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Archive for May 21, 2011

“Sur la planche” di Leila Kilani al Festival di Cannes 2011, un film marocchino nella Quinzaine dei registi

May 21, 2011 Leave a comment

Giovedi’ 19 maggio, il Festival di Cannes ha visto la presentazione del film della regista marocchina Leila Kilani, nel quadro della 43a Quinzaine dei registi. Il film intitolato “Sur la planche” è stato presentato all’Hôtel Marriot Théâtre Croisette. “Mi sono divertita ed ho preso spunto dalla stampa scandalistica marocchina. Parlano di un nuovo trend: la femminilizzazione della criminalità. Una banda di quattro ragazze, operaie, adescano i ragazzi nei bar e li rapinano” cosi’ è nato, secondo la spiegazione di Kilani, l’idea del film che segue la vita di quattro giovani ragazze di 20 anni, operaie in una fabbrica tessile a Tangeri. E’ la sola presenza marocchina in questa 64° edizione del Festival di Cannes che si svolge in questi giorni e sino al 22 maggio. In effetti, un altro film rappresenterà il Marocco anche se parzialmente. Si tratta di “La source des femmes”, il lungometraggio realizzato dal regista romeno Radu Mihaileanu e che è stato girato in Marocco. E’ attualmente in conpetizione con altri 19 films nella sezione ufficiale. Leila Kilani, la giovane regista marocchina, ha studiato economia a Parigi per arrivare ad una laurea di studi approfonditi sulla storia e sulle civiltà del Mediterraneo. Ma è nel 1999 che Leila cambia strada e svolta verso la realizzazione di  documentari. Al suo attivo diversi documentari di cui alcuni notevoli. “Sur la planche” è il suo primo lungo metraggio che è già stato premiato nel settembre scorso in Spagna, durante la 6° edizione del “Cinema in Movimento” del Festival Internazionale di Saint-Sébastien. Non è mancata la polemica in questi giorni attorno alla proiezione del film, dovuta al rifiuto delle autorità aereoportuali di Nizza nel  fare entrare in territorio francese due attrici del film. Soufia Issami e Sara Betioui avrebbero dovuto partecipare alla proiezione del film che le vede co-protagoniste ma, sono state reimbarcate un paio di ore dopo verso Casablanca. Secondo le autorità di polizia la causa di tutto questo è stata la mancanza di alcuni documenti che sono indispensabili con il visto, per l’ingresso in Francia.   Il Centro cinematografico marocchino (CCM) di è detto “costernato” in un comunicato stampa firmato da Nour–Eddine Sail, direttore generale del CCM, che ha dichiarato inoltre “che le due attrici erano in una situazione regolare, invitate ufficialmente al Festival e che erano attese all’aereoporto dall’equipe del film di Leila Kilani”. Secondo una fonte vicina alla regista, le due giovani attrici erano in possesso del visto ma non avevano alcuni documenti indispensabili per poter entrare in territorio francese, quindi reimbarcate un paio di ore dopo il loro arrivo. Le due attrici  hanno ripreso un aereo ieri, venerdi’ 20 maggio, e sono arrivate alla Croisette nel pomeriggio.

Fonte: My Amazighen

“Sangue semente” di Vincent Blacksmith, Fermenti Editrice

Anno 2009, pp. 128, € 14,00 – Genere: Narrativa
Collana: Nuovi Fermenti / Narrativa
ISBN 978-88-89934-67-8

Era un pomeriggio come gli altri, uno di quei pomeriggi in cui il caldo a Palermo è fuoco. Era proprio uno di quei giorni, con asfissianti folate di vento di scirocco. Rovente, ma nulla in confronto all’inferno che per Lorenzo sarebbe stato a quarantun anni!”
Questo è l’incipit del romanzo Sangue semente, un romanzo che potrebbe essere meglio definito come una “psicotragicommedia” dei nostri tempi. La storia del curioso e goffo protagonista, Lorenzo Tortorella, si svolge tra Palermo e Trento. Il fantasma di se stesso più grande di lui, apparendogli in sogno, lo perseguita con il vano tentativo di cambiare il corso della sua vita. I dialoghi tra i due, rilevano una dicotomia, che rimandano alla stessa realtà in cui vivono e diventano perciò esilaranti e drammatici al contempo. Lo stile narrativo è contradditorio, come contraddittorio è lo stesso carattere del personaggio principale. La narrazione spesso enfatica, punta molto sul pathos e sull’uso di logorroiche parole auliche. Metafore, neologismi, e dotte citazioni si contrappongono volutamente ad uno stile che anche nei dialoghi suona decisamente modernamente veloce. Una scelta stilistica contraddittoria, ben precisa, che si trasferisce coerentemente sulla stessa complicata contraddittorietà del protagonista sdoppiato tra realtà e sogno, tra bene e male, tra tragedia e commedia, facendone emergere una ricchezza caratteriale come in una tela policromatica: comicità, frivolezza, infantilismo, fanno, perciò, da contraltare alla profonda coscienza di sé, all’autoanalisi esasperata, alla tragedia degli avvenimenti, a brillanti invenzioni paradossali, fornendo un quadro dai tantissimi colori vivaci.

Un caso giudiziario tra commedia e tragedia

“Sangue semente”, un romanzo che potrebbe essere meglio definito come una “psicotragicommedia” dei nostri tempi. La storia del curioso e goffo protagonista, Lorenzo Tortorella, si svolge tra Palermo e Trento. Il fantasma di se stesso più grande di lui, apparendogli in sogno, lo perseguita con il vano tentativo di cambiare il corso della sua vita. I dialoghi tra i due, rilevano una dicotomia, che rimandano alla stessa realtà in cui vivono e diventano perciò esilaranti e drammatici al contempo. Lo stile narrativo è contradditorio, come contraddittorio è lo stesso carattere del personaggio principale. La narrazione spesso enfatica, punta molto sul pathos e sull’uso di logorroiche parole auliche. Metafore, neologismi, e dotte citazioni si contrappongono volutamente ad uno stile che anche nei dialoghi suona decisamente modernamente veloce. Una scelta stilistica contraddittoria, ben precisa, che si trasferisce coerentemente sulla stessa complicata contraddittorietà del protagonista sdoppiato tra realtà e sogno, tra bene e male, tra tragedia e commedia, facendone emergere una ricchezza caratteriale come in una tela policromatica: comicità, frivolezza, infantilismo, fanno, perciò, da contraltare alla profonda coscienza di sé, all’autoanalisi esasperata, alla tragedia degli avvenimenti, a brillanti invenzioni paradossali, fornendo un quadro dai tantissimi colori vivaci.
Un caso giudiziario dove l’ Innocenza, caso mai, andando oltre gli avvenimenti,
che coinvolgono il protagonista del romanzo, è un’Innocenza in quanto Uomo, essere per sua natura vulnerabile e fallibile. La storia giudiziaria del Lorenzo Tortorella, fa così, solo da contorno e da spunto per descrivere la vita stessa, come qualcosa di imprevedibile e tremendamente bizzarra. Le “accuse” alla superficialità e all’anacronistica macchina Giudiziaria, rimangono perciò, divertenti e drammatici elementi sempre secondari. L’invenzione di un divertente e geniale paradosso ricavato dalle letture di Nietzsche fa da filo conduttore al romanzo. Qualche procuratore, magistrato, avvocato che dovesse sentirsi offeso, saprà invece ricavare da questa lettura e dagli elementi paradossali che la contraddistinguono, argomenti di riflessione e sorrisi senza risentimenti, consapevoli anche loro, come tutti noi, dell’umana fallibilità e del complicato rapporto con la Verità. Anche se non risparmia una certa causticità, a prevalere, così, è soprattutto, l’attenta e minuziosa analisi psicologica, applicata chirurgicamente al protagonista principale, scarnificato con l’intento di sezionare attraverso lui, l’Uomo stesso: la sua natura vulnerabile, le contraddizioni, la sua poliedricità. L’intento umano disperato e spesso vano di voler dare Ordine al Caos, di essere lineare, decifrabile e comprensibile, si scontra, così, in ogni istante con la sua stessa natura imprevedibile e fragile. Una natura Umana, troppo umana.
Il libro sarà possibile acquistarlo in tutte le librerie o al sito http://www.fermenti-editrice.it

Fonte: Fermenti Editrice

“Atar-Gull. La vendetta dello schiavo” di Eugène Sue, Donzelli Editore

Eugène Sue – Atar-Gull. La vendetta dello schiavo

Prefazione di Goffredo Fofi. Traduzione di Alfredo Pisati

collana Fiabe e storie / anno 2011

formato pp. VIII-248, rilegato / prezzo € 22,50

ISBN 9788860365392

SINOSSI

Atar-Gull è un mastodontico indigeno dei Namaqua, una tribù di antropofagi dell’Africa del Sud. Fatto prigioniero da una tribù nemica, diviene oggetto di un’interminabile trafila di compravendite a opera di pirati e gentiluomini dalla pelle bianca, che di mano in mano e di nave in nave lo porteranno fino in Giamaica alle dipendenze di un ricco colono, Monsieur Wil, ultimo dei suoi padroni. Presso di lui, Atar-Gull, omone nero dall’aria incredibilmente pacifica e sottomessa, ma capace di dissimulare il ribollire di un animo inquieto, comincerà a mettere in atto una meticolosa, tanto spietata quanto insospettata, vendetta, che finirà per distruggere Monsieur Wil, il suo patrimonio e tutta la sua famiglia. E ad amaro suggello dell’impresa, giungerà l’onorificenza che in Francia gli verrà assegnata alla morte del padrone – avvenuta all’apparenza per cause naturali – proprio grazie alla sua fedeltà e dedizione. Apparso nel 1831, il romanzo di Eugène Sue suscitò subito grande scalpore. La sua miscela di audacia drammatica e di sarcasmo, di patetico e di tragico, costituiva il più smaccato sovvertimento del mito del buon selvaggio e al tempo stesso la più ferma denuncia dell’ipocrisia e del paternalismo europei. Atar-Gull, il bruto, furioso antropofago nero dall’aspetto mite e addomesticato, inquietava le coscienze e conquistava le simpatie dei lettori, che non potevano fare a meno di identificarsi con i suoi impulsi ribelli e i suoi istinti di libertà. Monsieur Wil, e i tanti precedenti padroni, più o meno rispettabili, più o meno cialtroni, che commerciavano senza scrupoli carne umana purché nera, si potevano forse considerare migliori?

Eugène Sue (1804-1857) deve la sua grande fama a I misteri di Parigi, capostipite di un genere, mai tramontato, a cavallo tra realismo e poliziesco, dedicato al volto segreto, fosco e insospettato della metropoli. Talento tumultuoso e viaggiatore instancabile, Sue cominciò a scrivere per necessità, una volta dilapidata l’in gente eredità del padre. Il romanzo dedicato allo schiavo Atar-Gull fu il primo a regalargli la notorietà, per lo scandalo suscitato. Tra gli altri suoi titoli, ricordiamo L’ebreo errante e I misteri del popolo, opera impregnata del forte spirito rivoluzionario e del fervore socialista che caratterizzò la seconda fase della sua vita.

Fonte: Donzelli Editore

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Mistero in un film di Charlie Chaplin

In un fotogramma del film The Circus, in cui una donna passa tenendo stretto con la mano verso l’orecchio uno strano oggetto che sembrerebbe un telefono celllulare. Fin qui tutto normale, se non fosse che il fotogramma è di un film di Charlie Chaplin del 1928, ossia 60 anni prima che venisse inventato il telefono cellulare. Il video sta spopolando nel web ed è visibile su YouTube.

by Carla Liberatore

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“Gli Spettri del Quarto Reich” di Marco Capuzzo Dolcetta, Rizzoli

Autore: MARCO CAPUZZO DOLCETTA

Titolo: GLI SPETTRI DEL QUARTO REICH

Editore: RIZZOLI / Collana: BUR SAGGI

Pagine: 240 / Prezzo: 9,80 EURO

Anno prima edizione: 2007 / ISBN: 17013635

Gli Spettri del Quarto Reich

Le trame occulte del nazismo dal 1945 a oggi

Strasburgo, 10 agosto 1944. All’Hotel Maison Rouge si danno convegno, all’insaputa di Hitler, i vertici politici, industriali e finanziari della Germania nazista con l’obiettivo di mettere a punto le strategie per salvare uomini e capitali prima della disfatta ormai certa.
Da qui muove l’indagine Marco Dolcetta nelle pieghe più oscure degli ultimi cinquant’anni. Un viaggio che ripercorre le fughe rocambolesche in Sud America di criminali nazisti del calibro di Mengele e Eichmann (e forse dello stesso Hitler); che ricostruisce la trama di connivenze che hanno indotto i russi e gli americani a riciclare l’imponente apparato spionistico del Reich; che indaga sulle complicità di capi di stato come Stroessner e Peron (la cui moglie Evita era probabilmente una spia tedesca); e che approda all’oggi, al sottobosco intricato dei movimenti neonazisti.
Attraverso una smisurata mole di documenti e dati e dando voce ai sopravvissuti e ai loro discendenti, Dolcetta compone le tessere di un mosaico inquietante, dove i “vecchi signori” hanno nutrito nuove generazioni di adepti, aggrappati a un credo mai morto, oggi più vitale e minaccioso che mai.
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Marco Capuzzo Dolcetta
Marco Dolcetta (Milano 1951) è autore, produttore e regista di cinema, televisione e programmi radiofonici. Tra i suoi saggi ricordiamo Politica occultaLoggeLobbiesSette e politiche trasversali nel mondo (Castelvecchi, 1998) eNazionalsocialismo esotericoStudi iniziatici e misticismo messianico nel regime hitleriano(Cooper & Castelvecchi, 2003). Collabora con vari giornali e riviste tra cui “Panorama”, “l’Espresso”, “Le Monde”, il “Corriere della Sera”, “l’Unità”. La Storia, tante storie, raccontate come un romanzo giallo, tragico, avvincente, straordinariamente documentato, e a oggi senza una definitiva parola fine.
Fonte: Rizzoli

“Le inchieste di Sherlock Holmes” di Arthur Conan Doyle, illustrazioni di Christel Espie’, Donzelli Editore

Arthur Conan Doyle, Christel Espie’ – Le inchieste di Sherlock Holmes

L’avventura della banda maculata

Traduzione dall’inglese di Nello Giugliano

collana Fiabe e storie (album)

anno 2011 / formato pp. 66 / prezzo € 25,00

ISBN 9788860365361

SINOSSI

La misteriosa morte di una giovane e le sue ultime enigmatiche parole a proposito di una «banda maculata», una dimora di campagna cupa e malmessa, un patrigno collerico e brutale che nasconde un passato burrascoso in India, un babbuino e un ghepardo che si aggirano indisturbati tra la casa e il giardino, un’eredità che si assottiglia, un matrimonio sfumato e un altro alle porte: sono questi gli ingredienti del giallo che resta tra i classici più riusciti del grande Conan Doyle. In una nuova traduzione italiana, questo piccolo gioiello si presenta ora come un album tutto da scoprire, grazie alle splendide illustrazioni appositamente create dalla francese Christel Espié, capaci di dare forma e colore al senso di mistero e suspense che percorre il racconto dalla prima all’ultima riga.

Arthur Conan Doyle (1859-1930) è considerato assieme a Edgar Allan Poe il fondatore del giallo e del fantastico, grazie al popolarissimo ciclo di storie che hanno per protagonisti il detective Sherlock Holmes e il suo aiutante Watson. Medico, e poi scrittore, Conan Doyle conobbe il successo nel 1890, con il romanzo Il segno dei quattro, e nel corso dei vent’anni successivi diede vita a un’enorme produzione letteraria, a cavallo dei generi più diversi, dall’avventura alla fantascienza, dal soprannaturale al romanzo storico. A quest’ultimo appartiene la serie del brigadiere Gerard, concepita negli stessi anni dei migliori episodi del ciclo di Sherlock Holmes. Di Conan Doyle la Donzelli ha pubblicato, oltre a Gli exploit e le avventure del brigadiere Gerard (2009), Le avventure della banda maculata (2011), con le illustrazioni di Christel Espié.

Christel Espié, è nata ad Aixen- Provence e attualmente vive e lavora ad Avignone. Diplomata presso l’École Émile Cohl à Lyon, ha illustrato diversi classici per ragazzi e con il suo lavoro su Sherlock Holmes ha ottenuto. un enorme successo di critica. Oltre che in Francia, il suo album è stato già pubblicato in Germania.

Fonte: Donzelli Editore


Rivolta Salafista a Salé

May 21, 2011 Leave a comment

L’Istituto penitenziario di Salè è stato, lunedi’ e martedi’, il teatro discontri violenti tra alcuni prigionieri salafisti e le forze d’ordine. La causa: le condizioni di detenzione. Facciamo un passo indietro. I sette islamistiinterpellati dalla polizia marocchina nel quadro dell’inchiesta sull’attentato di Marrakech, che ha causato la morte di 17 persone, il 28 aprile scorso, sono stati portati davanti alla giustizia ed incolpati formalmente martedi’ scorso. La prigione di Zaki, a Salé, è stata sotto altissima tensione a causa di una rivolta  dei detenuti islamici che protestavano contro le loro condizioni di detenzione. Quest’ultimi, rifugiatisi sui tetti dello stabilimento penitenziario, si sono scontrati con le forze dell’ordine che hanno risposto con il lancio di gas lacrimogeni e pallottole di caucciù. Scontri che hanno visto una trentina di feriti di cui otto poliziotti e alcune guardie penitenziarie. I salafisti esprimevano il loro malcontento sull’interdizione ad utilizzare i loro telefoni cellulari e Internet. “I detenuti, per la più parte salafisti, hanno protestato perchè l’amministrazione carceraria ha deciso di privarli dei telefoni cellulari e di internet”, ha dichiarati all’AFP Abderrahim Mouthad, presidente dell’Associazione Annassir, che difende i prigionieri salafisti. Una decisione presa in seguito alla scoperta di un videorecentemente diffuso su Youtube dove si vede alcuni  prigionieri salafisti protestare contro le loro condizioni di detenzione. Le violenze sono ripresemartedi’ mattina, dopo che la prigione aveva ritrovato la sua calma. Già nel mese di marzo i salafisti di Salé avevano inscenato un sit-in di protesta alla prigione di Zaki, contestando le loro condizioni di incarcerazione e dei processi che erano in stand-by da alcuni mesi. Il movimento di protesta del carcere di Zaki avveniva lo stesso giorno della commemorazione degli attentati di Casablanca, il 16 maggio 2003. La MAP (organo di stampa ufficiale marocchino) ha avanzato l’ipotesi che “sono stati i salafisti ad iniziare lo scontro e le forze dell’ordine sono intervenute per ristabilire l’ordine”, mentre altre fonti vicine ai detenuti dichiarano che “un operazione di polizia era stata prevista quel giorno per anticipare una reazione ostile dei salafisti”. Nello stesso momento, un giudice di istruzione antiterrorismo di Rabat ha incolpato formalmente i sette sospettati dell’attentato di Marrakech, di cui il principale accusato, Adil El-Othmanie, presunto cervello dell’attentato, risulta impregnato di “idee jihadiste” e simpatizzante di Al Qaïda. Tutti gli arrestati sono originari della città di Safi, a 300 km a sud di Casablanca, e sono accusati di “costituzione di banda criminale in vista delle preparazione e della commissione di un atto terroristico, attentatori all’ordine pubblico, assassini con premeditazione, detentori e fabbricanti di esplosivi, appartenenti ad un gruppo religioso proibito”. Uno dei più importanti movimenti islamici del Marocco, Al Adl Wal Ihsane (Giustizia e Benevolenza), interdetto in Marocco ma tollerato (causa l’enorme numero di iscritti nelle sue file), presieduto dallo sceiccoAbdessalama Yassine, aveva fermamente condannato l’attentato di Marrakech. “Noi condanniamo questo barbaro atto, qualsiasi essi siano i responsabili e riaffermiamo il nostro rifiuto a tutte le forme di violenza”, aveva dichiarato l’organizzazione in un comunicato all’indomani dell’attentato.  Giustizia e Benevolenza ha affermato che le sue azioni sono lontane da quelle perpetrate a Marrakech. Di fatto pero’ nel febbraio 2007,un centinaio di militanti di questo movimento era stato arrestato in diverse città del Marocco nel quadro di una vasta retata di prevenzione agli attentati terroristici. Un operazione che si era sviluppata qualche settimana dopo l’attentato dell’11 marzo 2007, in un  cybercafé di Casablanca, che causo’ un morto (il kamikaze) e dopo lo sventato attentato di Meknésnell’agosto dello stesso anno. Lo scenario di questi ultimi mesi ricorda stranamente gli attentati del maggio 2003 a Casablanca. I salafisti anche in questo caso sono stati i primi ad essere arrestati dalla polizia. L’indomani della carneficina di Casablanca, che ricordo fece 49 morti di cui 12 kamikaze, una caccia all’islamista venne aperta, senza sconti. In totale2.112 islamisti vennero incolpati, 903 condannati e 17 pene di morte vennero pronunciate e poi commutate in ergastolo. Procedure che vennero criticate dalle organizzazioni internazionali di difesa dei Diritti dell’Uomo. I salafisti sono sempre più puntati a dito e si presume che il Palazzo procederà a nuove retate e a nuovi interrogatori come quelli che riguardarono l’attentato di Casablanca. Staremo a vedere, intanto le Associazioni per i Diritti Umani sono sul piede di guerra.

Fonte: My Amazighen

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“Farfalla” di Hanna S., Ugo Mursia Editore

Hanna S.

Un diario erotico ironico, eccitante, senza pudore.

Pagine: 128
Codice: 23661
EAN 9788842534662
Collana: Pornai & C.

A volte una scopata è come un giro in barca a Montecristo. Ti immagini chissà che, visto che ne hai sentito tanto favoleggiare e hai aspettato a lungo l’autorizzazione a metterci piede. Un paradiso terrestre. La natura nel suo vigore. Ti sei attrezzata: scarponcini e borraccia. Biancheria di pizzo, invece, per lo sbarco in alcova. Appena comprati, perché l’occasione merita. Un appuntamento sognato. Alla tal ora del giorno tale io sarò lì. E mi accoglierai in tutto il tuo splendore. Ma se ti limiti a salire lungo il sentiero, vedi attorno a te solo rocce bianche e rosate, farfalle, cespugli, anfratti. Un corpo come tanti altri, un cazzo come tanti altri. Una fonte che non disseta fino in fondo. Devi, invece, arrivata in vetta, guardare il mare, e tornare alle leggende, alle avventure e alle passioni, ai tormenti e ai drammi che da più di un secolo sono il mistero e il fascino di quest’isola. Allora, ti sembrerà che persino le grida dei gabbiani còrsi siano, in realtà, il canto delle diomedee. In uno squarcio fra il pietrisco e i pini, sul mare trasparente la barca è diventata un modellino appoggiato su uno specchio. In lontananza, sagome di altre isole. L’eccitazione è anche un punto di vista, capace di cambiare il tuo orizzonte.

Fonte: Ugo Mursia Editore

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“Blumenstraße 22” di Ruvik Rosenthal, La Giuntina Editore

Autore: Ruvik Rosenthal

Anno di edizione: 2006

Traduzione: Ofra Bannet; Raffaella Scardi

Pagine: 280

ISBN: 88-8057-246-6

Prezzo: 15 € In offerta a 7,5 €

Berlino, maggio 1933. I nazisti devastano la casa editrice di Erich Freyer e ne bruciano i libri sulla pubblica piazza. Erich abbandona Berlino e in fuga dal nazismo approda in Israele. La moglie cristiana e la figlia restano in Germania. Poi sarà la guerra. Ma è la cortina di ferro che li separerà definitivamente con il muro invalicabile dell’ideologia. Perché questo romanzo, in cui si muovono personaggi che – profughi dall’Europa – arrivano in Israele con il solo bagaglio della speranza comunista, non è solo la storia travagliata di vite squassate dagli eventi, ma è la rappresentazione dolorosa delle delusioni degli israeliani comunisti messi di fronte al rifiuto dell’esperienza sionista da parte dei governi comunisti.

Fonte: La Giuntina Editore

“Le Storie di Omnia” di Fabio Cicolani, La Corte Editore

LE STORIE DI OMNIA – Sul filo della Magia
Fabio Cicolani

Isbn: 978-88-96325-06-3
2010, Collana: Labyrinth
Pag: 128 Prezzo: 10,90€

HANNO SCRITTO DI OMNIA:
“Omnia ti porta nel mondo dell’imprevisto dove l’incanto scintilla tra le pagine” – Moony Witcher

“Avvincente, mai noiosa la storia si intreccia in un vortice di misteri e capovolgimenti continui.” – IL MESSAGGERO

“Ho ritrovato ne Le magie di Omnia tutti quei pregi che spesso vengono citati riguardo la scrittura della Rowling.” – Francesca Angelinelli
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C’è chi deve evadere dal manicomio in cui è stato ingiustamente rinchiuso, chi deve dimostrare di essere il cattivo perfetto e chi è stato mandato in esilio. C’è poi chi ha chiesto a un Oracolo di rivelargli il suo futuro pur sapendo che sarà catastrofico, chi deve capire che tipo di eroe essere e chi sta per essere sepolto vivo e chiede disperatamente aiuto.

Dopo il grande successo de “Le magie di Omnia – Il Signore del Destino”, Fabio Cicolani torna a raccontarci le storie di quei personaggi che popolano il magico mondo di Omnia e che, pur non essendo riusciti a trovare spazio nel suo romanzo di esordio, meritano di avere il loro momento di ribalta.
Una raccolta di racconti dal ritmo altissimo e dalle molteplici chiavi di lettura, che ci riporterà sul pianeta magico per eccellenza. Un affresco fantastico nel quale Cicolani si conferma uno degli scrittori fantasy contemporanei più originali e visionari, capace anche in poche pagine di dare vita a personaggi che difficilmente dimenticheremo.

I RACCONTI:

. Rogo nell’oblio
. Un Palmo di Fata
. Scacco Matto
. Stregato dal Vento
. Il Collezionista
. L’almanacco di Omnia (Bonus track)

Sito dell’autore: www.fabiocicolani.it

Fabio Cicolani è nato a Rieti ma vive a Bologna.

Laureato in DAMS Cinema, lavora come sceneggiatore, regista e grafico 3D.

Nel 2009, per La Corte Editore, ha pubblicato “Le magie di Omnia – Il Signore del Destino”, romanzo che ha conquistato i lettori di tutte le età e che lo ha immediatamente consacrato come uno dei più validi e immaginosi scrittori fantasy del panorama italiano. Nel 2010 ha scritto la raccolta di racconti: “Le Storie di Omnia – Sul filo della magia“.

Fonte: La Corte Editore