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Consapevolezza di Viviana Musumeci

L’Europa ha una lunga storia, cultura e molte tradizioni alle spalle. Spesso, a causa di ciò, nell’essere rapportata ai più recenti Stati Uniti si è erta – forse anche involontariamente – su un pulpitino per sentirsi migliore. La cultura lunga secoli del nostro continente, però, ha portato con se ancora oggi nel 2011, dei retaggi non lusinghieri che in tempi di internet e società dell’informazione dovremmo sforzarci di superare. La riflessione mi è stata posta su un piatto d’argento con il famigerato caso Strauss-Khan. Al di là dei comportamenti moralmente ed eticamente biasimevoli del protagonista, ciò che ha attirato la mia attenzione è stato l’atteggiamento della cameriera che ha denunciato l’aggressione. Una ragazza dalle umili origini e di colore lavora in un albergo di lusso nella Grande Mela. Riassetta letti, pulisce bagni e pavimenti quotidianamente. E’ un lavoro part time perché poi nel pomeriggio ha una bambina da crescere. Questa ragazza dalla vita normalissima incrocia in un giorno qualsiasi della sua vita un signore anziano, ricco e potente che forse si reputa al di sopra, non tanto di ogni sospetto – in patria il suo comportamento per alcune compagne di partito era ormai una certezza -, ma di ogni punizione. Ricco, potente e vecchio – sinonimo di affascinante per alcune -, questo signore decide di approcciarsi alla ragazza umile come spesso fa e ha già fatto con altre donne.. La ragazza umile, però, la cameriera non solo ha la forza di scappare, ma senza nemmeno pensarci denuncia subito l’accaduto. Ecco è qui che vorrei soffermarmi. Il gesto, l’atto compiuto immediatamente senza pensarci. In maniera istintiva. Senza meditare sulle possibili conseguenze di immagine o di opportunità. La ragazza, senza nemmeno pensare alle differenze di status, esige di essere risarcita moralmente – e forse non solo – per il torto subito. Non importa se è di colore; non importa se è una semplice cameriera; non importa se pulisce i cessi di uno dei più begli alberghi di New York: la ragazza è consapevole di aver diritto al rispetto come persona e come donna, pertanto che l’uomo in questione sia affascinante o meno – leggi ricco, potente e vecchio -, a lei non importa. Pur sotto shock, lo ha denunciato.
Oltre Oceano, nella vecchia Europa, invece, donne appartenenti alla medio/alta borghesia, che vestono très chic, che sono emancipate a tal punto da fare le giornaliste o aver abbracciato la carriera politica, nella patria de l’egalité, fraternité et liberté, quando incontrano sulla loro strada l’orco, decidono, con tutto il loro bagaglio culturale, di tacere. E’ proprio questa la differenza. Il bagaglio culturale. La Francia si è svegliata maschilista e sciovinista, le donne per fare carriera, lì non si sottoponevano al bunga bunga a fini remunerativi. No, parbleu.. C’est vulgaire. Meglio invece farsi fare e sopportare qualsiasi cosa – anche sulle proprie figlie – pur di non dare scandalo. Non è elegante. Chissà poi cosa potrebbe dire madame di qui o mademoiselle di là. E poi la carriera? No. Meglio tacere. Meglio non dire nulla, non rispondere nemmeno al signor Bernard Henry Levi che ha difeso a spada tratta il suo vecchio amico. Lui è un intellettuale e con le parole ha cercato di avvolgere di un’allure filosofica e charmante anche a uno dei gesti più odiosi che un uomo possa compiere su una donna. Se prendi le difese della vittima, non sei un uomo o una donna di mondo. Certo il dubbio deve sempre essere ragionevole, ma negli Stati Uniti una cameriera di colore ha detto al mondo intero che meritava rispetto. Nel vecchio continente, molte signore e signorine à la page, poco consapevoli di quel diritto, hanno taciuto.
Usa 1 – Vecchio Continente 0.

Fonte: Vivianamusumeciblog’s

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