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Gli Assiri (parte I)

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Il declino della supremazia babilonese nel territorio mesopotamico assiste all’avvento di una nuova civiltà, la quale in breve ne prenderà il posto, mi riferisco al popolo degli Assiri, e in concomitanza di siffatto cambiamento storico si nota il medesimo mutamento anche nel vestiario.

Anche il sovrano babilonese Marduk-nâdin-akhkhê, vissuto nell’ultimo periodo della dominazione del suo popolo, adotta una foggia prettamente assira.

Tuttavia una delle figure più autorevoli da cui attingere una piena visibilità del costume tipico è il re assiro Assurnasirpal II, vissuto nel IX secolo a.C.

Sin dai primordi l’indumento di base è costituito da una tunica aderente lunga fino alle caviglie che lascia completamente visibile il collo del piede, con le maniche corte e anch’esse alquanto aderenti. Era solitamente confezionata con un tessuto prettamente sfarzoso e caratterizzato da un’impronta assolutamente rigida e austera. Il nome generico usato per definire questo indumento è kandis, una veste abilmente cucita con frange e ornamenti vari, disposti in particolar modo sul fondo dell’abito.

Al di sopra, lo stile del momento preferiva l’uso di un drappo particolare, kaunace o kaunakès, usato a guisa di mantello, una sorta di scialle frangiato e riccamente decorato, con decorazioni più evidenti del l’indumento sottostante, avvolgente completamente i fianchi e sostenuto da una fascia ricamata nel quale venivano infilati sul davanti i due pugnali. Inoltre, si riscontra spesso l’utilizzo di più scialli sovrapposti tra loro indossati al di sopra della veste sottostante, forse per protezione o per semplice appariscenza.

Il tessuto impiegato nell’uso delle frangiature cucite sulle vesti o sui drappi come una moderna applicazione di passamaneria è solitamente la lana, che in quel tempo probabilmente era l’unica fibra che, abilmente lavorata, riusciva a conformarsi al modello desiderato. Ma con il trascorrere del tempo, i tessuti in generale impiegati nel confezionare le vesti e gli scialli diventano sempre più lavorati e ricchi di ornamenti, prerogativa che intensifica il consecutivo sviluppo degli accessori complementari.

Tra il IX secolo a.C. e il VI secolo a.C. il costume assiro si divide in tre modelli particolari: cerimoniale, militare e venatorio, ma piuttosto che dare particolare attenzione alla linea, bisogna considerare la  stretta funzionalità.

Il costume militare adotta lo stesso stile delle classi nobili con l’uso della tunica di base sottostante, ma dalle lunghezze ridotte, non oltrepassanti il ginocchio, in modo da permettere maggiore libertà nei movimenti, e maniche corte aderenti. Al posto dello scialle si adottano particolari drappi più grossolani, probabilmente con funzione protettiva.

Durante il regno di Assurbanipal, 668-629 a.C., si assiste ad un cambiamento del vestire tramite una lieve modifica dal modello finora conosciuto: l’innovazione marginale prevede che la tunica principale, rimasta lunga fino alla caviglia, sia indossata privata dell’ostentazione dei vistosi scialli, ma con il conseguente incremento delle ricche decorazioni dei tessuti e della varietà dei colori adoperati nelle tessiture.

Il popolo vestiva possibilmente seguendo la foggia principale, ma con l’impiego di tessuti meno sontuosi e ovviamente meno ricchi di decorazioni sgargianti.

a cura di Marius Creati

 

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