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Archive for June 3, 2011

“Fumetti d’Italia”, mostra del fumetto italiano a Milano

“Fumetti d’Italia” – fino al 26 giugno c/o WOW SPAZIO FUMETTO viale Campania 12 Milano. In occasione delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e per gli amanti del fumetto, propongo questa mostra in cui la nostra storia è raccontata dalle più importanti firme del fumetto italiano, dalle tavole della “Storia d’Italia a fumetti”, firmata da Enzo Biagi, alle più belle storie Disney. Dal martedì al venerdì dall ore 15 alle 19, il sabato e la domenica dalle ore 15 alle 20 – http://www.museowow.it

Fonte: Noisymag

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“Il Regno Segreto” di Robert Kirk, Adelphi Edizioni

Robert Kirk

Il Regno Segreto

A cura di Mario M. Rossi

Biblioteca Adelphi

1980, 3ª ediz., pp. 289

isbn: 9788845904479

Letteratura inglese, Letteratura per l’infanzia

€ 24,00

RISVOLTO
Un oscuro ministro presbiteriano scozzese, Robert Kirk, scrisse verso la fine del Seicento questa incantevole, incantata guida al «regno segreto» dei fairies – e dunque delle fate, degli elfi, degli gnomi, dei coboldi e di tutte le altre specie che appartengono a quelle «aeree tribù». Usando la sobrietà dei grandi etnologi e il tono familiare, pacato di chi racconta di cose con le quali ha avuto a che fare per tutta la sua vita, Kirk voleva innanzitutto trasmetterci una descrizione precisa e fedele degli esseri di quel mondo, delle loro abitudini e del loro modo di intervenire nella nostra vita. Solo così, egli sperava, si potevano dissipare molti pregiudizi: primo fra tutti quello che il «regno segreto» non esistesse e che quel «popolo quasi sempre invisibile» fosse un banale frutto dell’immaginazione umana, mentre la quotidiana esperienza ci vuol dimostrare il contrario. Che cos’è infatti l’inquietante, ciò che ci fa fremere di orrore o di attrazione, se non – ogni volta – uno dei tanti «tentativi benevoli» con cui quelle «creature nostre sorelle» ci avvertono che, oltre al nostro mondo, esiste anche quello del «popolo nascosto» per il quale «lavoriamo tanto quanto per noi stessi»? E i non pochi che hanno l’ambiguo dono della «seconda vista» non sono forse semplicemente coloro che sono sempre accompagnati da «un raggio come quello del sole», il quale permette di vedere in ciascuno degli «atomi» sospesi nel pulviscolo dell’aria un abitante della «città sotterranea pervasa da una luce verde»? Kirk allinea con dolcezza, ma con determinazione, i suoi argomenti. Egli nutriva infatti una fede soave nel progresso, e ben sapendo che «ogni epoca ha qualche segreto lasciato da scoprire», sognava però che un giorno finalmente i rapporti fra noi e i fairies sarebbero stati «liberamente esercitati e tanto bene conosciuti come sono l’arte della navigazione, la stampa, le armi da fuoco, il cavalcare a sella con la staffa e le scoperte dei microscopi, che una volta suscitavano altrettanta meraviglia ed era altrettanto difficile farle credere». Dopo più di due secoli e mezzo il manoscritto di Kirk ha trovato il suo primo adeguato decifratore e commentatore in Mario Manlio Rossi. Con estro sapiente e acume erudito, Rossi ha cercato e trovato le tenui tracce dell’esistenza del «cappellano delle fate», individuando anche finalmente il manoscritto originale del Regno Segreto. Infine ha dedicato a quel testo un lungo saggio, dove attraverso le teorie e gli esempi di Kirk sui nostri rapporti con i fairies veniamo ricondotti al centro di una vasta e oscura area della cultura moderna europea: quella delle dottrine (e delle pratiche) dell’occulto, dei processi alle streghe (e di fatto l’intenzione di Kirk era innanzitutto quella di sottrarre coloro che hanno rapporto con i fairies al sospetto di stregoneria), della vana lotta della scienza contro le fate. Perché alla fine, come Rossi dimostra con scintillante consequenzialità, «sono le fate a rivelare l’inconsistenza della scienza empirica».
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Paola Pivi al Museo del Novecento (13 Aprile – 30 Giugno)

Il Museo del Novecento inaugura lo spazio20metricubi. Il piccolo white cube, allestito su una delle finestre a piano terreno, è gestito in collaborazione con l’Associazione Amichae e metterà in mostra opere di artisti contemporanei.
La prima artista ospitata è Paola Pivi.Paola Pivi
Nice ball, 2010
Sedie in miniatura di Vitra, alluminio, lampadina, filo elettrico
ø 90/100 cm
Courtesy: Galerie Emmanuel Perrotin, Parigi e Galleria Massimo De Carlo, Milano

L’opera è stata realizzata in occasione della mostra WYSTAWA a cura di Susanne Pfeffer al Museum of Modern Art, Warsaw, 2010 e successivamente presentata alla mostraWhat goes round – art comes round presso la Galerie Emmanuel Perrotin, Paris.

“100 Cristalli di morte” di Francesco Cosentino, Albatros Il Filo

 100 Cristalli di morte – Francesco Cosentino

Prezzo: €11.50

978-88-567-1657-3
Numero pagine: 126

La prima pubblicazione del giovanissimo Francesco Cosentino è un ampio e complesso lavoro che si muove nel tortuoso mondo della poesia contemporanea, cercando un linguaggio personale ed individuale, che sia veicolo del pensiero e, nel contempo, crei una musicalità interna alla lirica stessa. In 100 cristalli di morte è espresso tutto l’esprimibile, l’autore affronta temi come l’amore, la società, l’inevitabile scorrere del tempo, per poi soffermarsi anche sulla funzione del poeta e dell’artista nel mondo contemporaneo. Il suo è uno stile che non sfocia mai nel quotidiano o nell’ordinario, alterna componimenti lunghi ad altri molto brevi, accosta termini sapientemente scelti, disponendoli in un particolare ordine all’interno della pagina. Ciò che vien fuori è una poesia densa, a tratti cupa, oscura, da scandagliare fino in fondo per riportare alla luce tutto quello che racchiude.

(dalla prefazione)

Francesco Cosentino è nato a Vibo Valentia il 20 settembre del 1990. Attualmente vive a Reggio Calabria. 100 cristalli di morte è la sua prima pubblicazione.

Aerogel, sostanza composta di aria

Nell’ultimo secolo non solo abbiamo assistito alle più grandi innovazioni tecnologiche nella storia dell’umanità, in primis cellulare e internet, ma abbiamo anche assistito all’evoluzione drastica dei materiali. Siamo riusciti a creare nuovi materiali e a migliorare quelli già esistenti. Ad esempio il Poron XRD, che abbiamo recensito tempo fa, è solo uno dei tantissimi materiali che ogni anno vengono creati. Oggi scopriremo l’aerogel, una sostanza simile ad un gel ma molto diverso e con tantissimi vantaggi…

Alla scoperta dell’aerogel

Prendiamo un gel per i capelli. Esso è sostanzialmente una sostanza a stato solido, in realtà è una sostanza quasi a stato solido, in quanto in essa vi è un’alta percentuale di componente fluido (liquido, in parole più povere), nel caso del gel per capelli è l’acqua. L’aerogel è la stessa cosa, ma il componente liquido non è l’acqua, bensì è il gas. L’aerogel al tatto sembra una schiuma.  Più tecnicamente, l’aerogel è una sostanza composta dal 98% di aria e dal 2% da diossido di silice. Poi vi sono aerogel di carbonio, alluminio, cromo e stagno ma sono meno frequenti. Inoltre c’è da dire che mentre sembra molto leggero in realtà l’aerogel è tre volte più pesante dell’aria!

I vantaggi e gli usi

Ora che abbiamo scoperto cos’è l’aerogel a livello scientifico soffermiamoci sui suoi incredibili vantaggi e molti usi. L’aerogel viene utilizzato spesso per scopi scientifici, ad esempio la NASA lo ha utilizzato per intrappolare le particelle di polvere interstellare durante la missione della sonda Stardust. Ma a parte questo, l’aerogel:

  • è un ottimo isolante termico, viene usato nelle tute spaziali, nelle finestre degli edifici ecc.
  • ha un enorme capacità di carico e resistenza strutturale
  • resiste ad altissime temperature, il grado di fusione del aerogel di silicio è di 1200° C

Infine l’aerogel viene usato nelle racchette da tennis Dunlop principalmente per ridurre le vibrazioni provocate dall’impatto con la palla.

Se sei interessato ad aerogel Aktarus Group è il rivenditore più famoso in Italia. Per maggiori info sull’aerogel visita Wikipedia.

Fonte: Skimbu

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Tour Archeoastronomia in Sardegna – 17/18 Giugno 2011

Nei giorni 17 e 18 giugno 2011, si svolgerà una gita archeoastronomica organizzata da Paolo Littarru e Mauro Peppino Zedda.
Si visiteranno:
– il pozzo sacro di Santa Cristina di Paulilatino,
– i nuraghi Zuras e Losa di Abbasanta,
– il complesso nuragico della valle di Brabaciera ad Isili
L’incontro, per chi volesse partire da Cagliari, è previsto alle 14 del 17 giugno dall’ex Motel dell’AGIP a Cagliari, con facoltà, per chiunque, di raggiungere il gruppo nelle altre tappe.
Nel pomeriggio del 17 Giugno (h 15.30) si visiterà il pozzo di Santa Cristina. I relatori illustreranno il significato astronomico di questo straordinario monumento, recentemente definito dal Prof. Arnold Lebeuf “il più sofisticato osservatorio astronomico lunare dell’antichità e il probabile punto d’inizio della scienza nel senso moderno del termine”.
Attorno alle ore 17 la visita si sposterà al nuraghe Zuras di Abbasanta, dove sarà illustrato il significato astronomico lunare di questo nuraghe, recentemente individuato.
Chi volesse potrà inoltre verificare al sorgere della luna piena il 14 giugno tale straordinario fenomeno, prendendo accordi direttamente con gli organizzatori; si precisa che si tratta di un’ulteriore escursione che si esaurirà nella serata del 14 giugno.
La sera del 17, ci recheremo al tramonto al Losa di Abbasanta, un nuraghe non solamente astronomicamente orientato, ma rientrante addirittura nel ristrettissimo novero delle architetture astronomicamente concepite, i cui lati sono incardinati lungo gli assi solstiziali; dopo l’illustrazione delle caratteristiche astronomiche del monumento, si potrà osservare (nuvole permettendo) il tramonto del Sole in asse col paramento murario orientato lungo l’asse alba solstizio d’inverno – tramonto solstizio d’estate.
Cena e pernottamento a Isili.
La mattina del 18 giugno appuntamento presso il nuraghe Nueddas a Isili alle 6.20 del mattino, si inizierà con lo spettacolare sorgere del Sole sul nuraghe Longu, constatando empiricamente e personalmente il significato astronomico dello straordinario complesso nuragico della valle di Brabaciera.
Si tratta di uno stupendo esempio di archeo-astro topografia.
Nella mattinata è prevista la visita del magnifico nuraghe Is Paras di Isili, altro meraviglioso punto –chiave del sistema di Brabaciera.
La partecipazione alla gita è libera, gratuita, da effettuarsi con mezzo proprio e aperta a tutti; ogni partecipante dovrà provvedere alle proprie spese di vitto e alloggio e all’eventuale biglietto d’ingresso ai monumenti.
E’ gradita conferma telefonica (Paolo cell. 3395745528) ed è consentita la partecipazione anche a singole frazioni dell’escursione (es. solo il tramonto al nuraghe Losa, o solo la cena).

Fonte: Quotidiano di Storia e Archeologia

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“Indovina con chi mi sposo” di Alice Zeniter, Edizioni E/O

June 3, 2011 1 comment

Indovina con chi mi sposo

Alice Zeniter

Collana: Dal Mondo

Traduzione: Silvia Manfredo

ISBN: 978-88-7641-965-2

Pagine: 176

Euro 16,50

IL LIBRO

«La mia è la generazione di chi vivrà peggio dei suoi genitori, la generazione che non è nata con Internet, ma è cresciuta con lei, io con Internet ho un rapporto tenerissimo. La mia è la generazione che non avrà più petrolio proprio ora che comincia a godersi i voli low cost. La mia è la generazione che ha festeggiato i suoi dieci anni durante il genocidio del Rwanda. La mia è la generazione che ama acquistare tappetini per il mouse. La mia è la generazione che ha riscoperto il poker, la generazione che forse scoprirà tutte le proprietà intrinseche della materia oscura, la generazione cui non fa più effetto l’idea di andare sulla Luna. La mia è la generazione che non ha ancora deciso se Paris Hilton è una gran figa oppure no. La mia è la generazione della crisi di mutui subprime. La mia è la generazione del riscaldamento globale e dei documentari strappalacrime sul destino degli orsi bianchi e delle calotte polari. La mia è la generazione che diventa più povera, la generazione che paga le pensioni, la generazione che impara ad aver paura dei vecchi. La mia è la generazione che non può farsi carico di tutte le miserie del mondo… ».

Indovina con chi mi sposo è la storia di un’amicizia e di un matrimonio bianco tra Alice, giovane studentessa franco-algerina, e Amadou, detto Mad, suo coetaneo originario del Mali, ma cresciuto in Francia. Dalla morte del padre, il ragazzo è costretto a combattere contro la burocrazia francese a ogni rinnovo del permesso di soggiorno: a causa del mutato clima politico e della stretta nei confronti degli immigrati Mad infatti rischia il rimpatrio. L’ipotesi di essere separati è intollerabile per i due amici, abituati a condividere tutto e a poter contare l’uno sull’altra fin dall’infanzia, e Mad chiede ad Alice di sposarlo per ottenere così la cittadinanza francese. La decisione li mette però di fronte a varie difficoltà burocratiche e psicologiche: nella mente di Alice la lealtà e la gratitudine nei confronti di Mad si scontrano con la consapevolezza di una menzogna che rischia di isolarli completamente. Alla ricerca di forza e motivazione Alice ripercorre dentro di sé le tappe di un’amicizia lunga una vita e al tempo stesso inizia a riflettere sui tanti episodi di razzismo, strisciante e non, che fin da piccola ha avuto modo di sperimentare personalmente, ma soprattutto attraverso Mad. Sullo sfondo degli avvenimenti politici francesi dell’ultimo decennio leggiamo così l’affresco di una generazione, quella dei quasi trentenni di oggi, una generazione che in teoria ha ereditato tutto e non deve combattere più per niente, ma che in realtà appena dietro le apparenze si ritrova sull’orlo del baratro.

Con una introduzione di Amara Lakhous.

NOTA SULL’AUTORE

Alice Zeniter ha studiato teatro a Parigi e insegnato francese in Ungheria. Talento letterario precoce, ha pubblicato il suo primo romanzo a soli sedici anni. Indovina con chi mi sposo è il suo secondo romanzo, con cui ha vinto il Prix de la Porte Dorée, conferito a opere che abbiano messo particolarmente in risalto le questioni dell’esilio, dell’immigrazione e della cittadinanza.

Fonte: Edizioni E/O

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Artouverture presenta “Symphonie de couleurs”

ARTOUVERTURE, L’ASSOCIAZIONE CULTURALE FONDATA DA RITA CALENDA E CARLO FRANCESCO GALLI, SBARCA A VENEZIA CON UNA COLLETTIVA

Il 4 giugno, nel ricco e movimentato panorama artistico veneziano della 54^ Biennale d’Arte, si inaugurerà anche l’evento espositivo Symphonie de couleurs (1 giugno – 20 luglio 2001), curato dai due critici e appassionati d’arte contemporanea, Rita Calenda e Carlo Francesco Galli, ideatori e fondatori dell’associazione culturale milanese “Artouverture”.

Artouverture
Punto di riferimento e rilevante canale di comunicazione fra emergenti e già affermati artisti contemporanei, Artouverture opera nell’ambiente culturale italiano da alcuni anni, con il dichiarato proposito di creare un vitale punto d’incontro fra coloro che vi espongono le loro opere – senza privilegiare alcuna tendenza, anzi, elargendo ampio spazio di visibilità a forme d’arte eterogenee – e un pubblico, sempre più vasto, desideroso di avvicinarsi all’arte contemporanea.
La mostra veneziana è patrocinata dall’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) e dal Museo d’Arte Contemporanea Italiana in America (MACIA).

Palazzo Pesaro Papafava
Le sale del piano nobile di palazzo Pesaro Papafava, dove troveranno ospitalità le tele e le sculture dei quindici artisti che interverranno alla collettiva, si offrono agli occhi dei fruitori come un valore aggiunto al pregio delle opere, esaltandone la qualità compositiva e formale anche mediante il tramite di una luce ‘generosa’ che filtra dall’elegante quadrifora, affacciata sull’abbazia e sulla contigua chiesa di Santa Maria della Misericordia e che collega, in un dialogo serrato, la città del passato alle forme d’arte contemporanea.

Gli artisti
Con l’occhio allenato dalla passione per la fotografia e l’animo raffinato di poeta e compositore, Dino Aresca ama sperimentare nuove tecniche adottando la spatola come strumento ideale per miscelare i colori e conferire alle sue tele un’impronta personale e unica, dove forme e segni si intrecciano in ritmi modulati e si integrano in un’esistenza concettuale ricca di preziosa identità strutturale e compiutezza grafica. Prediligendo la tecnica mista su tela, Aresca è in grado di fermare sul supporto pittorico, narrazioni incalzanti e spettacolari atmosfere chiaroscurali, che catturano l’osservatore con intense sensazioni emozionali.
Mefistofelico è il tema prescelto da Angelo Biondo per la presentazione al pubblico dell’evento espositivo del 4 giugno. “Even the devil disguises himself” (anche il diavolo si traveste) è un lavoro che nasce da una somma di sperimentazioni con vari materiali e nell’ambito di più poetiche, e trova conferma in altri dipinti di recente produzione dove l’autore ‘gioca’ con fondi materici, gocciolature e ispessimenti della superficie, a suggerire il continuo divenire delle cose. Il fondo di quest’opera, tetro, dai colori lividi, fa riaffiorare alla mente tutto ciò che è macero; in contrapposizione, uno scheletro di un bianco brillante, quasi a testimoniare lo “spogliarsi” di tale entità da ciò che è solo e solamente carnale. Un “memento mori” al quale tutti dobbiamo soggiacere.
Francesco D’Alconzo per questo evento di Artouverture espone dipinti ma anche sculture. Tutte opere che, secondo la sua originale modalità creativa, sono il risultato di un lavoro di “bottega”. D’Alconzo è l’artefice di un progetto e della successiva realizzazione che si esplicita in un lavoro “artigianale” dove il termine assume la sua valenza antica, cioè di un operato che vede coinvolta un’intera bottega oltre al suo principale ideatore e creatore.
Con l’occhio allenato dalla passione per la fotografia e l’animo
Fiorentina di origine, ma con residenza ormai da anni nell’Abbazia Benedettina di San Nazzaro Sesia (Novara), con la quale Artouverture collabora nella gestione di alcune esposizioni che si tengono nel bellissimo chiostro, Daniela Grifoni può vantare la presenza di alcune sue opere di pittura in alcuni musei d’arte contemporanea italiani e stranieri. Sulla vetrina veneziana la Grifoni sarà presente con alcune tele, risultato dei processi di sperimentazione del colore condotti in questi ultimi anni. Processi che hanno portato l’artista a concretizzare sul supporto pittorico una particolare configurazione critica con la quale ella intende qualificare la sua pittura: il “Magmatismo” e il “Metaformismo”, due concetti legati da un sottile trait-d’union in quanto prevedono uno status formae in perenne movimento e transmutazione. Nutrita di immagini classiche che per tutta la sua infanzia e giovinezza ha potuto avere sotto gli occhi nella sua città natale, Daniela Grifoni ha modo di elaborarle di continuo nelle sue opere, istituendo armonie compositive che imbrigliano la libera fuoriuscita della pasta cromatica, conferendo all’opera esuberanza e compostezza insieme.
La figlia di Perestroika, proveniente dalla Siberia, Ludmilla Radchenko, laureata in Design, dopo l’esperienza televisiva e cinematografica rappresenta un artista emergente della corrente popart. Impegnata da qualche anno a raccontare il suo percorso di consapevolezza di rappresentare la propria generazione attraverso la comunicazione visiva, oggettuale e tutto ciò che appartiene alla società di consumo. Dopo le sue esposizioni collettive e personali nel territorio italiano come il Museo di Arte Contemporanea Lucca, il Teatro Della Scala, La Triennale, Palazzo Torlonia di Roma e la Casa Delle Culture Del Mondo di Milano, è stata riconosciuta in alcune gallerie internazionali di Monte Carlo, Svizzera e New York.
L’artista bielorussa Svetlana Koa si presentò al pubblico per la prima volta nel 1998, partecipando all’ormai tradizionale mostra di Milano “Il Duomo incontra l’Arte”; da questa data in poi si sono susseguite le sue partecipazioni a collettive ma anche l’organizzazione di personali un po’ in tutta Italia e all’estero. La pittrice affronta soggetti paesaggistici, restituendone un’interpretazione personale e mantenendo uno stilema sempre riconoscibile, giocando con una tavolozza dalle differenti cromie, forse condizionate dai diversi stati d’animo.
Vere e proprie emozioni sprigionano dall’osservazione delle opere di Saverio Lucci. Opere condotte mediante la tecnica rinascimentale dell’encausto (una delicata combinazione di strati sovrapposti di pura c’era d’api e olii pittorici), mezzo ideale all’artista per esprimere la vasta gamma degli aspetti psicologici della natura umana, da lui prediletti e accuratamente indagati, inseriti in ambienti raffinati e condotti con una sofisticazione pura del segno, che risente degli influssi della pittura metafisica e surrealista.
Come scrive Roberto Sabatelli nella scheda del catalogo, «i dipinti di Paola Magini hanno uno stilema di verismo tale da farci ricordare tanto la Scuola Romana quanto il Neorealismo»: la pittrice “fotografa” infatti, aspetti e momenti del vissuto quotidiano, restituiti alla tela attraverso ricordi e sentimenti personali elaborati attraverso una personale percezione del reale, certamente diversa per ognuno di noi.
Francesco Mariani può vantare una personale nel Museo di Arte Contemporanea Italiana in America (MACIA) – con sede nella Cancelleria dell’Ambasciata d’Italia a San Josè in Costa Rica – che ha poi acquistato alcune sue opere. Egli è un artista prettamente figurativo, formatosi alla scuola di Piero Nincheri, in quella cerchia che ha fatto riferimento al critico Gianni Pozzi e allo storico dell’arte Carlo Sisi (già direttore del Museo d’Arte Moderna di Palazzo Pitti e del Museo Marino Marini di Firenze).
Annalisa Matucci è una giovane artista di trentadue anni che ha deciso, cinque anni or sono, di dedicarsi esclusivamente alla pittura, partendo da un informale dove sempre si intravedeva la “sfumatura” di un figurativo, e sfociando poi definitivamente nell’astratto. Le sue ultime dieci opere, piene di colore, realizzate dal 2009 a oggi, sono state esposte, prima che nella collettiva veneziana, nella mostra organizzata a palazzo Gambacorti, sede del Comune di Pisa. Anche Matucci può vantare l’acquisto di un suo dipinto da parte del Museo di Arte Contemporanea italiana in America a San Josè in Costa Rica.
Artouverture ha inserito in mostra la stufa Eva Estate, creazione della Ravelli design (con sede a Palazzolo sull’Oglio – Brescia). Apparentemente potrebbe apparire un oggetto decontestualizzato in una mostra d’arte; in realtà esso rientra appieno nell’insegnamento e nella filosofia, mai tramontati, della Bauhaus che, nel primo quarto del Novecento, rappresentò il punto di riferimento fondamentale per tutti i movimenti d’innovazione nel campo del design e dell’architettura legati al razionalismo e al funzionalismo. L’elevato gusto estetico, coniugato ai materiali e alle tecnologie più attuali, comunicano tutto il fascino del migliore Made in Italy.
Nelle opere di Donatella Ribezzo, lo spettatore viene coinvolto in un dialogo serrato e intimo con la natura e gli animali che l’artista elegge a protagonisti della sua arte da quando un viaggio in Tanzania, che si potrebbe definire “iniziatico”, ha risvegliato in lei un interesse profondo per il paesaggio. Attingendo ai perfetti colori della natura per ottenere variazioni cromatiche, profondità e luminosità, la Ribezzo matura un personale linguaggio raffinato e sensibile con il quale ritrae persone e animali.
«Forme plastiche e colori brillanti sono certamente queste le componenti che più colpiscono l’attenzione del fruitore, per la prima volta di fronte alle opere di Menelaw Sete, artista brasiliano che si porta nelle vene lo “spirito di vita” della sua terra»: così lo ha descritto Donat Conenna in un breve ma esauriente profilo. “Spirito di vita” ma anche messaggi in chiave simbolica e surreale, si sprigionano dalle immagini legate all’inconscio, al sogno, all’immaginazione, e danno vita a composizioni che trasmettono all’osservatore tutte le inquietudini dell’essere uomo, privo di certezze e di regole fisse.
Gianmario Tadini, artista milanese, è forse quello che vanta più esperienza rispetto ai suoi “compagni di avventura” veneziana; nei suoi anni di attività ha conosciuto un’evoluzione formale tangente a più correnti. Da un clima impressionista-macchiaiolo in cui egli calava le sue nature morte e i suoi paesaggi, ha abbracciato in un secondo tempo un espressionismo quasi informale, di confine, dove gli avvenimenti naturali si sostituiscono ai paesaggi e divengono assoluti protagonisti: tempeste, tramonti, alluvioni, la cui forza vitale emerge prepotente dalla tela, favorita dall’uso della spatola nella stesura dei colori.
Enfant prodige si potrebbe definire Dino Valdelli, altro artista in procinto di approdare in Laguna con Artouverture. il primo ritratto gli viene infatti commissionato all’età di dodici anni, e da lì in poi il suo talento non conoscerà requie. Il critico Alberto Gerosa ha battezzato l’enunciazione dell’estetica di Valdelli “Fermati, attimo”, ossia la trasmissione di una sensazione che scaturisce improvvisa e si concretizza sul supporto pittorico, immersa in un’atmosfera fantasmatica, di inquietante visione, dove l’Ombra lentamente si materializza con l’ausilio del nero ctonio.
Vittorio Ziffarelli, fin dagli esordi, è quello che si definisce correttamente un pittore astratto. Nelle molte sue opere, eseguite a partire dalla fine degli anni settanta del secolo scorso, riconosce subito una matrice cubista, che in alcuni periodi si alterna a un linguaggio più morbido, con un richiamo a Matisse, ma che poi riprende nuovamente il sopravvento nella sua produzione più recente, dove si individua, come ha scritto Rossana Bossaglia, «una volontà di testimoniare i misteri dell’universo e di trascrivere le tensioni nel viaggio verso nuovi pianeti […] mettendo in risalto il rapporto tra il quotidiano e il fantastico».

Info:
Inaugurazione: sabato 4 giugno 2011, ore 18.00
Venezia, palazzo Pesaro Papafava
Cannaregio, calle Racchetta 3764
Apertura: 1 giugno – 20 luglio 2011, 10.00-18.00
Symphonie de couleurs
“Artouverture”
associazione culturale “Artouverture”
curatori: Rita Calenda e Carlo Francesco Galli
Casello Daziario Napoleonico, piazza Principessa Clotilde 11
Milano (Porta Nuova)
artouverture@gmail.com

Fonte: Artevista

Marocco, Operazione Marhaba 2011

June 3, 2011 Leave a comment

L’operazione di transito e d’accoglienza dei marocchini residenti all’estero (MRE)  Marhaba 2011 debutterà questa domenica e proseguirà per tutta l’estate, secondo un comunicato della Fondazione Mohammed V per la Solidarietà. Per accompagnare l’intensità del traffico sia marittimo che aereo, la Fondazione ha aperto delle nuove sedi, tra cui l’aerea di riposo Tangeri Mediterranée, situata all’intersezione delle autostrade che portano verso la città di Tangeri e il porto di Tangeri Med, con una apertura sulla strada nazionale verso Tétouan, oltre ad alcuni nuovi siti di accoglienza come  a Bab Melilia e negli aereoporti di Agadir Al Massira e Fès Saïss. Questi nuovi siti si aggiungono agli spazi d’accoglienza già esistenti  nel porto di Tangeri Med, Al Hoceima e Nador, oltre a Bab Sbta, Tazarine, Ras El Ma, Taouirit e gli aereoporti di Casablanca e Oujda. All’estero la Fondazione continua ad offrire la sua assistenza ai membri della comunità marocchina all’estero che transitano per i porti europei di Almeria, Algesiras e Genova.  Guide di informazioni pratiche sono state redatte in 7 lingue, arabo, tifinagh (berbero), francese, spagnolo, italiano, olandese e tedesco, e sono a disposizione dei viaggiatori presso i consolati, agenzie bancarie in Europa, agenzie della Royal Air Maroc, società di trasporti e sui battelli che assicurano il collegamento tra l’Europa e il Marocco, oltre a tutti gli spazi di accoglienza della Fondazione. Nei 157 spazi gestiti dalla Fondazione Mohammed V per la Solidarietà, oltre 400 assistenti sociali, medici, infermieri e volontari sono al servizio e all’ascolto dei marocchini residenti all’estero e sono mobilizzati per assisterli e fornire i soccorsi necessari.  Gli spazi della Fondazione possono essere raggiunti attraverso il centro d’appello che è operativo 7/7 e 24/24, al n. telefonico 0537 20 55 66 / 0537 20 66 66 oppure attraverso il numero verde a partire dal Marocco: 080 000 23 23. Lo spazio di accoglienza in Italia è a Genova e risponde al numero  00 39 320 303 80 57. Buon ritorno al Bled!

Fonte: My Amazighen

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“Balla con noi” di Cinzia Bomoll (2011)

June 3, 2011 Leave a comment

Balla con noi è un film di Cinzia Bomoll del 2011, con Alice Bellagamba, Andrea Montovoli, Mascia Musy, Sara Santostasi, Guido ‘Blast’ Branca, Francesca Pompei, Samuel Terracina, Ons Ben Raies, Giuseppe ‘Kacyo’ Di Mauro, Mauro ‘Cico’ Peruzzi. Prodotto in Italia. Durata: 90 minuti. Distribuito in Italia da Nomad Film a partire dal 27.05.2011.

Roma. Erica è una ballerina dell’Accademia Nazionale di Danza. L’esame di diploma si avvicina e la tensione aumenta, vuole dimostrare d’impegnarsi al massimo, ma è deconcentrata, balla male, cade e s’infortuna a una caviglia. Il mondo sembra crollarle addosso. Marco è l’anima degli Avengers, una crew multietnica (Sara, Claudietto, Congo e Aziz) che balla hip hop, in competizione continua con la crew di Cico, il nuovo ragazzo della sua ex, Betty. Erica e Marco sono fratelli, ma Marco è andato via di casa per aver scelto uno stile di vita diverso. Erica cerca il fratello per trovare un po’ di aiuto in un momento di crisi e conosce Congo che la invita alla sfida tra la crew di Cico e quella del fratello. Scopre così un mondo a lei totalmente sconosciuto, ma quando cerca di approfondire il rapporto con Marco, realizza che la distanza è ancora troppa. Nel frattempo tra Erica e Congo nasce una sincera simpatia. Marco capisce che deve cambiare qualcosa nel suo modo di porsi di fronte alla vita: decide così di chiedere scusa alla sorella e di reagire cercando di recuperare il suo rapporto con Betty, dopo alcuni tentativi un po’ ingenui per riconquistarla. Per dimostrarle che vale più del suo nuovo ragazzo decide di iscrivere la sua crew alla Battle, la sfida più importante dell’anno per i breakers. Erica salta le lezioni all’Accademia e la sua insegnante, Valeria, la trova con gli altri ragazzi della crew. Valeria vedendo i ragazzi ballare hip hop, dà loro dei consigli, inizialmente ignorati… Intanto Marco cerca di aiutare la sorella a recuperare l’amore e la passione per la danza e le organizza una sorpresa: una serata all’Opera, che la porterà anche ad un timido quanto casto bacio con Congo. E’ il momento per Erica di riprendere a danzare sotto la guida di Valeria, anche se nel frattempo prepara la coreografia per la Battle con la crew del fratello. La data del saggio di fine anno è fissata lo stesso giorno in cui si tiene la Battle! Erica vorrebbe restare con i ragazzi, ma sono loro stessi a convincerla che il suo posto è l’Accademia; fino a quando non arriva il grande giorno, non privo di sorprese per tutti…

Per immergersi nella realtà dei ventenni italiani e conoscere i loro sogni incantati, tra conflitti generazionali e primi passi di danza, immortalati dalla regista Cinzia Bomoll. Per vedere fianco a fianco i giovani ed energici Andrea Montovoli e Alice Bellagamba, già noti ai fan di show televisivi ‘musicali’ come Ballando con le stelle e Amici.

Fonte: Movieplayer.it

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