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Archive for March 21, 2011

Aforisma di Herbert George Wells

«Ogni volta che vedo un adulto in bicicletta penso che per la razza umana ci sia ancora speranza».

 

Intervista di Alessia Mocci a Rosa Mauro ed al suo “Apenghe – Il figlio della Luna”, Rupe Mutevole Edizioni

“Apenghe – Il figlio della Luna”, edito nel 2008 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana editoriale “Atlantide”, è un romanzo breve della scrittrice Rosa Mauro, la quale è autrice di svariati e variegati volumi: “Bora Bora”, “Magia di un viaggio”, “Oltre il deserto”, “Esmeralda Avatar”, “Katier”, “C’era una volta in Africa”, “Imperfetta”, “La favola della vita”, “Cantando Marte”, “Fra fantasia e realtà”, “La terra dei Canti”, “Un canto per Giovanni”. Una vita per la letteratura quindi. “Apenghe – Il figlio della Luna” è ambientato nel continente africano e racconta la storia di due gemelli separati dalla nascita, Apenghe e Nzumbu. Un racconto tra la storia vera e l’immaginazione che rende preziosa questa prosa.
Rosa Mauro è stata molto disponibile nel rispondere ad alcune domande sulla sua pubblicazione e sulla sua vita. Buona lettura!

A.M.: Quando nasce l’idea di “Apenghe – Il figlio della Luna”?

Rosa Mauro: L’idea di Apenghe nasce dalla profonda comunione tra me e mia sorella Carla, che in Africa si è recata davvero ( anzi è lì in questo momento) e che è sposata da un congolese..
Prima, era stato Cardona, professore di glottologia alla sapienza, a mettere un seme per questa grande passione. Sapendo di non potere recarmi fisicamente in Africa, ho trasferito la mia anima in questo personaggio, cui ho regalato il nome del gemello di mio cognato, Nzumbu, gemello morto poco dopo la nascita. E gli ho regalato una salute precaria come la mia, perché fosse il mio portavoce. Tutte le tradizioni descritte in Apenghe, e le emozioni che vi sono trasfuse, hanno origine davvero in quella terra, che ci ha dato origine. Ed il libro, o meglio i suoi proventi, prendono davvero la strada dell’Africa, attraverso i progetti della Magic Amor.

A.M.: Con quattro aggettivi ci puoi descrivere il protagonista?

Rosa Mauro: Apenghe è: Forte, nulla riesce veramente a sconfiggerlo. Aperto trova la strada per condividere se stesso con gli altri e vive ogni istante ed ogni novità che la vita gli riserva. Profondo come le radici della terra in cui nasce. Vero in ogni momento ed in ogni suo dubbio, è vero come è vera l’africa ed i suoi figli.

A.M.: “Apenghe” non è la tua unica pubblicazione. Puoi illustrarci le altre?

Rosa Mauro: Le mie pubblicazioni rispecchiano la mia anima variegata. Vi sono quelle come Un canto per Giovanni e la terra dei canti, che rispecchiano la mia storia familiare, il mio modo di interpretare le mie stesse radici ( la terra dei canti, storia dei miei nonni) e il mio seme ( Giovanni, mio figlio, ex grave prematuro). Vi sono poi quelle in cui esprimo il mio anelito vero l’universo, cercando di spiegare come esso non sia separato da noi, ma come tutti siamo della sua stessa materia, avvolti e coinvolti in esso. Viaggiare e sognare l’universo non è uscire fuori dall’uomo ma entrarvi dentro, ed uscirne con una più profonda coscienza di se stessi. Nascono così Esmeralda Avatar, Imperfetta, Cantando Marte, Libera il mio popolo e Katier. Un romanzo breve che amo molto vede la diversità vissuta dall’interno, ed è Oltre il deserto, storia di un gruppo di disabili cognitive francesi da me conosciute quando ero ventenne. I racconti sono un discorso a parte, io li vivo quasi come poesie, frammenti di bellezza che devono essere colti mentre volano nel vento. Tra fantasia, realtà e mistero infinito raccontano queste storie che io ho ascoltato con il mio spirito prima che con le mie orecchie.

A.M.: Qual è il libro che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Rosa Mauro: Tutti i libri mi hanno dato soddisfazioni. Se devo scegliere, scelgo un Canto per Giovanni, perché chi lo ha letto ha pianto, proprio come me quando l’ho scritto. La storia in intensiva di Giovanni ed i suoi amici prematuri, che se ne sono andati, delle loro mamme, merita un ascolto che io ancora trovo insufficiente. Per un canto per Giovanni vorrei tanta fortuna di pubblico, perché quel dolore così bello, così puro e profondo, di quelle mamme, di quei bambini, ed anche la stessa lotta così viva di mio figlio, non vada perduta. Ma voglio citare anche altri lavori. Apenghe ha ricevuto i complimenti da mio cognato congolese ed a tutt’oggi molti lettori mi domandano se sono davvero stata in Africa. Mi ha dato molte soddisfazioni. Libera il mio popolo è stato molto amato dai ragazzi di internet, e lo ritengo uno dei miei lavori migliori. Esmeralda Avatar ha vinto il terzo posto in un premio nazionale, Albero Andronico, e tutti i lettori ne sono rimasti soddisfatti. E dai due libri di racconti sono stati letti brani e tratti spettacoli per la Magic Amor che mi hanno rubato il cuore. Alcuni di questi racconti mi fanno tremare dentro.

A.M.: Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Rosa Mauro: Ho letto, di Luca Desiato, La notte dell’angelo, prima ho comunque letto anche La solitudine dei numeri primi e L’eleganza del riccio, Il cacciatore di aquiloni, Io non ho paura ed altri. Sono una lettrice accanita, nonostante la mia disabilità visiva, grazie al testo elettronico ed allo scambio con amici.

A.M.: Come ti sei trovata con la casa editrice Rupe Mutevole? La consiglieresti?

Rosa Mauro: Consiglierei Rupe Mutevole, per la sua estrema serietà e competenza. Su di me ha fatto una specie di scommessa perché la mia scrittura non è semplice ed è fatta per pensare, non per avere comode risposte. Rupe Mutevole mi ha sempre rispettato ed ha rispettato i miei libri ed il mio pensiero senza mai imporre nulla, nessun editing furbetto o clausole vessatorie. Consiglio sempre a chi me lo chiede di mandare i libri a Rupe Mutevole, perché ritengo il parere della mia casa editrice molto valido ed oggettivo.

A.M.: Hai qualche novità per il 2011?

Rosa Mauro: Ho diverse frecce nel mio arco, ma non so quale scoccherà prima. Sto scrivendo un libro su uno sconosciuto il cui padre è notissimo, e su una sconosciuta che ha dato i natali ad un padre della fisica.. Ma sono in divenire e non posso parlarne oltre. In cantiere c’è anche forse una ristampa cui tengo molto, di un lavoro che considero il mio esordio nella narrativa e che non ha avuto il giusto risalto, visto che la casa editrice con cui l’ho pubblicato non era certo Rupe Mutevole ed a correttezza…Bèh lasciava a desiderare!!!

Grazie Rosa per le tue splendide parole.
Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993

Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

Intervista di Alessia Mocci a Carlo Pizzati ed al suo “Tecnosciamani”

“Tecnosciamani”, edito nell’aprile del 2010 dalla casa editrice FBE Edizioni, è una sorta di viaggio ai confini dello sciamanesimo e della tecnologia. L’autore e giornalista, Carlo Pizzati, ha viaggiato fisicamente nei luoghi illustrati e conosciuti realmente le particolari persone descritte nel libro. La sensazione di trascendenza che ne deriva è sempre razionalizzata dall’essere spiritualmente ateo di Carlo. Abbiamo incontrato l’autore per conoscere meglio il suo pensiero e per presentarlo ai nostri lettori.

A.M.: “Tecnosciamani” è un viaggio particolare attraverso la tecnologia e la spiritualità. Qual è stato il tuo punto d’avvio?

Carlo Pizzati: Tutto è iniziato con un mal di schiena che mi peggiorava la vita da più di vent’anni. Vivevo un periodo di grande crisi. Mi ero appena separato, con un adorabile figlio piccolo che avrei potuto vedere più di rado perché dovevo lasciare Roma, dove avevo abitato negli ultimi anni. Il lavoro del giornalista era in stallo, mentre i primi peli bianchi sulla barba mi ricordavano che si stava avvicinando la mezz’età. Avevo rimandato troppo a lungo la soluzione alle fitte alla schiena e decisi di cercare di guarire. In California, per una serie di coincidenze, mi ritrovai a farmi diagnosticare “spiritualmente” con un macchinario chiamato quantum biofeedback. A quanto diceva il computer collegato a polsi, caviglie e testa, il mio mal di schiena era dovuto a un nodo karmico, ovvero a un “crimine sociale” commesso da una mia precedente incarnazione. Da lì è cominciato il lungo viaggio attraverso altri continenti ed incontri: sciamani ed esorcisti in Argentina, maestri di meditazione ad Assisi, guarigioni spirituali nei rave party di musica trance sulle Cinque Terre, medici ayurvedici e guru di yoga nel sud dell’India.

A.M.: Lasciando da parte per un attimo la tua pubblicazione, tu pensi di esser più incline alla tecnologia o alla spiritualità?

Carlo Pizzati: Sono cresciuto frequentando molto la tecnologia. Diciamo piuttosto i giochi elettronici. Il mio sistema nervoso si è formato anche su giochi come Pac-Man, Frogger, Asteroids e soprattutto Space Invaders. Da ragazzo guardavo sempre molta televisione, tanto che mio zio mi soprannominò il “televidiota”. Iniziai a 17 anni, in Florida, a studiare i rudimenti dell’informatica imparando linguaggi di programmazione come Fortran, Cobol e Basic. Mi è capitato di lavorare in un paio di portali Internet, a Madrid ed a Milano. Avendo una formazione umanista, ho sempre creduto nella razionalità, e cercato di seguire la deduzione. Sono però una persona più spontaneamente incline all’intuito, e ho imparato meditazione buddista e yoga a 6 anni, praticandola a lungo prima di scoprire una tecnica induista. Mi fido dell’istinto e ho la sensazione che vi sia qualcosa di utile per la nostra vita quotidiana in ciò che ci appare più misterioso e insondabile. Un amico mi definisce “l’ateo più spirituale che conosco”. Quindi mi riesce difficile dare una risposa netta a questa domanda. Anche perché voglio camminare sulla linea di colmo, il crinale dei tetti, per riuscire a guardare da entrambe le parti e cercare di capire qualcosa.

A.M.: Nel libro si toccano molte parti del Mondo, qual è quella che secondo te detiene un fascino maggiore?

Carlo Pizzati: La risposta è facile: l’India. Recentemente hanno scoperto che la forza di gravità non esercita la sua potenza in maniera identica in tutto il globo, ci sono delle zone dove è più forte ed altre dove è più leggera. Sulla mappa disegnata dagli studiosi, si vede una grande macchia rossa spandersi dall’Islanda fino a tutta l’Europa, lambendo la costa americana di Boston e New York. Quella è la zona più “pesante”, secondo questo studio. In un’altra zona della mappa si vede invece una macchia blu dove la forza di gravità è più debole. La macchia inizia nel sud dell’India e si espande nello Sri Lanka fino a coprire una parte di Oceano Indiano. Che sia questa la spiegazione tecnosciamanica sul fatto che l’India resta da millenni quella che Giorgio Manganelli definiva “la Casa Madre dell’Assoluto”?

A.M.: Qual è la percentuale di Carlo Pizzati in “Tecnosciamani”?

Carlo Pizzati: Cento per cento. È un libro di creative non-fiction. Tutto ciò che viene narrato nel libro è accaduto oppure almeno è stato percepito, anche se non necessariamente nell’ordine temporale narrato, e con alcune libertà letterarie. La “voce narrante” sono io. Non giustifico e non giudico: narro. Anche se non tutti mi riconoscono. Ma questo accade per quell’effetto “Uno, nessuno e centomila” che è la presa in giro chiamata identità.

A.M.: Quale target di lettori pensi possa interessarsi a “Tecnosciamani”?

Catlo Pizzati: Finora i lettori sono stati di tutte le età e con diversi retroterra. Ho ricevuto commenti di lettrici che frequentano la scuola media ed il liceo, come anche di universitari. E mi sono arrivati messaggi di apprezzamento molto ben articolati da nonne quasi ottantenni. Ho visto che il libro è piaciuto ai medici tradizionali ed a quelli alternativi, ad ortopedici e fisioterapisti ed a persone che intraprendono da anni un cammino spirituale. È piaciuto a chi legge di rado, ma anche ai recensori ed ai critici letterari. Elenco solo i messaggi ricevuti, quindi non tiro a indovinare: piace agli avvocati ed agli ingegneri, ma anche alle imprenditrici, agli studenti, agli insegnanti, alle maestre, agli smanettoni di Internet, ai meditanti ed agli scettici. In questo sono rimasto sorpreso, pensavo che forse avrei potuto ricevere critiche da un lato e dall’altro del “tetto” della realtà ed invece, sulla “linea di colmo”, sul crinale, finora sono arrivati solo apprezzamenti.

A.M.: Ci sono autori emergenti che segui e rispetti?

Carlo Pizzati: Non so dire chi siano gli autori emergenti. Ho un lungo elenco di autori definitivamente morti i cui libri hanno significato molto per me. Eccone alcuni: Canetti, Berhard, Kafka, Handke, Genet, Doevstoevskij, Gogol, Tolstoj, Turgenev, Robbins, Vonnegut, Faulkner e Borges e penso sia utile conoscere la Baghavad Gita (forse un testo spirituale più immediatamente efficace di Bibbia, Corano e Talmud). Tra gli italiani: Calvino, Parise, Morante, Gadda ed a volte Landolfi. Ci sono poi degli autori morenti che apprezzo, forse anche perché ho il piacere di conoscerli personalmente e di stimarli per un motivo o per l’altro, e sono Vitaliano Trevisan, con cui condivido anche le radici vicentine, Emanuele Trevi, che meglio di ogni altro ha capito “Tecnosciamani”, e Tommaso Pincio, che è un caro amico da quando si chiamava ancora Marco.

A.M.: Quali progetti hai per il futuro? Ci puoi anticipare qualcosa?

Carlo Pizzati: Posso. A febbraio è prevista l’uscita del mio romanzo dal titolo “Criminàl”, pubblicato sempre da quel bravo e intuitivo editore che è Fabio Badin, direttore editoriale della Fbe Edizioni. Cosa posso dirti di più? Non è un viaggio, non è per niente simile a “Tecnosciamani”. Contiene una storia molto toccante e profonda che finisce in una cittadina di provincia, ed anche la soluzione ad un curioso rebus storico rinascimentale che inizia nei Musei Vaticani. Più che un viaggio nello spazio è un viaggio nel tempo e nell’origine del male. Ma è presto per dire di più. Ne riparliamo a febbraio?

Di sicuro ritorneremo a febbraio sull’autore per conoscere la nuova pubblicazione. Vi lascio alcuni link utili:
http://www.tecnosciamani.com/
http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1419900257351#!/pages/Tecnosciamani/284631160232?v=info
http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1419900257351#!/carlo.pizzati

Fonte: Oubliettemagazine