Home > Storia del teatro > Théâtre du Grand-Guignol (parte I)

Théâtre du Grand-Guignol (parte I)

Il Théâtre du Grand-Guignol, la più completa sorgente della Camera degli Orrori francese, nacque nel 1897, ufficialmente nel 1898, a Parigi quando il commediografo drammaturgo francese, Oscar Métenier, riuscì ad acquistare un piccolissimo teatro alla fine di un vicolo chiuso, al numero civico 20bis di rue Chaptal, una strada che percorre le pendici di Montmartre, nel distretto parigino di Pigalle, dando così inizio ad una serie interminabile di commedie atipiche, dal sapore tipicamente orrificante, nelle sue rappresentazioni fantasmagoriche vagamente naturalistiche. Un ambiente puramente di nicchia dalla conformazione chiesastica, da notare che l’edificio al principio era una piccola cappella di un convento giansenista distrutto quasi completamente durante la Rivoluzione Francese, un palcoscenico succinto dall’impronta confessionale, due angeli mastodontici penzolanti sull’orchestra del teatro e pannelli di rivestimento in legno in stile neogotico con bussole rivestite con ringhiere di ferro battuto a conformare uno stile misterico, a metà tra il macabro e il mistico. Il minuto edificio, scampato alla distruzione, fu ricostruito nel 1896 per assumere la mera funzione di oratorio destinato alla preghiera e al culto, ma sconsacrata in breve divenne un magazzino per oggetti religiosi, successivamente l’atelier del pittore storico, aggiungerei sessuomane per la tipologia delle tematiche trattate, Georges Rochegrosse ed infine il luogo simbolo di uno dei teatri più controversi della storia teatrale del mondo, sotto la direzione dell’autore drammatico Max Maurey.

“Un peu d’humour, beaucoup d’horreur” era il suo fiero grido di battaglia, un po’ d’umore e molto orrore per degli spettacoli dove i trucchi sanguinolenti e gli stratagemmi scenici procuravano sensazioni molto forti, in considerazione di un repertorio alimentato anche dagli scritti di personaggi come Guy de Maupassant, Georges Courteline, Sacha Guitry, Octave Mirbeau e Tristan Bernard.

La nomenclatura del nome, ossia il “teatro del grande fantoccio”, trova il suo emblematico significato in Guignol, un carismatico burattino popolare francese, raffigurante un operaio dell’industria serica di Lione, ideato dal celebre burattinaio francese Laurent Mourguet, fervido sostenitore delle accentuate contestazioni sociali negli anni successivi alla rivoluzione industriale e acceso portavoce, tramite il celeberrimo fantoccio, delle proteste dei Canut (i tessitori di seta), una sollevazione che portò alla rivolta della classe operaia tessile lionese il 21 novembre 1831, mediante un’incessante insurrezione che tenne la città sotto assedio per diversi giorni consecutivi fino all’arrivo dell’esercito nazionale, il successivo 3 dicembre, il quale costrinse la milizia operaia alla fatidica resa, ragion per cui le sue divertenti commedie burattinesche successive alla sommossa venivano frequentemente censurate dalle forze dell’ordine di Napoleone III,  durante le varie manifestazioni popolari e i vari teatrini da strada, al fine di evitare eventuali forme di sobillazione tra la gente del popolo.

Il Grand-Guignol diventa automaticamente la rappresentazione di un dramma canonico conforme all’orrido, fortemente accentuato da strabilianti scene macabre esasperate, pronunciate e spesso esageratamente efferate, mediante l’ausilio di effetti speciali più o meno rudimentali.

Per la scabrosità percepibile, il teatro era sovente soggetto a censura, mentre lo stesso Métenier diveniva un facile bersaglio da parte delle autorità e dell’opinione pubblica, in quanto fu il primo a rappresentare con assoluta temerarietà un ambiente suburbano mai considerato prima sulla scena teatrale, composta di vagabondi, orfanelli, prostitute e fannulloni, truffatori, criminali e “apache”, i cosiddetti teppisti parigini di inizio secolo, adottanti un linguaggio puramente informale e di propria appartenenza.

Infatti in una delle prime rappresentazioni teatrali del teatro del Grand-Guignol, “Mademoiselle Fifi” di Oscar Métenier, storia basata su una novella di Guy de Maupassant, il drammaturgo porta sulla scena la prima meretrice del palcoscenico, nonostante le pressanti censure iniziali perpetrate dalla polizia parigina per evitare la divulgazione scandalosa del fenomeno piagoso come sinonimo di arte e poeticità culturale; oppure nel successivo trattenimento scenico di “Lui!”, mediante il quale colloca sapientemente sul palcoscenico una prostituta e un criminale in uno spazio scenografico allestito a camera d’albergo. Serve semplicemente soffermarsi sul concetto teatrale accademico e solenne di quel periodo per comprenderne lo scandalismo generale generato dinnanzi allo scempio delle consuete fogge melodrammatiche.

Il Théâtre du Grand-Guignol crebbe pian piano di notorietà, attraverso quel suo dilagante contegno istrionesco indice di uno strabiliante successo immediato, con i suoi appena trecentoquarantasette posti disponibili rispetto ai portentosi stragrandi teatri di Parigi e dintorni, divenendo improvvisamente una fenomenologia di genere che visse nel cuore granguignolesco per più di mezzo secolo, fino al 5 gennaio del 1963, data decretante la chiusura effettiva, mediante ultima rappresentazione teatrale, causata dall’affermazione consecutiva del cinema dell’orrore, sebbene in realtà la chiusura ufficiale avvenne nel 1962, e successivamente adottata dalle nuove tipologie spettacolari moderne, come ad esempio la cinematografia splatter.

a cura di Marius Creati

Fonte: A Tutta Cultura MondoRaro

  1. No comments yet.
  1. No trackbacks yet.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d bloggers like this: