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Archive for May 16, 2011

“Baarìa”, un film di Giuseppe Tornatore

May 16, 2011 Leave a comment

Scheda film

Titolo originale – Original title: Baarìa

Nazionalità – Country: Italy – France

Anno – Year: 2009

Genere – Gender: Comedy – Drama

Regia – Director: Giuseppe Tornatore

Soggetto – Writer: Giuseppe Tornatore

Produzione – Production: Tarak Ben Ammar, Marina Berlusconi

Produttore esecutivo – Executive producer: Mario Cotone

Musiche – Music: Ennio Morricone

Data di uscita – Release date: 25 September 2009 (Italy)

Lingua originale – Lenguage: Sicilian – Italian – English

Editoriale – Editorial Department:

Fotografia – Photography: Enrico Lucidi

Montaggio – Mounting:

Scenografia – Scenography:

Dipartimento artistico – Art department:

Costumi – Costumes: Luigi Bonanno

Trucco – Make up: Alessandro Bertolazzi, Samankta Mura

Durata – During: 150 min

Art director: Cosimo Gomez, Maurizio Sabatini

Cast: Francesco Scianna, Margareth Madè, Raoul Bova, Giorgio Faletti, Leo Gullotta, Nicole Grimaudo, Gabriele Lavia, Ángela Molina, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Aldo, Ficarra, Picone, Marcello Mazzarella, Luigi Lo Cascio, Beppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Enrico Salimbeni, Lina Sastri, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Luigi Maria Burruano, Franco Scaldati, Monica Bellucci, Sebastiano Lo Monaco, Tony Sperandeo, Elena Russo, Gisella Marengo, Alessandro Di Carlo, Giovanni Gambino, Davide Viviani, Mariangela Di Cristina, Christian Canzonieri, Giuseppe Garufì, Gaetano Sciortino, Giuseppe Russo, Maurizio San Fratello, Valentina Rubino, Desirée Rubino, Anna Faranna, Fabrizio Romano, Gaetano Bruno, Lollo Franco, Marco Iermanò, Adele Tirante, Michele Russo, Lauretana Di Salvo, Gaetano Balistreri, Alessandro Schiavo, Orio Scaduto, Francesco Guzzo, Ludovico Vitrano, Salvatore Filippone, Leonardo Bellanca, Nino Russo, Daniele Perrone, Dustin Fowler, Paladino Sergio

Trama

La storia di una famiglia siciliana che prende le mosse dal ventennio fascista in cui Cicco, sin da bambino apertamente contestatore, è un pastore che ha la passione per la letteratura epica. Suo figlio Peppino, cresciuto durante la guerra, entrerà nelle file del Partito Comunista divenendone un esponente di spicco sul piano locale e riuscendo a sposare, nonostante la più assoluta opposizione della famiglia di lei, Mannina che diventerà madre dei loro numerosi figli che saranno comunque considerati da alcuni sempre e comunque ‘figli del comunista’.

Tornatore riprende a narrare della terra che ama, la Sicilia, e lo fa con un affresco collettivo che abbraccia numerosi decenni della storia del secolo scorso. Lo fa con quel piglio che a tratti travalica nell’enfasi che ormai gli è proprio quando torna cinematograficamente a varcare lo Stretto di Messina (e che gli procura tante critiche) ma anche con la sincera voglia di fare cinema a tutto campo. Fare cinema si traduce per lui in un omaggio consapevole e dichiarato a quanti lo hanno preceduto (qui in modo particolare a Sergio Leone ma non solo) senza però rinunciare a un proprio stile narrativo che procede per accumulo di immagini e di situazioni. È una corsa contro il tempo quella che ci viene proposta sin dall’inizio con la figura del bambino che apre il film. Corsa contro il tempo che cancella una memoria collettiva che sembra progressivamente non esistere più e che Tornatore vuole restituirci scegliendo la via della spettacolarità rivolta al pubblico più vasto possibile. C’è una scena in cui Peppino torna a Bagheria dopo essere emigrato per lavoro a Parigi. Ha ancora in mano la valigia e un gruppo di suoi conoscenti, incontrandolo, gli chiede per dove stia partendo. Nessuno di loro si è accorto della sua assenza.

Oggi ben pochi sembrano accorgersi della perdita della conoscenza di un passato recente in cui umiliazioni, lotte e parziali vittorie lasciavano segni profondi nella collettività. Segni che, come l’affresco sulla volta della chiesa, ‘dovevano’ essere cancellati. Ma ciò che al regista sembra premere ancor di più è il mostrare come il retaggio di un passato di tradizioni ormai incancrenite nella società non sia stato ancora superato nella realtà sociale siciliana e non solo. La sequenza dell’assessore all’urbanistica non vedente che si fa portare i piani regolatori in plastico e li apprezza solo dopo aver intascato l’ineludibile mazzetta è di quelle che si ricordano. Così come (pur nel caleidoscopio a tratti pensoso e a tratti decisamente macchiettistico della miriade di personaggi che attraversano la scena) resta presente, nello scorrere degli anni e delle vicende, la pessimistica sensazione di una sorta di atavica maledizione a causa della quale le uova rotte e i serpenti neri finiscono col far parte del passato, del presente e del futuro di una terra che ha bisogno di una frattura traumatica per poter liberare una volta per tutte una vitalità creativa che certo non le manca.

“Parola” di Siddharta-Asia Lomartire

Parola

Trasale il profumo
delle parole
che persiste nella mente,
che nel cuore s’incidono
e nell’anima accendono
nuove vampe.
Oh parola,
che giaci
seduta ai bordi
delle mie labbra,
laddove permani a indugiare.
Scivoli giu,
per sgorgare
e aspirare
ad essere ascoltata
e non solo sentita.

Siddharta-Asia Lomartire
Già edita su http://www.scrivere.info
http://www.scrivere.info/poeta.php?idautore=7521

2011 TUTTI I DIRITTI RISERVATI

Fonte: Oubliettemagazine

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Marrakech, concerto per la pace sulla Place Jemaa El Fna

May 16, 2011 Leave a comment

Per la pace e per la tolleranza, contro il terrorismo e il fanatismo estremo, gli artisti del Festival Mawazine Ritmi del Mondo, che si svolge ogni anno a Rabat, illumineranno il cielo della Place Jemaa El Fna, domenica 29 maggio 2011. L’Associazione Maroc Culture ha mobilizzato numerosi artisti di nazionalità diverse per esibirsi in questo concerto eccezionale in omaggio alle vittime dell’attentato al Caffè Argana del 28 aprile scorso. “La missione dell’Associazione Maroc Culture non è stata creata per il semplice e puro divertimento ma in primis è una associazione che promuove i valori della tolleranza e della condivisione”, ha dichiarato alla stampa Aziz Daki, direttore artistico del Festival Mawazine. Si legge nella dichiarazione che “è normale si reagisca attraverso questa iniziativa contro un atto terroristico terribile commesso nella città di Marrakech. Vogliamo esprimere la nostra completa solidarietà alle famiglie delle vittime, alla città di Marrakech e alla sua mitica piazza Jemaa el Fna”. Il concerto sarà diffuso da diversi canali della televisione nazionale e internazionali. Il festival Mawazine  e gli artisti che parteciperanno al concerto manifesteranno con la loro arte contro l’oscurantismo e il terrorismo che sconvolge la vita delle persone in ogni luogo del mondo, e questa volta è toccato a Marrakech, polo turistico per eccellenza del Marocco. Questo concerto vedrà la partecipazione di artisti come Quincy Jones, Mory Kantè, Nass El Ghiwane, Hindi Zahara e molti altri che stanno confermando la loro adesione a questo splendido progetto. Tanti artisti di diverse nazionalità, marocchini, africani, orientali e occidentali, annunceranno nei prossimi giorni la loro disponibilità all’evento. L’entrata al concerto sarà gratuita e alcuni posti a sedere nelle prime file saranno a pagamento. La totalità degli incassi (biglietteria e pubblicità) saranno donati ai famigliari delle vittime. Fedele ai suoi valori di tolleranza e di apertura verso il mondo, l’Associazione Maroc Culture spera che il pubblico sia numeroso e che la sua presenza possa  essere un atto per manifestare tutto il sostegno dovuto alla città di Marrakech. Vi ricordo che il Festival Mawazine Ritmi del Mondo 2011, si terrà dal 20 al 28 maggio nella città di Rabat. Concerti, spettacoli di strada, creazioni originali, ateliers e esposizioni sono nel programma. Gli spettacoli si svolgeranno su otto scene e vedranno la presenza di stars internazionali come Shakira, Joe Cocker, Cat Stevens, Lionel Richie, Kanye West e molti altri. Artisti che arriveranno dai cinque continenti per celebrare la diversità dei ritmi e delle culture, per viaggiare e scoprire le diversità e favorire gli scambi culturali e musicali. La partecipazione di questi artisti resterà negli annali del festival grazie alla loro partecipazione al concerto per la pace di Marrakech.

Fonte: My Amazighen

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“David Lynch e il grande fratello” di Alessandro Agostinelli, Besa Editrice

Cosa c’entra David Lynch con il Grande Fratello? È possibile che alcuni dispositivi narrativi leghino insieme un grande regista e alcuni real tv di successo?

Con questo libro, lo storico del cinema e massmediologo Alessandro Agostinelli entra nel profondo dell’opera di David Lynch, attraverso l’analisi di alcuni suoi film più controversi: Strade Perdute, Una storia vera, Mulholland Drive. Il lavoro del regista americano viene analizzato alla luce delle turbative dello spettatore di fronte a certe narrazioni incongrue e all’uso destabilizzante delle immagini.

Insieme alla originale presentazione del cinema di Lynch l’autore affronta anche uno degli argomenti più scottanti del mondo delle immagini: che cosa è vero e che cosa è falso quando guardiamo attraverso i mezzi di comunicazione di massa. Vivere, morire, amare, guardare, socializzare. Ogni nostra azione è spesso il risultato di modelli sociali preimposti dai media.

Alessandro Agostinelli, scrittore e giornalista, è dottore di ricerca in Storia delle arti  visive e dello spettacolo. Ha svolto consulenza e attività didattica in comunicazione  e partecipazione. Fondatore del sito alleo.it, dirige il Festival del Viaggio di Firenze e il progetto inventarioitaliano.it. Collabora con l’“Espresso” e RadioTre Rai.

Tra i suoi libri: il romanzo La vita secca (2002), i saggi La Società del Giovanimento (2004),  Una filosofia del cinema americano (2004), Un mondo perfetto – I comandamenti dei  fratelli Coen (2010).

Fonte: Besa Editrice


Marrakech, il via alla settimana culturale della Place Jemaa El Fna

May 16, 2011 Leave a comment

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L’apertura ufficiale della settimana della cultura della mitica Place Jemaa El Fna, una manifestazione dedicata alla celebrazione del 10° anniversario della proclamazione della piazza come “Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità”  dall’UNESCO, è stata data ieri, domenica 15 maggio 2011. Nel quadro della manifestazione diverse personalità di spicco della città ocra, artisti, militanti associativi, ricercatori, storici e gli uomini e donne che popolano questa piazza sono stati invitati a prendere parte alla cerimonia dell’inaugurazione che ha visto l’apertura di una mostra fotografica che ripercorre le tappe storiche di questo spazio unico al mondo, invitati ma in primis come componenti intrinseche dell’identità marocchina. La manifestazione proseguirà sino al 21 maggio e festeggerà la ricchezza culturale, artistica e civile del Reame, rivalorizzando la piazza Jemaa El Fna, cuore pulsante della città, che è stata toccata dal barbaro attentato del 28 aprile scorso al Caffè Argana. Questa mitica piazza, crocevia e punto di incontro tra le culture, le nazionalità, le civiltà e le religioniattraverso i secoli, dimora nel cuore dell’immaginario collettivo di tutti i marocchini, depositaria di una memoria millenaria incarnata dai suoi uomini. Questo genere di manifestazione contribuirà all’animazione culturale e economica della ville rouge, mettendo in primo piano l’insieme delle parti che hanno creato e voluto l’evento (associazioni della Place, università, professionisti del turismo, autorità locali e società civile), per garantire a questa manifestazione tutte le condizioni per un successo eclatante. Si è insistito, inoltre, sulla necessità di accordare un interesse particolare agli uomini (e donne) della Place per garantire loro delle condizioni di vita decente, un aiuto a chi ha contribuito all’arricchimento, alla preservazione e alla diversificazione della cultura marocchina. Questa settimana vedrà la realizzazione di un opera collettiva da parte di alcuni pittori di Marrakech sulla Place Jemaa El Fna, visite guidate per gli allievi delle scuole e un concorso di pittura sempre per studenti, che si rapporteranno con questo luogo mitico e carico di atmosfere. Nel contempo alcune tavole rotonde che tratteranno delle tematiche come “La Place Jemaa El Fna: spazio e società”, “I mass-media e la Place Jemaa El Fna”, “I tesori umani viventi”, oltre ad alcuni colloqui sugli scrittori contemporanei di Marrakech e sulla gioventù e la cultura del cambiamento. E poi ancora proiezioni di film come “Al Halqa”, che ripercorre la storia dei cantastorie della piazza e un omaggio a Alfred Hitchock con “Un uomo che sapeva troppo”, girato in parte sulla Place Jemaa El Fna. Durante tutta la settimana il pubblico della piazza potrà ammirare una serie di spettacoli musicali offerti dalle troupe folkloristiche della zona, come gli Aissaoua, Oulad El Haouz,Gnaoua, Tskiwine, oltre ad alcuni show degli acrobati Hmad Ou Moussa. Una bella e avvicente settimana è iniziata alla Place Jemaa El Fna, un mix di cultura, storia, spettacolo, per festeggiare insieme i dieci anni dalla proclamazione di Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, e per ricordare al mondo intero che lei, anche se ferita, umiliata e tradita, è sempre l’epicentro di un viaggio misterioso e carico di emozioni, uno spazio di memorie, di sentimenti, di vite, che nessun atto terroristico potrà mai affondare. Mai.

Fonte: My Amazighen

“Cento per cento” di Sacha Naspini, Gruppo Perdisa Editore

Cento per cento//Sacha Naspini
Prezzo euro 9//Pagine 112//Isbn 978-88-8372-538-8//
Collana Arrembaggi, diretta da Antonio Paolacci
————–

«Sono nato pugile, con la testa da pugile, il modo di camminare da pugile e tutto il resto. Al cento per cento. Non al settanta o al novantanove. Al cento per cento, signori miei. E uno così, in questo mondo di pugili al sessanta e all’ottanta per cento, fa baldoria, credetemi». Così si presenta Dino Carrisi, immigrato italiano che ha iniziato con gli incontri clandestini per poi diventare due volte campione del mondo. Un grande boxeur che avrebbe continuato a vincere, se non fosse finito in carcere per l’omicidio della moglie.
Da anni vive barricato in casa, malandato, scontroso, dedito al fumo e all’alcol. Oggi però ha deciso di concedere un’intervista in esclusiva. Ed ecco il documento integrale di quell’intervista, ecco che dalla sua voce affiora lo spettacolo di una vita non comune, dai primi incontri illegali alle luci sfavillanti della fama, dall’amore al rapporto con il suo allenatore, e poi gli incontri, i pugni, le sfide. Ad affiorare, però, sarà anche un’altra verità, una verità che arriva alla fine come un cazzotto ben preparato e assestato: il degno finale per un campione incapace di finire al tappeto.

Dal 18 maggio in libreria

Da anni vive barricato in casa, malandato, scontroso, dedito al fumo e all’alcol. Oggi però ha deciso di concedere un’intervista in esclusiva. Ed ecco il documento integrale di quell’intervista, ecco che dalla sua voce affi ora lo spettacolo di una vita non comune, dai primi incontri illegali alle luci sfavillanti della fama, dall’amore al rapporto con il suo allenatore, e poi gli incontri, i pugni, le sfide… Ad affiorare, però, sarà anche un’altra verità, una verità che arriva alla fine come un cazzotto ben preparato e assestato: il degno finale per un campione incapace di finire al tappeto.

Sacha Naspini è nato nel 1976. Il suo ultimo romanzo è I Cariolanti (Elliot, 2009). Nel 2010 ha pubblicato per Perdisa Pop il saggio Noir Désir. Né vincitori né vinti. Collabora con diverse realtà editoriali, ricoprendo i ruoli di editor, correttore di bozze, concept e grafico esecutivo. Il suo sito web è: www.sachanaspini.eu

“Somiglianze” di Mario Calzolaro

Somiglianze

Lo senti?
Mi senti?
Senti
come un sospiro
un soffio
lieve
di vento
la foglia del tempo
che cade
carezzando il tuo volto?

Son io
sono io
io sono
che torno
da uno spazio
lontano
pensavi
perduto
atteso
trovato

C’è forza
purezza
ed amore
tenerezza
costante fermezza
se l’energia
torna
alla fonte primigenia
che tutto
scolora

traspare
dal silenzio
travolgente
il flusso
dei tuoi pensieri
e quanto
non dici
io sento
ti sento
ed avverto
la forza
della nostra
somiglianza

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“Il Ritorno degli Dei”, mostra collettiva

Il Ritorno degli Dei.

Mostra collettiva

CASALE DEI MONACI
21/05/11 > 30/05/11 – Ciampino (RM)

L’arte come sinonimo di tecnica, al di là della figurazione pura, per riavvicinare il grande pubblico alla cultura contemporanea: percorsi artistici diversissimi tra loro, ma accomunati da una profonda ricerca della pratica pittorica, perché il linguaggio dell’arte figurativa non può prescindere dalla percezione visiva! L’arte contemporanea, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra in poi, viene percepita come assolutamente lontana dalla “tecnica”, termine da cui la parola “arte” deriva. Il tanto ripudiato “accademismo” è stato storicamente interpretato come rifiuto delle tecniche tradizionali a vantaggio del puro concetto. Qualsiasi rivoluzione culturale, però, porta in sé la causa della propria degenerazione: il totale abbattimento della forma ha generato un progressivo allontanamento del grande pubblico dalla produzione contemporanea. L’arte dei nostri tempi viene spesso giudicata dai non esperti come incomprensibile e per giunta non attraente alla vista.

 Questa mostra è stata concepita per attirare la percezione retinica di chiunque: indipendentemente dall’interpretazione iconologica delle singole opere, la semplice lettura della figurazione è palese per tutti. In questo senso l’esposizione sancisce il ritorno dell’arte figurativa magniloquente, composta dall’illusione della prospettiva, creatrice di ambientazioni fantastiche dentro cui sospendere la propria esistenza per conoscere quell’intima esistenzialità troppo spesso sopita dalla contingenza del reale. La mostra è stata allestita come una sorta di personale plurima: raccoglie i lavori di artisti che sembrano declinare la stessa lingua a percorsi letterari originali, diversissimi per tematica e fare pittorico, eppure uniti da una sorta di realismo magico figurativo che racconta la contemporaneità tramite la tradizione della tecnica.

 L’uomo diventa eroe, la storia si fa mito in quanto esempio di una tradizione mai rinnegata, ma al contrario valorizzata da significati moderni. Gli dei che ritornano non sono soltanto i soggetti epici raffigurati in questa rassegna, piuttosto indicano i dettami di quella “buona maniera” stabilita dal Vasari come principale caratteristica per riconoscere un grande artista: la tecnica senza il “concetto” è artigianato, ma l’arte è pur sempre un linguaggio universale che in ogni caso deve narrare la contemporaneità, anche attraverso strumenti della tradizione storica.

Il Ritorno degli Dei. Mostra Collettiva

A cura di: Cecilia Paolini
Artisti: Luigi Cervone, Valerio de Filippis, Lorena Peris

Inaugurazione: sabato 21 maggio ore 18.00
Periodo: 21/05/11 – 30/05/11

CASALE DEI MONACI
Via Melvin Jones snc
Ciampino (RM)

Tel. 06 9360201; 349 7782748

Riferimenti e Note:

La serata d’apertura sarà inaugurata dalla compagnia teatrale “Amici di… Strada!” che presenterà un reading liberamente tratto dalla commedia brillante “Arte”, adattata e diretta da Carla Mappelli: l’acquisto di dipinto contemporaneo e la diatriba paradossale che ne consegue tra un gruppo di amici sono lo spunto per una riflessione sagace sul valore dell’arte.

La performance teatrale è stata pensata come divertente accompagnamento all’opening della mostra, perché la cultura non deve mai escludere l’ironia!

Organizzazione: Associazione G.A.P.

Ufficio Stampa:
ASSOCIAZIONE G.A.P.
Tel. 06 9360201
E-Mail

“Oltre l’orizzonte” di Gianfranco La Grassa, Besa Editrice

Autore: Gianfranco La Grassa
Collana: Astrolabio 38
Categoria: saggistica / pagine:176
ISBN 978-88-497-0736-6
€ 17,00

Il testo qui presentato è il quinto, e ultimo, volume di una ricerca teorica intorno a diverse forme della società capitalistica; una ricerca che si riallaccia al pensiero di Marx, ma che se ne allontana su alcune questioni decisive. Il testo si divide idealmente in due parti. Nella prima si illustra il primo disvelamento teorico compiuto da Marx con riguardo alle correnti della scienza sociale dei suoi tempi. Nella seconda si compie un passo successivo, criticando varie impostazioni odierne, accomunate dal riferimento o alla pura volontà e forza politica o alla netta predominanza assegnata all’ambito economico e al calcolo che lo pervade, quello del minimax (minimo costo o massimo beneficio). Qui si tenta di connettere strettamente la razionalità economica e quella strategica (applicata al conflitto per la supremazia), pur assegnando la prevalenza alla seconda. Se ne traggono numerose conseguenze in merito all’interpretazione delle “strutture” economico-sociali, della loro storia, delle pratiche politiche perseguite nel XIX e XX secolo, ecc. Soprattutto ci si sforza di superare la generica indicazione della società moderna quale capitalismo, segnalando l’esistenza di sue forme diverse, sia in successione temporale (storica) sia nella loro compresenza attuale.

 Gianfranco La Grassa ha lavorato nell’industria ed è stato docente di Economia nelle Università di Pisa e Venezia. È autore di decine di libri e articoli vari. Fra gli ultimi volumi pubblicati: Gli strateghi del capitale e Finanza e poteri(Manifestolibri) e Tutto torna ma diverso (Mimesis).

Fonte: Besa Editrice

“Nuvola Rossa” di Paolo Giovannini, Seneca Edizioni

Autore: Paolo Giovannini
Titolo: Nuvola rossa
Collana: Poesie dal cuore
Pagine: 94
ISBN: 978-88-6122-192-5
Prezzo: € 10.00

Ci sono ricordi che tornano a vedere se tu li tieni cari o se il tuo tempo è privo adesso di quegli antichi volti, se gesta o amori avvolgono le spoglie di quel che allora fu vivo nella mente o se il tuo orgoglio li ha ora falcidiati e scorza e polpa non hanno più fusione.

Ma alcuni di quei volti non tornano di nuovo e ogni nuova ondata sfoltisce quel drappello e apporta brattee nuove, ma sempre più sottili.

Fonte: Seneca Edizioni