Home > Interviste di Marius Creati > Alberto Garbati a dialogo con Marius Creati

Alberto Garbati a dialogo con Marius Creati

Alberto Garbati, grande interprete dell’arte figurativa contemporanea, é divenuto nel tempo un memorabile traduttore del connubio tra l’arte e l’architettura, un mix di luci ed ombre estrapolate dalla realtà, corredate di un corroborante senso estetico inteso in un vivido concettualismo urbanistico di fondo dal quale trae la sua enorme ispirazione congenita all’espressione di uno stile personalizzato vivo ed esaltante, quasi croccante nella sua nitidezza figurativa.

Divenuto, altresì, grande esponente della celebre associazione artistica Milano Art Affairs, ha ben accondisceso l’approvazione estetica del suo operato con l’ampia visione del gruppo culturale prodigandosi quasi elemento di spicco e simbolo per antonomasia. Alberto Garbati é un artista straordinario che segue percorsi storici e introspettivi interpretando la quotidianità attraverso le sue opere mediante stimoli percettibili che ideologicamente adducono emozioni e diletto estetico.

Intervista ad Alberto Garbati

M.C.: Come sei approdato nel mondo della moda? Ricordi ancora le tue prime collaborazioni?

Alberto Garbati: Ho iniziato ad occuparmi di sfilate di moda facendo l’assistente ad uno dei primi registi, disegnando anche le scenografie. In seguito da solo, essendomi inserito nell’ambiente avendo conosciuto gli stilisti, ho iniziato ad organizzare le sfilate per i nomi che poi sarebbero diventati tra i più famosi.

M.C.: Come si diventa artisti delle passerelle al fianco di grandi stilisti internazionali? E’ una passione intrinseca quella che subentra oppure uno stimolo persuasivo del momento?

Alberto Garbati: Con un grande interesse per il mercato del prêt-à-porter italiano che nasceva, sono stato coinvolto dalla creatività che negli anni ’80 stava facendo diventare Milano la capitale dello stile.

M.C.: Divenire promotore di eventi e regista di sfilata ha rappresentato l’apice di un periodo riguardevole. In che modo si diventa artefice di tale successo?

Alberto Garbati: Come ho già detto, gli anni ’80 sono stati il periodo forse più fertile per la creatività della moda e del design in generale;  un grande impegno ed un grande entusiasmo mi ha portato a lavorare con i più grandi stilisti.

M.C.: Ci sono oggi elementi contrastanti per chi svolge questo tipo di professione rispetto alle attività del passato?

Alberto Garbati: Oggi giorno il mondo della moda è completamente diverso: industrializzazione e globalizzazione hanno tolto parte dell’emozione che si aveva per il nuovo e , se posso esprimere il mio parere, hanno appiattito il sistema.

M.C.: In che modo le relazioni sociali con grandi personaggi del mondo della moda hanno influenzato gli stimoli nella tua creatività?

Alberto Garbati: Avere rapporti di lavoro e di amicizia con grandi stilisti mi ha stimolato ad essere sempre aggiornato sui cambiamenti che avvenivano nella società.

M.C.: Pensi che il rapporto tra arte, moda e architettura abbia generato nella tua vita una spinta emotiva verso l’alba di nuove esperienze?

Alberto Garbati: Sì, personaggi come Versace, Moschino, Armani, Ferrè, Donna Karan, e tanti altri, mi hanno sempre stimolato a cercare nuove forme di espressione, con la musica legata alla moda, la moda all’arte e l’arte all’architettura.

M.C.: Come nasce la tua collaborazione con Milano Art Affairs?

Alberto Garbati: Nasce da una grande amicizia con Hamilton Moura Filho, creatore della Milano Art Affair, alle cui idee ho creduto dal principio.

M.C.: In che modo hai avvertito la necessità di iniziare a dipingere?

Alberto Garbati: Ho sempre dipinto da quando, prima degli studi in architettura, ho frequentato il liceo artistico.

M.C.: Scorci, visioni e percezioni monumentali si identificano in un reale vissuto urbanistico? E’ un ritrarre visioni di nuove metropoli secondo i dettami dell’intuizione?

Alberto Garbati: Gli scorci di città che interpreto odorano di spazi vissuti subito  dopo i temporali, esaltando il fatto di essere i primi a poggiare gli sguardi sulle strade e sui palazzi.

M.C.: Quale significato attribuisci al tuo operato artistico? Come nasce l’ispirazione e come subentra il pensiero dell’arte?

Alberto Garbati: È vero, l’architettura che rappresento nei miei lavori identifica un mondo fatto di forti luci e di ancora più forti ombre, ma sempre attuale e reale.

M.C.: Quanto l’influenza artistica della moda é subentrata nella rappresentazione delle tue opere? E perché in esse si percepisce chiaramente l’assenza dell’umanità?

Alberto Garbati: Rappresentare l’architettura è sempre attualizzazione del momento in cui viviamo e il non vedere figure umane è una mia scelta per giocare con i volumi architettonici , le luci e le ombre. La presenza umana comunque si percepisce come se fosse spettatrice di ciò che viene rappresentato.

M.C.: Pensi che la tua arte manifesta una visione estetica di fondo nonostante il segno tangibile di un estro decontestualizzante?

Alberto Garbati: La mia visione artistica è ben contestualizzata in un mondo urbano.

M.C.: In che modo il senso estetico si amalgama con i tratti stilizzati evidenti nei tuoi dipinti?

Alberto Garbati: Il mio senso estetico, è il mio senso estetico, e trova espressione nei miei quadri a volte con tratti stilizzati, ma il più delle volte realistici.

  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: