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Archive for May 14, 2011

“L’amante, Colei che ama” di Beatrice Benet, Rupe Mutevole Edizioni

“Credo non ci sia un tempo giusto per cambiare la propria vita, credo invece che ci debba essere un tempo per prendere coscienza e ti dirò di più, sono fermamente convinta che sacrifici di questo tipo non portino a nulla, nessuno dirà mai grazie perché tutti sono stati comunque infelici.”
“…tutti sono stati comunque infelici” ed è questa semplice constatazione che addolora maggiormente in “L’amante, Colei che ama”, libro edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “Trasfigurazioni”.
Nel 2007 l’autrice, Beatrice Benet, ha pubblicato una raccolta di quattro racconti al femminile “Più lontano del mare e del cielo”, nel 2009 per Einaudi un racconto dal titolo “Giulia” nel volume “Io mi ricordo”.
“L’amante, Colei che ama” si presenta come una lunga lettera, un De Profundis senza destinatario o meglio con un destinatario celato. Il nascondere è il fulcro di tutta la lettera, qualcuno nasconde, qualcuno esplicita.
Il libro consta di trentatré brevi capitoli, ogni capitolo è un’emozione, un istante, un groviglio di pensieri della giornata. La voce narrante è una donna, parla ai lettori come se davanti avesse il “lui” che devasta le sue ore. Lo stile si presenta famigliare, limpido, chiaro e preciso. L’intento è rendere partecipe il lettore di una parte della vita della protagonista, una parte di vita in bilico tra la vita e la morte, metaforicamente parlando.
Il “lui” è un uomo sposato con una figlia, il “lui” è l’uomo che non riesce a volare della dedica iniziale del libro, la “lei” è l’amante. Una situazione conosciuta da tempo, la nostra cultura ritiene la moglie come unica vittima e nessuno mai pensa all’altra donna, colei che “vuole rovinare una famiglia”.
“L’amante, Colei che ama” è un lungo viaggio nelle membra dell’altra donna, la donna nascosta che deve restare nascosta, la donna che crede nell’amore ma che non può esplicitarlo alla luce del sole, la donna delle ore in un motel, la donna che non sarà mai invitata a cena a Natale. La situazione dell’amante non è semplice come a prima vista può sembrare, se ovviamente l’amante è colei che ama.
Beatrice Benet fornisce al lettore i dati di una storia comune, un uomo sposato che non ama sua moglie ed una donna che ama profondamente un uomo sposato. La relazione è in disparità, lei è sola, lui ha una famiglia. È lui dunque a decidere gli orari, i giorni, le conversazioni. Lei non vuole, per troppo amore, in nessun modo infastidirlo ed aspetta, una lunga attesa ed una costante pazienza per i cambiamenti di umore di lui, per le sue continue palesate incertezze. Aspetta davanti al cellulare, aspetta davanti alla chat di Messenger. Alcuni capitoli de “L’amante, Colei che ama” riportano frammenti di conversazione fra i due amanti, le parole si perdono nella velocità del messaggio, del pensiero, nessun discorso ha termine ne inizio, è l’antagonismo di due debolezze diverse a privilegiare in momenti incostanti, ed è sempre lui ad aver l’ultima parola.
“Ho difficoltà a credere che sia effettivamente quello che vuoi fare, perché non è possibile che non ti salga, improvviso, il desiderio di me, quel desiderio che ti obbliga almeno a darmi un segno della tua presenza.”
Lei potrebbe cibarsi di uno “squillo”, un messaggio al telefonino, un’email, anche solo una semplice risposta di “buonanotte” ma è il silenzio che penetra nel loro rapporto, un silenzio rabbioso e senza etica, un silenzio che non potrà portare pace ma solamente disperazione.
“L’amante, Colei che ama” è uno sguardo nella solitudine di una donna, nel sentimento amoroso che devasta e che non risparmia gli ostaggi.

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro:
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

Allineamento dei pianeti, corpi celesti si allineano

ALLINEAMENTO DEI PIANETI MAGGIO 2011 – Catastrofi e terremoto di Roma dell’11 maggio in arrivo? Nel periodo compreso tra il 15 e il 18 maggio si compie uno straordinario allineamento di pianeti. Non è un evento raro, l’ultima volta era accaduto il 5 maggio del 2000. A questi momenti astrali si accompagnano da sempre le previsioni delle più grandi sciagure. Era successo nel 2000 e si sta ripetendo adesso. Complice la (falsa) previsione dello studioso Bendandi che proprio nell’allineamento die pianeti, nella forza delle maree scatenate da congiunture astrali, vedeva la causa dei terremoti. In giro si è così diffusa la voce – ma lui non lo ave amai detto – che l’11 maggio 2011 si sarebbe scatenato a Roma un furioso terremoto. Il terremoto non ci sarà, ma l’allineamento die pianeti sì. I cinque pianeti che sono normalmente visibili a occhio nudo  e cioè Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno si troveranno allineati sullo stesso asse in una piccola parte del cielo in direzione ovest. Il momento giusto è la sera poco dopo il tramonto. Si chiama, dal punto di vista astronomico, “congiunzione planetaria”. Il periodo in cui accadono questi fenomeni è solitamente la primavera. metà aprile e metà maggio. Dopo il 20 maggio i pianeti tornano ad allontanassi seguendo le proprie orbite. Questo tipo di congiunzioni, che coinvolgono i cinque pianeti visibili in un allineamento superiore ai 10 gradi, si verificano circa tre volte in un secolo. Più rari sono gli allineamenti più stretti – uno ogni tre secoli, con il prossimo previsto per settembre 2040.

Fonte: Il Sussidiario.net

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“Drak’kast – Storie di draghi” di Fabrizio Corselli, Edizioni Della Sera

May 14, 2011 1 comment

Titolo: Drak’kast – Storie di draghi / Autore: Fabrizio Corselli / Genere: poema fantasy, epica moderna. / Prefazione di: Matteo Veronesi

Collana: Spade d’inchiostro / Curatori della collana: F. Cecere – A. Zarbo / Uscita: aprile 2011 / Isbn: 978-88-97139-05-8 / Prezzo: 12,00 euro

Drak’kast è un mondo rischioso, selvaggio, dominato da profondi ed oscuri misteri che aspettano solo di essere riportati alla luce. Un mondi in cui ognuno è costretto a sfidare la stirpe dei draghi e la sua egemonia, aprendosi un varco nel fuoco con il crudele acciaio nel pugno o andan- doincontro alla morte. In quest’era, meglio conosciuta come Primordium Draconis, esiste però anche chi ha scelto di non combattere i draghi: gli Hadragnir, incanta- tori disposti a sposare la loro causa per preservare l’equilibrio tra le razze. È qui che entra in gioco il person- aggio di Elkodyas, il leggendario drago mutato in un elfo cantore, unico eroe tanto audace da sfidare le insidie ed i pericoli celati nella Foresta di Smeraldo, alla scoperta di quei segreti che per troppo tempo sono rimasti confinati in essa.

Fabrizio Corselli è un personaggio unico nel suo genere. Maestro del mito, ha fatto della poetica il proprio indomito stile. I versi di Drak’kast vi faranno rivivere il sogno dell’Odissea. Quando ancora le gesta di eroi e di tesori perduti erano sulle labbra di tutti. Quando la poesia regnava incontrasta nei cuori dei più fantasiosi. Avven- tura, melodia ed incanto. Drak’kast è tutto questo. Da tempo niente era così epico.

I miei draghi sono nati per portare l’arte agli uomini. Essi cercano di ricordare alla società che l’arte, la poesia, la musica hanno un enorme potere che non dobbiamo ignorare. Sono davvero contento che accompagnino i versi di Fabrizio Corselli in queste meravigliose storie. Spero proprio che le sue parole e le immagini rievocate dei miei draghi possano incantare chiunque legga il libro, permettendogli di condividere altri mondi, anche se per un momento solo.” – Ciruelo Cabral.

Fabrizio Corselli, è uno scrittore di poesia a carattere epico-mitologico e un saggista italiano. Nato a Palermo nel 1973, vive e lavora come educatore a Settimo Milanese. Proprio nell’ambito didattico cura il progetto Calypsos, volto all’intensificazione del linguaggio nel disabile attraverso la poesia. È redattore della rivista nazionale InArte, dove si occupa della rubrica Mythos. Diverse le pubblicazioni su riviste e cataloghi del settore: ha collaborato con il Salone Internazionale di Parigi, con il Museo Beleyevo di Mosca e con Media- brera (Milano); è stato segnalato sul sito della Treccani per la positiva riscrittura dei classici greci in relazione all’epica sportiva antica e collabora con l’associazione internazionale di cultura ellenica Mondogreco, per la quale ha recensito la celebre mostra La Forza del Bello di Mantova e quella sul Canova presso il Palazzo Reale di Milano. Il suo sito ufficiale è: http://www.achilleion.sitiwebs.com

Fonte: Edizioni Della Sera

“La promessa infranta” di Shimazaki Toson, La Lepre Edizioni

La storia è ambientata nel Giappone del periodo Meiji (1868-1912), negli anni immediatamente successivi alla promulgazione dell’editto imperiale che cancellava la suddivisione dei sudditi in classi. Questo editto proibiva, almeno sulla carta, la discriminazione nei confronti degli ex fuoricasta, gli eta.
“La promessa infranta” rappresenta un tipico esempio della produzione naturalista giapponese. E’ un grande classico, appartenente al genere del romanzo di formazione. Al centro del racconto il drammatico confronto del protagonista con le sue origini eta.
Segawa Ushimatsu è un giovane insegnante nella provincia giapponese di inizio Novecento, che vive un lacerante conflitto interiore: deve rispettare il giuramento fatto al padre di non rivelare a nessuno le sue origini di fuoricasta, per non incorrere nella dannazione sociale, o deve invece affrontare il mondo a testa alta, difendendo quegli ideali di uguaglianza che sembrano annunciare la nascita di una nuova società?
Le circostanze decideranno per lui: nel momento in cui il suo segreto verrà svelato, Ushimatsu sentirà di essere finalmente pronto a vivere la propria vita.

Fonte: La Lepre Edizioni

“Le mie poesie” di Marzia Carocci

 – Le mie poesie

 Le mie poesie nel vento,

leste, come cani sciolti,

come stormi stanchi

dal volo lento.

Frammenti miei,

sparsi d’ovunque,

negli occhi assenti,

nei cuori esangui.

Sono tempeste

le mie emozioni,

oltre i confini,

nel grande mare,

sui monti bianchi,

dietro la luna.

Parole,

di getto vomitate,

scritte, confessate,

afone, stonate.

Poesie d’amore,

di rabbia e dolore,

parole vere su fogli bianchi,

su muri sporchi

,su marmi freddi;

libere,

oltre le tenebre dei giorni morti,

oltre la luce di chi non vede

su ali d’Angelo….

Vive

dentro al cuore d’un uomo,

urla scritte,

cullate nell’eterno silenzio del tempo.

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Museo della Palmeraie, arte contemporanea e giardini

May 14, 2011 Leave a comment

La città di Marrakech continua a rafforzare la sua posizione di leader in manteria di turismo culturale. Il Museo della Palmeraie apre le sue porte e presenta sabato 14 maggio la sua collezione d’arte contemporanea. Questo nuovo museo nella Palmeraie di Marrakech arricchirà l’offerta culturale della città ocra ed è la prova provata che la cultura a Marrakech non abbasserà la sua presenza davanti al Male. Il museo è composto da un giardino di due ettari dotato di un luogo per le esposizioni ricavato da un antico edificio agricolo in pisée (terra e paglia) che ospiterà una permanente consacrata all’arte contemporanea in Marocco. Oltre 50 artisti marocchini figurano in questa collezione di pittura, fotografia, calligrafia, scultura e installazioni. La permanente del museo della Plameraie offre l’opportunità ai visitatori di scoprire diverse generazioni d’artisti come Hassan El Glaoui, Farid Belkaia, Mohamed Melihi, Abbes Saladi, Mohamed Hamdi, Karim Bennani, Abderrahim Yamou, Mahi Bine Bine, Abdelhay Mellak, Farid Triki, Mohamed Mourabiti, Chrigui Tijani, Omar Bouragba, Souad Aâtabi, Nadia Ouriachi Conejo, Ahmed Ben Isamael, Salah Benjakan, Hicham Benohoud, Souhaïl Ben Aâzouz, Ghanzaoui, Jean Michel Boucqueton, Abdelmalik Brihiss, Anas Bouanani e molti altri. Il tutto in uno scrigno verde che racchiude diverse tipologie di giardini; il giardino andaluso, il giardino arido, il giardino d’acqua, un orto-giardino e una collezione di rose botaniche. Il fondatore di questo luogo ha unito le sue due passioni: l’arte e i giardini. Voluto come un luogo di incontro, di scambi e di apertura sugli artisti di oggi e di ieri, il museo della Palmeraie ha invitato per il suo vernissage di apertura gli artisti francesi Philippe De Ligne e Claire e Michel Thiam. Una iniziativa degna di nota del museo è lo spazio riservato ai bambini dei douars Dar Tounsi, Douar L’Boun e dei villagi vicini, perchè possano beneficiare di alcuni ateliers nell’arte pittorica e sulla protezione dell’ambiente. I bambini potranno beneficiare anche di un sostegno scolastico in materie come la matematica e l’informatica oltre allo studio della lingua francese. Questo approccio è, secondo il fondatore, un punto fondamentale: la popolazione locale è la parte primaria nello sviluppo del progetto e non deve essere una decorazione o della mano d’opera a buon mercato, ma attori principali in un contesto di cultura e di ambiente, di rispetto delle tradizioni, e soggetti che potranno beneficiare dei ricavi dell’attività in funzione di un benessere condiviso e equo.
Museo della Palmeraie – Dar Tounsi, Route di Fés, davanti al Metro – Marrakech –
Tel. 00212 610408096 – museepalmeraie@gmail.com – aperto tutti i giorni dalle 09.00 alle 18.00

Fonte: My Amazighen

“Animal” di Loredana Di Lillo, allucinazione paradossale del nostro tempo

Animal

di Loredana Di Lillo

mostra: dal 12 maggio al 11 giugno 2011

orario: da martedì a venerdì dalle 11.00 alle 19.00, sabato dalle 15.00 alle 19.00

sede: Viafarini DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milano

Sensualità, moralità, brutalità, solitudine e massificazione, produzione seriale e mappature immaginarie, natura, catastrofi, barriere fisiche e barriere mentali, ideologia, alienazione, cose serie e cose non serie, cose mai dette, un qualche luogo popolato d’amore, solitudine, ruoli, morire, invisibile, spirituale, illogico…

Un pugno di seta ricamato su una vecchia coperta; un busto di bronzo ricavato dalla terra cruda; una figura oscurata per sempre; bottiglie di vetro soffiato che echeggiano icone da mass production; cartoline mai comprate e mai spedite; frasi che tuonano frammenti di liriche popolari.

Animal rappresenta il conato di un’allucinazione che procede per suggestioni, citazioni, segni elusivi e apparentemente liminali, piccole mirici e monumenti nascosti. Loredana Di Lillo imbastisce un catalogo di reperti intimi, frutto di una indagine personale, emotiva e psicologica, capace di confrontarsi con i paradossi del nostro tempo.

Loredana Di Lillo è nata a Gioia del Colle (BA) nel 1979, vive e lavora a Milano. Tra le mostre personali: 2008, Enduring landscapes, Duetart galleria, Varese. Tra le mostre collettive: 2011, The Art of Camo, Cardi Black Box, Milano; Talenti emergenti 2011, CCCS Centro di Cultura Contemporanea Strozzina, Firenze; 2010, Natura e destino, Galleria Riccardo Crespi, Milano; Titolo Grosso, cripta 747, Torino; 2009: Il raccolto d’autunno è stato abbondante, a cura di Chiara Agnello e Milovan Farronato, Careof e Viafarini, Milano; Let’s forget about today until tomorrow, a cura di Marco Tagliafierro, Brown project space, Milano; 2008, Il rimedio perfetto, a cura di Marco Tagliafierro, Galleria Riccardo Crespi, Milano; Fruits in season, Annarumma 404, Napoli; 2006, Gap. Giovani Artisti Pugliesi, a cura Antonella Marino, Lia De Venere, Marilena Di Tursi, Sala Murat, Bari.

Fonte: Fabbrica Del Vapore

“Mio padre fa la donna delle pulizie” di Saphia Azzeddine, Giulio Perrone Editore

pp. 118 – Romanzo

formato: 13×20

978-88-6004-178-4

10,00 euro

DOPO IL CLAMOROSO SUCCESSO IN FRANCIA DI CONFIDENZE AD ALLAH, IL NUOVO POETICO E DIVERTENTE ROMANZO CHE CONFERMA IL TALENTO DI SAPHIA AZZEDDINE

Polo, 14 anni, una madre disabile e un po’ assente fissata con le telenovelas, una sorella il cui unico pensiero sono i concorsi di bellezza e Priscilla, l’amica dei quartieri alti di cui è segretamente innamorato. E un padre affettuoso, ma atipico, di cui non può che vergognarsi. Per le battute fiacche, per i troppi che nella stessa frase. E perché fa la “donna” delle pulizie. Polo spesso, dopo la scuola, lo raggiunge per dargli una mano, perché così tornano a casa prima. E anche perché è suo padre. E tra un colpo di straccio e un giro di aspirapolvere, nella biblioteca del quartiere, cerca un riscatto nei libri. O meglio, nelle parole. Ne impara di nuove, si appunta quelle arroganti, sdegnose, trascendenti, “quelle che possono farti fare la peggior figuraccia della tua vita se non ne conosci il significato. Quelle che si permettono di avere tre consonanti di fila, come astruso. O addirittura quattro, come instradare”. Ma non c’è tempo per guardare, Polo è lì per pulire la biblioteca comunale e non per leggerla. Ma le parole restano e saranno la breccia per espugnare Priscilla che, chissà, forse un giorno potrebbe anche accorgersi di lui.

Scoprivo che un uomo poteva metterci quattrocento pagine per dire a una donna che l’amava. Quattrocento pagine prima del primo bacio, trecento prima di una carezza, duecento per osare guardarla, cento per confessarselo. Nell’epoca in cui s’inviano SMS per farsi una scopata, lo trovavo prodigioso, vertiginoso, folle, smisurato, stravagante, insensato, grandioso… Ecco, imparavo delle parole facendo le pulizie.

Questa cronaca socio-familiare, allo stesso tempo tenera e impertinente, è un vero successo. Marie Claire ottobre 2009

 Il libro è veloce, commovente e bizzarro. Si legge tutto d’un fiato e se ne esce frastornati. Paris Match 3/9 sett 2009

Saphia Azzeddine è nata ad Agadir, in Marocco, ed è emigrata in Francia con la famiglia all’età di nove anni. Dopo aver lavorato a Ginevra nel settore delle pietre preziose, decide di trasferirsi a Parigi. Esordisce nel 2008 con il romanzo Confidences à Allah che riscuote subito un notevole successo e diviene uno spettacolo teatrale. Mio padre fa la donna delle pulizie, suo secondo romanzo, è uscito in Francia nel 2009; nel 2011 è stato adattato per il cinema.

Fonte: Giulio Perrone Editore

Villanovaforru e Cagliari, confidenze letterarie

Villanovaforru: 14 maggio ore 22.00 –  Museo Civico Archeologico Genna Maria
Incontro con Gavino Ledda autore del libro “Padre e Padrone”
In occasione della “Notte europea dei Musei” lo scrittore Gavino Ledda leggerà passi del suo libro più famoso “Padre Padrone” e proporrà una riflessione sulla mancata corrispondenza fra il linguaggio della Poesia ed il linguaggio della Scienza. C’è incomunicabilità fra il poeta, il letterato e lo scienziato o è possibile elaborare una lingua nuova che contemperi entrambe le visioni del mondo?
Nello spirito dichiaratamente divulgativo della politica culturale dell’Amministrazione Comunale di Villanovaforru le Confidenze letterarie sono un voler togliere, per quanto è possibile, ogni difficoltà d’accesso ad un mondo che spesso, erroneamente è pensato difficile. Eliminando il distacco del “formale” l’autore in “confidenza” apre le porte del suo libro, e forse, anche un po’ di sé. La rassegna prevede una serie di appuntamenti, che si terranno a Villanovaforru di volta in volta in location diverse, ora il museo archeologico, ora la sala mostre temporanee, la biblioteca comunale

Cagliari, ore 21.00, quartiere Castello
Gentili Amici di Echi lontani
Arriva la grande Bettina Hoffmann con il suo Ensemble Modo Antiquo, che vuol dire passare dal Grammy Award Michael Chance della scorsa settimana (6 Maggio) a Modo Antiquo che per i Grammy Awards ha ricevuto ben due nomination; tra i due Concerti non dobbiamo dimenticare la splendida voce di Arianna Lanci (8 Maggio), con le Rosantico, Arianna che sarà anche una delle soliste dell’atteso Magnificat di Bach.
Bettina Hoffmann e Modo Antiquo, una delle pietre miliari della Musica Antica in Italia e nel mondo; a Cagliari ci proporranno la Confessio Goliae dell’Archipoeta scritta a Pavia nel 1163; “Un canto medievale ritrovato. Estuans intrinsecus, ossia la Confessio Goliae dell’Archipoeta, era ed è certamente la più celebre tra le poesie secolari del Medioevo. Lo testimoniano i numerosi imitatori e contraffattori che presero la Confessio Goliae a loro modello di forma e di pensiero, e i ben 37 manoscritti che la tramandano. Oggi è la poesia-emblema che ha formato e scolpito la nostra immagine collettiva dei vaganti goliardi, dissacratori, mordaci, goderecci, servi di nessuno se non di Bacco e Venere. Proprio l’Archipoeta, che deride di cuore quei poeti solitari che si castigano nella speranza di scrivere opere immortali, è riuscito, con lievità ma con la pancia piena di buon cibo e vino, ad inviare un segno che attraversasse più di 800 anni di storia.” (Bettina Hoffmann)

L’appuntamento in dettaglio:
Sabato 14 Maggio, ore 21.00 presso la Chiesa Santa Maria del Monte (Cagliari, Via Corte d’Appello-Via Santa Croce, Quartiere Castello), L’Archipoeta: Confessio Goliae – Scritta a Pavia nel 1163; ad eseguire il Concerto sarà Modo Antiquo diretto da Bettina Hoffmann (Alberto Allegrezza Voce, Flauti dritti, Ugo Galasso Flauti dritti, Ciaramelle, Flauto da tamburo, Naccari, Tamburelli, Bettina Hoffmann Viella, Ribeca, Marina Bonetti Arpa e Giovanni Bellini Liuto). In programma Musiche di Anonimi del XII e XIII secolo, P. di Blois, W. di Châtillon, Filippo il Cancelliere, L’Archipoeta.
Come consuetudine, Vi ricordiamo che l’appuntamento successivo sarà il 21 e 22 Maggio, rispettivamente Cagliari (Centro Comunale d’Arte e Cultura “Il Ghetto”, ore 21.00) ed Iglesias (Castello Salvaterra, ore 20.00), con l’Ensemble Les Nations ed il loro ‘Virtuoso dimenticato’.
La Manifestazione gode del Contributo e/o Patrocinio degli Ass.ti allo Spettacolo ed al Turismo della Regione Sarda e del Comune di Cagliari, e della Provincia di Cagliari.
Ci auguriamo di incontrarvi numerosi.
Ferruccio Garau

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“Sale nero” di Stefano Pensotti, Andrea Semplici e Marco Aime, FBE Edizioni

SALE NERO

Autore: Stefano Pensotti, Andrea Semplici, Marco Aime
Collana: Le caravelle
Pagine: 160
Formato: 24×22
Prezzo: 32,00 €
ISBN: 978-88-89160-93-0

In breve:
Taudenni e Ahmed Ela: due “non luoghi” africani, il primo in Mali il secondo nella Dancalia Etiope, sono un chiaro esempio di quelle società “diversamente sviluppate” dove il modello è ancora quello della cultura materiale. Per entrambi è grande l’importanza che continua ad avere il commercio del sale, l’uso dello stesso per gli scambi commerciali è ancora ampiamente diffuso.
Il libro racconta con testi e fotografie l’ambiente “umano e geografico” che le carovane attraversano: comunità, culture, ambienti naturali.
Mette in rilievo le comunità che vivono di questa economia, i rapporti che si intrecciano, le strutture sociali e parentali delle popolazioni, l’esperienza umana. Chi sono questi uomini, quale la loro esperienza?

Fonte: FBE Edizioni