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Archive for June 1, 2011

Intervista di Giovanna Arabini al fotografo Alessandro Loddi

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G.A.: Qual è la tua parola preferita?

A.L.: Boh, forse anticlericale. Suona bene. O forse MILF?

G.A.: Cosa ti fa sentire vivo?

A.L.: L’assenza di mio padre e anche quel recente dolorino alle spalle.

G.A.: Qual è il tuo posto preferito?

A.L.: Gli aeroporti, seriamente. Ci vivrei. Mi alleggeriscono e la potenza del trolley che unisce non è mai da sottovalutare. Fervore, curiosità, eccitazione.

G.A.: Quale artista ammiri?

A.L.: Svariati. David Yow/Ian MacKaye & soci/Thurston Moore & soci/Andrzej Dragan/Ben Heine Se comincio con il cinema non la finisco più.

G.A.: Qual è il tuo cibo preferito?

A.L.: Credo di non avere un cibo preferito, Se dico KEBAB non mi sputate in faccia vero?

G.A.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

A.L.: Tibor Fisher “Sotto il culo della rana“, anche se, a dir la verità, ho appena riletto “Non ho risposte semplici” di Stanley Kubrick.

G.A.: Quale talento vorresti possedere?

A.L.: Riuscire a non perdermi in cazzate studiando un piano logico-temporale infallibile.

G.A.: Quale sarebbe la tua giornata ideale?

A.L.: Sveglia, sesso, lavoro, foto, casa, sesso, concerto sotto casa, casa, sesso, coccole, russare. Ovviamente le circostanze possono mutare l’ordine cronologico degli eventi. Ecco perché molte persone fanno sesso a lavoro. Servirebbe più tempo… Ecco ora posso rispondere anche alla domanda sul talento che vorrei possedere.

G.A.: Qual è il miglior ricordo che hai della tua infanzia?

A.L.: Senza dubbio l’edicola di Buggerru durante i soggiorni estivi. Ero piccolo, basso e grassottello e da quell’altezza da tappo vedevo un sacco di buste sorpresa coloratissime. Impazzivo. E facevo impazzire mio padre e mio zio. “Compra questo e compra quello” mi chiamavano.

G.A.: Chi vorresti essere nella prossima vita?

A.L.: Un Vittorio Arrigoni.

G.A.: Qual è stata la cosa più bella che hai fotografato?

A.L.: Dico in miei nipotini, Nicolò e Giulia, perché sono veramente fighissimi.

G.A.: Qual è stato sinora il tuo più bel traguardo?

A.L.: Non ho fatto gran ché. Credo non prenderò mai una laurea. Tuttavia parlo un ottimo italiano e uso discretamente il verbo essere, avere e congiuntivi vari. Vi pare poco? Lavorativamente, guadagnare qualcosina facendo ciò che ti piace e che ti gratifica non è affatto male, soprattutto se aggiungi a tutto ciò, la stima che svariate persone mi dimostrano quotidianamente.

G.A.: Quale indumento saresti felice di indossare per il resto della tua vita?

A.L.: Una di quelle camicie a quadretti che sembrano delle tovaglie scozzesi.

G.A.: Qual è la tua più grande paura?

A.L.: Che gli italiani non si accorgano di quanto facciamo pena.

G.A.: Cosa ti fa piangere?

A.L.: Bob Corn. Mmmh, ora che ci penso, quando ho voglia di piangere metto su Bob Corn, quindi non è lui la causa. I miei amori e i miei disamori.

G.A.: Cosa ti fa ridere?

A.L.: Mi fa ridere Fabio, un amico che proprio oggi ha perso il padre. Ti vogliam bene bigia. Poi ovviamente mi fa ridere Cartman, Peter Griffin, Monty Python, Oddo e Germano Mosconi. Molte volte mi faccio ridere, mi autofinanzio i sorrisi.

G.A.: Cosa fa di un amico un buon amico?

A.L.: La sincerità e il non spaccare le palle nei momenti meno opportuni.

G.A.: Ti sei mai innamorato?

A.L.: Essì, l’amore è bello tranne quando ascolti Dente.

G.A.: Cosa significa libertà per te?

A.L.:  I tempi che viviamo ed i luoghi che abitiamo non ci permettono di possedere un concetto di libertà assoluta; magari, ed in determinati casi, si può essere fisicamente liberi ma mentalmente colmi di restrizioni. Viviamo un mondo di bombardamenti mediatici e spesso, inconsapevolmente, inglobiamo informazioni e modi di vita che non ci appartengono. Tuttavia provate ad immaginare l’essere umano privo di qualsiasi credenza religiosa. Non saremmo forse più liberi? Ci sarebbe da festeggiare!

G.A.: Quando è stata l’ultima volta che hai aiutato uno sconosciuto?

A.L.: Ieri.

G.A.: Senza cosa non riusciresti a vivere?

A.L.: Senza foto, senza film, senza musica, senza tette e senza un sacco di altre cose. Sono vizioso. Ah..ma che mondo sarebbe senza l’Inter?

G.A.: Qual è la cosa più bella che hai mai visto?

A.L.: Un film è una cosa, quindi dico “A Clockwork Orange” e dico anche la barista di un Bulldog Coffee-shop di Amsterdam.

G.A.: Qual è l’odore più bello del mondo?

A.L.: L’odore del caffè e della benzina.

G.A.: Credi in una qualche divinità?

A.L.: Si certo, in Germano Mosconi.

G.A.: In quale personaggio del cinema o dei libri ti identifichi di più?

A.L.: Senza alcun dubbio Benjamin Malaussène, personaggio di Daniel Pennac, francese ma simpatico.

G.A.: Qual è la cosa più importante che hai imparato?

A.L.: G.A.:

G.A.: Da chi vorresti essere baciato?

A.L.: Dipende da che tipo di bacio. Per un bacio zozzo dico Asia Argento.

G.A.: Qual è la tua più grande ossessione?

A.L.: Non sono ossessionato da nulla in particolare.

G.A.: Quali valori o ideali ti guidano nella vita?

A.L.: L’essere esplicito/onesto con la gente e con me stesso. E svariati valori innati dell’essere umano di cui la chiesa ingiustamente si fa portatrice.

G.A.: Come vorresti essere ricordato?

A.L.: Come ciò che sono e non ciò che sembro.

G.A.: Cosa vorresti fotografare delle cose che non hai ancora fotografato?

A.L.: Guerra.

Spesso ho pubblicato su The SarDorialist le foto di Alessandro per cui mi è sembrato naturale chiedergli di prestarcene ancora qualcuna nonchè di rispondere a qualche domanda personale. E’ stato così gentile da accettare dimostrandosi non solo appassionato e talentuoso (e questo lo si sapeva) ma anche disponibile e piacevole per cui spero di potermi avvalere ancora dei suoi lavori qui sul blog. 

Intervista a cura di Giovanna Arabini

Fonte: The Sardorialist


 

Fès e il suo Festival di Musica Sacra

June 1, 2011 Leave a comment

Fès, splendida e ospitale, non lascia trasparire immediatamente i suoi segreti. Dalle sommità delle sue colline dove sembrano dormire le tombe della necropoli merinide, si estende un mare di tetti tenuti  alti dai muri colorati dalla luce, fermi, stabili, dietro al loro anonimato di patrimonio che non chiede altro che tempo per svelarsi ai viaggiatori. Fès, che fu per secoli la capitale politica e intellettuale del Marocco, è ora un centro di incontri e di scambi. Nelle cronache storiche si racconta che Silvestro II (Gerbert d’Aurillac), Papa dal 999 al 1003, soggiorno nella sua giovinezza per compiere degli studi che gli diedero l’opportunità di  introdurre le cifre arabe in Europa. Maimonide, medico e filosofo ebreo, insegno’ alla prestigiosa Università  Qaraouine. L’opera di questo filosofo è una meravigliosa illustrazione della simbiosi della cultura giudeo-islamica che prevalse in Andalusia e trovo’ un eco simile a Fès. Il Festival di Musiche Sacre del Mondo, creato nel 1994, si iscrive nella tradizione dei sapienti, degli artisti e nella spiritualità della città.  Il Festival di Fès venne proclamato dall’ONU, nel 2001, come uno degli avvenimenti più importanti e fondamentali per il dialogo delle civiltà. Parallelamente al Festival, si è svillupato un réseau internazionale  di sostegno e di mediatizzazione; è nata cosi’ negli USA l’Organizzazione “Spirit of Fès” che organizza ogni due anni un programma del Festival e degli Incontri di Fès attraverso 20 città americane.  Una tournée venne organizzata durante il mese di ottobre e novembre 2006 in diverse città americane con un concerto finale al Carnagie Hall di New York. La diffusione, attraverso queste manifestazioni, dello “Spirito di Fès”, è servito ad irradiare cultura e interscambio in diversi luoghi del mondo.

Molte altre città come Milano, Londra o Madrid, hanno voluto un interscambio con Fès, per prolungare il messaggio del Festival e degli Incontri di Fès, in primis per creare un dialogo di spiritualità attraverso la musica, creando una cultura di pace favorita da una mondalizzazione pluralista, rispettosa dei valori etici e religiosi.  Il filo d’Arianna che attraversa tutta la programmazione del Festival di Musiche Sacre di Fès, quest’anno, nelle sue diverse declinazioni, è quello della creazione e dell’innovazione. Nel corso di una avventura che festeggia quest’anno i 17 anni del Festival, l’impressione che si ha di questa manifestazione è che abbia raggiunto progressivamente la sua età matura. Non è soltanto un luogo dove si consuma della cultura ma è quello della creazione e dell’esperienza, con la complicità di artisti importanti  per scoprire insieme l’Oriente e l’Occidente.  Lo “Spirito di Fès” diventerà una sorta di label dove si ritroveranno le tracce e i ragionamenti dei differenti paesi del mondo. Il Forum, una “Davos spirituale”, è un luogo privilegiato per osservare il mondo in mutazione che apporta dei nuovi  sguardi emananti culture e saggezze, insieme alla serenità e alla comprensione. E’ stato ben capito  lo “spirito di Fès”, anch’esso in perenne evoluzione, segno tangibile di una vitalità e di una capacità che continua a sorprendere ad ogni  tappa delle sue nuove esplorazioni  sociali, intellettuali o artistiche della nostra cultura.

Fonte: My Amazighen

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“La disperazione della vecchia” di Charles Baudelaire

La disperazione della vecchia

La vecchietta raggrinzita si sentì rallegrare tutta vedendo quel bel bambino al quale tutti facevano festa, al quale tutti volevano piacere; quell’esserino grazioso, fragile come lei, la vecchietta, e come lei senza denti e senza capelli.
Gli si avvicinò, gli volle far sorrisi e moine.
Ma il bambino spaventato si divincolava sotto le carezze della decrepita vecchina, e riempiva la casa di guaiti.
Allora la vecchietta si ritirò nella sua eterna solitudine, e piangeva in un cantuccio dicendo:
– Ah! Per noi, disgraziate femmine vecchie, è passato il tempo del piacere, anche agli innocenti; e facciamo inorridire i bambini che vorremo amare!

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“Cirkus Columbia” di Danisa Tanovica (2010)

June 1, 2011 Leave a comment

Cirkus Columbia è un film di Danis Tanovic del 2010, con Miki Manojlovic, Boris Ler, Mira Furlan, Jelena Stupljanin, Mario Knezovic, Milan Strljic, Svetislav Goncic, Almir Mehic, Ermin Bravo, Mirza Tanovic. Prodotto in Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Slovenia, Bosnia-Herzegovina, Serbia. Durata: 113 minuti. Distribuito in Italia da Archibald Enterprise Film a partire dal 27.05.2011.

Bosnia ed Erzegovina, 1991. Il comunismo è caduto e Divko Buntic torna al villaggio dove è cresciuto per riappropriarsi della casa di famiglia. Dopo un esilio di 20 anni in Germania, Divko arriva con la sua Mercedes rosso fiammante accompagnato dalla giovane e sexy fidanzata Azra, il gatto nero fortunato Bonny e le tasche piene di marchi tedeschi. Cash e il cugino Ivanda, recentemente e “democraticamente” eletto sindaco, aiutano Divko a sfrattare la moglie abbandonata Lucija e il loro figlio ventenne Martin, i quali, dopo essere scampati all’arresto da parte della polizia, vengono sistemati in un piccolo appartamento in una casa comunale. Tornato nella sua vecchia casa, Divko tenta un avvicinamento con Martin, il figlio che non aveva mai conosciuto: invita il giovane a vivere con lui e la sua futura moglie Azra. Ma quando Lucija lo scopre, s’infuria temendo che suo figlio l’abbandoni per il padre. Il ragazzo la rassicura, ma continua a far visita in segreto al padre, per utilizzare l’attrezzatura che ha lasciato nella casa. Quando l’adorato gatto Bonny scompare, l’intero villaggio si unisce alla ricerca disperata per potersi aggiudicare la ricompensa promessa da Divko. La quotidiana ricerca del gatto disperso spinge il rapporto tra Divko e Azra, già fragile, al limite e apre la porta a un’inaspettata ma forte attrazione tra “matrigna” e “figliastro”. Impegnati nella vita di tutti i giorni, gran parte degli abitanti del villaggio non sembrano preoccuparsi dei tumulti politici: la Croazia si è separata, tutti gli jugoslavi si vedono costretti a scegliere la parte dalla quale stare e i serbi iniziano a bombardare Dubrovnik. Anche se la zona è in massima allerta, molti non riescono ancora a immaginare che qualcuno o qualcosa possa separare la Bosnia e l’Erzegovina. L’ex sindaco comunista Leon e il capitano dell’esercito jugoslavo Savo sono da sempre amici di Martin e di sua madre. Ma Martin rimane presto scioccato nello scoprire con quale rapidità gli amici si possano trasformare in nemici, come il suo amico d’infanzia Pivac che si unisce a un gruppo paramilitare pro-Croazia. Mentre le nubi della guerra si addensano, sentimenti profondi e lealtà saranno messi a dura prova dalla decisione più difficile di tutte, se restare o andarsene.

Per ritrovare sul grande schermo il regista premio Oscar Danis Tanovic, che torna in sala a raccontarci una storia bellica dopo Triage. Tratto dall’omonimo romanzo di Ivica Dikic, il film segue le vicende di una famiglia separata dalla guerra sullo sfondo degli eventi storici degli anni ’90. Nel ruolo della coprotagonista femminile l’attrice Mira Furlan, che il pubblico ricorderà per il ruolo della misteriosa Danielle Rousseau, la “francese” nella serie televisiva cult Lost.

Fonte: Movieplayer.it

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Giovani, meglio perdere l’olfatto su internet piuttosto che il proprio PC

Avere un pc e potersi collegare ad internet non è più una dipendenza, ma è qualcosa di cui non si può più nemmeno pensare di fare a meno.
Questo è quanto rivelato da uno degli ultimi studi tenuti dai ricercatori dell’università americana McCann.

Secondo questi ultimi, infatti, che hanno intervistato circa un migliaio di giovani fra 16 e 30 anni, almeno la metà di loro, davanti ad una scelta tra perdere il loro olfatto o il loro PC, ha preferito perdere il proprio senso dell’olfatto.
Una statistica a dir poco scioccante, che ha attirato l’attenzione degli enti scolastici, i quali hanno subito dichiarato che, prossimamente, focalizzeranno la loro attenzione anche nell’educazione all’uso dei nuovi mezzi tecnologici, cercando di mettere in risalto e far capire ai giovani gli enormi vantaggi che può portare l’uso della rete, ma anche i gravi disagi e le catastrofi celebrali che può portare l’abuso di tali mezzi.

Fonte: GoLook-Technology.it

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“Non v’é lacrima” di Mario Calzolaro

– Non v’é lacrima

Ora

che il sole

declina

non v’è lacrima

che doni ristoro.

 .

Il rimorso

ha tempi lunghi

amari giorni

e stanche teorie

di parole perse

e mai dette

enneppur sana

inferte ferite

lesioni del cuore

promesse tradite

attese inevase

e colpevoli silenzi.

 .

Non v’è lacrima

che doni frescura

ad un cuore

di arido gesso

Nè v’è il il tempo

per porre rimedio

ad assenze

assurdi silenzi

parol…

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Ottava edizione del Forum Europeo sulla Televisione Digitale – 10 giugno 2011 a Lucca

Cresce l’attesa per la Ottava edizione del Forum Europeo

Appuntamento il 10 Giugno 2011 all’Auditorium di San Romano in Lucca!

Tra le novità: un’area di oltre 175mq dedicata al 3D, panel dedicati ai prossimi Switch off ed al Beauty Contest, la partecipazione di Bbc e SerTv, i nuovi entranti in Italia, le opportunità per le Televisioni Locali in Italia.

Visita il 3D Village!

Iscrizione On Line

Il Panel Italia: Andrea Ambrogetti

Il Presidente di DGTVi illustra i dati di costante avanzamento del processo di digitalizzazione in Italia, anche alla luce dei prossimi switch over che coinvolgeranno Toscana, Umbria e Puglia.

Il Panel Internazionale: Marisin Luzcando

La Direttrice Generale di SerTv, la principale Televisione di Stato di Panama, presenta i progetti legati alla Televisione Digitale Terrestre dopo l’adozione del sistema Dvb Europeo. La sua presenza legata a nuovi progetti di cooperazione con l’Italia.


Fukushima, altra perdita di acqua radioattiva

Una nuova perdita di acqua radioattiva è stata scoperta nella centrale nucleare di Fukushima, già gravemente danneggiata dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo 2011. La Tepco, società si sta occupando di monitorare l’andamento della situazione, ha ravvisato un abbassamento anomalo di oltre 10 centimetri all’interno del deposito temporaneo di stoccaggio. Nel frattempo la prefettura di Fukushima ha provveduto a distribuire dei contatori Gaiger tascabili in tutte le scuole al fine di avviare una campagna di prevenzione e misurazione approfondita per difendere i giovani dalla radiazioni nucleari.

Carla Liberatore

Fonte: MondoRaro

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Raspberry Pi, PC portachiavi low cost

E’ grande come una chiavetta USB, il più piccolo ed economico computer al mondo: 17 Euro. Il prototipo ideato dallo sviluppatore britannico David Braben, è stato realizzato dalla Fondazione Raspberry Pi, a livello sperimentale, e a scopo didattico per le scuole e i paesi emergenti. Servirà infatti ad aiutare i bambini a capire i fondamenti della programmazione, e l’architettura hardware di un computer, senza limitarsi alla creazione di un documento Word/Excel. Il micro computer basato su sistema operativo Linux Ubuntu, integra un piccolo circuito stampato, con processore ARM da 700 Mhz a basso consumo e RAM da 128 Mb, una scheda grafica OpenGL sufficiente per visualizzare video a 1080p, una porta USB 2.0 per la connessione alla tastiera, un’uscita video HDMI per collegarlo al televisore o al monitor, uno slot per SD card, e ciliegina sulla torta, un sensore foto/video da 12 megapixel. Consentirà anche di navigare in Internet, controllare la posta elettronica, o il proprio account Facebook. Il video sotto, mostra la presentazione di David Braben alla BBC, del suo progetto.

Fonte: Futurix

Sottodiciotto Filmfestival, Concorso 2011

Apertura del nuovo bando della XII edizione (Torino 8-17 dicembre 2011)

Un’occasione unica per i giovanissimi talenti e per scoprire i registi di domani

▪ Concorso nazionale aperto alle produzioni realizzate dalle scuole

▪ Concorso nazionale aperto alle produzioni extrascolastiche realizzate dagli under 18

Scadenza 30 giugno 2011

Sottodiciotto Filmfestival – Torino Schermi Giovani, la più importante kermesse nazionale dedicata alla produzione cinematografica dei giovani, dei bambini e dei ragazzi, bandisce il nuovo concorso nazionalerelativo alla XII edizione, che si svolgerà a Torino dall’8 al 17 dicembre 2011.

Elemento caratterizzante della sezione competitiva sarà anche per il 2011 il Concorso nazionale prodotti audiovisivi realizzati dalle scuole (di ogni ordine e grado, da quelle dell’infanzia alle secondarie), che, unico in Italia, ha registrato nel tempo una costante crescita di partecipazione diffusa. Sono stati, infatti, oltre 400 i film pervenuti alla scorsa edizione dall’intero territorio nazionale, segno di quanto il Festival interpreti e incentivi un positivo primato dell’Italia, il paese europeo dove è maggiormente diffuso nelle scuole l’uso didattico dell’audiovisivo.

Dedicato al “cinema giovane” di ieri, di oggi, ma soprattutto di domani, Sottodiciotto è da sempre un luogo d’incontro e di confronto che si propone di dare visibilità e di promuovere i prodotti audiovisivi realizzati dai ragazzi in quanto espressione della loro libera iniziativa e creatività. Nella sezione competitiva, accanto al Concorso riservato alle scuole, il Festival, quindi, bandisce anche quest’anno il Concorso nazionale under 18 extrascuola: un’occasione unica per tutti i giovanissimi appassionati di audiovisivi di mettere alla prova il proprio talento, mostrare il proprio lavoro e misurarsi con un vero pubblico in sala. Sono ammessi film di ragazzi che non abbiano ancora compiuto 19 anni al 30 giugno 2011, realizzati in autonomia – singolarmente o in gruppo – oppure sotto la supervisione di un educatore o di un operatore specializzato.

Ai due concorsi potranno partecipare film a tema libero, terminati dopo il 1° settembre 2010 e di durata non superiore a 30 minuti.

Iscrizione: la richiesta d’iscrizione è gratuita e deve essere inoltrata tramite la scheda ufficiale entro il 30 giugno 2011, accompagnata da una copia del film in DVD.

La scheda d’iscrizione è scaricabile dal link: http://www.sotto18.it/bando_2011.php

Info: Sottodiciotto Filmfestival – Torino Schermi Giovani, c/o Aiace Torino, Galleria Subalpina 30, 10123 Torino; tel. 011538962/0115067525 – fax 011542691; e-mail: info@sottodiciottofilmfestival.it,

http://www.sotto18.it/bando_2011.php