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Courtney Love, La Pietà Michelangiolesca del XXI secolo secondo David Lachapelle

La fotografia “Courtney Love” del libro “Heaven to Hell” pubblicato nel 2006, creata da David Lachapelle, rappresenta un tema biblico molto forte che la storia dellʼarte ripercorre da centinaia dʼanni, sino ad arrivare alla sua massima espressione con Michelangelo. David Lachapelle, riprende e attualizza la pietà proponendo in modo totalmente surrealistico il soggetto in questione.

La Madonna di Lachapelle è Courtney Love, la compagna del defunto Kurt Cobain. Fra le sue braccia il figlio, Gesù, diventa il suo defunto compagno dotato di stigmate non solo ai polsi ma anche alle braccia, segni dellʼeroina assunta durante la vita dal Re del Grunge.

Questa fotografia sembra esser un dipinto per via dellʼutilizzo di una tecnica chiamata HDR (High Dynamic Range) che consiste nellʼeliminare le ombre presenti, diminuendo conseguentemente la tridimensionalità dello scatto. Le pelli illuminate da una luce diffusa e dai colori caldi con molti arancioni e molti rossi che si contrappongono al blu della veste della Madonna del 2000, due colori che vengono continuamente ripresi sia nel background, come se ci fossero dei raggi divini sopra la testa di Courtney, sia in primo piano.

Il blu e il rosso, due colori che da Giotto a Caravaggio, da David Lynch a Kubrick vengono utilizzati tramite giochi di luce oppure applicati ad oggetti in posizioni inconsciamente allettanti. Allettanti quanto le direzioni oblique dei raggi che armonizzano i pesi compositivi di questʼopera. Armoniche sono anche le direzioni degli arti e dei corpi dei soggetti perfettamente bilanciati.

Tutto va verso lʼequilibrio. Lo stile ricalca sia la fotografia artistica, per via dellʼimmensa creatività e della ricerca simbolica e concettuale, sia la fotografia di moda per via dellʼutilizzo delle luci ma sopratutto delle pose plastiche e stereotipate. Sia i soggetti e sia il background sono messi a fuoco, nonostante ciò il soggetto viene distaccato dallo sfondo attraendo lʼattenzione a sé tramite la poca nitidezza attorno alla testa della Donna, creata dalla sorta di aurea pseudo divina.

Accanto alla mano del Cristo, una bibbia chiusa buttata per terra, emblema dellʼaccezione negativa del fotografo verso il cattolicesimo. Sulle pareti, degli alberi, simili a dipinti dellʼottocento. I cubi disposti innocentemente dal bambino-cherubino, come fosse giudice super partes della scena, componendo la frase: “HEAVEN TO HELL”. La posizione della mano destra è sopra il “TO” come se il bambino stesse attuando lʼazione del “mandare” Kurt verso lʼinferno, dispettosamente, o come se, stando tra “HEAVEN” e “HELL”, lui stesse nel mezzo, puro, neutrale.

Written by Fabio Costantino Macis
http://fabiocostantinomacis.carbonmade.com
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Fonte: Oubliettemagazine

 

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