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“Le cose di cui sono capace ” di Alessandro Zannoni, Gruppo Perdisa Editore

Le cose di cui sono capace

Alessandro Zannoni

Prezzo euro 14,00

Pagine 152

Isbn 978-88-8372-553-1

Lui si chiama Nick Corey, proprio come il protagonista di Colpo di spugna di Jim Thompson. All’anagrafe, però, il suo nome è Nicola Coretti: è lo sceriffo italo-americano della piccola cittadina texana di BakereedgePass e non è affatto uno stinco di santo.
Nick Corey odia la sua città, odia il deserto, odia le vacche e tutti gli americani. Odia pure suo padre, che l’ha costretto a fare quel lavoro, ma più di tutto odia i grattacapi che gli dà chi infrange la legge.
Nick bestemmia, beve e, per debellare la delinquenza, usa metodi assai bizzarri, oltre che assolutamente fuorilegge. Un giorno il suo amico Rudy gli chiede aiuto: ha perso una grossa somma al gioco e per questo sta rischiando la vita. Nick deve trovare una soluzione, ma trovarla non è per niente facile, anche perché tutto accade alla vigilia del grande rodeo, quando la città si riempie di cowboy ubriaconi e attaccabrighe che vengono da tutto lo Stato a creare disordini.
E poi, come se non bastasse, riappare anche Stella, la sua ex promessa sposa, appena uscita dalla galera…
Zannoni torna in libreria più sporco, più cattivo, più audace che mai, con un omaggio dissacrante e spericolato al racconto di frontiera americano. Il romanzo riprende la struttura della tipica storia di oltreoceano per spingerla fino al parossismo, riuscendo a portare una ventata d’aria fresca nel contesto della narrativa italiana.
Alessandro Zannoni, ex antiquario, vive sul confine tra Liguria e Toscana. Scrittore autoprodotto, ha pubblicato con reale successo di critica e pubblico quattro romanzi con lo pseudonimo di Michelangelo Merisi. Dal 2002 al 2006 ha fondato e diretto alcune collane di gialli e noir; ha organizzato la “Festa della letteratura noir” tra Lerici e la Lunigiana; è l’ideatore del festival annuale di Sarzana “Leggere fa male”.
Con il suo vero nome ha pubblicato il romanzo Imperfetto (Perdisa Pop, 2009) e la novella Biondo 901 (Perdisa Pop, 2008) da cui è stato tratto un monologo teatrale.
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Due chiacchiere con Alessandro Zannoni
Con questo romanzo fai un omaggio al racconto di frontiera americano, e al tempo stesso spingi la tua storia fino al parossismo, offrendo una visione critica di questo genere. Dicci davvero che ne pensi.
Questo è il romanzo più sovversivo che ho scritto.
Ho preso il noir americano e l’ho sabotato dall’interno, smontato pezzo per pezzo, scena dopo scena, dialogo dopo dialogo, e me lo sono mangiato e poi vomitato bello nuovo e luccicante.Tutto è così  esasperatamente americano che non verrebbe mai in mente che questo romanzo intriso di Texas, alcol, deserto e puttane sia una feroce parodia del genere stesso a cui appartiene, ma che in realtà lo trascende e ne fa letteratura nera italiana.
Nick Corey è il nome del protagonista di Colpo di spugna di Jim Thompson. Quanto ti ha ispirato lo scrittore americano?
Il mio romanzo nasce come omaggio a Colpo di spugna di Thompson, e credetemi, non è una roba facile da ideare né da mettere nero su bianco; allo scopo, mi sono fatto aiutare: ho preso a prestito la visione dissacrante e ironica dei fratelli Coen e la rudezza cristallina di certe pagine di John Fante, e sono molto orgoglioso del risultato: si stacca dall’omaggio e diventa romanzo a sé stante, dove sono presenti tutti i temi cari alla mia produzione – amore, amicizia, destino, morte – ma in più ha preso il vigore della provocazione (per quei lettori che credono nella superiorità degli scrittori americani) e la forza della critica (a certi autori americani di qualità ma ormai troppo seriali e standardizzati).

  1. alessandro zannoni
    August 10, 2013 at 11:11 pm

    ma davvero ho rilasciato io ‘sta cazzo di intervista?
    dovevo veramente essere ubriaco.
    scusate, di solito non sono così stronzo

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