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Archive for May 26, 2011

“Senza luce” di Luigi Bernardi, Gruppo Perdisa Editore

Senza luce
Luigi Bernardi

Prezzo euro 14,00

Pagine 176
Isbn 978-88-8372-106-9

Ha fatto bene a insistere perché traslocassero in questo piccolo paese, a una decina di chilometri dalla università dove insegna. In città, per uno che va giù di testa e si mette a sparare all’impazzata, la luce non l’avrebbero tolta. E anche se l’avessero fatto, l’interruzione di energia avrebbe riguardato una zona circoscritta, non come lì dove c’è un’unica cabina che fornisce la corrente a tutto il circondario. È il piccolo paese, non la città, il microcosmo ideale. Solo in un piccolo paese accadono cose che riguardano tutti, solo il piccolo paese è un mondo in miniatura.

Giorni nostri, metà ottobre. In un paese dell’hinterland di Bologna, un anziano squilibrato si mette a sparare dalla finestra, uccide alcune persone e tiene in scacco le forze dell’ordine. A sera inoltrata, la polizia decide di passare al contrattacco e, per disorientare il folle, ordina che venga tolta l’energia elettrica all’intero circondario. In questo quadro – realmente accaduto nel giugno 2005 in un paese dell’Italia settentrionale – si sviluppa la finzione narrativa: cento minuti, quattro storie parallele, tutte segnate dalla mancanza di luce.

Mario, un dirigente comunale, cerca di sedurre Federica, sua vicina di appartamento e ausiliaria del 118. A casa del professor Umberto, lui, la moglie e i due figli affrontano l’emergenza facendo un gioco che travolgerà la stessa coesistenza famigliare. Nel bar di Loretta, nella piazza del paese, ci si industria per continuare a giocare a carte e a biliardo, ma presto e in modo del tutto imprevedibile si dipanerà una storia completamente diversa. Intanto, Domenico, uno scrittore solitario, si prepara a realizzare il suo desiderio più oscuro…

Visita il sito del romanzo e scarica l’estratto qui.

Ascolta l’intervista all’autore da parte di Tommaso Giartosio dal sito Fahrenheit, qui.

Luigi Bernardi è nato nel 1953, a Ozzano dell’Emilia, Bologna. Ha creato e diretto case editrici, riviste e collane di libri e di fumetti. Attualmente è scrittore e consulente editoriale. Ha scritto alcuni libri sui rapporti fra crimine e contemporaneità, fra i quali A sangue caldo (DeriveApprodi, 2001), Pallottole vaganti (DeriveApprodi 2002), Il male stanco (Zona 2003). Come narratore ha pubblicato il romanzo Tutta quell’acqua(Dario Flaccovio, 2004), la trilogia di storie criminali Atlante freddo (Zona, 2006), tre raccolte di racconti Erano angeli (Fernandel, 1998), La foresta dei coccodrilli(Castelvecchi, 1998; Perdisa, 2007), Complicità (Mobydick, 1999), e il libro illustratoGaijin! (Black Velvet, 2006, con i disegni di Onofrio Catacchio). Per il teatro ha scrittoColpevole (2003), La conta (2005), Gaijin! (2006) e I tempi stanno per cambiare (2007), quest’ultimo insieme a Rosario Palazzolo. Per il fumetto ha sceneggiato Habemus Fantomas (disegni di Onofrio Catacchio, edizioni BD, 2008), prima parte della trilogia Non temerai altro male. Vive e lavora a Bologna, città di cui ha raccontato storie e memoria in Macchie di rosso (Zona, 2002). Il suo sito internet è www.luigibernardi.com.

“Burlesque” di Steve Antin [2010]

May 26, 2011 Leave a comment

Life is a burlesque

Un film che piacerà ai patiti del pop e agli amanti di questo genere di spettacoli grotteschi, colorati e carichi di allusioni erotiche, nati nell’Inghilterra vittoriana ma diventati celebri negli Stati Uniti.

Per ogni Alice che si rispetti, c’è un paese delle meraviglie. Quello di Ali, giovane, bella e talentuosissima cameriera dell’Iowa, fuggita da una vita di privazioni, si chiama Burlesque Lounge ed è un locale di Los Angeles, di proprietà dell’ex chanteuse Tess, ove ogni sera rivivono i fasti e gli antichi splendori di questa particolarissima forma di spettacolo. Ipnotizzata dai movimenti sinuosi delle ballerine e spinta da un’irrefrenabile voglia di successo, Ali scala rapidamente la scala gerarchica di quella società fondata sulle curve femminili, passando da cameriera a ballerina nell’arco di poche settimane e da ballerina di fila a star incontrastata, in meno di cinque minuti. Ovviamente non finisce qui, perché Alice trova l’amore della sua vita, il musicista-barman Jack (Cam Gigandet), salva il club di Tess dai debiti e perdona la sua cattivissima rivale Nikki (Kristen Bell). 

Life is a cabaret, diceva Liza Minnelli; ancora oggi il palcoscenico è il luogo ideale per mettere in scena i desideri e i sogni di stelle e stelline dello spettacolo, magari chiudendo la favola con un lieto fine in cui tutti trovano il successo e l’amore. E al capolavoro di Bob Fosse si è in parte ispiratoSteven Antin per il suo nuovo film, Burlesque, presentato fuori concorso al Torino Film Festival. Giudichiamo l’opera per quella che è, un sontuoso videoclip in cui la storia vera e propria (ragazza di provincia diventa stella della musica, rischia di perdere l’uomo della sua vita, ma non se lo lascia sfuggire) è un sottile filo che lega i vari numeri cantati, messi tutti al servizio della superba voce di Christina Aguilera, qui nelle vesti anche di produttrice esecutiva della parte musicale. Il film, dunque, è consigliabile solo ai patiti del pop e agli amanti di questo genere di spettacoli grotteschi, colorati e carichi di allusioni erotiche, nati nell’Inghilterra vittoriana, ma diventati celebri negli Stati Uniti, soprattutto tra le classi meno abbienti. 

Il film in sostanza un grosso spot pubblicitario per una diva come la Aguilera, al suo debutto come attrice, ripresa da Antin in tutto il suo splendore; mai un capello fuori posto, non parliamo di make up e vestiti, perfetti anche alle 6:00 del mattino.Cher, nei panni della malinconica e anacronistica proprietaria del locale, non riesce ad infondere al suo personaggio quell’ironia che sarebbe stata giusta in un contesto in cui era troppo facile scivolare sulla melassa. Quello che manca nel film è proprio una sana ventata di leggerezza, ridotta a pochi battibecchi tra Cher e Stanley Tucci. Molto belle, invece, le coreografie di Denise Faye e Joey Pizzi, girate però senza originalità registica. Genere insidioso come pochi, il musical non conosce mezze misure: o lo si ama, o lo si odia. Si può scegliere di asciugare al massimo ogni orpello, per puntare al cuore del film, cioè le canzoni, oppure lo si stravolge senza pietà, dando vita a qualcosa di originale e un’operazione del genere negli ultimi anni è riuscita a pochi (Baz Luhrmann con Moulin RougeJulie Taymor e il suoAcross the Universe). Tutto il resto è un gioco fine a se stesso. Un grande burlesque.

Francesca Fiorentino

Fonte: Movieplayer.it

QUEERING ROMA, Festa del Cinema LGBTQ della Capitale – Seconda edizione

QUEERING ROMA Festa del Cinema LGBTQ della Capitale – Seconda edizione

3, 4 e 5 giugno 2011

Nuovo Cinema Aquila, via l’Aquila 68, quartiere Pigneto, Roma – www.queeringroma.it

Giunta alla seconda edizione dopo il successo del 2010, Queering Roma è la festa del cinema LesboGayBisexTransQueer organizzata nella Capitale dall’associazione Armilla, grazie al sostegno della Regione Lazio e della Provincia di Roma e con il patrocinio di Roma Capitale. L’edizione 2011 della manifestazione è inserita nel calendario degli eventi del Roma Europride 2011 e si avvale del supporto del Comitato organizzatore (Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, Arcigay Nazionale, MIT – Movimento Identità Transessuale, Agedo e Famiglie Arcobaleno).

Queering Roma è realizzato in collaborazione con il Festival Da Sodoma a Hollywood di Torino, il Museo Nazionale del Cinema, Divergenti Festival Internazionale di Cinema Trans e Some Prefer Cake Lesbian Film Festival di Bologna.

CINEMA. La seconda edizione di Queering Roma si svolgerà dal 3 al 5 giugno, nel quartiere Pigneto, presso il Nuovo Cinema Aquila. Verranno proposti al pubblico lungometraggi, corti e documentari, provenienti dai festival Da Sodoma a Hollywood, Divergenti e Some Prefer Cake.

Tre i giorni di proiezione. 34 le pellicole presentate, provenienti da Cina, Australia, Filippine, Usa, Corea del Sud, Spagna, Cile, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Argentina, Italia, Brasile, Danimarca, Sudafrica, Francia, Algeria.

Tutti film mai visti finora a Roma, proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. La seconda edizione della Festa è, insomma, ancora più ricca e internazionale della precedente.

Dal punto di vista tematico, Queering Roma rappresenta uno spaccato della cultura LGBTQ di oggi, con problematiche e contraddizioni, sentimenti e passioni che le condizioni e le storie di vita di omosessuali e trans portano con sé. I percorsi di ricerca e definizione di un’identità sono costellati da dolorosi momenti di passaggio

(Dear Dad Love Maria – venerdì 3), scontri con la famiglia di origine (Gun Hill Road – domenica 5), voglia di avere un figlio e limiti e possibilità di essere famiglia oltre gli schemi (Senza Fine – domenica 5), improbabili fughe dalla realtà

(Drool – domenica 5), segreti più o meno nascosti (Nebenan – domenica 5), migrazione e precarietà esistenziale

(Quelque jours de repit – domenica 5), attrazione sessuale oltre i confini dell’amicizia (Pod Bluzka – sabato 4), passione e tenerezza (Wu Yan Hua, Mi Le Guo e We Once Were Tide – sabato 4), prostituzione (Remember Me in Red – venerdì 4 e Die Jungs Vom Bahnhof Zoo – domenica 5), conseguenze dell’omofobia sull’amore (Holding Hands

venerdì 3).

Tra i fili conduttori della manifestazione, inoltre, la necessità e la meraviglia della trasformazione, in particolare nel percorso esistenziale delle persone transgender.

I film in programma riescono a smascherare degli stereotipi dominanti e i pregiudizi, mettendo in luce le ipocrite forme di discriminazione ma anche mostrando i difficili percorsi intrapresi da gay, lesbiche e transessuali per l’affermazione dei propri diritti.

A questo proposito, è significativa la proiezione di Stonewall Uprising (sabato 4): un’emozionante e coinvolgente ricostruzione documentaria, con materiali inediti, della celebre notte del 28 giugno 1968, quando l’ennesima irruzione della polizia in un locale gay newyorkese provocò la rivolta degli avventori, dando origine al moderno movimento di liberazione omosessuale. Una proiezione ancor più significativa, vista la ricorrenza dell’Europride romano.

La proposta artistica della Festa del Cinema LGBTQ di Roma ci porta al centro delle vite delle persone LGBTQ dando allo spettatore la possibilità di conoscere storie spesso assenti dai palinsesti culturali dominanti. Racconti di vita

a volte sconosciuti agli stessi omosessuali, perché lontani dal punto di vista geografico e temporale. Tra questi, Cai Hong Shang Hai (venerdì 3) propone una ricognizione del mondo omosessuale di Shangai e testimonia l’apertura semi-ufficiale del regime cinese alle battaglie sui diritti civili della comunità LGBTQ. Un amore clandestino che dura trent’anni, a partire dalla fine degli anni Cinquanta, è la nota di fondo dell’epopea romantica di due uomini filippini in Muli (sabato 4), pellicola che ricorda il sentimento oltre il tempo di Brokeback Mountain.

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Marocco, giro di vite sulle manifestazioni non autorizzate

May 26, 2011 Leave a comment

Le autorità marocchine si sono dichiarate “determinate”  a tenere testa ai movimenti dei contestatori islamici e di sinistra, indicando che non saranno messe in causa le riforme politiche annunciate recentemente. “Il Marocco non farà marcia indietro e proseguirà sulla via delle riforme annunciate dai più altri livelli dello Stato”, ha dichiarato il ministro marocchino delle Comunicazioni Khalid Naciri. Secondo il portaparola del governo, il Movimento 20 Febbraio, che reclama delle riforme democratiche in Marocco e una limitazione dei poteri del re Mohammed VI, è stato “fagocitato dagli islamisti e dal movimento dell’estrema sinistra”. La polizia marocchina ha disperso domenica scorsa centinaia di giovani del Movimento 20 Febbraio che chiedevano delle importanti riforme politiche in Marocco, manifestando in diverse città del reame senza pero’ essere in possesso delle dovute autorizzazioni. Decine di persone si sono scontrate con la polizia e si sono verificati diversi feriti da entrambi le parti, in particolare nella città di Tangeri. “Il programma degli islamisti e dei movimenti dell’estrema sinistra marocchina non hanno niente a che vedere con le riforme democratiche. Il governo marocchino non ha nulla contro questo movimento (20 Febbraio) ma estimiamo che i suoi membri sono manipolati dagli islamisti e dai comunisti”, ha aggiunto M. Naciri. Il ministro ha chiamato in causa alcune organizzazioni islamiche come “Giustizia e Benevolenza”, che utilizza le rivendicazioni democratiche per raggiungere i propri obiettivi. Secondo un alto responsabile del ministero degli Interni che ha richiesto l’anonimato, “sfortunamente Giustizia e Benevolenza utilizza questo spazio per provocare le autorità marocchine e cerca quotidianamente lo scontro fisico”. D’altro canto il porta-parola del Movimento 20 Febbraio, Fathallah Arsalane, ha dichiarato alla stampa che “lo Stato deve rispondere alle richieste politiche e sociali della società marocchina che sono radicate nel nostro movimento”.

Fonte: My Amazighen

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Mortal Kombat – Legacy: Ep. 6 – Raiden

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“Chronos” di Ron Fricke [1985]

May 26, 2011 Leave a comment

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Immanente eternità

Mediometraggio girato tre anni dopo Koyaanisqatsi e sette prima di Baraka, Chronos è il vero punto d’incontro fra il genere documentaristico e un cinema sperimentale che poggia su basi filosofiche.
Il tema è ovviamente Κρόνος, il tempo e non è difficile evincerlo né dal titolo né tantomeno dalle immagini focalizzate come sono sulla statica mutevolezza di ogni cosa.
Il regista Ron Fricke sceglie infatti un espediente tanto intelligente quanto funzionale per distaccarsi dal ben più classico genere del documentario, utilizzando la cosidetta tecnica del time-lapse, ovvero delle immagini accelerate. Malgrado sia qualcosa di già visto in Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio, la forza che questa tecnica di ripresa imprime all’immagine è dovuta all’ossessivo utilizzo che ne viene fatto.
Ogni immagine è accelerata dandoci realmente il senso del tempo che scorre, tanto sul sito di Stonehenge quanto sulle piramidi egiziane o dentro la basilica di San Pietro a Roma.
E se alla lunga potrebbe risultare monotòno e annoiante, Fricke ha la felice intuizione di variare il ritmo delle immagini a seconda della situazione arrivando intorno al 25esimo minuto a incrementare sempre più la velocità dei fotogrammi fino a ritmi vertiginosi che catalizzano la totale attenzione dello spettatore che sarà inevitabilmente intrappolato dentro al tunnel visivo formatosi sullo schermo.
E’ questo il momento sicuramente più interessante di tutta la pellicola che per il resto si contraddistingue per l’ottima tecnica di ripresa e per la notevole qualità dell’immagine, ma che zoppica un po’ in fatto di originalità delle scene proposte.
Se infatti alcune inquadrature sono davvero eccezionali, molte altre sono po’ troppo “da cartolina”. L’effetto accelerato dà senso alle scene, ma ciò che vediamo è già stato visto centinaia di altre volte da altre parti. Non è una critica vera e propria in quanto la potenza dell’immagine non sopisce mai, però conoscendo già l’originalità con la quale il regista sarà in grado di realizzare Baraka tanto nella fotografia quanto nei luoghi scelti, forse l’effetto stupore svanisce un po’.
Un punto a favore di Chronos rispetto al suo più famoso successore Baraka è invece, a mio avviso, la musica che accompagna le silenti immagini. Nella già citata vertiginosa scena in crescendo, la parte sonora gioca un ruolo assolutamente fondamentale al fine dell’impressionante riuscita della scena stessa. Chronos è un’opera che non documenta e non fa filosofia. Però evoca. E anche se l’idea risulta un po’ acerba, non disprezzeremmo di certo vedere altre produzioni così.

Danilo Cardone

Fonte: Cinefobie

Nazioni Unite, esistenza reale fenomeno UFO

La notizia è stata emanata in luglio del 2010 ma pare che risalga al febbraio del 2008, quando il Prof. Michael Salla dell’American University di Washington, noto politoloco ed esponente dell’Esopolitica, ricevette una email dai due colleghi fidati – Clay e Shaw Pickering – in cui affermarono di aver partecipato ad una riunione segretissima presso un ufficio di New York, delle Nazioni Unite, riguardante l’ondata copiosa di avvistamenti UFO che si era susseguita negli ultimi mesi e giorni in tutto il Mondo. I Pichering confermarono al Prof. Salla che alcuni degli stati facenti parte dell’ONU si stavano preoccupando per l’impatto sociale e mediatico dei continui avvistamenti di oggetti volanti non identificati e che intendevano essere costantemente informati sull’evolversi della situazione. I governi in questione erano stati precedentemente informati da fonte attendibile, che esiste un gruppo di lavoro segreto che monitorizza il fenomeno UFO in ogni suo aspetto e che ha proprietà di decidere se rilasciare o meno informazioni al pubblico. In pratica il lavoro di questo gruppo segreto consiste nell’acclimatazione di notizie verso il popolo terrestre, quindi si occupano di rilasciarne via via una certa quantità affinché diventino non solo di dominio pubblico ma anche di una tale consuetudine che non ci si farà nemmeno più di tanto caso. Ciò in effetti dal 2008 ad oggi sta inequivocabilmente avvenendo. Il gruppo segreto si sta inoltre già occupando di mostrare ai terrestri quelli che secondo loro sono gli alieni più eticamente simili al genere umano e che quindi non rappresentano una minaccia militare. Ciò fa ripensare alle dichiarazioni rilasciate lo scorso anno al parlamento giapponese, del Ministro della Difesa nipponica che all’interno di una seduta improntò un dibattito su come il Giappone potrebbe rispondere alla presenza di extraterrestri che possano presentarsi all’interno dello spazio aereo del Sol Levante, almeno rispetto a quelli che si mostrano con intenti pacifici. Da altre informazioni che stanno trapelando in questi ultimi anni, sembrerebbe che gli stati facenti parte delle Nazioni Unite, stiano sviluppando delle vere e proprie politiche sul modo per rispondere ad una eventuale imminente apparizione di alieni sulla terra e pare anche che alcuni parlamentari dei Paesi interessati stiano ricevendo un ‘briefing’ dall’ONU, che consentirà loro di sviluppare proprio questo tipo di politica. I briefing in questione quasi sicuramente si estenderanno ai mass media i quali a quel punto potranno avere una maggiore capacità di divulgazione sul fenomeno UFO con una probabile ulteriore informazione sui segreti delle teconologie antrigravitazionali, tenute fino ad oggi nascoste da oltre un cinquantennio e che verosimilmente potrebbero fungere da preludio di una rivelazione che tutto sommato l’umanità già conosce da decenni, ossia, l’esistenza reale di UFO ed alieni e tale rivelazione stando al parere delle fonti chiamate in causa, dovrebbe avvenire entro il 2013. A livello scientifico se questa notizia dovesse essere effettivamente divulgata da fonti governative dei vari stati, sarebbe un colpo al cuore per l’attuale scienza ufficiale e controvertirebbe molte teorie sulle quali diversi studiosi stanno basando le loro ricerche in svariati campi, dalla fisica, alla chimica, alla matematica, all’ingegneria meccanica, ecc…
In pratica la scienza si troverebbe di nuovo impreparata a ciò che invece i popoli conoscono da decenni, forse, da millenni, come in una sorta di coscienza atavica che si trasmette nei geni di tutta l’umanità. Del resto i nostri scienziati moderni dovrebbero rammentare che la scienza è innanzitutto derivata dalla scintilla illuminata dell’intuizione umana e poi, solo in seguito diviene nozione, calcolo e probabilità. Il genere umano conosce molti più segreti di quanti se ne possano ricordare a mente, poiché la conoscenza si tramanda non solo a parole, con gli scritti e con i pensieri, bensì anche con quella forma di energia di cui siamo costituiti e che i nostri antenati sapevano ben riconoscere e in taluni casi anche manipolare; cosa che la scienza moderna ancora non riesce a fare.

Carla Liberatore

Fonte: MondoRaro

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Diego Dalla Palma a colloquio con Marius Creati

Diego Dalla Palma, icona importante del made in Italy, è una figura artistica tra le più conosciute e stimate nel mondo. Scrittore e noto esperto di immagine, nato a Enego nel 1950, inizia il suo ampio percorso artistico a Venezia, dove plasma doti e affinità culturali, per spostarsi successivamente a Milano, dove collabora, nel ruolo di costumista e scenografo, con la Rai e altri teatri rinomati. Personaggio carismatico, dotato di notevole intensità e professionalità scrupolosa, ha saputo ben conciliare i vari aspetti della consulenza mediatica nel mondo dello spettacolo, della moda e del management, rivelandosi un prestigioso image maker. Il suo lavoro testimonia il fascino della bellezza e dell’estetica per eccellenza, rimarcando i suoi ampi concetti di stile e di seduzione. In seguito intraprende un nuovo percorso culturale legato esclusivamente al mondo della scrittura, esperienza che lo porta inizialmente a pubblicare libri proprio sulla stessa bellezza infusa intorno a se, per poi sfociare in una visione più introspettiva dell’esperienza editoriale ritraendo spunti interessanti sul sentimento e sull’emozione intessendo in tal modo un nuovo sembiante intorno a se molto più intimista. Nell’editoria è rimarchevole il suo ultimo libro “A Nudo”, una nuova testimonianza dei suoi recenti percorsi votati all’interiorità e all’introspezione mediante il quale, attraverso spunti di riflessione legati all’esperienza diretta, rievoca racconti di momenti particolari e fasi cruciali della sua vita, sovente segnati da vicende toccanti e drammatiche che, attraverso il dolore, alimentano una spinta progressiva verso l’emersione del propria identità. Fedele ai suoi modelli di espressione è divenuto uno dei volti più rimarchevoli della televisione italiana, presente in svariate trasmissioni televisive in qualità di conduttore, altresì ospite di molti programmi noti, e testimonial di successo per prodotti di largo consumo e pubblicazioni legate all’orientamento del costume e del valore estetico del bello. Le foto riportate nell’articolo sono una realizzazione del fotografo Marco Marré Brunenghi.

Intervista a cura di Marius Creati

M.C.: Come è nato il desiderio di scrivere? C’é un meccanismo interiore che improvvisamente si é messo in movimento?

Diego Dalla Palma: Anzitutto, Marius, lasciami dire che tu hai il dono di formulare domande che racchiudono già una sorta di risposta. Diciamo che “senti” la risposta che il tuo interlocutore ti darà. Mi è sempre piaciuto scrivere. Ho iniziato a scrivere libri, legati alla sfera più tecnica del mio lavoro, in concomitanza con i miei esordi nel campo decorativo  poiché allora sentivo l’esigenza creare una situazione nuova ancora inesistente in Italia . Ho curato e tuttora curo delle rubriche su riviste settimanali e mensili. Gli argomenti erano esclusivamente tecnici, poiché il mio campo d’azione era volutamente indirizzato verso il make up. Da un po’ di tempo a questa parte ho sentito l’esigenza di diversificare la mia professione, apportando nuovi contenuti, e di raccontare la realtà come la sento, come l’ho sentita e l’ho vissuta.

M.C.: Da osannato cultore del fascino a brillante scrittore… come si é evoluta la tua professione nel corso di questi ultimi anni? Nel complesso in te qualcosa é cambiato?

Diego Dalla Palma: Sì, hai colto nel segno. Dopo anni e anni trascorsi a occuparmi esclusivamente di bellezza e quindi di qualcosa di assolutamente leggero, ho sentito l’esigenza di prendere in considerazione la bellezza interiore poiché mi sono reso conto che il mio percorso di vita poteva indirizzarmi verso nuovi percorsi.

M.C.: Il tuo nuovo libro “A Nudo” racchiude esperienze di una cornice realistica vissuta prima del successo, ma  il concepirlo nasce da un’esigenza pressoché inestirpabile?

Diego Dalla Palma: Proprio perché, come giustamente osservi l’esperienza che racconto nel libro è reale, ovviamente la genesi parte proprio da lì, dall’adolescenza, dalla gioventù e quindi dal prima del successo.

M.C.: In esso sei slanciato verso una crudezza leale, una sincerità viscerale… ma tracciarne una superficie ti ha permesso di esternare qualcosa di più penetrante?

Diego Dalla Palma: Mi ha consentito di capire e di imparare che il dolore può anche essere un motore che aiuta a rialzarti. Ci si può infangare nella vita, ci si può sfracellare, ma c’è modo di trovare strade diverse.

M.C.: C’é un tema particolarmente toccante che hai ritenuto opportuno descrivere tra le sue pagine?

Diego Dalla Palma: Ce ne sono diversi ma ognuno, a seconda della sua sensibilità, può cogliere e ritenere più toccante un capitolo piuttosto che un altro. 

M.C.: Quattro libri importanti sinonimo di quattro grandi successi, l’ultimo editato pochi mesi fa… Esiste un possibile comune denominatore tra loro che, in un certo senso, li equipara e li congiunge?

Diego Dalla Palma: Sì tutti e quattro appartengono a questo mio percorso i cui temi fondamentali sono: l’amore, la morte, il dolore, il perdono. Mi sono abituato ad ascoltare le mie emozioni e questo mi dà grande consapevolezza sulla vita e sulle persone che incontro. Più passa il tempo, più mi accorgo di essere sensitivo.

M.C.: Quattro temi divulgati in quattro differenti pubblicazioni in rappresentanza di diverse esternazioni della tua interiorità. Esiste un messaggio univoco inveterato che germoglia in te?

Diego Dalla Palma: Se vogliamo si possono intendere come un messaggio d’amore dedicato a mio padre e a mia madre.

M.C.: L’amore trionfa sempre dinnanzi alle avversità della vita?

Diego Dalla Palma: La ragione o, meglio, l’amore ragionato trionfa sempre sulle avversità della vita.

M.C.: Dolore e sconfitta intesi come preamboli di un conflitto esistenziale, ma come la débâcle di una vita si trasforma in trionfo? E’ davvero possibile?

Diego Dalla Palma: Direi di sì e la prova è questo libro. Ho avuto una vita molto dolorosa ma sono grato a Dio per tutto ciò che mi ha dato.

M.C.: E’ stato così facile raccontarsi, mettersi a nudo senza incorrere nella reticenza profusa dal peso della notorietà?

Diego Dalla Palma: Sono stato assolutamente me stesso e ho raccontato esclusivamente Diego.

NIENTE DA CAPIRE – Interviene Alessandro Zannoni, Venerdì 27 maggio 2011

Venerdì 27 maggio, ore 21:00 / Sarzana (SP), Libreria Il Terzo Luogo / via Domenico Fiasella 73
NIENTE DA CAPIRE – Interviene Alessandro Zannoni
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Parigi, il sole della gioventù splende e si ribella

La voce degli ‘Indignados’ è arrivata fino in Francia, precisamente a Parigi dove Piazza della Bastiglia è stata occupata da un gruppo di giovani attivisti. Piazza della Bastiglia è il luogo simbolo della Rivoluzione Francese e quasi sicuramente la scelta di quel luogo da parte dei giovani francesi non è stato un caso. Si sono accampati da 4 giorni in risposta ai loro coetanei spagnoli che da molto più tempo hanno occupato Puerta del Sol a Madrid con un picchetto permanente per protestare contro la mancanza di lavoro e di sicurezza per il futuro, coccolati e accolti dagli abitanti della zona e dai negozianti che forniscono loro, in maniera totalmente gratuita, ogni genere di conforto e necessità. Una curiosità che non tutti hanno notato, nell’ambito della rivolta pacifica spagnola è che uno degli slogan utilizzati è stato ispirato allo slogan utilizzato dai ‘rivoltosi’ aquilani sfollati durante il G8 che si tenne nella città colpita dal sisma nel 2009. Infatti a Madrid così come a L’Aquila, sono comparsi grossi striscioni con la scritta ‘Yes We Camp’, un chiaro rimando alla battuta utilizzata da Barak Obama durante la sua campagna elettorale a Presidente degli USA. Quasi un modo per dire che ‘tutto il Mondo è Paese’, ma forse più semplicemente è un modo per dire che ormai davanti a tutto un sistema di cose economico, sociale e lavorativo, la gente non ne può più di essere sempre soggiogata e portata alla fame e agli stenti. Soprattutto i giovani che potrebbero dare molto di più a questa società con la loro forza, freschezza e presenza d’animo, vengono sempre di più segregati in ‘lavoretti’ senza senso e purtroppo anche senza futuro, in Spagna, come in Francia, così in Italia, come dappertutto. La nuova rivoluzione o ‘nueva rivolution’ è iniziata a Parigi giovedì scorso 19 maggio 2011 ed è un movimento spontaneo di solidarietà ai rivoltosi madrileni fra l’altro nato spontaneamente e diramatosi alla velocità del web su Facebook. I ragazzi francesi si sono radunati tutti dapprima davanti l’ambasciata spagnola, per poi spostarsi nei pressi del Teatro dell’Opera di Parigi, dunque in piazza della Bastiglia e sempre grazie al più famoso social network del mondo, la protesta francese si sta allargando a macchia d’olio anche in altre città. Fra gli altri uno degli slogan più taglienti è quello che cita: “Spanish revolution, people of Europe rise up” che significa: Rivoluzione spagnola, popolo d’Europa sollevati. Piuttosto eloquente come segnale di un malcontento dilagante e a questo punto c’è da giurare che prima o poi la febbre rivoluzionaria spagnola arrivi anche in Italia, anzi, c’è proprio da augurarselo perché scene così belle di protesta pacifica ed in piena armonia con il resto della popolazione e dell’ambiente non se ne sono mai viste prima nel nostro continente e ciò riempie di bellezza e speranza anche tutti coloro che ormai così giovani non lo sono più. I pacifici rivoluzionari madrileni e parigini, oltre ad avere un ottimo rapporto con i loro vicini fra abitanti ed esercenti, si preoccupano innazitutto di non sporcare laddove bivaccano ma anche di fare le pulizie per mantenere l’ambiente più ospitale possibile. Nulla da dire, tanto di cappello dunque a questa nuova generazione che si sta risvegliando da un incubo voluto dai padri di una certa politica ed industria che hanno insozzato, sfruttato e violentato non solo questo pianeta ma anche compromesso la sopravvivenza dell’umanità al di sotto delle loro caste e il futuro e i sogni delle generazioni presenti e future. Questi giovani hanno detto: “Basta”! Ed ora il coraggio di dirlo ed appoggiare la loro protesta spetta a noi quarantenni, cinquantenni ed oltre che in alcuni casi abbiamo avuto la fortuna di poter programmare un futuro, ma che in molti altri casi siamo stati i precursori di un precariato economico e lavorativo che preannunciava lo sfacelo del nuovo millennio.

Carla Libratore

Fonte: MondoRaro

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