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Germania, pericolo lago vulcanico Laacher See

Sta attirando l’attenzione degli esperti il lago vulcanico Laacher See in Germania a causa di una serie di anomalie che presenta dall’inizio di questo nuovo anno. Il Laacher See infatti è il più grande vulcano d’Europa e se dovesse effettivamente eruttare creerebbe una serie di disastrose problematiche in moltissimi stati confinanti fra i quali l’Italia. A darne notizia per primo è stato il tabloid britannico Daily Mail risaputo per l’attendibilità delle informazioni. Secondo il giornale inglese, il vulcano Laacher See avrebbe eruttato l’ultima volta circa 12.900 anni fa ed infatti si calcola che esploda ogni 12000 anni circa. Le dimensioni del vulcano sono impressionanti, simili a quelle del vulcano Monte Pinatubo in Indonesia che eruttò nel 1991 dando vita alla più disastrosa eruzione del XX secolo causando una diminuzione delle temperature a livello mondiale di 0,5 gradi centigradi fino al 1992. Secondo gli scienziati se anche questo vulcano dovesse
esplodere, darebbe vita ad una eruzione le cui conseguenze non sono minimamente immaginabili, ma in via ipotetica potrebbe far ricadere nell’intera Europa, immense quantità di polvere vulcanica. La polvere vulcanica per l’appunto genera conseguenze devastanti poiché è talmente densa tanto da poter far crollare interi edifici e bagnandosi diviene conduttrice di elettricità e potrebbe causare nell’atmosfera delle gigantesche tempeste elettriche. Inoltre, se la si respira, si solidifica nei polmoni come fosse cemento e causando quindi la morte di centinaia di migliaia di persone. Gli studiosi hanno per ora rilevato che nel lago vulcanico Laach See si stanno formando, sulla superficie, delle piccole bolle di gas, segnale inequivocabile del fatto che il vulcano sta rilasciando del magma, ma la comunità scientifica per ora non si è ancora pronunciata sulla possibilità di un imminente reale pericolo a livello europeo. Nel frattempo i vulcani europei e mondiali, compreso il Laach See, vengono costantemente monitorati con il progetto finanziato dalla comunità europea, denominato ‘MIA-VITA’, che comprende 15 partner-ship scientifiche ed ha una durata di 48, partito nel 2008, avrà termine quest’anno. Il progetto MIA-VITA si propone di costruire un metodo integrato per valutare e gestire nel miglior modo possibile, tutte quelle situazioni che presentano una reale pericolosità vulcanica attraverso i dati che pervengono dall’EO (Earth Observation) il quale trasmette informazioni a tutti i sistemi d’allerta basandosi su dati scientifici ben precisi. Tale progetto dovrebbe dunque garantire una concreta possibilità di pre-allarme che consentirebbe di salvare milioni di vite. Fra i rischi a cui sono esposte le popolazioni delle zone vulcaniche, vi sono tutti i prodotti eruttivi come le colate di lava, lahars, flussi piroclastici, ricaduta di tephra, emissioni di CO2 SO2, ceneri vulcaniche ed altre problematiche come le frane, le colate di fango, cadute di massi, terremoti vulcanici e tsunami. L’auspicio è che i sistemi d’allerta fin’ora messi a punto siano davvero utili alla salvaguardia, per quanto possibile, dell’ambiente e soprattutto per salvare delle vite umane dalle probabili catastrofi e dalle conseguenze che queste generano.

Carla Liberatore

Fonte: AGS Cosmo

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