano spazi in cui i due strumenti si intrecciano arrivando a  scambiarsi i  ruoli con un pianoforte estremamente ritmico ed una darbouka che quasi rincorre una melodia. Lo spettacolo viaggia di pari passo con la suggestiva danza aerea di straordinari acrobati, che a volte scandiscono il tempo come un  metronomo, a volte liberi in aria  sottolineano le emozioni della musica con la creatività, l’eleganza della loro danza, il suggestivo arcobaleno di colori dei loro costumi.

Hartley 2, cometa insolita e iperattiva

Le analisi di dati e immagini ottenuti dalla missione EPOXI nel corso del flyby intorno alla cometa Hartley 2, svelano nuovi interessanti dettagli. Il commento di Gabriele Cremonese dell’INAF – Osservatorio di Padova.

È una piccola cometa a forma di arachide, ma a osservarla bene si rivela un concentrato di caratteristiche davvero interessanti. Si chiama Hartley 2, un corpo di ghiaccio del diametro di circa 1 Km che, a novembre dello scorso anno, è stato oggetto delle attenzioni della sonda Deep Impact nell’ambito della missione EPOXI, della NASA.

Da allora sono in corso le analisi dei dati e delle immagini ottenuti. I risultati che progressivamente si ottengono, tratteggiano un quadro molto particolareggiato di un oggetto che, sotto alcuni punti di vista, si mostra insolito. Sono infatti emersi nuovi aspetti che vanno ad aggiungersi alla lista caratteristiche inattese della cometa, come ad esempio le “varietà” di ghiaccio presenti nel suo nucleo.

Da questa nuova serie di risultati, pubblicati su Science, emerge la conferma del carattere iperattivo di Hartley 2. Come ci spiega Gabriele Cremonese, dell’INAF – Osservatorio di Padova: “la definizione di iperattività in questo caso implica una percentuale superiore al 10% della superficie da cui fuoriesce gas e polvere, quindi quello che noi osserviamo è una quantità di vapore e gas superiore a quella che ci aspettiamo da una cometa relativamente piccola.”

Un altro fatto interessante riguarda la parte centrale, quella più assottigliata: sarebbe ricoperta da materiale proveniente dalle estremità della cometa stessa, dopo essere stato “spruzzato” nello spazio da getti dovuti alla vaporizzazione del ghiaccio di anidride carbonica. Una frazione di questo materiale avrebbe una velocità così ridotta da poter essere nuovamente catturato dalla cometa, nonostante la debole attrazione gravitazionale che essa esercita, a causa della massa ridotta. “Può essere un fatto relativamente raro.” commenta Cremonese: “siamo di fronte a un corpo molto piccolo, con densità abbastanza bassa (le comete hanno densità inferiore a quella dell’acqua). La forza con cui il materiale viene emesso dal getto è tale da farlo scappare via nello spazio. È strano che la materia eiettata in  seguito a un getto ricada. Si potrebbe anche ipotizzare che la cometa possa avere una massa superiore al previsto.”

Ma i nuovi dati su Hartley 2 confermano anche un’altra bizzarria, che riguarda il suo modo di ruotare: oltre a girare intorno al proprio asse, la cometa oscilla intorno a un altro. “Il fatto che l’asse di rotazione oscilli intorno a un altro asse, potrebbe  essere dovuto a un urto con un altro corpo in tempi recenti” suggerisce Cremonese. “Ci si aspetta che queste oscillazioni si stabilizzino e terminino una volta trovata una condizione di equilibrio. L’altra spiegazione potrebbe essere legata a una struttura interna molto particolare, che è andata a provocare questa oscillazione, però generalmente sempre in seguito alla collisione con un altro corpo. ”

Un altro aspetto che cattura l’attenzione è la presenza di alcune strutture in corrispondenza delle estremità della cometa. Hanno l’aspetto di blocchi, alti approssimativamente 50 metri per una larghezza di 80, e riflettono con molta efficienza la luce che ricevono, due o tre volte di più rispetto al resto della superficie. Altro che nocciolina americana quindi, a guardarla bene Hartley 2 non assomiglia a niente di già visto. Ne sapremo di più man mano che l’analisi dei dati fornirà altri risultati.

Fonte: Media Inaf

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