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Archive for March 10, 2011

Cryptex, nascondere segreti in un cilindro

Il Cryptex è un dispositivo crittografico divenuto famoso per l’apparizione nel libro e film il Codice Da Vinci. Si tratta di un cilindro nel quale è possibile nascondere un segreto (o meglio, un papiro con delle scritte), se si tenta di aprirlo con la forza l’aceto contenuto in una fiala all’interno di esso si romperà corrodendo il papiro al suo interno. Questo meccanismo è stato inventato da Dan Brown nel suo libro, anche se nello stesso libro dice che l’idea originale è di Leonardo Da Vinci, anche se non esiste nessuna prova a riguardo.
In questo articolo approfondiremo il Cryptex e scopriremo che questo dispositivo crittografico esiste realmente…
La storia del Cryptex

Come ci dice Wikipedia, del Cryptex non esistono prove concrete del fatto che sia stato creato da Leonardo Da Vinci, come menzionato nel film e nel libro “Il Codice Da Vinci”. Il Cryptex inoltre ha un metodo di funzionamento abbastanza ambiguo. In teoria, se si cerca di aprirlo con la forza, la fiala di aceto al suo interno si romperebbe sciogliendo il manoscritto che contiene il segreto. Ma come dice Wikipedia in ogni caso rimangono 4 dubbi su di esso:

  • Non è chiaro in che modo l’aceto possa dissolvere il messaggio, a meno che non si usino carte od inchiostri speciali.
  • Il cryptex potrebbe essere aperto con una ricerca esaustiva: dedicando 8 ore al giorno per provare tutte le possibili combinazioni in modo meccanico, si riuscirebbe ad aprire il cilindro in meno di un anno (assumendo un alfabeto di 21 lettere e un tempo di un paio di secondi per ogni combinazione), ma si potrebbe essere fortunati e riuscire ad aprirlo molto prima. Comunque, dal racconto di Dan Brown, tale eventualità è allontanata dal fatto che si ha la conoscenza della riuscita della combinazione solo aprendo il Cryptex, ovvero tirandolo dalle estremità, se la forza esercitata è troppo forte si avrebbe comunque la rottura della fialetta.
  • Moderni metodi quali i raggi X permetterebbero di esaminare la struttura interna del cilindro, e di ricavare la combinazione.
  • Molto più semplicemente, si potrebbe mettere il cryptex nel frigorifero (od esporlo a rigide temperature invernali) per congelare l’aceto (che solidifica a -2 °C) ed aprirlo così con la forza bruta, senza bisogno di conoscerne la combinazione e senza pericolo di rovinare il papiro ivi contenuto.

Esiste veramente!

In realtà il Cryptex è un dispositivo comunque “creabile” e ci sono parecchi siti web che lo vendono. Ma prima mi volevo soffermare sulla ricerca di Flickr, cercando infatti su Flickr “Cryptex” compaiono molte foto di gente che lo possiede. Perchè? All’uscita del film Google organizzò una sorta torneo a puzzle, i primi 10.000 che superavano tutti e 24 i puzzle proposti avrebbero vinto una replica del Cryptex. Ecco spiegato chi possiede una copia uguale all’originale del Cryptex, ed ha ben pensato di pubblicarne delle foto su Google.

Quindi, dove potete acquistare un Cryptex? Il sito The Noble Collection ospita una pagina di prodotti dedicata al film il Codice Da Vinci, nella quale trovate anche il famigerato Cryptex. Il sito web Cryptex.org offre invece invece altri tipi di Cryptex, il cui funzionamento è però uguale.

Fonte: Skimbu

 

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Porte aperte agli Impressionisti, Palazzo Reale a Milano

Questa volta la scelta di Milano non stupisce. Esporre gli Impressionisti significa prepararsi ad un sicuro successo in termini di pubblico e di sponsor.
La mostra ospita ben 73 opere di differenti artisti impressionisti, e si propone come prima tappa di un tour che porterá le opere della collezione Sterling and Francine Clark Art Institute in giro per il mondo. Il curatore, Richard Rand, è stato affiancato nella realizzazione del percorso espositivo da Stefano Zuffi e l’esposizione si sviluppa per temi: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri. Si preannuncia di facile fruibilitá da parte di ampie frange di pubblico, che verranno accompagnate in una scoperta del movimento a partire dai pittori della Scuola di Barbizon, per finire con il Post-impressionismo, momento fondamentale per la comprensione delle Avanguardie.
Spendere ulteriori parole sull’Impressionismo, forse la corrente artistica piú conosciuta dal vasto pubblico ( e anche quella su cui ultimamente si è investito di piú in termini espositivi) mi pare inutile. Chi vedrá e visiterá, giudicherá. Solo un dubbio: dall’elenco delle opere esposte mi pare di capire che alcuni (almeno) Renoir previamente esposti al Prado nel contesto della mostra sulla Collezione Clark  , da poco terminata, siano stati “riciclati” all’interno del percorso milanese.
Curioso aneddoto…

Impressionisti. Capolavori della Collezione Clark
Milano, Palazzo Reale
2 marzo 2011-19 giugno 2011

Fonte: Noisymag

 

Un discorso storico che cambierà il Marocco

March 10, 2011 Leave a comment
Il re Mohammed VI ha annunciato ieri sera importanti riforme democratiche tra le quali nuovi poteri al Primo Ministro  e “l’ampliamento delle libertà individuali”, nel primo discorso tenuto alla nazione dopo le manifestazioni del 20 febbraio. “Abbiamo deciso in intraprendere una riforma costituzionale globale”, ha dichiarato il sovrano, sottolineando il suo apporto fermo per dare una forte spinta alle dinamiche riformatrici in corso. “Siamo sorpresi. Sua Maestà è stato molto forte, ha risposto positivamente alle richieste dei partiti e dei giovani”, ha dichiarato Abdelilah Bekirane, il segretario generale del partito Giustizia e Sviluppo (PDJ, opposizione parlamentare). “Il PDJ è soddisfatto. Questa evoluzione rassomiglia più ad una rivoluzione e le parti in causa sono chiamate a lavorare seriamente per concretizzare il contenuto di questo discorso”, ha aggiunto M. Bekirane. Va ricordato che questa riforma costituzionale annunciata dal re sarà sottomessa ad un referendum popolare la cui data non è ancora stata fissata. Nel suo discorso, Mohammed VI ha enumerato sette assi  delle sue riforme democratiche, tra cui il riconoscimento per la prima volta nella storia del reame della componenete berbera amazigh, e ancora il rafforzamento dello statuto del Primo Ministro e la volontà di erigere una giustizia con poteri  indipendenti. L’articolo 65 dell’attuale costituzione marocchina precisa che il Primo Ministro, nominato dal re, assume la responsabilità del coordinamento della attività ministeriali. Il Primo Ministro sarà nominato, secondo la prossima costituzione, in seno del partito politico che vincerà le elezioni della Camera del Parlamento marocchino e non più designato dal sovrano, precisa il discorso reale. Come capo di un potere effettivo, il Primo Ministro sarà pienamente responsabile del governo, dell’amministrazione pubblica e della messa in vigore del programma ministeriale. Questa è una forte rottura con il passato e risponde alle richieste di un buon numero di marocchini che non hanno mai smesso di rivendicare delle riforme istituzionali e politiche. Questa discorso poi rompe di fatto con la monarchia esecutiva. Non instaura una monarchia parlamentare ma prevede una monarchia equilibrata con una divisione del potere tra il re e il Parlamento.  “Il consolidamento dello Stato del Diritto (…), l’ampliamento dei campi delle libertà individuali e collettive (…) oltre al rafforzamento dei Diritti dell’Uomo in tutte le loro dimensioni, figurano nella prossima riforma costituzionale. Quest’ultima si vuole iscrivere nel quadro di una “riforma costituzionale globale”, il processo di regionalizzazione nel reame, con in testa le province del Sahara marocchino. Il re ha ugualmente annunciato la formazione di una Commissione ad hoc per la revisione della Costituzione, la cui presidenza sarà affidata ad una noto costituzionalista marocchino, Abdeltif Menouni. Quest’ultimo presenterà, a giugno, le proposte delle riforme della Costituzione, ha precisato il sovrano. Dopo l’uscita della prima Costituzione marocchinanel 1962, più volte rivista, l’ultima in ordine di tempo è del 1996. Questo appello alla Nazione, e bene ricordarlo, è il primo dopo le manifestazione del 20 febbraio scorso, volute da un gruppo di giovani  via Facebook, che  richiedevano delle riforme politiche profonde. La parola adesso passa a loro, alle Associazioni dei Diritti dell’Uomo, ai sindacati, a tutte le opposizioni in campo, per capire se questo discorso è stato ai loro occhi soddisfacente o mancante di qualche tassello, giudicato da loro  punto di vista fondamentale.

Fonte: My Amazighen

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SAR Mohammed VI, il via a riforme storiche e referendum sulla nuova Costituzione

March 10, 2011 Leave a comment

Qui di seguito alcuni dei passaggi più salienti del discorso di SAR Mohammed VI pronunciato questa sera alla Nazione, di portata storica per il Marocco :

Caro popolo,
mi indirizzo a voi sempre per comunicarvi l’avvio della prossima fase del processo di regionalizzazione avanzata, con tutto il potenziale che è portatore di consolidazione del nostro modello di democrazia e di sviluppo, e che induce ad una revisione costituzionale profonda. Crediamo in questo modello che sarà la chiave di svolta delle nuove riforme globali che noi intendiamo lanciare, sempre in perfetta simbiosi con la nazione in tutte le sue componenti. Salutiamo la pertinenza del contenuto della Commissione consultativa della regionalizzazione che abbiamo incaricato, il 03 gennaio dell’anno passato, ad elaborare un concetto generale di un modello marocchino di regionalizzazione avanzata. A questo riguardo, rendiamo omaggio alla Commissione, al suo presidente e ai suoi membri, per la consistenza e la serietà del lavoro svolto. Salutiamo, con lo stesso titolo, il contributo costruttivo che le organizzazioni poltiche, sindacali e associative hanno apportato a questo cantiere fondatore. Seguendo un percorso progressivo, la commissione ha proposto la possibilità di instaurare la regionalizzazione avanzata per mezzo di una legge, nel quadro istituzionale attuale, attendendo che maturino le condizioni della sua costituzionalizzazione. Ora, noi stimiamo che il Marocco ha intrapreso dei progressi che si sono realizzati in materia di democrazia ed è pronto alla consacrazione costituzionale della regionalizzazione avanzata. Ci è apparso giudizioso di fare questa scelta, audace, affinchè sia l’emanazione della volontà popolare diretta, espressa attraverso un referendum costituzionale. Abbiamo inoltre deciso, nel quadro delle riforme istituzionali globali alle quali siamo fedeli, di creare le condizioni propizie di fare in modo che la consacrazione costituzionale della regionalizzazione spinga ad operare secondo degli orientamenti fondamentali che sono:
Conferire alla regione il posto che è di diritto nella Costituzione, le collettività territoriali, e, nel quadro dell’Unità dello Stato, della nazione e del territorio e conformemente alle esigenze di equilibrio e di solidarietà nazionale tra e con le regioni.
Prevedere l’elezione dei consigli regionali a suffragio universale diretto, e la gestione democratica degli affari della regione.
Conferire ai Presidenti dei Consigli regionali il potere esecutivo delle delibere del suddetto consiglio, in luogo e in sostituzione dei governatori e dei walis.
Rinforzare la partecipazione delle donne nella gestione degli affari regionali e, in una maniera generale, all’esercizio dei diritti politici. Su questo punto conviene prevedere delle disposizioni per incoraggiare, con la legge, l’accesso legale degli uomini e delle donne alle funzioni elettive.
Procedere alla rifondazione della composizione e delle attribuzioni della Camera dei consiglieri, nel senso della consacrazione della sua rappresentatività territoriale delle regioni. Quanto alla rappresentazione degli organizzazioni sindacali e professionali, restano garantite da diverse istituzioni, in primo luogo il Consiglio Economico e Sociale e, in questo quadro di razionalizzazione dell’azione, dai componenti del paesaggio istituzionale. Il nostro obbietivo ultimo rimane quello di consolidare le fondamenta di una regionalizzazione marocchina attraverso tutto il reame, con, in testa, le provincie del Sahara marocchino, una regionalizzazione fondata su di un buon governo pronto a garantire una nuova ripartizione equa, non soltanto di attribuzioni, ma anche di mezzi tra il centro e le regioni. (…)
La sacralità che è oggetto di unanimità nazionale, e l’Islam come religione di stato garante della libertà di culto, altre alla comando dei credenti, il regime monarchico, l’unità nazionale, l’integrità territoriale e le scelte democratiche, ci danno la possibilità di consolidare un compromesso storico con la forza di un nuovo patto tra il Trono e il popolo. A partire da questo abbiamo deciso di intraprendere una riforma costituzionale globale sulla base di sette fondamenta maggiori:
Primo: la consacrazione costituzionale della pluralità dell’identità marocchina unita in ricchezza dalla diversità dei suoi affluenti, nel cuore della quale figura l’Amazighitè, Patrimonio comune di tutti i marocchini, senza esclusioni.
Secondo: la consolidazione dello stato del diritto e delle istituzioni, l’ampliamento del campo delle libertà individuali e collettive e la garanzia dei loro esercizi, oltre al rafforzamento del sistema dei Diritti dell’Uomo in tutte le loro dimensioni, politiche, economiche, sociali, culturali, ambiente e sviluppo. Questo si dovrà ottenere attraverso la costituzionalizzaione delle raccomandazioni giudiziose dell’Istanza Equità e Riconciliazione (IER), oltre che dall’impegno internazionale del Marocco in materia.
Terzo: la volontà di erigere la Giustizia al rango del potere indipendente e rinforzare le prerogative del Consiglio costituzionale, con preminenza della Costituzione e di consolidare la supremazia della legge e l’uguaglianza davanti a essa.
Quarto: consolidare il principio di separazione e di equilibrio dei poteri e l’approfondimento della democrazia , della modernizzazione e la razionalizzazione delle istituzioni, attraverso:
-un parlamento uscito da elezioni libere e sincere, al seno del quale la preminenza arriva alla Camera dei rappresentanti, con un estensione del settore della legge, tutto cio’ vegliando nel conferimento a questa istituzione di nuove competenze che permetteranno di riempire pienamente le sue missioni di rappresentazione, di legislazione e di controllo.
-un governo eletto, che emani la volontà popolare espresso attraverso le urne, godendo dell’affidamento della maggioranza alla Camera dei rappresentanti
-la consacrazione del principio di nomina del primo ministro in seno al partito poltico arrivato in testa delle elezioni alla Camera dei rappresentanti e sulla base dei risultati degli scrutini
-il rafforzamento dello statuto del Primo Ministro come capo di un potere esecutivo effettivo, pienamente responsabile del governo, dell’amministrazione pubblica e della condota e la messa in opera dei programmi governativi.
-la costituzionalizzazione dell’istituzione del Consiglio del governo, la definizione e la chiarificazione delle sue competenze.
Quinto: il rafforzamento degli organi costituzionali nell’inquadramento dei cittadini, attraverso la consolidazione del ruolo dei partiti politici nei quadro di un pluralismo effettivo, affermando lo statuto dell’opposizione parlamentare e del ruolo della società civile.
Sesto: la consolidazione dei meccanismi della moralizzazione della vita pubblica e la necessità di affrancare l’esercizio dell’autorità e di tutte le responsabilità o mandati pubblici con l’imperativo del controllo e della revisione dei conti.
Settimo: la costituzionalizzazione delle istanze in carico del buongoverno, dei Diritti dell’Uomo e della protezione delle libertà. (…)
Abbiamo deciso di costituire una commissione ad hoc per la revisione della Costituzione, tenendo conto, nella scelta dei suoi membri, a criteri di competenza, di imparzialità e di integrità. Abbiamo deciso che la presidenza sarà nella mani di M. Abdeltif Mennouni, conosciuto per la sua saggezza e la sua vasta esperienza giuridica. Attendiamo che il progetto della nuova Costituzione sia sottomesso al referendum popolare, che entrerà in vigore dopo la sua approvazione, e che siano messe in opera le istituzioni che saranno descritte, le istituzioni attuali continueranno ad esercitare le loro funzioni nel quadro delle disposizioni della Costituzione attualmente in vigore.

La mia volontà è di andare avanti sulla via delle riforme, tanto che potro’. Possa Dio accordarmi il Suo sotegno e gratificare le mia azioni con il successo. Io confido in Lui e vado verso Lui, Vera è la parola di Dio.  Wassalamou alaikoum warahmatoullahi wabarakatouh.

Fonte: My Amazighen

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