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Archive for May 2, 2011

Veruschka e Stuart Milk al Torino GLBT Film Festival, anteprima italiana “Il Richiamo”

Ospiti della sesta giornata del Festival due grandi personalità: Veruschka e Stuart Milk.

La contessa Veruschka, prima top model a essere riconosciuta tale, “la donna più bella del mondo” secondo il grande fotografo Richard Avedon e icona leggendaria immortalata nel manifesto di Blow Up di Michelangelo Antonioni, è al festival come “testimonial” della sezione Think Pink! Non solo moda. In suo onore verrà presentato Veruschka: A Life for the Camera diretto da Paul Morrissey e Bernd Böhm, con la sceneggiatura scritta dalla stessa protagonista: un documentario d’autore sulla modella dalla vita leggendaria e che in Italia divenne un simbolo grazie anche a Emilio Pucci, che ne fece l’icona del look optical.

Veruschka incontra pubblico e giornalisti domani 3 maggio alle ore 11:30 al Blah Blah (via Po 21), per l’occasione sarà proiettato La natura, la pazienza e il sogno nelle immagini della 130, il breve film pubblicitario del 1969 realizzato da Valentino Orsini, prodotto da Cinefiat e conservato presso l’Archivio Nazionale Cinema d’Impresa di Ivrea. Protagonisti, il fotografo Franco Rubartelli e Veruschka.

In Italia grazie a Equality Italia, rete sui diritti civili, Stuart Milk sarà in sala per presentare Stonewall Uprising di Kate Davis e David Heilbroner, del 2010, che ripercorre quel 28 giugno 1968, la notte che ha sconvolto e cambiato il mondo gay.

Nipote di Harvey Milk, Stuart – consigliere di Barack Obama – è il Presidente della Fondazione dedicata allo zio, politico statunitense negli anni ‘70, militante del movimento di liberazione omosessuale e primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay.

In anteprima italiana Il richiamo (La llamada – The Call) di Stefano Pasetto, con Francesca Inaudi, César Bordòn, Alessio Doglione, Arturo Goetz, Guillermo Pfening, presentato nella sezione Binari Lungometraggi. La passione travolgente tra due donne italiane che vivono a Buenos Aires e che vogliono rompere con il proprio passato.

Per il Concorso Lungometraggi Stadt Land Fluss (Harvest) esordio alla regia di Benjamin Cantu che mette in scena una tenera storia di educazione sentimentale tra due giovani apprendisti agricoltori al sud di Berlino.

Per la sezione Vintage: Italia 150. Il nostro Risorgimento il raro Bionda fragola di Mino Bellei del 1980, tra le prime commedie italiane a sdoganare l’omosessualità; Vite di Ballatoio di Daniele Segre che ritrae i belli di notte della Torino anni Ottanta; Quam Mirabilis di Alberto Rondalli, che mette in scena l’amore tra una monaca di clausura e una novizia e la loro fuga dal convento; Quartetto Basileus di Fabio Carpi, amara e tormentata riflessione sulla vecchiaia in cui l’omosessualità repressa è una rivelazione ammaliante e devastante allo stesso tempo.

Per Open Eyes: Lesbian Romance Elena Undone di Nicole Conn che segue la storia della bella Elena, moglie e madre modello che non immaginerebbe mai di potersi innamorare di una donna, finché non incontra la scrittrice lesbica Peyton.

Per A qualcuno piace libro l’appuntamento alle librerie Coop alle ore 18.00 con le presentazione di Felici e Maledetti (Zona) di Bruno Casini e Vestire Degenere (Donzelli) di Alessandra Castellani.


Amaro Ramazzotti inaugura Terrazza Ramazzotti

Mercoledì 4 maggio l’amaro italiano più famoso al mondo inaugura la TERRAZZA RAMAZZOTTI al decimo piano dell’Hotel dei Cavalieri. Serata top il mercoledì sera: a partire dalle 19 va in scena COMIC HOUR, l’aperitivo firmato Ramatonic all’insegna dell’ironia e della creatività dei vignettisti del Festival del Fumetto.

Ramazzotti tocca il cielo con un dito: a partire da mercoledì 4 maggio, l’amaro italiano per eccellenza conquista la terrazza al decimo piano dell’Hotel dei Cavalieri in piazza Missori 1 a Milano e la trasforma in fulcro panoramico della movida milanese con un doppio appuntamento in programma tutti i mercoledì e giovedì fino a ottobre. Protagonisti della TERRAZZA RAMAZZOTTI non solo personaggi del mondo dello spettacolo e dj-set esclusivi, ma anche l’anima frizzante e la verve cosmopolita dell’amaro italiano per antonomasia. La vista non manca, il sound è curato al diapason… 33 spezie selezionate che provengono da tutto il mondo per incontrarsi in ogni sorso di Amaro Ramazzotti completano la serata con un allestimento aromatico all’insegna della naturalità.

Slurp, Crunch,  Clap clap, Glu glu: ogni mercoledì la Terrazza Ramazzotti asseconda l’imprinting ironico e decisamente anticonvenzionale di Ramazzotti e va in scena con l’aperitivo COMIC HOUR, divertimento garantito dall’Argh allo Zomp! La vena creativa dei fumettisti e artisti del Festival del Fumetto in collaborazione con WOW Spazio Fumetto, il nuovo museo dedicato alla Nona Arte, anima la terrazza sotto l’egida del RAMATONIC: bastano poche e semplici mosse <<1 parte di amaro, 4 di tonica, ghiaccio e 1 fetta d’arancia>> per immergersi nello spirito della serata. Per gustare il Ramatonic in compagnia ecco la Ramagang, un bicchiere king size per otto.

Durante la serata del mercoledì un vignettista coinvolgerà gli ospiti con le proprie creazioni all’insegna della fantasia e dell’umorismo. I più spiritosi, inoltre, potranno posare per scatti fotografici in puro stile comic. Le facce da fumetto più divertenti saranno quindi on-line sulla fan-page Terrazza Ramazzotti di Facebook(*).

Il 4 maggio si parte con il tratto intraprendente di Jan, alias Enzo Jannuzzi, uno dei più interessanti autori underground italiani dallo spirito anticonformista e indipendente che sfiderà gli ospiti della serata con il suo umorismo tagliente e provocatorio.

Alla regia delle serate, la verve creativa di AWER COMMUNICATION protagonista degli eventi cult della movida Milanese.

Alla Terrazza Ramazzotti l’amaro più irriverente sale sui tetti di Milano per diffondere dall’alto il suo spirito fresco e ironico con un tocco di creatività.

www.ramazzotti.it

TERRAZZA RAMAZZOTTI

10° piano Hotel del Cavalieri – P.za Missori, 1 – Milano

COMIC HOUR

Inaugurazione mercoledì 4 maggio

Tutti i Mercoledì fino a Ottobre: h. 19.00 – 24.00

Tutti i Giovedì fino a Ottobre: h. 19.00 – 24.00

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Vincenzo Jannuzzi, in arte Janù

Vincenzo Jannuzzi, in arte Janù o Jan, è nato in Calabria a Spezzano Albanese, Spixana in albanese, paese di etnia, cultura e lingua arbëreshë coltivate da oltre cinque secoli, fondato nel XV secolo da un gruppo di albanesi giunti dall’Albania meridionale, in fuga dalla tirannia turca.

La città di Spezzano Albanese gli ha conferito nel 2003 la cittadinanza onoraria per il suo lavoro culturale. Compartecipe del cosmopolitismo di Antonio Gramsci, che in una lettera dal carcere scrive: “Io stesso non ho alcuna razza; mio padre è di origine albanese…”.

Enzo inizia i lunghi viaggi a sedici anni, visitando soprattutto i paesi dell’Europa settentrionale e orientale. Risiede per alcuni periodi a Roma, Parigi, Baghdad e in Anatolia. La sua residenza più stabile è stata Milano, che ha cominciato a pubblicarlo “già dal giorno dopo”.

Con la sua Brera accogliente, prima dello sfascio craxiano, lo ha prima accolto e poi “lanciato”. <<Grazie Fusco, che mi hai aperto la tua casa che da un quarto piano mi mostrava il nulla di una periferia milanese annegata nella “sighera” invernale; grazie a tanti altri di cui non ricordo il nome, come quell’operaio di una tipografia dei paraggi, tutti ammucchiati divertiti intorno al tavolino del Gran Bar e del Giamaica, dove io stavo a disegnare Ancillotto, che mi portavano risme di carta da disegno, pennarelli, contatti, numeri di telefono, simpatia, ammirazione, amicizia…e che nel giro di un paio di giorni mi mettevano in grado di pagare tre mesi di affitto e tre mesi di cauzione per quattro locali in via Moscova, che perdevo dopo un paio di settimane, perché quelle stanze le condividevo con tutti gli amici squattrinati che incrociavo; che eran tanti!…>>

Da sempre ha disegnato, favorito dai genitori. <<Le pareti di casa sono state le mie prime tavole da disegno. Mia madre, che ho perso quando avevo quattro anni, rideva allegra, quando le facevo vedere i miei disegni sul muro bianco della cucina, invece di punirmi>>. Dopo la morte della madre, Toscano Elena, trascorre alcuni degli anni in collegio, di cui ricorda i metodi educativi brutali e i momenti soavi, sempre legati al disegno. A dodici anni raggiunge il padre Antonio a Silvano  d’Orba, Piemonte, dove si era nel frattempo stabilito. Vive qui alcuni anni con la nonna paterna De Franco Maria, le sorelle Maria e Rosetta, il fratello Salvatore, Ciak il volpino bianco e nero, che d’inverno nella cuccia dormiva stretto stretto con la Fuffi, una gatta bianca tutta dinamite.

Inizia a disegnare professionalmente nel 1968 pubblicando Davide e re Saul su Tiramolla, (ed. Alpe). Continua collaborando con le riviste Horror (ed. Sansoni, Milano), Vip, Super Vip, Horror Pocket (ed. CEA Casa Editrice Astoria) che pubblicano Ancillotto, Il rito woodoo, Incubo Mortale, Morte a Venezia, Trivulzio, Un buon lavoro, Storia d’amore, Amore a lieto fine, … di Ernesto che si svegliò morto, La sirena, Omicidio al telefono, La bambola a sorpresa, La mano del destino, Un servizio sul “servizio civile alternativo”.

Nel 1976 disegna i primi due episodi di Pike and Pike, un serial gay-poliziesco creato da Graziano Origa per la rivista Contro; altre storie a fumetti, copertine  e strisce vengono pubblicate su Il Mago (ed. A. Mondadori, Milano), 1984 (ed. Puleio), Le Ore, Sorry (ed. Ennio Ciscato) e Wow (ed. Luigi Bona). Un medico in campagna, uno dei due racconti tratti da opere omonime di Frank Kafka, viene pubblicato su Horror pocket, e ripubblicato nel 2010 in formato video su Youtube da KwashinKoji (wn.com/ KwashinKojisu); l’altro, La colonia penale, di ventinove pagine, è andato distrutto nell’incendio dello “Scorpione”, una delle cascine della Comune di Ovada data alle fiamme dai fascisti infiltrati. Suoi lavori appaiono inoltre su Off side, Risate Pazze, Itlia Oggi, ABC, Allegrissima, Blague, Puzz, Re Nudo, ¾ d’Ora.

Dal 2005 “La Gazzetta della Pregna” gli affida la vignetta settimanale.

Dal 2009 al 2011 “I’Gazetin”, rivista valtellinese, ripubblica La Sirena e varie illustrazioni e copertine.

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“E se non puoi la vita che desideri” di Kostantinos Petrou Kavafis

 

E se non puoi la vita che desideri

E se non puoi la vita che desideri
cerca almeno questo per quanto sta in te
non sciuparla
nel troppo commercio con la gente
con troppe parole in un viavai frenetico
Non sciuparla portandola in giro
in balìa del quotidiano
gioco balordo
degli incontri e degli inviti
fino a farne una stucchevole estranea.

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Cambiamenti climatici ed eventi prossimi… a cura di Gennaro Gelmini

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“Stadt Land Fluss (Harvest)” di Benjamin Cantu

Durante il raccolto alla fattoria si lavora ogni giorno, anche la domenica. Il giovane Marko è un apprendista che lavora e studia nel grande complesso di Nuthe Urstrom, a sud di Berlino. Se passa l’esame finale sarà a tutti gli effetti un agricoltore, anche se non è sicuro che sia questo ciò che desidera veramente. E’ un solitario, non ha tanti amici e i suoi colleghi lo evitano, considerandolo un introverso. Quando arriva Jacob, il nuovo apprendista, suo coetaneo, Marko comincia pian piano ad aprirsi con lui: durante una gita a Berlino tutto cambia e la loro amicizia si trasforma in qualcosa di più profondo e inaspettato. Bucolica, pudica, introversa, tenera educazione sentimentale di Benjamin Cantu, regista d’origini ungheresi.

regia e sceneggiatura: Benjamin Cantu

montaggio: Szilvia Ruszev

fotografia: Alexander Gheorghiu

musica: Keith Kenniff

interpreti: Lukas Steltner, Kai-Michael Müller, Steven Baade, Florian Born, Eric Fechner, Christian Hahn, Charlina Ingold

produttore: Björn Koll

produzion e distribuzione: Salzgeber & Co. Medien GmbH

Fonte: MondoRaro

“Rosa Morena” di Carlos Augusto de Oliveira

Thomas, un architetto quarantenne danese gay di successo, desidera avere un figlio. Dopo aver ricevuto dal suo Paese un rifiuto alla richiesta di adozione decide di andare in Brasile dove vuole “comprare” un bambino. Lì incontra il vecchio amico e connazionale Jacob che, scettico ma impietosito, gli presenta Maria, una giovane e povera donna, incinta. I due fanno un accordo ma il loro rapporto non è facile: Thomas è imprudente e oppressivo, Maria un po’ troppo volubile, le differenze culturali (e di classe) enormi e, forse, invalicabili. Un film violento e contraddittorio, a tratti volutamente sgradevole ed “eticamente scorretto”, che si getta a capofitto, e a ritmi serratissimi, in una storia di grande attualità affrontando a muso duro il problema delle adozioni e della paternità.

regia: Carlos Augusto de Oliveira

interpreti: Anders W. Berthelsen, Iben Hjejle, David Dencik, Bárbara Garcia, Viviane Pasmanter, Pablo Rodrigues

sceneggiatura: Morten Kirkskov, Carlos Augusto de Oliveira, Jens Dahl

montaggio: Anja Farsig

fotografia: Philippe Kress

musica: Frithjof Toksvig

interpreti: Anders W. Berthelsen, Iben Hjejle, David Dencik, Bárbara Garcia, Viviane Pasmanter, Pablo Rodrigues

produzione: Fine & Mellow, Mastershot , Europa Filmes

distribuzione: TrustNordisk

Fonte: MondoRaro

Intervista di Carla Liberatore a Giampaolo Giuliani

BENDANDI E GIULIANI

Due ricercatori di diverse generazioni a confronto

Le storie di Raffaele Bendandi e di Giampaolo Giuliani, non sono altro che una norma che si replica da sempre. I talenti nella ricerca come loro, quando non istituzionalizzati e non appartenenti a caste protette e protettive, rischiano di essere messi da parte e mai creduti. Il fatto è che Bendandi predisse il terremoto di Forlì e Cesena negli anni ‘50 e quello del Friuli, invece Giuliani ha previsto quello dell’Aquila del 6 aprile 2009 e quello di San Giuliano di Puglia nel 2002. I due coraggiosi ricercatori non hanno predetto solo questi eventi poi verificatisi, hanno fatto molto di più con la loro ricerca, ma la scienza ufficiale continua a negare ad oltranza ogni loro appartenente credibilità. Ma chi sono Raffaele Bendandi e Giampaolo Giuliani, di seguito una breve biografia dei due con cenni alla loro ricerca sui precursori sismici.

Giampaolo Giuliani negli ultimi tempi si è appassionato alla ricerca di Raffaele Bendandi, di cui sta studiando accuratamente le teorie attraverso le quali il suo predecessore del secolo scorso avrebbe predetto degli eventi sismici.

GIAMPAOLO GIULIANI RISPONDE SULLE TEORIE DI BENDANDI E SUL SUSSEGUIRSI DI AVVENIMENTI TELLURICI DI FORTE INTENSITÀ

C.L.: Hai trovato delle similitudini nel modo di comportarsi della scienza ufficiale con te, così come con Bendandi?

Giampaolo Giuliani: Credo che le cose dai tempi del feudalesimo fino ad oggi siano rimaste invariate, il tempo non ha insegnato niente all’umanità. Sicuramente le nostre due storie sono molto simili, poiché nessuno di noi può vantare un pezzo di carta che sancirebbe una specie di ‘blasone’ scientifico, nonostante l’esperienza nel campo della ricerca sperimentale.

C.L.: Cosa ti risulta dagli studi che stai eseguendo rispetto alle sue teorie?

Giampaolo Giuliani: Sicuramente l’intuizione che ha avuto Bendandi trova riscontro anche oggi nelle ricerche che stiamo eseguendo. I movimenti dei pianeti e la loro interazione per mezzo della loro forza gravitazionale nonché l’effetto mareale prodotto e che noi possiamo osservare sui mari e gli oceani, inducono lo stesso fenomeno anche sulla crosta terrestre e sul magma vulcanico, contrariamente a quanto viene asserito da alcuni studiosi odierni.

C.L.: È vero che Bendandi predisse un sisma che distruggerà l’intera città di Roma?

Giampaolo Giuliani: Bendandi non avrebbe mai potuto indicare un epicentro così preciso come la città di Roma, bensì poteva dare solo un’indicazione rispettiva ad un raggio più grande. Non ci sono assolutamente nessun tipo di riscontri rispetto ad una previsione simile, poiché invece dai suoi carteggi, sono rappresentati dei calcoli vettoriali che fanno intendere che potrebbe verificarsi un forte terremoto il 10 giugno 2011 ad la latitudine indica 36 gradi e ciò significa che si è molto lontani dalla città di Roma ed addirittura si potrebbe verificare in mare e non sulla terra ferma anche se non possiamo esserne così sicuri perché non abbiamo a disposizione I dati sulla longitudine.

C.L.: Per quanto riguarda Roma per l’appunto, le tue stazioni di rilevamento possono evidenziare eventuali anomalie in modo da poter avvisare la popolazione in tempo?

Giampaolo Giuliani: Nell’eventualità che si dovessero verificare delle situazioni sismogenetiche che riguardano l’area laziale, se l’evento supera la magnitudo 5.’0 5.5 riusciremmo ad avere dei dati per poter eventualmente avvertire la popolazione.

C.L.: Qual’è il giusto atteggiamento da parte dei cittadini in casi di pericolo annunciato sia pur da fonti non ufficiali?

Giampaolo Giuliani: Intanto è quello di prestare la massima attenzione in particolar modo se si dovessero verifcare degli eventi precursori come ad esempio una sequenza di piccoli eventi tellurici perché potrebbe essere indicativo di un forte evento sismico nell’arco di qualche settimana. Laddove si susseguono vari eventi nell’arco della giornata in cui si avverte distintamente il tremore nelle abitazioni o il cadere di suppellettili, è bene prestare la massima attenzione in particolare per coloro che non vivono in strutture antisismiche.

C.L.: Attualmente c’è una particolare attenzione da parte dei ricercatori su questa copiosa sequenza sismica a livello mondiale che non si è mai ravvisata prima? Perché asserisci che sussiste un incremento sismico mondiale mai verificatosi precedentemente?

Giampaolo Giuliani: Se facciamo un tracciato storico dell’attività sismogenetica planetaria, sicuramente a nell’arco delle nostre generazioni non abbiamo di certo memoria di una tale sequenza così nuemrosa e di eventi tellurici parimente forti. È da considerare una situazione molto anomala anche perché egli ultimi due anni questa situazione ha portato informazioni scientifiche sulla sismolagia di cui l’umanità dovrà fare tesoro e ha inoltre evidenziato dei fattori che ci erano sconosciuti. Questa fenomenologia è legata all’allineamento planetario descritto anche da Bendandi. Tale fenomeno si protrarrà sicuramente per tempi molto lunghi e ciò ci darà la possibilità anche di studiarlo più approfonditamente. In pratica la natura ci sta mettendo a disposizione attraverso questa fenomenologia mai registrata prima, dei dati molto importanti che di certo si renderanno utili in futuro.

C.L.: Di questo numero di terremoti e maremoti mai verificati prima a memoria d’uomo, perché la scienza ufficiale non ne vuol parlare e non da spazio alle nuove ricerche come la tua?

Giampaolo Giuliani: La scienza ufficiale tende sempre a non generare alcun tipo di allarmismo ma ciò pregiudica anche quella che potrebbe, anzi, dovrebbe essere una cultura della prevenzione. A tal proposito difenderci da questi fenomeni sarebbe bene prendere ad esempio la cultura giapponese perché fino ad oggi in Italia nessuno ha mai pensato e tanto meno messo in pratica nessuna attività prevenzione invece bisognerebbe inizare fin da oggi a distribuire tale onsapevolezza evitando quelli che sono gli ostruzionismi ufficializzati.

C.L.: In pratica cosa sta succedendo nel cosmo e nel nostro sistema solare? E che tipo di effetti sta subendo e subirà la Terra nei prossimi anni?

Giampaolo Giuliani: Si tratta una normale evoluzione di tutto il sistema planetario e questi fenomeni hanno di sicuro una ciclicità di almeno 300-500 anni e di conseguenza non si è potuto in passato dare risposte diverse a questi fenomeni che non fossero legate alla religione o agli dèi. Avviene tutto nell’universo perché tutto ha una sua evoluzione e noi ne siamo parte integrante e dobbiamo solo imparae a riconoscere questi cambiamenti che il sistema solare, galattico e planetario c’inducono. Noi umani non dobbiamo mai pensare di essere superiori alla natura e mai pensare che possiamo asservirla convinti che non potrà mai colpirci, così come abbiamo visto e vissuto a L’Aquila, dove gli uomini hanno costruito strutture in luoghi altamente rischiosi senza aver preso le dovute cautele. La prevenzione di tali eventi è l’unica strada per salvare milioni di persone dalle catastrofi naturali.

CL.: E del 21 dicembre del 2012, la fatidica data indicata come la ‘Fine del Mondo’, cosa ci puoi dire? I tuoi studi cosa prevedono per quella data?

Giampaolo Giuliani: Non si prevede nessuna fine del mondo e comunque gli strumenti a nostra disposzione oggi non danno la possibilità di fare previsioni così a lungo. Di certo questo fenomeno dell’allineamento dei pianeti si sta verifacando ma sicuramente non avrà delle evoluzioni così catastrofiche.

Giampaolo Giuliani fu accusato e addirittura denunciato per ‘procurato allarme’ nel marzo del 2009, questo perché a suo modo cercò di avvisare la popolazione aquilana e abruzzese che da lì a poco si sarebbe potuto verificare un forte evento sismico. La denuncia ed il tacciamento nei confronti di Giampaolo Giuliani, come un allarmatore senza fondamento e senza autorizzazione, è suonato alla mattina del 6 aprile 2009 come la solita campana stonata che intendeva avvisare che la scienza ufficiale forse stava di nuovo mentendo alla popolazione. Hanno mentito perché avrebbero probabilmente potuto allarmare compostamente la popolazione facendo quella sacrosanta prevenzione di cui tanto si parla ma che nessuno pare abbia intenzione di fare davvero. Solo così si proteggono le popolazioni, con la prevenzione e non solo dopo che che le catastrofi si sono verificate. A L’Aquila è tutt’ora in piedi un processo a carico di esponenti di enti preposti accusati di ‘mancato allarme’, la denuncia fu fatta da alcuni cittadini aquilani rimasti feriti sotto le macerie e dai familiari delle vittime del terremoto.

Carla Liberatore



Gioacchino “Giampaolo” Giuliani

GIAMPAOLO GIULIANI: Gioacchino Giuliani detto Giampaolo, è un ex tecnico dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario distaccato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso, divenuto noto per le dichiarazioni rilasciate dopo il terremoto che il 6 aprile 2009 ha colpito la città dell’Aquila, in merito a sue presunte previsioni, non confermate, delle scosse sismiche, che gli hanno procurato in seguito anche l’attenzione e la collaborazione di geologi di fama mondiale. Dal 1971 al 1984 è stato tecnico di ricerca in astrofisica presso l’Osservatorio di Campo Imperatore, dipendente IAS (Istituto Astrofisica di Frascati); dal 1984 al 1990 responsabile dell’Osservatorio astronomico di Campo Imperatore. Ha lavorato presso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) come collaboratore tecnico non laureato dell’Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino, una delle venti strutture dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF). Ha partecipato prima all’esperimento EAS-TOP e poi all’esperimento Large Volume Detector(LVD) per la rivelazione di neutrini prodotti da collasso gravitazionale stellare. Giuliani nei giorni 29 e 30 ottobre 2002 misurò valori eccezionalmente alti e anomali, e allertò l’assessore abruzzese alla Protezione Civile dell’imminenza di un forte sisma. Non fu tuttavia in grado di fornire indicazioni sul luogo in cui tale scossa si sarebbe verificata, perché con un unico rivelatore è possibile individuare un evento solo entro il raggio di azione dello strumento. Il 31 ottobre un terremoto di magnitudo 5.4 colpì il Molise con epicentro a San Giuliano di Puglia, causando 30 morti.

a cura di Carla Liberatore

Nota: I cenni biografici di Gioacchino (Giampaolo) Giuliani sono stati estratti e riportati fedelmente dal sito di Wikipedia

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Jet pack, sogno fantascientifico del XXI secolo

Il jet pack è probabilmente quel sogno fantascientifico che tutti noi speriamo di poter utilizzare entro un secolo, prima delle astronavi. A pensarci può venire in mente il videogioco di GTA, oppure chissà quale dei tanti film fantascientifici in cui è presente. Se non ne hai mai sentito parlare, il jet pack è un dispositivo in grado di far volare una persona attraverso un propulsore allacciato alla schiena. Ma oggi, questa sorta di astronave è ancora un sogno o può diventare realtà nei prossimi anni?

Jet pack: il funzionamento

Il Jet pack ormai non è più un sogno, ogni giorno dei ricercatori lavorano su nuovi prototipi, infatti si è già riuscito a produrne alcuni, ma il problema più grande rimane la durata: infatti per ora è possibile volare con un jet pack per soli 30 secondi.
Innanzitutto una piccola premessa sul complesso funzionamento. Per ora la maggior parte dei jet pack progettati prevedono un propulsore a getto, nel quale il motore è alimentato dalla decomposizione di perossido di idrogeno, dalla decomposizione ne fuoriesce un fortissimo getto di vapore che spinge il jet pack. Il problema di questo gas è la limitata trasportabilità, infatti i serbatoi di un jet pack sono troppo piccoli per garantire un’elevata durata di decomposizione (e quindi un tempo abbastanza lungo per rimanere in aria, finora il massimo è stato di 10 secondi, contando anche i secondi necessari per decollare e atterrare parliamo di 30 secondi totali). Un altro problema dell’utilizzo di perossido di idrogeno è che il vapore sprigionato è molto caldo, che può arrivare anche fino a 740 °C, e quindi potrebbe essere causa di incendi.
Finora il metodo del perossido di idrogeno è risultato il più efficace, altre alternative però potrebbero essere i vari combustibili solidi, liquidi o gassosi (è stato provato anche l’azoto, con scarsi risultati).

Il JetPack T-73 di JetPack International

Se il jet pack non fosse definitivamente un sogno non avrei scritto questo articolo. E che non sia un sogno lo si capisce anche dalle due fonti dalle quali abbiamo scritto questo articolo, Wikipedia in italiano e in inglese. Per ora infatti due sono le compagnie che lavorano ogni giorno per creare nuovi prototipi di jet pack, una è la JetPack International e l’altra è la Tecnologia Aerospacial Mexicana. Per ora JetPack International è l’unica che ha creato jet pack commerciali ed è responsabile di tantissimi show organizzati in tutto il mondo. JetPack international è riuscita di recente a produrre un jet pack dei record (chiamato Jet Pack T-73), che utilizza però il classico combustibile degli aerei, ed in grado di volare per quasi 9 minuti alla velocità di 133 km/h! Questo modello è già disponibile sul mercato per 200.000 $, incluso l’addestramento.

Alternative valide

Gli eserciti si erano interessati allo sviluppo dei jet pack, concludendo poi però che gli elicotteri erano più utili e funzionali. Quindi per ora rimane solo la ricerca da parte di quelle piccole compagnie, come JetPack international. Ma la ricerca c’è e sta andando avanti.
Infine bisogna dire che ci sono tante valide alternative ai jet pack, Yves Rossy, un ex pilota di jet svizzero, ha sviluppato una jet pack di carbonio con le ali alimentato da kerosene. Per evitare i getti caldissimi degli scarichi, il jet pack è stato rivestito dello stesso materiale utilizzatoo nei vestiti dei vigili del fuoco, resistente quindi ad altissime temperature. Il funzionamento rispetto al tradizionale jet pack è però molto diverso. Dopo la spinta iniziale da parte dei motori, essi vengono espulsi e quindi toccherà al pilota guidare orizzontalmente, mediante le ali, il jet pack, per poi atterrare con un paracadute. Il tutto può durare anche mezz’ora.

Fonte: Skimbu