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Archive for February, 2011

Afleur the book, l’amore a prova d’alga

February 22, 2011 Leave a comment
L’amore? E se fosse un fiore, sarebbe di carta? Fatto di stoffa? Dov’è oggi?
Con questi interrogativi inizia il libro: fotografie e pensieri sulle fragilità delle relazioni sentimentali, sulla difficile comprensione di cosa sia diventato l’amore oggi. Jean Vigo narra nell’Atalante della credenza per cui bisogna immergersi sott’acqua per vedere il volto della persona amata. Ma cos’è l’amore se non un viaggio di ricerca verticale, in primis nel nostro essere? Riflessioni elaborate nei due anni in cui il progetto audiovisivo ha preso forma, portano il lettore in quella dimensione, in quella sensazione che solo il ritorno all’acqua, alle proprie origini, può dare.
Pregievoli carte arrivate dal giappone per la copertina e la sleeve. Per l’interno è stata scelta concettualmente
una carta di alghe, un prodotto di alto valore ecologico e che ben si sposa col tema estetico. Prodotta con le alghe in esubero della laguna di Venezia e Energia Pura, l’energia elettrica compensata da certificati RECS (Renewable Energy Certificate System). È priva di cloro elementare (E.C.F.) e libera da acidi (Acid Free).
Presente all’interno di ogni copia una vera ‘alga’ a testimonianza della fragilità dell’argomento trattato.

Fonte: BlogModa

 

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“Io ci voglio credere” di Francesco Gabriele, Rupe Mutevole Edizioni

February 18, 2011 Leave a comment

“ Solo in quel momento, ho capito davvero cosa provasse Catullo per la sua amata Lesbia: ODIO E AMORE!
La prima volta che lessi questa poesia mi era sembrata così assurda, così inverosimile che due sentimenti apparentemente opposti e palesemente contradditori, potessero convivere nello stesso istante, per di più nei confronti della stessa persona!”
Frik, il protagonista, inizia a conoscere l’amarezza dei rapporti sentimentali. L’amore giovanile, quello che spezza il cuore, quello immaturo ma che cela una forza al suo interno che riesce ad intenerire anche gli adulti che oramai sono avvezzi alle delusioni. Frik, è un ragazzo intelligente che riesce ad utilizzare i suoi studi classici nella vita di ogni giorno, che riesce a capire la differenza tra bene e male ed a rimediare ai suoi errori.
“Io ci voglio credere”, edito nel 2009 dalla casa editrice Rupe Mutevole Edizioni nella collana “La Quiete e l’Inquietudine”, è un romanzo di forte interesse linguistico e sociale. Il protagonista è Federico, meglio conosciuto come Frik, un ragazzo di 19 anni che sta per terminare la sua avventura al liceo classico. Una storia che va oltre il racconto adolescenziale del primo amore, una trama che rivela la maturità delle scelte e delle aspettative della vita. L’autore, Francesco Gabriele, riesce a descrivere la realtà irrequieta dei giovani, a stilizzarla immettendoci passioni, delusioni, inclinazioni artistiche e sentimentali. Il libro consta di 287 pagine e sei capitoli di lunghezza variabile, ogni capitolo è anticipato da una citazione (W. Shakespeare, Walt Disney, Catullo, anonimo, Luis Sepulveda, anonimo). La prefazione è stata scritta da Federico Moccia, il famoso autore dei romanzi d’amore fra adolescenti.
Frik ha un sogno: il cinema. “Io ci voglio credere” inizia proprio con un cortometraggio. Frik ed alcuni amici si recano, infatti, al mare per girare il primo corto, la prima idea di Federico: un horror. Proprio in questa occasione Frik ha un colpo di fulmine e s’innamora perdutamente di una ragazza, Francesca. L‘iniziale del nome in comune che creerà una forte connessione mentale fra i due.
“ 6 bella davvero… Nn come le modelle ke ritoccan le fotografie…Ho scritto una lettera x te così x sempre la leggerai! Ho scritto una lettera x te, così ogni tanto riderai, Xké l’amore fa ridere, lo sai?!”
Ed ecco come Francesco Gabriele interpreta il linguaggio giovanile, nel testo saranno frequenti i rimandi alla realtà odierna della lingua italiana, al giovanilese in primis. L’uso della citazione e della lingua inglese è abbastanza presente, troviamo per esempio “ti lovvo” per indicare “ti amo” e per estensione “ti voglio bene” (“ti lovvo” deriva dall’inglese “to love”). Troviamo anche l’abbreviazione, il modo di dire (per esempio “sgamare” nei suoi diversi significati). Un fattore importante è anche la presenza della musica (Vasco, Oasis, 883, Tiziano Ferro), i testi delle canzoni vengono utilizzati dai personaggi come normale comunicazione.
“ Sarebbe poco originale dirti che quando sono con te, mi fai sentire “3 metri sopra il cielo”, che ne ho conosciute di ragazze, ma “Come te nessuna mai”. Perché non esiste “Manuale d’amore”, che sarà mai in grado di spiegare le infinite sfumature di quello che sento. Insomma, quando ci sei tu, non faccio che chiedermi: “Che ne sarà di noi?” Perché ho una “Voglia di te”, che aumenta ogni attimo che trascorriamo insieme.”

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice e per ordinare il libro.
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

 

Intervista di Alessia Mocci a Gioia Lomasti, curatrice della collana “Poesia e Vita”, Rupe Mutevole Edizioni

February 18, 2011 Leave a comment

La collana “Poesia e Vita”, curata dalla scrittrice Gioia Lomasti, compare con l’intento di devolvere una parte del ricavato in beneficienza. La collana è giunta alla decima pubblicazione con l’undicesima e la dodicesima in via di pubblicazione. Gioia Lomasti è riuscita a creare un gruppo di collaboratori fidato e competente con il quale portare avanti un progetto editoriale complesso: la ricerca della novità. La novità ha risvegliato anche l’umanità dei poeti che si rivolgevano a Rupe Mutevole dando modo di aiutare spiritualmente con le parole e fisicamente con la beneficienza. Il sito web di “Poesia e Vita” non nasce per vendita online ma piuttosto per illustrare gli obiettivi che mano a mano la collana si pone, le novità editoriali, le interviste agli autori. La curatrice della collana ha intrapreso diversi progetti per dare maggior visibilità ai suoi autori, quali un programma radiofonico letterario su Radio Sonora On Line che gratuitamente da spazio ogni settimana a poeti e cantautori per presentare o per essere presentati dai collaboratori e, l’utilizzo del social network Facebook. Gioia Lomasti è stata molto gentile e disponibile nel rispondere ad alcune domande per conoscere meglio la collana e la casa editrice Rupe Mutevole. Buona lettura!

A.M.: Come nasce la collana “Poesia e Vita”?

Gioia Lomasti: La sua nascita si concretizza nel giugno 2009 con un libro dal quale poi prenderà nome la collana editoriale Poesia e Vita curata ed ideata da me, Gioia Lomasti, introdotta con la prima antologia AA.VV., grazie alla consulenza ed all’ ottima gestione editoriale della casa editrice Rupe Mutevole che ha saputo valorizzare al massimo questa mia proposta mettendosi a disposizione in primis per una causa a sfondo benefico, in collaborazione con tutti gli autori partecipanti (circa sessanta), attraverso i proventi raccolti dal libro stesso. Il progetto prosegue con la pubblicazione di opere in poesia, prosa e narrativa in quanto la parola “poesia”, sita nel nome della collana accompagna, tutti i testi anche se non poetici come espressione dell’anima. Sono stati ampliati gli scritti dei singoli autori per antologia al fine di dar loro maggiore visibilità e lasciare un segno tangibile con la speranza che queste pubblicazioni, ad immagine d’impegno per donazioni benefiche da loro intraprese, unifichino e siano occasione di un’arte ricercata in opere di pregio.

A.M.:In attivo quante pubblicazioni si trovano sotto questa collana?

Gioia Lomasti: In meno di due anni siamo riusciti a dar vita a ben tredici opere con grandi apprezzamenti da parte dei nostri lettori, dalla rassegna stampa e da presenze di un certo calibro. Portiamo avanti questo impegno soprattutto attraverso il sito poesiaevita.com (dove è possibile trovare le pubblicazioni al seguente indirizzo http://www.poesiaevita.com/poesiaevita.php) che ormai da tempo è un luogo di incontro e di collaborazione con tutti gli autori, non solo della collana stessa, permettendo di visualizzare tutte le informazioni: la rassegna stampa, affiliazione a portali di scrittura e musica, anche per il progetto Almax nella sezione cantapoeti e cantartisti (www.progettoalmax.it), ed un laboratorio creativo ideato e curato da me come volontaria su Radio Sonora web in Poesia e Vita con la sezione Una Goccia Di Splendore implementata nelle puntate e dedicata a  Fabrizio De Andrè (http://www.poesiaevita.com/radio_sonora.php) in virtù di una sintonia fra arte, musica e parole che ci accomuna e di grande interesse ed ascolto non solo ad un pubblico mirato in quanto è varia e dà modo a tutti gli autori e cantautori che vogliono prenderne parte di avere visibilità anche tramite questo spazio.

A.M.:Esiste una tematica che corrisponde alle scelte di “Poesia e Vita”?

Gioia Lomasti: No, non esiste una tematica precisa, ognuno è libero di esprimersi come meglio vuole, i testi sono di libera scelta ed a sentimento degli autori in quanto includere una tematica specifica significherebbe dettare una direzione che a mio parere è non favorevole e potrebbe bloccare le eventuali fonti di ispirazione.

A.M.:Gioia Lomasti non è solo la curatrice della collana ma è anche una scrittrice, ci parli un po’ delle tue pubblicazioni?

Gioia Lomasti: In effetti nasco come autrice portando alla luce in pochissimo tempo tre pubblicazioni. Il mio primo libro intitolato “Passaggio” uscito nel giugno 2008 è una raccolta edita di poesie con argomentazioni a carattere autobiografico. Con questa pubblicazione ho operato al fine di una donazione per un progetto benefico. Anche la mia seconda pubblicazione prosegue come immagine d’impegno per gli stessi valori, dal titolo “Dolce Al Soffio di De Andrè” edita da Rupe Mutevole  dicembre 2009 che vuol essere un accorato omaggio al grande “Cantautorpoeta” italiano Fabrizio De Andrè con la rielaborazione dei testi delle sue canzoni descritte attraverso la mia sensibilità poetica.
La mia terza pubblicazione come curatrice dell’opera stessa e coautrice è “Mixando la mia vita” di Fabrizio Fattori, edito nel marzo 2010 da Rupe Mutevole, realizzata in collaborazione col giornalista Alessandro Spadoni e Marcello Lombardo, ed è la stesura della biografia del famoso Dj Fabrizio Fattori su argomentazioni che trattano l’amore per la musica, la sua arte ed il suo lavoro in un racconto di vita vissuta al fine di offrirne una descrizione più completa possibile.

A.M.:Ci illustri Rupe Mutevole utilizzando cinque aggettivi?

Gioia Lomasti: Seria in quanto è una casa editrice che si occupa con interesse reale alla promozione degli autori. Di grande umanità perché tratta gli scrittori con rispetto dando loro molta fiducia. Di notevole spessore per una vasta scelta di collane editoriali dalle molteplici sfaccettature. Selettiva in quanto prepone le opere di un certo pregio e quindi ritenute idonee alla pubblicazione  Innovativa perché da largo spazio a talenti emergenti di ogni età valutandone la comunicatività scritta e l’espressione che gli autori sanno imprimere nelle loro opere.

A.M.:Novità per il 2011?

Gioia Lomasti: Sono sempre in evoluzione e le idee non mi mancano, attualmente sto elaborando questo nuovo progetto del quale ne sono la curatrice editoriale per la collana “Sopralerighe” che già ospita le mie pubblicazioni “Dolce al Soffio di De Andrè” e “Mixando la mia vita” e che procederà a breve con nuove opere in uscita da febbraio 2011 che spaziano dal sentimento poetico, a racconti di vita vissuta. Nel sito poesiaevita.com alla sezione Sopralerighe (http://poesiaevita.com/sopralerighe.php) stiamo dedicando per ogni opera in prossima uscita una pagina dove oltre a promuovere la pubblicazione si procede nel dare più spazio possibile agli autori poiché ritengo sia essenziale per la loro visibilità. “Sono sempre in evoluzione e le idee non mi mancano” con queste parole Gioia ci infonde davvero l’idea di tanta passione e forza di volontà.

Vi lascio il sito ufficiale di Gioia:

http://www.gioialomasti.eu

Lascio link utili per visitare il sito della casa editrice:
http://www.rupemutevoleedizioni.com/
http://www.reteimprese.it/rupemutevoleedizioni
http://www.poesiaevita.com/
http://www.facebook.com/pages/Ufficio-Stampa-Rupe-Mutevole/126491397396993
Alessia Mocci
Responsabile Ufficio Stampa Rupe Mutevole Edizioni

Fonte: Oubliettemagazine

 

Vincenzo Di Michele

February 18, 2011 Leave a comment

Vincenzo Di Michele nasce a Roma nel 1962, città nella quale tutt’oggi risiede.
Figlio di Alfonso Di Michele e di Anita D’Ambrosio; sposato con Carla Guiso ( Avvocato, abilitata negli scioglimenti matrimoniali presso i Tribunali Ecclesiastici)  con la quale ha avuto tre figli, Matteo, Marco e Tommaso.
Laureato in Scienze Politiche nell’indirizzo Politico Amministrativo con la votazione di 110/110 all’Università di Roma “La Sapienza”  si è avviato  all’attività giornalistica  con pubblicazioni  in materia legislativa  e in particolare sulla normativa del Codice della Strada.

Per la sua attività di scrittore e giornalista pubblicista, senza dubbio, possiamo conferirgli una nota di merito per la  sua capacità di eterogeneità nella trattazione di argomenti e di stili.
Nel 2006 ha pubblicato con la casa editrice Firenze Atheneum Edizioni “La famiglia di fatto” (Prezzo 5,60 Euro), un saggio nel quale si espongono in un’analisi ragionata, gli argomenti inerenti alcune situazioni reali della vita di tutti i giorni e alcuni aspetti previdenziali che riguardano la convivenza more uxorio, come: i rapporti contrattuali tra conviventi, il diritto di proprietà sull’abitazione comune, il contratto di locazione della casa comune, il decesso del partner e alcune soluzioni patrimoniali per assicurare al proprio compagno un certo beneficio economico.
Nel 2008 ha pubblicato  “Io, prigioniero in Russia” (Prezzo 12,10 Euro) edito da  Maremmi Editori L’Autore Libri Firenze ”. Un libro questo, tratto dal diario  di suo padre Alfonso a proposito della sua avventura bellica .
È il racconto di un reduce della Seconda Guerra Mondiale sul fronte russo, in quella che è stata definita “la campagna militare più sanguinosa della storia mondiale”. Nel 1942, all’età di vent’anni, un ragazzo abruzzese viene sradicato dalle sue terre e mandato a combattere in Russia a ridosso del Fiume Don. Impiegato sul fronte di Prima Linea, si scontra immediatamente con la dura realtà di sofferte e cruente battaglie. A seguito di una travolgente offensiva sovietica viene fatto prigioniero. Internato nei Campi di concentramento, la prigionia mostra da subito la sua crudele accoglienza con quelle spietate marce del “Davaj” dove riesce a sopravvivere grazie al grande senso di umanità delle mamme russe le quali, camminando insieme ai prigionieri, porgono loro cibo e bevande nonostante le proteste dei figli con la divisa della loro stessa Nazione. Dal Campo di concentramento di Tambov, all’Ospedale di Bravoja, fino ai Campi di lavoro del cotone di Taskent in Kazakhstan, è riassunta la sofferenza di questo giovane Alpino e di migliaia di altri prigionieri. Infine, dopo quasi quattro anni, il travagliato ritorno a casa.
“Io prigioniero in Russia” ha avuto e continua ad avere un grande successo avendo ormai superato le   “50.000 copie vendute”.
Tale libro, ha inoltre conseguito i seguenti  riconoscimenti:
– Dicembre 2008    Ringraziamento del Presidente della Repubblica per la preziosa testimonianza storica
– Aprile 2009    Premio di Cultura e Vita Alpina “Gen.Div.Amedeo De Cia” per l’attenta ed accurata opera letteraria delle memorie del familiare reduce dalla prigionia in Russia –
– Dicembre 2009 Premio Baiocco Speciale Per la Memoria storica
– Novembre 2010     Vincitore premio 3° classificato ex aequo premio letterario  ”GIOVANNI GRONCHI”   Pontedera  Edizione 2010
– Dicembre 2010 Conferita la  Segnalazione d’onore per il Premio Firenze 2010
Nel novembre 2009 è stato assegnato a Vincenzo Di Michele “Il Premio Nazionale Nomentum” Edizione 2009 per il settore cultura,  con la seguente motivazione: “Per la sua opera di scrittore di volumi di grande spessore storico letterario e di vita in due come “Io Prigioniero in Russia” e “La famiglia di fatto” e per le sue numerose partecipazioni ai relativi incontri di presentazione alle trasmissioni televisive”.
Nel 2010 Vincenzo Di Michele ha  pubblicato “Guidare oggi”, edito da Curiosando Editore; libro dal genere letterario “utile” a livello cognitivo e pratico con specifiche nozioni di guida. In tal contesto, l’autore, ha ben pensato di raggruppare le sue competenze in materia realizzando un libro di forte interesse per chiunque sia in possesso di patente. Un manuale per le insolite problematiche stradali e con i quesiti più impensati  ( circolazione dei camper,  trasporto delle imbarcazioni su strada e windsurf, assicurazioni,  nuovi segnali europei, trasporto bambini su due ruote, ecc.. )
“Guidare oggi” è dedicato al nipote dell’autore, Manuele Murgia, prematuramente scomparso a causa di un incidente stradale.
Nel corso dell’anno 2011, Vincenzo Di Michele, annuncia la prossima  pubblicazione di un’ opera storica con novità inedite riguardanti Mussolini e l’anno 1943.

Un breve brano tratto dal libro “Io prigioniero in Russia”
Gennaio 1943 :   Il Lager di Tambov
“Se avessero scritto su un cartello all’ingresso di quel Lager,” Benvenuti all’ Inferno “, la realtà non sarebbe poi stata tanto dissimile, perché il Campo di Tambov, o meglio, ” Tambòf “,  così come pronunciato dai Russi, può essere considerato solo come tale.   Certamente, Dante Alighieri nella sua Divina Commedia, avrebbe trovato nuovi spunti per ulteriori gironi dell’Inferno come ad esempio, il girone degli Affamati o il girone dei Pestilenti Ammalati fino al  girone dei Disperati. Sempre in argomento, la famosa frase del celeberrimo scrittore Fiorentino, ” Lasciate ogni speranza voi ch’entrate “, posta all’ingresso di quel maledetto Lager, non avrebbe di certo travisato le reali condizioni di vita in quel Campo.”

Per coloro che volessero saperne di più dell’autore lascio il link diretto che riporta direttamente al suo curatissimo sito nel quale potrete seguire le novità sulle sue pubblicazioni ed eventi:
http://www.vincenzodimichele.it/
Vincenzo Di Michele è anche su Facebook:
http://www.facebook.com/vincenzo.di.michele
Lascio anche il link di un’intervista sul libro “Guidare oggi” ed il link di una video-intervista su “Io, prigioniero in Russia”:
http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-vincenzo-di-michele-ed-al-suo-%E2%80%9Cguidare-oggi%E2%80%9D/

Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa di Vincenzo Di Michele

Fonte: Oubliettemagazine

 

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Intervista di Alessia Mocci a Michele Gentile ed al suo “I graffi del buio”

February 15, 2011 Leave a comment

“I graffi del buio”, edito nel 2010 presso la casa editrice Linee Infinite, è l’ultima pubblicazione di Michele Gentile. Michele inizia nel 2008 con la poesia e con la pubblicazione “Sassi nel Fiume”, silloge di trenta poesie edita dalla casa editrice “Il Filo”. E chi ha detto che un amante dei versi non si possa cimentare anche con la prosa? Michele ci da una prova di questa sua predisposizione con dei lavoro eterogenei e d’impronta sociale, infatti, nel 2009 pubblicherà “I respiri del mare” vincendo la prima edizione del concorso letterario nazionale “Premio Massimo Di Somma”,  nel 2010 “I graffi del buio” un romanzo scritto a quattro mani insieme a Monica Baldacchino. “I graffi del buio” è un thriller che denota una spiccata sensibilità verso una tematica, quale quella della pedofilia, che spesso e volentieri viene accantonata. Congratulandoci con il coraggio dei due scrittori vi lascio alle risposte dell’autore sulla sua vita e sulle sue opere. Buona lettura!

A.M.: Michele Gentile inizia la sua carriera letteraria con “Sassi nel Fiume”, una silloge di poesie. Che cosa ti ha portato al passaggio da poesia a prosa?

Michele Gentile: Amo la poesia più di ogni altra cosa al mondo perché come era solito dire il grande scrittore parigino Leon Paul Fargue – “ La poesia si trova dappertutto ma solo in pochi riescono a vederla” – Il poeta è principalmente un disadattato, un individuo che custodisce una sensibilità non comune in grado di elevarsi ed inabissarsi nel medesimo istante magari dinanzi ad un tramonto sul mare. La poesia, così come la percepisco, è quindi puro istinto, vedere e raccontare la vita mediante sensi non convenzionali. In quest’ottica è nata la mia prima pubblicazione. “Sassi nel fiume”, una silloge di trenta poesie, delle quali più della metà scritte in età adolescenziale, che pressava urgente dalla profondità della mia anima, una prova di forza contro me stesso finalizzata a comunicare ogni più piccola emozione interiore. Fin da piccolo ho voluto vivere il mondo poeticamente ed oggi, grazie anche alla mia casa editrice Linee Infinite, con la quale collaboro come editor di poesia, posso dire di aver soddisfatto questa mia esigenza. Il passaggio alla prosa costituisce per me unicamente un cambio d’abito momentaneo. È come indossare un vestito che sai bene ti servirà solo per qualche festa o cerimonia per tornare poi ad utilizzare panni più comodi. La poesia rimane la mia priorità.

A.M.: 2009 e 2010. Due romanzi. “I respiri del mare” ed “I graffi del buio”. Quanto pensi di essere cresciuto a livello stilistico?

Michele Gentile:  “I Respiri del mare” nasce dal premio nazionale di letteratura Massimo Di Somma. Romanzo vincitore, romanzo che ha una genesi particolare: ricordo di aver appreso la notizia del premio da un giornale romano, di essermi incuriosito non poco e, la notte successiva, di aver sognato qualcosa. Quel qualcosa era appunto la trama de “I Respiri del Mare”: dovevo soltanto da tradurlo in testo. Sono affezionatissimo al mio primo romanzo, grazie a questo libro ho provato la forte emozione di vincere un premio letterario, nella mia città, gareggiando con autori validi e preparatissimi. “ I Graffi del Buio” invece è un progetto voluto fortemente  da me, del quale ho fatto partecipe una scrittrice del mio territorio, Monica Baldacchino. Volevo affrontare un tema scomodo, crudo e purtroppo sempre molto d’attualità: la pedofilia. Non ci siamo risparmiati e non abbiamo addolcito la pillola, è un romanzo davvero aspro e reale. La letteratura per come la vedo io rappresenta il mezzo ideale per entrare nella coscienza delle persone ed invitarle a riflettere con più attenzione sulla realtà circostante. Sono due romanzi chiaramente diversi, sia per contenuti che per stile, personalmente ho puntato molto su di una scrittura chiara e veloce, in grado di interessare il lettore.

A.M.: Com’è stata l’esperienza di “I graffi del buio”? Scriveresti nuovamente a quattro mani?

Michele Gentile: Nel progettare e creare un romanzo come “I Graffi del buio” erano necessarie due cose sostanzialmente: documentazione e distacco. Ci sono voluti circa quattro mesi per la prima fase. Siamo riusciti ad ottenere una notevole quantità di informazioni mediante articoli pubblicati dalla carta stampata e su internet, contattando operatori del settore e responsabili di case famiglia,siamo riusciti anche ad estrapolare alcuni files decriptati dell’ FBI…insomma per poter rappresentare un dramma come quello della pedofilia dovevamo entrare nel vivo della tragedia.  Non siamo tuttavia stati capaci di rimanere totalmente distaccati da ciò che apprendevamo e rappresentavamo nella storia. La tessitura thriller data al romanzo ha poi alzato il ritmo del testo ma ti assicuro che il contenuto, sebbene romanzato ed inventato è molto più vicino alla realtà di ciò che può pensare. Stilisticamente parlando scrivere a quattro mani è stato impegnativo, soprattutto quando dovevamo ricavare dalle nostre giornate il tempo necessario per incontrarci e confrontare i lavori. È stato però anche  molto affascinante ed istruttivo. Credo molto nelle contaminazioni artistiche, nel mescolare stili ed idee, sono opportunità vere per crescere ed imparare. Io e Monica Baldacchino ci siamo trovati bene e ci siamo amalgamati senza troppi problemi. Collaborare con un altro autore è un’esperienza importante, lo rifarei anzi ho fatto di più!

A.M.: Il personaggio principale de “I graffi del buio”, Tony Marino, è preda di raccapriccianti immagini. Dove nasce la tua passione per il thriller-tenebroso?

Michele Gentile: Adoro il genere thriller, il ritmo ed i colpi di scena. Il movimento di un buon giallo riesce a tenermi avvinto al testo, mi costringe a restare attaccato alle pagine del romanzo ed ad andare avanti il più possibile nella lettura. Sono poi un grande appassionato di misteri. Mi intriga lo studio delle civiltà perdute come quella dei Maya, degli Egizi e dei Sumeri, mi interesso di miti arcaici e di ufologia, amo lo stile gotico e nella mia libreria primeggiano autori come Lovecraft. Tony Marino, personaggio chiave de”I Graffi del Buio” è un concentrato di ragione ed istinto. Un giovane poliziotto capace di condurre indagini in maniera ortodossa ma, a seguito di un’infanzia infelice e drammatica, ha maturato un’alchimia interiore in grado di sviluppare in lui un sesto senso molto spiccato. Tony è il classico personaggio che si muove a proprio agio nei deliri di molti miei pensieri.

A.M.: Pensi che il tuo destino sia la prosa o ritorneresti alla più ellittica poesia?

Michele Gentile: Assolutamente poesia. Ho il desiderio forte di  potermi dedicare totalmente al perfezionamento ed allo studio del fattore lirico, leggere e scrivere poesia non può non appartenere al mio futuro.

A.M.: Quale delle tue pubblicazioni ha maggiormente interessato il pubblico deilettori?

Michele Gentile: Le persone che hanno letto “I Graffi del Buio” non sono rimasti insensibili a questo romanzo. Il contenuto forte ed attuale ha lasciato il segno nella maggior parte dei lettori. Abbiamo ricevuto decine di email di congratulazioni per aver trovato il coraggio di affrontare una tematica così delicata, molti ci chiedono dove e come ricavare informazioni per prevenire e studiare il problema in profondità. Ringrazio  Linee Infinite per aver pubblicato questo libro e per aver  appoggiato noi autori in questo viaggio allucinante nel mondo della pedofilia.

A.M.: Hai qualche novità per il 2011? Puoi anticiparci qualcosa?

Michele Gentile: A fine febbraio è prevista l’uscita di un romanzo molto particolare. In realtà è un libro  nato dall’idea del famoso giornalista di Rai Uno, Gianni Maritati. Il Dott. Maritati che mette la sua esperienza e qualità culturale a servizio del nostro territorio puntualmente e generosamente con iniziative valide ed oramai consolidate come La Festa del Libro e della Lettura di Ostia, ha coinvolto in questa avventura il sottoscritto, Monica Baldacchino e la validissima e sapiente scrittrice Cinzia Baldini.

Il risultato è stato un romanzo costituito da tre racconti uniti da un’alchimia letteraria che spero il lettore avrà voglia di gustare. Al Dott. Maritati ed a Linee Infinite che pubblicherà il romanzo, la mia sincera gratitudine.

Michele è stato generoso con noi lettori anticipandoci della sua nuova pubblicazione di fine febbraio. Si nota che la sperimentazione, tipica di un animo poetico, è il suo pane quotidiano e che sicuramente questa nuova uscita non passerà inosservata come del resto le altre precedenti pubblicazioni.
Restiamo dunque incuriositi dalla novità ed aspettando la nuova uscita vi lascio alcuni link utili per visitare qualche informazione in più e per leggere un estratto del capitolo III de “I graffi del buio”:
http://www.lineeinfinite.net/portal/autori/175-monica-baldacchino-michele-gentile.html

Click to access graffi.pdf


Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa di Michele Gentile

Fonte: Oubliettemagazine

Federico Li Calzi

February 12, 2011 Leave a comment

Federico Li Calzi è nato ad Agrigento il 28 Agosto 1981. Vive e lavora a Canicattì (AG) nella quale svolge la professione d’ imprenditore. Dopo i primi anni di Università, Federico preferisce dedicarsi e dunque proseguire l’attività di famiglia.
L’interesse per la letteratura nell’autore germoglia sin dall’infanzia, lo stesso Federico dichiarerà in un’intervista…

“La passione per la scrittura nasce con lo stesso scrittore. Sembra retorico ma passione e scrittore convergono sullo stesso piano.
Da bambino trascrivevo sulla carta emozioni, ricordi, (attingevo allora dalla musica, che insieme alle parole esercitavano nella mente uno stato evocativo di serenità) certo erano pensieri riferiti e non vissuti di persona.
Poi il tempo, l’autocritica, hanno lavorato la materia, distruggendo costantemente lo stile che di volta in volta nasceva sotto la mano, “scrivendo molto e strappando moltissimo”, fino a raggiungere la forma, il ritmo desiderato.”
L’autore frequenta diverse Associazioni Culturali e fa parte anche di un attivo “cenacolo” di poeti e scrittori.
Nel 2009 pubblica con la casa editrice Tra@art il suo primo libro di poesia: “Poetica Coazione”. La raccolta di poesie è preceduta da un’accurata prefazione di Nuccio Mula e le liriche sono state scritte in un arco temporale che va dal 2005 al 2009. Scrittura e studio, scrittura e ricerca della verso con la musicalità adatta per esprimere al meglio pensieri, ricordi, profumi, colori, sensazioni. “Poetica Coazione” è divisa in tre parti fluide. La prima parte vede un forte rapporto sentimentale ormai caduto da tempo immemore, la seconda racconta di un amore giovanile, e nella terza si riprende con il primo rapporto che pare aver istinto di se ma non in presenza.
Pietro Seddio scrive di “Poetica Coazione”: “Nella sintesi che vuole evidenziare il nucleo della completezza lirica e della conseguente capacità di tradurre la Parola in Poesia si può affermare che il libro di Li Calzi “poetica coazione” può essere annoverato a ragione ben veduta come una esperienza (la sua prima dal punto di vista editoriale) assai positiva e come ha sollecitato il prof. Mula, si consiglia una approfondita lettura per il piacere di immergersi in questo ricco mondo sensitivo e palpitante per poterne avvertire i profumi, sentire la melodie, respirare quell’aria salubre che aiuta a guardare con fiducia all’avvenire in un momento di caos dove i valori si sono persi e dove le coscienze si sono ottenebrate.”
Diego Romeo (docente universitario, giornalista e critico multimediale) espone il suo parere sull’autore e sulla raccolta di poesie notando alcuni particolari: “Le poesie del libro, scritte tra il 2005 e il 2009, s’acquietano, all’ultima pagina, nella saggezza di un’Arcadia pensata e implorata nel “bisogno di due occhi giovani e due braccia forti… per saper organizzare il lavoro (che è quello che conta) e sfruttare quel ponte, per far fiorire un giorno, forse, la terra nel lavoro di oggi”. C’è forse, in questo corposo volume,un ritorno ad un’Arcadia-Utero? Ad un’Arcadia politico-imprenditoriale originaria? Ad un rigenerante riformismo? Ed ancora: quel “lei” e quel “tu” sono vissuti come opposizioni alla degradazione della storia? Sono segnali lessicali su un paesaggio fisico e metafisico? O cos’altro sono?”
Federico Li Calzi ha in preparazione altre opere di poesia e narrativa e nel 2011 ci sarà una nuova pubblicazione della quale, però, l’autore preferisce non anticipare nulla.
Vi lascio il link di un’intervista rilasciata da Federico Li Calzi ed il link di due recensioni di “Poetica Coazione”:
http://www.express-news.it/cultura/intervista-di-alessia-mocci-a-federico-li-calzi-ed-al-suo-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D/
http://www.teramani.net/public/post/poetica-coazione-di-federico-li-calzi-488.asp?d=20110201
http://www.scrivendo.it/bacheca/i-versi-di-%E2%80%9Cpoetica-coazione%E2%80%9D-di-federico-li-calzi-traart
Link sito dell’autore nel quale potrete scaricare gratuitamente “Poetica Coazione” e link pagina facebook:
http://www.federicolicalzi.it/
http://www.facebook.com/pages/Federico-Li-Calzi/188911001130172
Alessia Mocci
Responsabile dell’Ufficio Stampa “Poetica Coazione”

Fonte: Oubliettemagazine

 

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