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Archive for June 21, 2011

“Sweet Pungent”, Andy Warhol e Jean Michel Basquiat a Palazzo Reale

Dal 18 al 25 giugno, in occasione della settimana della moda maschile, Palazzo Reale ospita “Sweet Pungent” (cm 244x cm 206), realizzata nel 1984/1985 da Andy Warhol e Jean Michel Basquiat, una delle poche splendide opere realizzate a quattro mani dai due artisti, appartenente alla collezione privata Tommy Hilfiger. A fare da cornice al quadro nelle sale di Palazzo Reale, sarà realizzato uno speciale allestimento in perfetto stile Classic American Cool.

INGRESSO GRATUITO

lunedì 14.30-19.30

martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09.30-19.30
giovedì e sabato 09.30-22.30


SpazioFMGperl’Architettura, FORM(AT) Strategy In Architecture disegni di Attilio Terragni

SpazioFMGperl’Architettura

PRESENTA

FORM(AT)

STRATEGY IN ARCHITECTURE

di ATTILIO TERRAGNI

Allestimento CITYEDGE – ITALIAN PARTNER OF DANIEL LIBESKIND

Coordinamento: STEFANO ZANNI

SpazioFMGperl’Architettura ospita dal 22 giugno al 29 luglio

FORM(AT) Strategy in Architecture di Attilio Terragni. Architetto, graphic designer e partner italiano di Daniel Libeskind, Terragni presenta un “fuori programma” dedicato ai 50 anni di Iris Ceramica.

Un’installazione dove poter riflettere, interpretare, scomporre il rapporto tra uomo e architettura attraverso due ambienti contrapposti: un’area navigabile e un’area trasparente.

Nell’area navigabile, rappresentazione dell’infinito al giorno d’oggi, il soggetto, lo spettatore, si riflette con un gioco di specchi ed è riflesso in quel cerchio di emozioni che è l’arte, il design, il video, la fotografia, il suono… la vita rispetto al moto perpetuo dell’infinito. Al centro dell’installazione è posizionata la sedia SFERA, seduta in acciaio ispirata all’architettura di Libeskind e disegnata per l’occasione da Attilio Terragni e Luca Mangione. Il giorno dell’inaugurazione i visitatori potranno farsi ritrarre all’interno dell’allestimento.

L’area trasparente pone invece al centro gli spazi costruiti, in questo caso i progetti degli studi Cityedge e Daniel Libeskind, che trovano la loro ragion d’essere intorno al fuoco della vita e alla sua dinamicità centrifuga rappresentata dai disegni di Terragni sulle pareti.

Cinquanta soggetti circolari, denominati “Sfere”, che vivono una continua tensione verso l’implosione.

Il 22 giugno Luca Molinari, architetto, critico e curatore di SpazioFMGperl’Architettura, presenterà in occasione dell’inaugurazione di FORM(AT) – Strategy in Architecture il libro omonimo di Attilio Terragni pubblicato da Zabriskie Point Edition.

“Con FORM(AT) Strategy in Architecture Attilio Terragni utilizza il candore delle lastre Active Clean Air & Anti-bacterial CeramicTM che rivestono gli spazi della galleria come una tela bianca su cui disegnare la sua riflessione su un tema universale: il rapporto tra architettura e uomo”, commenta Graziano Verdi, Presidente ed Amministratore Delegato di GranitiFiandre ed Iris Ceramica.

ATTILIO TERRAGNI è il partner italiano di Daniel Libeskind e ha partecipato come designer associato al concorso per il Museo ebraico di Berlino e il Masterplan delle Porte della Città di Groningen in Olanda. Parallelamente a questi progetti ha sviluppato strategie architettoniche legate ai diagrammi e a texture grafiche, tra queste il Masterplan per la ricostruzione dei Suk di Beirut e un complesso urbano a Como pubblicato da AD Architectural Digest nel numero dedicato al tema “Dopo la Geometria”. Nel 1996 ha vinto insieme a Peter Davidson e Donald Bates il concorso internazionale per Federation Square a Melbourne, in Australia dove si è successivamente trasferito. Tornato in Italia, costruisce il nuovo ufficio e i laboratori per l’Istituto di Sperimentazione per la Seta e la

Carta a Milano e lo spazio polifunzionale in zona Sarpi. Pubblica la monografia di Libeskind dal titolo “Behind the wall” e insegna al Politecnico di Milano. Tra i progetti più recenti l’inaugurazione del memoriale “Memory of Light” per le vittime dell’11 settembre, il padiglione luminoso Spazio Como a Padova in collaborazione con Daniel Libeskind e il laboratorio di Peck a Milano. Attualmente sta collaborando per la fase definitiva di design production per i terreni di Citylife (Ex Fiera di Milano) e alla costruzione di una torre a Brescia. Dal 1988 Attilio Terragni è stato membro del Centro Studi di Giuseppe Terragni che svolge ricerca e pubblica testi sull’architettura degli anni Venti. Le conferenze sull’architettura italiana e le mostre organizzate durante il lavoro di ricerca hanno portato nel 2004 alla sua nomina come presidente del Comitato Nazionale per le Celebrazioni di Giuseppe Terragni, il cui programma costituisce oggi un prototipo per inziative ministeriali simili.

SPAZIOFMGPERL’ARCHITETTURA è la galleria a cura di Luca Molinari che Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti dedicano all’architettura ed all’interior design, punto d’incontro e confronto per architetti, studenti e appassionati.

SPAZIOFMGPER L’ARCHITETTURA associa la forza espressiva di una galleria alla dinamicità discreta di un atèlier di idee e materiali, progetti ed opere, testimonianza del profondo legame e dell’autentica passione da parte del Gruppo Iris Ceramica verso il proprio mondo di riferimento. Uno spazio attento alla ricerca e alla sperimentazione sia nei contenuti delle mostre che dei materiali come Active Clean Air & Antibacterial CeramicTM, il trattamento ecoattivo, antinquinante e antibatterico di nuova generazione applicato alle lastre di Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti.

Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti

 sono state le prime aziende italiane ad aver ottenuto la certificazione ANAB (Associazione Nazionale per l’Architettura Bioecologica) per i prodotti conformi agli standard internazionali richiesti dalla bioedilizia. L’intero percorso produttivo, inoltre, ha ottenuto la certificazione per la gestione della qualità ISO 9001, la certificazione per la gestione ambientale ISO 14001 e la certificazione di conformità al regolamento comunitario EMAS in materia di Qualità e Ambiente. Materiali di Iris Ceramica e FMG sono risultati conformi ai requisiti richiesti dal protocollo LEED del Green Building Council per la sostenibilità. Iris Ceramica e FMG Fabbrica Marmi e Graniti sono soci ordinari del Green Building Council Italia. I prodotti di FMG, infine, sono stati certificati conformi al protocollo HQE® (con fiche de déclaration pubblicata sul sito http://www.inies.fr) per le proprie caratteristiche ambientali e igieniche. Tutto questo perché, per il suo fondatore e Presidente, Dott. Romano Minozzi, è sempre stata valida – e lo è ancora di più oggi – l’equazione ECOLOGIA = ECONOMIA, all’insegna di una ricerca continua della Qualità, intesa anche e soprattutto come qualità della vita di ognuno. Ne è riprova assoluta l’ultima innovazione che Iris Ceramica ha introdotto sul mercato: ACTIVE Clean Air & Antibacterial Ceramic™. Si tratta di un processo produttivo che si basa sull’applicazione ad alta temperatura di particelle micrometriche di biossido di titanio e che, sfruttando la reazione chimica naturale della fotocatalisi, permette di realizzare lastre in ceramica dalle concrete qualità antinquinanti e antibatteriche, che concorrono in modo efficace a migliorare la qualità della vita. Con ACTIVE la “ceramica” supera se stessa: da materiale inerte diventa materiale eco-attivo.

IRIS CERAMICA

Iris Ceramica è leader mondiale nella produzione di ceramica smaltata e grès porcellanato smaltato per rivestimenti a pavimento e parete destinati a progetti residenziali, commerciali e industriali. Con una gamma di oltre 50 collezioni per più di 2500 articoli, dal 1961 Iris Ceramica diffonde nel mondo il prestigio del made in Italy e afferma quotidianamente il proprio impegno a realizzare creazioni ceramiche dall’elevato valore tecnico-estetico, caratterizzate dall’eccellenza di un design evoluto di cui sono testimonianza premi e riconoscimenti internazionali.

Creazioni che sono frutto della ricerca e dello sviluppo interni all’Azienda, un patrimonio di conoscenza unico che permette di realizzare materiali a loro volta unici. Creazioni che nascono abbinando l’innovazione di tecnologie all’avanguardia al sapere della tradizione artigianale, nell’assoluto rispetto delle norme più rigorose in tema di sostenibilità, sia di processo sia di prodotto.

FMG FABBRICA MARMI E GRANITI

FMG Fabbrica Marmi e Graniti è la divisione di GranitiFiandre nata per dialogare con il mondo dell’architettura attraverso prodotti pensati per liberare la creatività di designer e progettisti, offrendo un’ampia scelta di Pietre Naturali di Fabbrica adatte ai più diversi impieghi, dalle grandi opere ai piccoli spazi abitativi. FMG è in grado di proporre al mercato internazionale un materiale unico, frutto di una tecnologia esclusiva, per cui i marmi, i graniti e le pietre più belli, rari e pregiati prendono forma in lastre a tutta massa ad altissime prestazioni per durezza, durata e igiene, perché le materie prime (argille, sabbie e minerali) sono selezionate all’origine da FMG; perché la pressione di compattazione è altissima (480 Kg per cm2); perché il calore di cottura supera quello dei vulcani (oltre 1.300° C). La gamma FMG è composta da oltre 70 vari età di lastre, in diverse finiture (anticata, a spacco, a spacco B, bocciardata, burattata, honed, levigata, prelevigata, shine, slate e strutturata) e dimensioni (120×60, 90×45, 60×60, 60×30, 45×45, 40×40 e 30×30 cm).

“Neuro Web Design, l’inconscio ci guida nel Web” di Susan M. Weinschenk, Apogeo Edizioni

Neuro Web Design, l’inconscio ci guida nel Web

di Susan M. Weinschenk

Prezzo: 15,00 Euro

La maggior parte dei siti web sono realizzati con uno scopo preciso, far sì che i visitatori assumano determinati comportamenti. Come riescono a ottenerli? Come riescono a convincere gli utenti a comprare, registrarsi, donare e fare clic?
Questo libro offre un approccio originale, scientifico ma di semplice comprensione, alla progettazione dei siti web grazie all’osservazione dell’esperienza degli utenti analizzato alla luce di quanto è emerso dagli studi di neuroscienziati e neuropsicologi.
L’autrice descrive alcuni risultati emersi dall’attività di ricerca permettendoci di comprendere le ragioni, soprattutto inconsce, che guidano le azioni delle persone, di capire i modi in cui le emozioni influenzano le decisioni e di scoprire come è possibile applicare i principi della persuasione al design dei siti web, in modo da incoraggiare gli utenti a “fare clic”.

“Negli ultimi cento anni, neuroscienziati e neuropsicologi hanno studiato il cervello umano per capire come funziona e perché agiamo in un certo modo. E negli ultimi dieci anni, nuove tecnologie di scansione cerebrale hanno permesso ai ricercatori di verificare ciò che le loro precedenti ricerche li avevano portati a teorizzare. Ora siamo in grado di rispondere a domande come: Quali parti del cervello governano il nostro comportamento? Quali parti del cervello verranno attivate quando prenderemo le nostre decisioni?
Il cervello è un organo complesso, e in questo libro non tenterò di insegnarvi ogni cosa della scienza che lo studia. Intendo però spiegarvi qualcosa di ciò che i neuroscienziati sanno sul cervello per collegare tale conoscenza al nostro comportamento quotidiano, e in particolar modo al nostro comportamento quotidiano in Internet.”
Susan Weinschenk

L’autrice

Susan Weinschenk lavora da circa 30 anni nel campo dell’usabilità e dell’esperienza utente. Dottore di ricerca in Psicologia e a capo del reparto tecnico dello Human Factors International, lavora come consulente e formatrice per numerose aziende. Sul sito www.whatmakesthemclick.com approfondisce e aggiorna i temi trattati in Neuro Web Design.

Fonte: Apogeo Edizioni

Enrico Dindo

Figlio d’arte, inizia a sei anni lo studio del violoncello. Si perfeziona con Antonio Janigro e nel 1997 conquista il Primo Premio al Concorso “ROSTROPOVICH” di Parigi.
Da quel momento inizia un’attività da solista che lo porta ad esibirsi con orchestre prestigiose come la BBC Philharmonic, la Rotterdam Philarmonic, l’Orchestre Nationale de France, l’Orchestre du Capitole de Toulouse, la Filarmonica della Scala, la Filarmonica di San Pietroburgo, l’Orchestra Sinfonica di Stato di Sao Paulo, la NHK Symphony Orchestra di Tokyo, la Tokyo Symphony, la Toronto Symphony e la Chicago Symphony ed al fianco di importanti direttori tra i quali Riccardo Chailly, Aldo Ceccato, Gianandrea Noseda, Myung-Whun Chung, Daniele Gatti, Yutaka Sado, Paavo Jarvj, Valery Gergev, Riccardo Muti e lo stesso Mstislav Rostropovich che scrisse di lui: “… è un violoncellista di straordinarie qualità, artista compiuto e musicista formato, possiede un suono eccezionale che fluisce come una splendida voce italiana”.

Tra gli autori che hanno creato musiche a lui dedicate, Giulio Castagnoli (Concerto per violoncello e doppia orchestra), Carlo Boccadoro (L’Astrolabio del mare, per violoncello e pianoforte e Asa Nisi Masa, per violoncello, 2 corni e archi), Carlo Galante (Luna in Acquario, per violoncello e 10 strumenti) e Roberto Molinelli (Twin Legends, per violoncello e archi e Crystalligence, per cello solo).
Direttore stabile dell’Orchestra da camera “I Solisti di Pavia“, ensemble da lui creato è docente della cattedra di violoncello presso l’Accademia Musicale di Pavia, l’Accademia T. Varga di Sion ed ai Corsi estivi del Festival delle Nazioni di Città di Castello.
Enrico Dindo incide per Decca e suona un violoncello Pietro Giacomo Rogeri (ex Piatti) del 1717 affidatogli dalla Fondazione Pro Canale.

Fonte: Enrico Dindo

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Antartide, storia del continente – L’esplorazione del continente (parte II)

Il primo avvistamento del continente non può essere attribuito con precisione, diverse fonti riportano infatti che in un intervallo di pochi giorni tre persone diverse avvistarono il continente: Fabian Gottlieb von Bellingshausen (un capitano della Marina Imperiale Russa), Edward Bransfield (un capitano della marina britannica) e Nathaniel Palmer (un cacciatore di foche statunitense).

L’avvistamento di Bransfield risale presumibilmente al 27 gennaio 1820, tre giorni prima dell’avvistamento di Palmer. Il dato certo è che il 28 gennaio 1820 la spedizione guidata da Bellingshausen e Michail Petrovič Lazarev raggiunse una posizione a circa 20 miglia (32 km) dall’Antartide e avvistò delle masse di ghiaccio. Il 30 gennaio Bransfield attraccò alla penisola di Trinity, il punto più settentrionale del continente, e vi sbarcò. La contesa sul primo avvistamento assume spesso toni un po’ campanilistici, può infatti benissimo essere possibile che il primo avvistamento fu effettuato da qualche pescatore di balene; nell’arco temporale fra il 1780 ed il 1892 infatti nei mari dell’Antartide furono attivi circa 1100 pescherecci di diverse nazionalità, mentre nello stesso periodo le spedizioni scientifiche ed esplorative furono solo 25.

Nel 1821 von Bellingshausen effettua la seconda circumnavigazione del continente dopo quella di Cook, nello stesso anno si ha il primo sbarco ad opera del cacciatore di foche statunitense John Davis e Nathaniel Palmer scopre le isole Orcadi Meridionali.

Nel corso di due spedizioni, 1819 e 1822, lo scozzese James Weddell avvistò le isole Orcadi australi. Nel 1823 sbarcò sull’isola di Saddle dove individuò una nuova specie di foca (chiamata oggi foca di Weddell), nel febbraio dello stesso anno oltrepassò il parallelo dei 74° 15′ Sud, il punto più meridionale raggiunto fino a quel momento, inoltrandosi in quello che chiamò mare di Giorgio IV (e che verrà in seguito chiamato mare di Weddell). Nel febbraio del 1831 il cacciatore di foche britannico John Biscoe avvistò terra dall’area dell’Oceano Indiano, e chiamò la zona Terra di Enderby, dal nome della azienda presso cui era occupato, la “Enderby Brothers”. Nel febbraio del 1839 un altro dipendente della stessa azienda, John Balleny, salpato dalla Nuova Zelanda, scoprì le isole Balleny.

Nel gennaio del 1840 lo statunitense Charles Wilkes avvistò terra, nell’area che verrà chiamata terra di Wilkes. Nello stesso mese il francese Jules Dumont d’Urville, partito nel 1838 da Tolone con l’obiettivo di identificare il polo sud magnetico, avvistò terra, le dette il nome di Terre Adélie in onore di sua moglie Adèle, ma non gli fu possibile sbarcare; sbarcò quindi su un’isola che chiamò Grande Terra Meridionale. In precedenza, nel corso della navigazione, aveva scoperto la Terra di Luigi Filippo e l’Isola di Joinville, sulla punta settentrionale della Penisola Antartica.

In seguito alla localizzazione del Polo Nord magnetico (1831) esploratori e scienziati iniziarono la ricerca del Polo Sud magnetico. James Clark Ross ne localizzò la posizione approssimativa ma non fu in grado di raggiungerlo; individuò e descrisse anche la barriera di Ross, così chiamata in suo onore. Ai monti Terror ed Erebus, sull’isola di Ross furono dati i nomi delle navi della spedizione di Ross.

Fonte: InsideLife – MondoRaro

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Antichi manoscritti indiani, foglie di palma svelano leghe metalliche sconosciute

Prima che la scrittura stampata si divulgasse nel mondo, ogni cultura aveva il suo modo di conservare la conoscenza passandola da una generazione all’altra. In India, il sistema più comune era quello di scrivere sulle foglie di palma.
Questo metodo era utilizzato per comunicare diversi argomenti pertinenti a tutti i differenti rami della conoscenza.
In anni recenti, una qualificata minoranza di ricercatori indù si è dedicata a cercare, raccogliere e tradurre antichi testi. Uno di questi ricercatori, lo scrittore e studioso di sanscrito Subramanyam Iyer, ha passato molti anni della sua vita decifrando le antiche collezioni di foglie di palma trovate in un villaggio della sua zona natale di Karnataka nel sud dell’India. Alcuni anni fa, scoprì alcuni antichi testi che descrivevano differenti leghe (con proprietà sconosciute alla scienza moderna) e le loro applicazioni per la costruzione delle fusoliere del velivolo Vedico vimana. Pensando alla possibilità di applicare queste formule nella moderna industria aeronautica, S. Iyer ha scritto al C.S.R. Prabhu, il Direttore Tecnico del Centro Informatico Nazionale, il dipartimento del governo indiano che si dedica alla traduzione di antichi testi e alla ricerca per le applicazioni delle tecnologie riportate su di essi. Nella sua risposta del maggio 1991, Prabhu informò Iyer che aveva iniziato uno studio dei differenti Shastras (testi scientifici Vedici) registrati su foglie di palma e che era già riuscito a preparare alcuni dei materiali descritti. Essi erano leghe metalliche con proprietà molto promettenti applicabili alla moderna scienza e tecnologia.
Così, già nel 1991, esemplari di queste leghe venivano sperimentati ed esibiti, e furono resi disponibili a chiunque fosse interessato ad esse. Secondo i risultati iniziali, sembrava che molti dei materiali fossero sconosciuti ma, avendo proprietà uniche, potevano avere applicazioni in aeronautica, nella tecnologia aerospaziale e nella difesa.
Nel settembre 1992 un giornale nazionale indiano pubblicò un articolo che confermava che gli antichi testi in sanscrito, scoperti un anno prima in un villaggio in Karnataka, una volta tradotti dimostrarono di essere un compendio completo di formule per fabbricare super-leghe con proprietà sconosciute nei tempi moderni.
L’articolo citava C.S.R. Prabhu del Centro Informatico Nazionale che affermava di aver preparato cinque differenti leghe descritte nei testi e stava lavorando su altre. Ogni lega aveva caratteristiche uniche, con precise applicazioni nella moderna metallurgia. Secondo Prabhu, era necessaria ben più che una semplice traduzione per comprendere i testi: dovevano essere decifrati.
Parte del linguaggio usava un sanscrito pre-classico, ma dato che molte delle parole venivano trovate in testi Ayurvedici, fu possibile completare l’interpretazione. Prabhu assicurò che, fino ad allora, testi di quel tipo non erano stati ritrovati in nessuna parte dell’India, e infatti le informazioni che contenevano provenivano da una ricca tradizione orale, probabilmente esistita migliaia di anni prima di venir iscritta su foglie di palma.

Leghe Impossibili

L’articolo continuava dicendo che ad un recente congresso in India, C.S.R. Prabhu fornì una relazione su queste leghe, sostenendo che i campioni preparati secondo le formule ritrovate avevano le stesse proprietà di quelle descritte, e che erano state collaudate non soltanto in India ma anche all’estero. Per esempio, l’Università di San Josè (California) stava conducendo prove con svariati prodotti.
Tra questi materiali, la tamogarbha loha, una lega al piombo, assorbì fino all’85 per cento della luce generata da un laser a rubino. La pancha loha, una lega di rame con piombo e zinco, mostrò una grande malleabilità ed un’ enorme resistenza alla corrosione all’acqua salata – una proprietà non osservata fino ad ora con alcuna lega contenente rame, ma che avrebbe un ovvio utilizzo nella costruzione delle chiglie delle navi.
L’araara tamra, un’ altra lega anticorrosiva, era fragile e molto leggera. Si è trovato che la chapala grahaka fosse un materiale ceramico di alta qualità che, con piccole modifiche, produceva un vetro molto soffice e resistente agli acidi e ai basici. Sinora, secondo l’articolo, sono state decifrate le modalità per fabbricare altri 14 prodotti, due dei quali sembravano essere molto promettenti: bhandhira loha, una lega a prova di suono, e vidyut darpana, un vetro capace di neutralizzare l’illuminazione.
C.S.R. Prabhu ha menzionato che i testi descrivono anche le sezioni di miniere in luoghi differenti e i tipi di minerali che possono essere trovati a differenti livelli, così come i metodi di estrazione e di purificazione. Apparentemente, alcuni dei testi sono stati scritti da Maharshi Bharadwaja, e indicano che la conoscenza dell’alta tecnologia era realmente in possesso degli antichi saggi indiani, ma si perdette nei tempi.
quando ricevetti una copia di questo articolo del 1992, scrissi immediatamente a C.S.R. Prabhu, chiedendogli di confermarmene il contenuto.
La sua risposta fu decisa, e mi informò che attualmente stava cercando di preparare un vetro capace di assorbire il calore solare, e una lega utilizzata nelle fusoliere del velivolo vimana per assorbire 1′eccesso di calore prodotto dall’attrito dell’aria alle alte velocità.
Secondo Prabhu, lui e altri suoi colleghi ricercatori intendono costituire un istituto di ricerca per produrre le differenti leghe menzionate nel Vymanika Sastra.
Essi pensano anche di decifrare i manoscritti relativi ad un altro Shastra, l’Amsu Bodhini il quale, secondo un testo anonimo del 1931, contiene informazioni sui pianeti; sui differenti tipi di luce, calore, colore e campi elettromagnetici; sui metodi utilizzati per costruire macchine capaci di attirare i raggi solari e di separare e analizzare le loro componenti energetiche; sulla possibilità di conversare con persone in località remote ed inviare messaggi via cavo; e sulla costruzione di macchine in grado di trasportare la gente su altri pianeti. Tutto ciò sembra confermare che la scoperta delle moderne tecnologie era già stata raggiunta.
In qualche modo, in qualche posto, queste conoscenze sono state registrate. Dipende da noi il ritrovarle – invece di sostenere che nessun’altra civilizzazione aveva mai raggiunto il nostro livello di superiorità.

(Questo articolo è stato pubblicato in Mas Alla de la Ciencia [Monografia no. 17, giugno 1996], il giornale spagnolo dedicato alle antiche tecnologie).

Robert Goodman

Fonte: Enrico Baccarini Enigma

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“Le Green Pigotte”, il nuovo laboratorio per bambini di The Style Outlets

The Style Outlets presenta in contemporanea nei centri outlet di Castel Guelfo e Vicolungo la nuova attività per l’estate 2011 rivolta ai bambini e alle famiglie: “Le Green Pigotte”. In collaborazione con MUBA saranno realizzati dei laboratori gratuiti dal 19 Giugno al 17 Luglio durante i week-end, per sostenere attivamente Unicef nella campagna “Vogliamo zero, mortalità infantile”.

Fonte: BlogModa

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